venerdì 30 ottobre 2009

Nodo uni

Legare ami e girelle col nodo uni. Questo nodo lo possiamo definire come il jolly della pesca. Facile da realizzare anche a mare e con forte vento vanta numerosissimi utilizzi. Nello specifico fatta salva la legatura dell'amo a paletta è possibile legare quasi tutto: ami ad occhiello, girelle, la lenza alla bobbina ed anche lo shock leader alla lenza in bobbina. Esercitatevi e vedrete come a pesca potrete risolvere facilmente tutte le situazioni nelle quali vi occorre un nodo veloce. A seguire video tutorial con tutte le delucidazioni n merito. Buon lavoro.



Il nodo uni può essere anche utilizzato per unire due fili con diametri simili. In questo caso si ha l'accortenza di realizzare un uni to uni, ovvero due uni realizzati passando ognuno nell'altro capo. Qui il video con tutti gli esempi.

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La carpa: pesca in fiume


Continuo dell'articolo: La Carpa, di M. Caracciolo. Nei fiumi della provincia di Alessandria, il Bormida e il Tanaro, che frequento abitualmente, sono presenti bellissimi esemplari di amur che superano abbondantemente i 20 kg di peso. La tecnica del carpfishing, sempre piu’ diffusa, consiste nel pescare la carpa a fondo con svariati tipi di esche come le boilies, il mais, le tiger ecc. ecc. e prevede il rilascio del pesce dopo la sua cattura, sicuramente dopo aver scattato una foto ricordo e la pesatura della preda. Personalmente pratico il carpfishing dal 2003 e tra le tecniche di pesca che ho praticato sin’ora (quasi tutte) la reputo una delle piu’ affascinanti e sorprendenti. Come tutte le cose, anche la tecnica del carpfishing necessita di un minimo di attrezzatura specifica e sopratutto di molta passione. Quest’ultima, deve servire sopratutto all’inizio di questa esperienza, per sopperire agli inevitabili insuccessi causati immancabilmente dalla mancanza di esperienza. Consiglio a tutti i neo carpisti di appoggiarsi se possibile a un amico che gia’ e’ praticante, oppure di documentarsi su riviste specifiche o meglio ancora nei siti web, sempre piu’ numerosi, che trattano questa tecnica. Io, nel mio piccolo, ho cercato di dare un piccolo contributo, pubblicando un sito di pesca in fiume, con la tecnica del carpfishing, dove racconto senza segreti, quello che veramente metto in pratica durante tutte mie sessioni di pesca. Non vuole essere un insegnamento per nessuno, ma solo una testimonianza in piu’, e raccontare il mio modo di interpretare questo fantastico mondo che e’ il carpfishing. Articolo di Maurizio Caracciolo, profondo conoscitore delle carpe in fiume. Vai al sito internet di Maurizio Caracciolo.

Da Segreti della Pesca

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giovedì 29 ottobre 2009

Sfilettare il pesce

Saper sfilettare il pesce è fondamentale in cucina poichè molte ricette non prevedono la cottura del pinnuto meramente eviscerato ma l'utilizzo del solo filetto, parte nobile e povera di spine. Inoltre molti di noi che vanno a pesca sanno che per insidiare i grossi predatori occorre innescare il filetto di un pesce. In genere si utilizzano pesci poco costosi e con le carni ricche di olii che si sciolgono lentamente e creano una scia che porta i predatori al cospetto delle nostre esche. Tra i filetti più utilizzati vi sono quello di muggine, sgombro e spigolette di allevamento (molto grasse). Ricordate che per sfilettare correttamente occorre munirsi di un coltello dalla lama sottile e flessibile capace di infilarsi tra le carni e la pelle. Esercitatevi ed i risultati non tareranno ad arivare.

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mercoledì 28 ottobre 2009

Fare da soli la pastura per le carpe


Da Segreti della Pesca
Il carpfishing è una tecnica di pesca alla carpa davvero avvincente. La pesca si basa sulla pasturazione per far avvicinare alle nostre insidie le carpe, quele grandi, grandissime che per l'appassionato valgono tutte le ore di attesa in riva solo per carpire alla natura una fotografia. Poichè il carpfishing si basa sulla pasturazione occorre fare un breve computo economico, ed alla fine si verifica sempre che la pastura costa, costa costa. Per ovviare a questo inconveniente possiamo farcela da soli partendo da polenta, semi, aromi, boiles e pochi altri ingredienti. Seguite le istruzioni di questo video e riuscirete a vivere la vostra passione in maniera meno costosa. L'autore ci illustra il confezionamento della pastura in grossi bidoni, di modo da pasturare con un grosso blocco di pastura ed evitare o arginare l'azione dei piccoli pesci di disturbo che ci fregano la pastura. Poichè per la realizzazione occorre utilizzare del fuoco per la cottura non possiamo esimerci dall'invito ad un utilizzo cosciente del fuoco prevedendo anche dei guanti a protezione delle vostre mani (non presenti in video).

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martedì 27 ottobre 2009

Come fare l'air rig


L'air rig è la montatura che si utiliza a carpfishing per pescare le nostre amate carpe. Deve il suo nome dal modo in cui si presenta alle carpe sul fondo e tradotto in italiano sarebbe a dire esca a cappello. Per evitare che il pesce evverta la differena di peso tra la boile con l'amo e quelle utilizzate per pasturare su utilizza l'air rig, ovvero una montatura dove l'amo è legato all'esca ma non la appsantisce, in modo che una volta che il pesce vuole mangiare la boile tira in bocca anche l'amo, rimanendo molto spesso anche allamato. Prestate attenzione alla creazione dell'air rig e soprattutto al fissaggio dell'amo alla boile. Buona visione e fate tesoro delle immagini.

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lunedì 26 ottobre 2009

Amici di S&D - Luigi

Ciao a tutti io mi chiamo Luigi ho 14 anni e vivo a ischia prov napoli...sono un amico di lore e chiedo un grosso favore a tutti voi...io ho iniziato da poco a pescare con la canna a mulinello ma già usavo la canna fissa...quindi io e lore siamo andati da un negoziante di pesca di fiducia e abbiamo comprato una canna 5 metri e un mulinello (abbastanza buoni)solo che non so propio le basi della pesca a mulinello...l'unica cosa che so fare sono i guiai del principiante...io pesco all'inglese con un galleggiante 5+2 consigliato con una lenza 0,20 vorrei chiedervi un enorme favore...come si crea la pastura e come farla perfetta (che si attacchi all'amo etc.)come innescarla sull'amo, come lanciare, come sustodirla per bene... Vi ricordo che io sn inesperto e se ho mancato qualche passaggio principale o importante scrivetelo...grazie a tutti in anticipo.
Caro luigi, grazie per i complimenti e tutto il resto e veniamo ai tuoi dubi. Se hai bisogno di approfondire i rubimenti della pesca alla bolognese ed all'inglese ti invito a leggere gli articoli linktati alle parole che si aprono cliccandoci sopra. Ricorda che se peschi ad inglese e bolognese si usa in genere il bigattino posto molto vicino al fondo, quindi munisciti di sonda ed impara ad usarla bene. Per ciò che concerne la pastura parti da pan carrè dolce, poco latte, vanillina e/o sciroppo di glucosio e se vuoi o se piace ai pesci usa del formaggino ma ricorda che da buoni frutti solo con i cefali, quindi diciamo che è una tecnica da usare nei mesi da maggio a settembre. Questo per la pastura da amo, per quella da usare per attirare i pesci clicca qui e segui gli articoli dei prossimi giorni. A presto e mandaci le foto delle tue catture.

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domenica 25 ottobre 2009

Ricette: Grongo cileno


Vi postiamo questa ricetta mandataci tramite facebook da un lettore appassionato di viaggi all'estero: il grongo cileno. Per questa ricetta avrete bisogno di: 1 kg di grongo fatto a tranci, olio di oliva extravergine, sale, pepe, venti grammi di burro, venti grammi di lardo, cipolle tritate, spicchi di aglio schiacciati, cumino in polvere, maggiorana secca, pomodori sbucciati e affettati, patate medie affettate, pannocchie di granturco (solo i chicchi), piselli lessi e prezzemolo. Mettiamo una capiente padella sul fuoco con burro e lardo e facciamo scaldare bene. Dopo un paio di minuti aggiungiamo la cipolla fatta a piccoli pezzi, la maggiorana, l'aglio ed il cumino e facciamo cuocere a fuoco lento. Quando la cipolla è appassita prendiamo il grongo già pulito, eviscerato e fatto a tranci e mettiamolo in padella. Quando è già cotto da ambo i latti aggiungiamo e patate i pomodori ed il granturco, giriamo con cura, aggiungiamo poca acqua e lasciamo cuocere per almeno venti minuti, gorando di tanto in tanto. Quando le patate sono cotte spegniamo e lasciamo riposare per almeno dieci minuti, se piacciono aggiungete i piselli precedentemente lessati. Aggiungete sale e pepe in base al vostro gusto.

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sabato 24 ottobre 2009

Incollare i bigattini


Spesso in acque interne capita di pasturare ma la corrente ci porta i bigattini a valle. Se peschiamo in presenza di debole corrente ciò non rappresenta un problema, anzi attira i pesi al nostro amo in quanto questi risalgono la corrente seguendo la scia di bigattini. Se invece la corrente è sostenuta i bigattini vanno via veloci e la nostra pasturazione ha un effetto deleterio, portando i pesci molto lontano dalla nostra postazione. Un piccolo escamotage per evitare questo problema consiste nell'incollare i bigattini. In questo modo avremo la possibilità di pasturare con una "palla" di bigattini che arriverà sul fondo e terra li i pesci. Se il bigattino che abbiamo all'amo sarà in prossimità della pastura i pesci lo troveranno subito e lo attaccheranno. Per incollare i bigattini occorre acquistar l'apposita colla nei negozi specializzati, poi uno spruzzino ed una vascetta. Mettete i bigattini nella vaschetta e spolverateli di colla, poi dopo alcuni secondi in cui i bigattini muovendosi si mischiano alla colla aggiungete un poco di acqua che renderà il tutto saldo. Ora non vi resta che fare delle palle di pastura e lanciarle in prossimità del nostro gallleggiante.

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mercoledì 21 ottobre 2009

Grongo in umido


Un'altra ricetta per cucinare il grongo è la preparazione in umido. Iniziamo con eviscerare il grongo (che sia di almeno un chilo), poi eliminiamo testa e coda e tagliamolo in tranci di circa cinque centimetri di altezza. Prendiamo un piatto e mettiamoci della farina 00 e infariniamo i tranci facendo pressione per fare aderire bene la farina. Intanto mettiamo al fuoco una padella con dell'olio e quando questo e caldo mettiamoci i tranci a rosolare. Quando sono ben cotti da entrambi i lati unimoci un chilo di pomodori ben maturi tagliati a pezzi, due spicchi di aglio, sale e peperoncino piccante a seconda dei gusti. Copriamo e lasciamo cuocere per circa venti minuti a fuoco lento. A cottura ultimata spegnete la fiamma e lasciate in padella con il coperchio per circa dieci minuti, dopo impiattate e servite al momento. Buon appetito.

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martedì 20 ottobre 2009

Pesca inglese alla ricerca di carpe e carassi

Se state leggendo questo articolo in quanto appassionati di pesca all’inglese vi consiglio di mettervi comodi, ma comodi davvero, chiudere gli occhi e ripetere a memoria tutto quello che avete imparato nella vostra esperienza alieutica. Solo ora sarete pronti a questo video del pregiatissimo Casini, grande campione di pesca che ci allieta con un video dall’eccelso contenuto tecnico. Lo spot è l’arno fiorentino e la pesca è rivolta alle carpe ed i carassi, nobili pesci capaci di regalarci combattimenti emozionanti. Prendete spunto da questo video e ripetete tutto come fa il nostro campione: nodo di stop, montatura, pasturazione, recupero, guadino. Tutti i fotogrammi sono una utilisima lezione di pesca all'inglese, fatene tesoro e i risultati non mancheranno. Notavo che Casini nel video pratica il catch and release, fate lo stesso e non ve ne pentirete.

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lunedì 19 ottobre 2009

I video di pesca

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Molti di voi ci hanno chiesto di video di pesca sia per sognare posti e pesci mitici che epr imparare nuove tecniche o cercare di carpire i segreti della pesca ai grandi campioni che amano farsi riprendere in video. Vi segnaliamo quindi un sito con il quale siamo gemellati che si occupa esclusivamente di video inerenti il mondo della pesca. Questa scelta è legata alla linea editoriale di Segreti della Pesca. Noi scriviamo articoli del mondo della pesca e mettiamo uno, massimo due video a corredo dei nostri lavori. Per tutti quelli che hanno invece bisogno di una raccolta completa ed ordinata di video del settore vi rimando a visitare Video di Pesca, sito dedicato solo ai video del mondo della pesca. Il meglio di youtube selezioanto per voi in base ai contenuti che possono interessare sia il pescatore che l'appassionato del settore. Fateci sapere cosa ne pensate.

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Allenamento della nazionale italiana di pesca a mosca


Da Segreti della Pesca
A grande richiesta dei nostri amici lettori che ci contattano per email pubblichiamo un video di pesca a mosca, ottimo per chi pratica questa attività in maniera dilettantesca ma vuole approfondire gli aspetti tecnici di questa tecnica rispettosa dle pesce e dell’ambiente. Nel primo video mostriamo l’allenamento della nazionale italiana di pesca a mosca al Loch Style di Firenze. IIl video mostra le azioni di pesca dalla barca con Alessandro Sgrani e Sandro Soldarini a caccia delle "over wintered" le trote taglia xxl, le veterane del lago fiorentino, le più difficili e le più belle da catturare. Mi raccomado di vedere il video diverse volte e di carpire dei migliori garisti del panorama nazionale i movimenti, la tecnica e le più piccole sfumature che possono fare la differenza. Vi ricordo inoltre che la tecnica della mosca è una delle più rispettose per i pesci in quanto questi sono allamati al muso e possono essere rimessi in libertà. Buona visione e buoni allenamenti a pesca a mosca.



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domenica 18 ottobre 2009

Video: Inneschi per la trota


Da Segreti della Pesca
Si è molto parlato della pesca alla trota e grazie al nostro amico e campione Maurizio Pierotti abbiamo carpito i segreti del garista per ottenere grandi successi in pesca sportiva al laghetto. Ora a grande richiesta continuiamo la saga della ricerca alla trota pubblicando un articolo che vi illustra quali ami acquistare, come innescare le camole, se scegliere una o due larve, il caimano, il verme ed altro ancora. Tutto ciò che potrebbe tornare utile al laghetto è illustroto in questo video. Mi raccomando solo di gurdarlo almeno tre volte e poi fare tutte le varie prove a casa vostra, muniti di fili, ami, piombi e via dicendo. Poi andando a pesca potrete mettere a fuoco tutte le problematiche e i dettagli di questo video vi appariranno per incanto chiari come non mai. Solo allora sarete pronti per le prime gare tra maici, e sicuramente darete la paga a tante gente che frequenta i laghetti ma che tecnicamente si aggiorna poco e male. Ricordate che la tecnica non consiste nel poter acquistare sempre nuova attrezzatura ma nell'utilizzare a dovere quella in vostro possesso.

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Grongo al forno


Il grongo è un tipico pesce invernale da pescare nelle fredde sere armati di sarda e cavetto di acciaio. Una volta protato il nostro grongo a casa occorre poi cucinarlo, ed è qui che vanno in crisi mamme e mogli angosciate dalla forma serpentiforme del grongo.  Oggi vi proponiamo una ricetta pratica e veloce per cucinare il grongo al forno con le patate. Pulite il pesce (almeno un chilo e mezzo) e poi eliminatene il capo e la coda, tagliatelo a tranci dello spessore desiderato e riponetelo in frigo. Intanto prendete un chilo di patate e sbucciatele con il pelapatate, poi mettetele in una teglia da forno con olio e 3 spicchi d'aglio. Adagiate sulle patate i tranci e unitevi un chilo di pomodori tagliati a pezzi piccoli. Unite il sale e se volete un velo di pepe, cucocete a 175 gradi per almeno mezz'ora, a fine cottura spruzzate con prezzemolo tagliato sottile. Buon appetito.

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sabato 17 ottobre 2009

Video: pescare i bass


Da Segreti della Pesca
Il black bass è sempre stato chiamato dai pescatori boccalone a causa della sue enorme bocca che si protende per "prendere" le prede che passano a tiro. La bocca del bass unita al suo istinto che lo induce ad attaccare sia per fame che per eliminare animali fastidiosi o invadenti ci torna utile per programmare la scelta dell'artificiale da utilizzare. A tal fine abbiamo inserito nell'articolo due video con i consigli per la scelta dell'artificiale, la tecnica da utilizzare per il recupero e sopratutto la zona dove lanciare il nostro artificiale per incontrare il bass. Non dimenticate di portare con voi artificiali di tutti i tipi in quanto è impossibile sapere a priori quale potrà scatenare l'istinto del boccalone. Acquistate dei buoni occhiali con lenti plarizzate per vedere bene i pesci che nuotano in superficie e se possibile munitevi bi belly boat o barca da fiume per poter pescare agevolmente nel canneto sottosponda, la zona dove i bass si nascondono in attesa della preda. Ricordate di slamare i black bass con cura e di rimetterli in acqua con il rispetto che si deva a valorosi combattenti.  Buona visione.



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venerdì 16 ottobre 2009

Frittata con polpa di trota

Rimanendo in tema di trote eccovi una ricetta facile e gustosa che vi permette di cucinare agevolmente le vostre trote pescate al laghetto. Iniziamo con lo sfilettare le nostre trote con grande cura, eliminando anche la pelle. Facciamo in modo di ottenere 250 gr di polpa di trota. Se durante la sfilettatura si dovessero rompere i filetti non ve ne curate in quanto non saraà un problema. mettete i filetti in padella con uno spicchio di cipolla e dell'olio e fate cuocere con cura da ambo i lati. terminata la cottura ponete il pesce in un piatto a raffreddare, dopo avere eliminato con cura la cipolla. Prendete quattro uova freschissime e unite a due cucchiai di latte, sale, un'ombra di pepe e del prezzemolo sminuzzato. Sbattete con cura e poi unite la polpa di trota sminuzzata con la forchetta, unite e poi cuocete la frittata in una padella antiaderente. Mi raccomando che al cottura sia lenta ed uniforme. A chi dovesse piacere potete aggiungere del pecorino grattugiato grossolano sulla fritatat a fine cottura per esaltare il gusto della trota. Buon appetito.

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Pescare a ottobre dalla spiaggia


Questo articolo è stato richiesto da Alfonso da Napoli che via mail ci chiede: Sono un pescatore poco assiduo di paf - surfcasting e vi scrivo per sapere quali prede posso insidiare il mese di ottobre dalla spiaggia e che esche mi consigliate? Caro Alfonso, come tu be sai ottobre è un mese di transizione tra i fasti estivi dovuti ai carnieri a base di mormore e orate e l'inverno porattore di spigole di taglia, saraghi e gronghi. Ricorda quindi se vai a epsca amare calmo di usare accorgimenti da paf quali: esca rossa e coreano, fili sottili, lanci lunghi e grande sensibilità per beccar ele mormore che in questo periodo se abboccano sono belle grosse, cosi come le orate. Se invece incappi in una bella mareggiata porta con te cannolicchi, seppie ed esca rossa. Quest'ultima dalle tue parti anche a mare mediomosso da i suoi frutti con le spigole di media taglia. Ricorda di adeguare i lanci alla turbolenza e di idmensionare correttamente fili ed ami alle correnti da affrontare. Non dimenticare di portare con te una tuta termica in quanto con minime di circa 10°C e vento freddo potrebbe essere proibitivo trattenersi nelle ore notturne sprovvisti. Purtroppo il meteo per queste ultime due settimane di ottobre non da grosse chances di mareggiate profique per il tuo areale (pare ci sarà solo vento di quadranti N) ma ricorda che appena girerà il vento avrai bellissime occasioni di cattura. In culo alla balena e mandaci le foto delle tue catture.

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giovedì 15 ottobre 2009

Il catch and release


Il catch and release non è una tecnica di pesca ma una filosofia di pesca, il che è ben diverso. Non è un sistema per prendere i pesci ma un modo di intendere la pesca in maniera poco invasiva, ovvero catturarli e poi liberarli, godere quindi la sfida con un valoroso nemico e poi ridargi la libertà, com'è giusto che sia. Un pò come una partita a tennis, chi perde dopo si fa la doccia e va a casa, mica muore e poi va sulla griglia! Questo modo di vivere la pesca è nato negli anni 70 in america negli ambienti della pesca a mosca, la tecnica di pesca più nobile praticata dagli amanti della natura. Col tempo si è diffusa molto in acque interne dove le popolazioni dei pesci sono meno mobili rispetto al mare e dove spesso si deve ricorrere al ripopolamento onde eivtare la morte biologica di alcuni torrenti o tratti di fiumi. Con il catch and release si lascia il pesce in acqua solo leggermente stanco, ma libero e capace di vivere come prima. Alcuni studi degli anni 80 hanno evidenziato come il catch and release non abbia alcun effetto nefasto sul pesca, il quale si alimenta, si riproduce e spesso viene pescato di nuovo e poi di nuovo liberato (un pò come le carpe del laghetto). In mare il catch and release non è ancora molto diffuso, anche se la coscienza alieutica del pescatore spesso gli impone di rilasciare pesci sotto misura, rari o particolarmente pregiati. Tecnicamente per il catch and release occorre rispettare poche semplici regole. Usare ami senza ardiglioni, slamare repentinamente il pesce, liberarlo subito, toccarlo con mani bagnate e/o pezza bagnata, non provocargli ferite, dopo la slamatura metterlo in acqua e tenerlo per la coda controcorrente per ossigenare le branchie. Se non è allamato sul muso tagliare il filo e lasciarlo andare, l'amo verrà rigettato in poche settimane. Attualmente in italia una delle specie che più si giovano del catch and release è il black bass, pesce divertente e potente presente in cave e laghetti sportivi.

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Prede: Il black bass


Il black bass è di certo la preda più divertente da pescare in acque interne, conosciuta anche con il nome di persico trota o boccalone. Questo pesce è originario delle americhe ed è giunto da noi a seguito di alcuni ripopolamenti effettuati nel secolo scorso. Da abile predatore vive nei laghi o nei fiumi nelle zone ricche di canne ed ostacoli, dove attende il passaggio dei pesci per poterli predare. Dotato di grande istinto predatorio spesso capita sia attirato da ogni cosa che si muove nell'acqua. Negli acquari viene nutrito con i pesci rossi ed è divertente vedere come ne mangia cinque o dieci in pochi secondi. Anche i topi non sono rifiutati, come insetti o piccoli volatili. La riproduzione avviene tra marzo e luglio ed in questa occasione il maschio crea sul fondo un nido circolare e pulito dove la femmina depone le uova. Da questo momento le cure parentali sono a cura solo del maschio, il quale difende il nido da ogni possibile visitatore. Questo pesce è davvero amato dai pescatori sportivi i quali ricambiano le emozioni della cattura con il catch and release. Questo pinnuto è commestibile ma per preservare la specie alcuni pescatori hanno diffuso la voce che fosse velenoso, vi confermo che non lo è ma ricordate di rimetterlo in acqua poichè in natura di esemplari ne sono rimasti ben pochi.



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mercoledì 14 ottobre 2009

Ricette: Trota farcita

Sempre in tema di trote oggi vi consigliamo una ricetta per cucinare in maniera davvero deliziosa questo valoroso predatore. La ricetta che vi proponiamo prevede una imbottitura della trota con una farcia a base di mandorle e funghi, un accostamento insolito ma appetitoso. Procuratevi 4 trote da porzione, mandorle macinate, mandorle pelate, latte, panna, mollica di pane raffermo, 1 uovo, prezzemolo, sale e pepe. Prendiamo 100 gr di mollica di pane raffermo, e mettiamola in una terrina con 3 cucchiai di latte a riposare. Contemporaneamente prendiamo le torte ed evisceriamo, poi laviamole con cura sia all'esterno che all'interno, infine saliamo e pepiamo l'interno e l'esterno. Riprendiamo l aterrina ed aggiungamo 3 cucchiai di panna, mandorle tritate, cipolla tagliata finissima, 100 gr di champignons lavati e poi tritati finissimi col coltello. Lavoriamo il composto con cura a lungo finchè non diventa un impasto corposo ed omogeneo, quindi imbottiamo le trote con questo composto. Mettiamo sul fuoco una padella antiaderente nella quale faremo sciogliere del burro. Quando questo è caldo facciamo cuocere le trote bene prima da una parte e poi dall'altra. A cottura ultimata rimuoviamo le trote e impiattiamo, poi mettiamo 80 gr di mandorle spellate nella padella col burro di cotura e facciamo imbionire, quindi usiamo come guarnizione dei pesci. Buon appetito.

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martedì 13 ottobre 2009

Pescare le alborelle


La pesca alle arborelle una pesca divertente, ottima per i neofiti che si avvicinano alla pesca sportiva. Durante l'azione di epsca le arborelle abboccano velocemente al nostro amo a patto di avere preparato il tutto con cura. Occorre una canna specifica, galleggiante in genere da 2 grammi con torpilla da 1,5 e pallini spaccati. Finale da 20 cm. Attenzione alla preparazione della pastura in quanto occorre dosare con accortezza la quantità di acqua da utilizzare per pescare a fondo o leggermente più sopra. Guardate con attenzione il video ed imparate utte le più piccole cose. Ponete attenzione all'innesco ed alla preparazione del finale. Pasturate con cura senza sfamare i pesci ma attirandoli alla vostra postazione. Ricordate infine che l'emozione vera della pesca a colpo è vedere il galleggiante affondare repentino, quindi che sia alborella o altro ticordate di godervi a fondo i momenti della pescata trattando i pesci con il rispetto che meritano. Se potete in acque interne praticate il catch and release. Aggiungo che le alborelel sono un pesce minuto ma diffusissimo in acque interne per cui se amate la frittura di pesca potete destinare il vostro carniere a questo uso, certi che la quantità non vi farà sfigurare a casa.

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domenica 11 ottobre 2009

Ricette: trota ai funghi


Abbiamo visto tanti modi per pescare le trote sia in laghetto artificiale che in torrente, ora è arrivato il momento di cucinarle. Ricordate sempre che il pesce di acqua dolce ha un sapore diverso da quello di mare, ossia spesso i pesci di dimensioni più generose possono avere un sentore di terra. Se non desiderate questo gusto caratteristico potete fare un veloce lavaggio del pesce eviscerato con acqua ed aceto. Per questa ricetta avete bisogno di trote sfilettate, aglio, cipolla, prezzemolo, funghi champignon (200 gr per chilo di filetti), un bicchiere di vino rosso e del burro. Eviscerate e sfilettate le trote, dopodiche lavate e pulite i funghi e fateli a fettine. Mettete al fuoco una padella antiaderente e fate soffrigere cipolla e aglio col burro. Quando la cipolla inizia ad apparire cotta mettet i filetti in padella e fate cuocere per altri cinque minuti a fuoco allegro. Ora girate i fileti, aggiungete un bicchiere di vino ed i funghi, coprite e fate cuocere per altri venti minuti, avendo cura di aggiungere vino se si dovesse asciugare troppo. Servite caldo con contorno di patate lesse ridotte a purea naturale. Buon appetito.

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giovedì 8 ottobre 2009

Video surfcasting alla ricerca delle orate

La pesca in spagna è uno sport molto diffuso, soprattutto quella praticata dalla spiaggia. Che sia surfcasting o pesca a fondo gli spagnoli sono semrpe li sulla spiaggia ad insidiare le loro prede più ambite: le orate. In questi tre video possiamo notare tuttele fasi della pesca: innesco, lancio, recupero, allamata, combattimento, escata in notturna. Di sicuro da queste immagini potrete trovare degli spunti utili per migliorare la vostra tecnica e quindi incrementare le vostre catture. Certamente in questi video sono mostrate prede di taglia che non sempre è possibile portare a riva qui da noi, ma non cadiamo nel pessimismo. Uno spot con poseidonia a 100 mt dalla riva e non troppo battuto dai bagnanti potrà darci belle soddisfazioni. Ricordiamoci di utilizzare esca grossa e buona (granchio, riccio, bibi), andiamo a pesca di giorno ed armiamoci di pazienza e di sicuro la preda di taglia non tarderà ad arrivare. Inoltre non dimentichiamo che sulle coste italiane le orate sono prede sempre più diffuse e che anche a mare mosso questo pesce non rifiuta un boccone invitante. Buona visione.





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mercoledì 7 ottobre 2009

Pescare le trote a galla

Salve sono Maurizio Pierotti di Pisa. Volevo fare la seconda lezione sulla pesca della trota in laghetto: oggi parleremo della tecnica con il bulbo. La tecnica con il bulbo viene utilizzata quando le trote stazionano a galla e sono particolarmente apatiche,quindi lente e svogliate. Grazie a questo attrezzo si riesce a portare l'esca a notevoli distanze e a farla lavorare in superficie totalmente libera:praticamente,pescando con il bulbo è come pescare senza peso! Nel momento in cui si effettua il lancio bisogna "stoppare"il filo, ponendo il dito medio della mano destra sulla bobina poco prima che il bulbo cada in acqua, favorendo la distensione della lenza, quindi riducendo la possibilità di garbugli. A questo punto si procede con il recupero che chiaramente deve essere associato ai caratteristici movimenti della tremarella e alternando a brevi momenti di pausa durante i quali l'esca sarà libera di fluttuare in superficie. Nel momento in cui la trota attacca l'esca bisogna fermarsi e allentare leggermente il filo andando con la canna incontro al pesce ,in questo modo si da' alla trota tutto il tempo di deglutire l'esca:quando la cima della canna tornerà a flettersi con decisione, allora potremo ferrare! Come esche personalmente ritengo che tra tutte sia il migliore il caimano bianco,ma possono essere utilizzate con successo anche camole del miele con innesco sia singolo che doppio e inoltre,in condizioni di acqua limpida, un ottima alternativa è rappresentata dal lombrico.

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martedì 6 ottobre 2009

Utilissimo nodo per unire shock e filo della bobina

Ecco un utilissimo nodo per la pesca: lo slim beauty. Questo nodo è molto utilizzato negli stati uniti per unire fili di dimensione diversa. Il suo utilizzo è ottimale per unire lo shoch leader alla lenza in bobbina (di solito la differenza tra i diametri è di 0,30 mm). Questo nodo si presta bene a questo utilizzo in quanto riduce di poco il carico di rottura dei fili, anche se una volta finito risulta piuttosto grosso. Ulteriore utilizzo è nella giunzione tra il multifibre e il nylon per i finali nella pesca a spinning. Ricordatevi di inumidire sempre con la saliva il nodo prima di stringere, verificate sempre la corretta disposizione delle spire e soprattutto fate una verifica della tenuta alla trazione per verificare eventuali errori nella realizzazione.

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lunedì 5 ottobre 2009

Pesca a mosca per la trota



Tra tutte le tecniche di pesca quella a mosca di sicuro è la più riconosciuta. Ogni pubblicità che viene presentata come attinente al mondo della pesca prevede un uomo con i waders in un torrente che pesca a mosca lanciando e recuperando la sua coda di topo. La pesca a mosca da grandissime soddisfazioni nella ricerca delle trote in quanto queste vengono ingannate dalla presenza sul pelo dell'acqua di una neanide di un insetto che "casualmente" è caduta in acqua. L'istinto predatorio la porta ad attaccare e qui scatta la nostra insidia. In questo video potete vedere le azioni di pesca alla trota con la pesca a mosca. Il combattimento non è breve e il pesca si muove velocemente nel corso d'acqua in cerca di un riparo ma il pescatore riesce ad avere ragione sul pesce stancandolo a dovere. Certamente occorre ricordare che la pesca amosca spesso è fatta da pescatori che praticano il catch and release, ovvero rilasciano in acqua la preda dopo averla catturata mostrando amore per la natura e coscienza ambientale.

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domenica 4 ottobre 2009

Il salvadito


Da Segreti della Pesca
Il trecciato a pesca è stato un'innovazione utilissima in quanto ha un elevato carico di rottura con diametri contenuti. Lo spinning e in misura minore lo shock leader per il surfcasting sono tra le tecniche che maggiormente si giovano del trecciato, ma essendo entrambe teniche che prevedono un lancio mettono in serio pericolo il nostro polpastrello. Il trecciato infatti non essendo liscio ha la capacità di segare, ed essendo il nostro polpastrello a stretto contatto con il trecciato nel lancio spesso capita che vi siano bruti tagli. Per ovviare a questo problema in commercio esistono numerosi prodotti, tutti più o meno comodi da usare. Infatti spesso hanno un bracciale che lo lega al polsi, il che non aiuta poi nel corso della pesca. Altri sono "liberi" ma poi li si perde spesso, ed il costo elevato di certo non incoraggia. Uno dei metodi migliori secondo me è costruirseli. Aspettate che vostra mamma o la vostra fidanzata abbiano un paio di guanti di plastica vecchi da buttare (in genere li usano per le faccend edomestiche) e fateveli dare. Poi tagliate le dita del guanto a circa 5 centimetri. Adesso avete 10 salvadito da utilizzare a pesca. Durante la battuta di pesca tenetene sempre uno in tasca ed indossatelo solo al momento del lancio se siete a surf, tenetelo fisso a spinning (visto il continuo lancio e recupero). Se poi siete dei surfcaster li apprezzerete a pesca anche senza trecciato. Infatti usandoli eviterete arrossamenti all'indice dovuti ai numerosi lanci che si effettuano a pesca.

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sabato 3 ottobre 2009

Trote a spinning


La trota marmorata è una trota autoctona del torrenti del nord italia ambita per la difficoltà di cattura. Questo video mostra tutta la tecnica necessaria per insidiare la trota marmorata nel suo habitat, la dora baltea, famosa anche per le trote fario. Attrezzatura consigliata canna da spinning 5gr a salire, mulinello 3000-4000, cucchiaini rotanti da preferire ai classici minnow. Munitevi di attrezatura a spinng tipo borsa porta artificiali, slamatore e sopratutto waders per poter arrivare alle potazioni di lancio migliori. Ricordate sempre che pescate immersi nella natura e che è fondamentale non laciare tracce del nostro passaggio, tipo spazzatura, carte, cicche di sigarette. Poratte tutto a casa e preservate l'ambiente. Ricordatevi poi di praticare il catch and release al fine di non intaccare la popolazione locale di pesci. Andate a pesca in compagnia e portate con voi un telefono cellulare da utilizzare in caso di emergenza.



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Costruire un minnow


Da Segreti della Pesca
I minnow sono degli artificiali utilizzatissimi a spinning. Il loro corpo richiama i piccoli pesci che nuotano e spesso le case produttrici hanno creato minnow dai colori, vibrazioni e nuoto davvero reali. Capita però che alcuni appassionati non trovino artificiali della grammatura desiderata, nuoto particolare, forma speciale o semplicememnte abbiano desiderio di un artificiale specifico che non è ancora in produzione. Queste persone dotate di grande manualità, pazienza e spirito artistico, creano dei veri e propri gioielli riprendendo la tecnica dei maestri giapponesi, famosi in tutto il mondo per le loro creazioni. Qui di seguito vi sono tre video postati da un grande appassionato e maestro che ci mette a disposizione la sue esperienza nella costruzione artigianale di artificiali. Tutto inizia con l'acquisto di un pezzo di legno di balsa, e poi passano ore ed ore di lavoro per realizzare un pezzo unico, un'opera prima dal valore incommensurabile. Vi auguro di cimentarvi in questa impresa e di riuscire a produrre minnows apprezzati dai pinnuti.Buon lavoro.


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venerdì 2 ottobre 2009

Trota In Laghetto Artificiale con la camola


Da Segreti della Pesca
Per chi si è appassionato ai nostri interventi sulla trota in laghetto propoiamo questo post che sicuramente desterà l'interesse di tutti voi. Un esperto pescatore di trota laghetto ci propone la sua tecnica di pesca alla trota con la camola. Per chi volesse imitarlo consigliamo di munirsi di canna da trota molto leggera, mulinello e filo commisurati alla canna, piombini specifici da pochi grammi, asmi e sopratutto ottime camole da acquistare rigorosamente nel negozio di fiducia. Ricordate che in inverno le camole (come tutte le larve) tendono ad essere meno mobili, quindi occorre tenerle al "tiepido", semmai nella tasca del giaccone. Ricordate di imparare il movimento di polso ben illustrato nel video, in quanto tale movimento si trasmette dalla canna all'esca e stimola l'aggressività delle trote. Ricordate che questi pesci in natura sono dei predatori e benchè noi diamo la caccia a pesci di allevamento hanno il ricordo atavico della predazione. Ed è proprio su questo istinto che noi andiamo a fare leva.

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giovedì 1 ottobre 2009

Pesca sportiva alla trota nei laghetti

Salve sono Maurizio Pierotti da Pisa e sono un pescatore di spinning. Vorrei oggi farvi una lezione di pesca alla trota nel laghetto. Questi pesci sono molto astuti: preferiscono stazionare vicino alle rocce e tronchi sommersi ed inseguire i piccoli pesci, ma il loro cibo preferito sono gli avannotti di rana. Le trote che si trovano al laghetto sono tutte di allevamento. Ovvero vi sono degli allevamenti che riproducono questi pesci e poi li vendono ai laghetti di pesca sportiva. Questi le immettono nei laghetti quando ci sono dei pescatori che poi si dilettano a pescarle con le diverse tecniche ammesse. Le esche più utilizzate per la trota sono le camole della farina e del miele, la pasta d'acciughe, i bigattini e gli artificiali metallici o dorati. Lo sport della trota a laghetto viene effettuata con la tecnica dello spinning, bombarda o galleggiante, tutte tecniche che provocano l'aggressività del predatore con esche più o meno in movimento di modo da  stimolarlo a beccare la nostra esca ed a rimanervi allamato. Quindi vi svelo un segreto: per pescare bene la trota occorre muovere bene l'esca e capire in quel momento cosa e come le attira. Lo spinning è una tecnica che si usa una canna in carbonio da 2,40 mt e un artificiale metallico recuperato . Questa pesca viene praticata per laghi di piccole dimensioni o torrenti usando artificiali argentati o dorati. Gli argentati sono usati per l'inverno ,e i dorati per l'estate. La bombarda è un galleggiante affondante di forma a pera. Il suo utilizzo è a recupero infilzando all’amo esche larviformi come le camole e i caimani. Questa tecnica è usata perché il suo movimento accattivante stimola le trote. La pesca con il galleggiante e' la pesca più antica che c'e'. Questa pesca va' fatta con piccoli colpetti con la canna in modo che l'esca si muova dolcemente nell'acqua stimolando con questo movimento le trote. Questi pesci sono molto astuti: preferiscono stazionare vicino alle rocce e tronchi sommersi ed inseguire i piccoli pesci, ma il loro cibo preferito sono gli avannotti di rana. Per la visuallizzazione della mia foto andate su facebook oppure al laghetto" pruniccio " a montramito- massarosa(lu) intoscana.li sono un cosigliere del sign. Paolo,gestore del lago. Li ci sono,carpe,tinche -salmerini,black bass, storioni. Distinti saluti da Maurizio detto il "killer di pisa". Vi ricordo anch eche le torte pescate al laghetto sono ottime da magiare, quindi poi dopo pescato a casa si fa una bella cena.Qui il video.

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