mercoledì 24 febbraio 2010
Vermoni siliconici: montatura Wacky Rigged
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martedì 23 febbraio 2010
Vermoni siliconici: come fare il CAROLINA RIG
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lunedì 22 febbraio 2010
Vermoni siliconici: come fare il Texas Rig
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domenica 21 febbraio 2010
Utilizzo dei pellets a pesca
venerdì 19 febbraio 2010
Vermoni siliconici per black bass
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Spinning: Il Crystal Minnow
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mercoledì 17 febbraio 2010
Carpa furba? Boile scarica
La pressione di pesca nei carpodromi come in molti free spot hanno reso smaliziate e molto sveglie le carpe che popolano questi luoghi. In effetti questo fenomeno è molto conosciuto nel regno animale ed è legato all'esperienza che gli animali fanno nel corso della loro vita e che li porta a fare determinate scelte. Occorre ricordare che anche se spesso l'animale non è cosciente del proprio comportamento riesce ad evitare in maniera egregia le nostre insidie. Nello specifico tutti ni sappiamo che le boiles sono formate da una parte solida che conferisce struttura e che viene detta matrice ed una parte aromatica, solubile in acqua e che con il suo sapore/odore attira le carpe e le porta a mangiare la pallina colorata che le si offre. Tutto ciò unito ad un letto di boiles "offerte" alle carpe crea la nostra insidia. In alcuni spot questi magnifici animali hanno però imparato che el boiles fresche e profumate possono nascondere una insidia che le porta ad un lungo combnattimento mentre quelle vecchie e con meno odore e sapore ne sono sprovviste. Per ovviare a questo inconveniente possiamo metter ele nostre boiles innescate a bagno per alcune ore (dipende dalla pallina cher usiamo) nell'acqua del lago dove andremo a pescare, ed in questo modo farle scaricare gli aromi, In questo modo, pasturando con boiles fresche, le carpe saranno attratte dagli aromi e poi mangeranno le boiles scariche che per loro sono sinonimo di cibo senza insidia. Provate per credere. Pubblicato da Segreti della Pesca a 08:55 0 commenti
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lunedì 15 febbraio 2010
I piombi per la pesca all'inglese
Aggiornamento del 24/10/2011. Sono stato in Irlanda e confermo che qui si pesca davvero con la tecnica all'inglese.
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giovedì 11 febbraio 2010
Il 6 marzo tutti al 5° trofeo La Caletta
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mercoledì 10 febbraio 2010
Pescare con la camola del miele a mare
Scriviamo questo articolo su richiesta di Rocco S. che tramite facebook ci ha scritto: volevo chiedervi se puo' funzionare ? ho un'amico che pesca le orate con il pasturatore ...come esca usa bigattini ed associa ai bigattini una camola del miele , dice che e' micidiale per la regina ...voi che dite ?
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martedì 9 febbraio 2010
Ricette: Polpo con zucchine e zenzero
Ingredienti: 1,5 kg di polpo, olio, prezzemolo tritato, sale, un pezzetto di zenzero fresco, una manciata di olive, una manciata di capperi sotto sale, 3 - 4 pomodori secchi, 3 zucchine piccole e basilico per guarnire. Preparazione: dopo aver pulito il polpo far cuocere il polpo nella pentola tradizionale o nella pentola a pressione (in questo caso bastano soli 15 minuti), quando è cotto spengete e fatelo raffreddare nella sua stessa acqua. Nel frattempo in una terrina capiente mettete l'olio, un po’ di sale, il prezzemolo tritato, lo zenzero grattugiato e mescolate bene. Quando il polpo è freddo, scolatelo, pulitelo, tagliatelo a pezzetti e mettetelo ad insaporire almeno mezza giornata nella terrina con olio, sale, prezzemolo e zenzero. Passate a preparare la salsa di olive, capperi e pomodori secchi: sciacquate i capperi, snocciolate le olive e mettete il tutto nel mixer con i pomodori secchi e un po’ di olio; azionate il mixer fino ad ottenere un composto grossolano. Infine lavate le zucchine, tagliatele a fettine sottili e tagliate ogni fettina come dei piccoli fiammiferi, aggiungete del basilico tagliato a striscioline e condite con dell’olio le zucchine. A questo punto punto prendete una pirofila rotonda: mettete al centro il polpo, intorno al polpo disponete la salsa di capperi, olive e pomodori secchi. Infine mettete le zucchine tagliate a fiammifero tutt’intorno e un po’ sopra il polpo… ultimo tocco... guarnite con un ciuffo di basilico! Fate insaporire un'altra oretta e... Buon appetito. In collaborazione con Ideericette.it Pubblicato da Segreti della Pesca a 07:00 3 commenti
lunedì 8 febbraio 2010
Pesca Inglese: sgrassare il filo in bobina
Come anticipato nell'articolo sulla pesca all'inglese questa tecnica si rivela vincente quando viene praticata con la cima della canna nell'acqua e il filo (affondante)immerso. Molti di voi avranno osservato che dopo alcune ore di pesca il filo perde in parte il suo potere affondante e tende a rimanere sulla superficie dell'acqua rendendo meno pronta la ferrata. Questo fenomeno è dovuto all'accumularsi sul filo di sostanze idrofobe (in genre lipidi) che sono presenti nell'acqua e si legano al filo. Ora se pescando dalla scogliera il problema si presenta dopo diverse ore di pesca al laghetto in cerca delle caroe in presenza di forte pasturazione il problema si presenta dopo poche ore di pesca. Per ovviare a questo problema occorre pulire il filo con prodotti a base di tensioattivi non troppo aggressivi capaci di eliminare i lipidi dal filo in una unica passata ma senza logorarlo. Il metodo più usato consiste nel portare nello zaino da pesca all'inglese una bottiglietta di acqua da mezzo litro con del sapone per i piatti diluito in acqua (1 tappo in 200 ml) e una spugnetta da cucina del tipo molto poroso. All'occorrenza o a intervalli regolari mettete dell'acqua saponata sulla spugnetta e poi adagiate questa sul tripode, sulla recinsione del laghetto o sugli scogli e recuperando il filo fate in modo che questo scorra sulla spugnetta pulendosi. Se poi vi piave avere attrezzatura da pesca molto tecnica potrete acquistare anche accessori per il vostro panchetto che oltre a fare da rod pod alloggeranno la spugnetta per detergere il filo. Pubblicato da Segreti della Pesca a 07:00 1 commenti
Etichette: inglese, segreti della pesca, tecnica
sabato 6 febbraio 2010
Lo shock leader
Lo shock leader nasce per le discipline dove è prevista una intensa fase di lancio delle zavorre (inglese, paf e surfcasting). Quando si lancia un peso con la canna questa accumula energia nella prima fase (ovvero si carica) e la rilascia nella seconda fase. La fase di caricamento in pratica si ha grazie alla trazione che facciamo con la canna sul piombo, infati possiamo vedere la canna piegarsi. In questa fase abbiamo bisogno di un filo che abbia una buona caratteristica di resistenza per resistere alla trazione. Successivamente, quando il piombo è "partito" ed il complesso pescante è in volo il carico sul filo è ridottissimo, cosi come è ridotto nel momento del recupero. Va da se che il momento di maggiore sforzo è la prima fase del lancio. Ipotizziamo di dover lanciare una zavorra di 125 gr con una canna da surfcasting, avremo bisogno di uno shock leader del diametro di 0,50 mm. Se però riempiamo tutta la bobbina con filo di questo diametro nel lancio faremo pochi metri, in quanto maggiore è il diametro del filo e minore è la gitatta del lancio. Abbiamo quindi due necessità: alta resistenza nel lancio e bassa resistenza nel volo del piombo. Possiamo trovare un buon compromesso, tipo imbobbinando del filo 0,40 e lanciano piano, oppure unire due fili diversi. Nel caso sopra esposto possiamo imbobbinare il mulinello con del filo 0,20 e poi unire a questo 10 metri di filo 0,50. L'ultima parte la chiameremo shock leader (SL) e avrà il compito di assorbire le sollecitazioni nelle prime fasi di lancio. Generalmente si acquistano dei monofili appositamente progettati e se ne aggiungono il doppio della lunghezza della canna. Alcuni pescatori preferiscono usare del trecciato come SL sfruttando il minore diametro di questo filo. Se usate questo accorgimento abbiate cura di proteggere il vostro dito con un salvadito in quanto durante il lancio lo sfregamento con il trecciato causa sovente ferite profonde. Alla fine dello SL abbiate cura di porre una girella con un moschettone al quale agganceremo i terminali. Il nodo di gionzione tra filo in bobbina e SL sarà da scegliere in base ai diametri in gioco. Per fili di diametro non troppo differente possiamo usare il nodo di sangue, se i diametri sono molto diversi è meglio usare il nodo sulla pallina. Pubblicato da Segreti della Pesca a 07:53 0 commenti
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venerdì 5 febbraio 2010
Pulire il polpo
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giovedì 4 febbraio 2010
Pesca inglese: i galleggianti bodied
Nella scelta della grammatura occorre tenere presente la corrente e le onde, in quanto la resistenza a questi fattori è direttamente proporzionale al peso della zavorra. Ovviamente anche per questo waggler è possibile scegliere tra varie combinazioni di zavorra localizzata al bulbo e zavorra distribuita sulla lenza, scegliendo il modello che fa per noi in base a corrente, profondità e distanza di pesca. I modelli non piombati (in genere 10 - 20 - 30 - 40 grammi) sono usati nella pesca col pasturatore a profondità di 10 - 40 metri. Ovvero sono indicati in quelle situazioni dove ocorre scendere velocemente a grande profondità sia l'amo che un pasturatore piombato. Questi galleggianti non sono costruiti per avere sensibilità ma per portare grossi pesi alla lenza, quindi hanno grosse derive galleggianti e antenne corte (in proporzione alle grammature).
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Etichette: galleggiante, inglese, scorrevole, tecnica
mercoledì 3 febbraio 2010
Bolognese: pescare in caduta
La pesca con la bolognese è una tecnica nobile che grazie a canne e montature legere permette di insidiare pesci anche di grossa taglia ingannandoli con il bigattino. La determinante della pesca alla bolognese è la montatura, ovvero la disposizione dei pallini di piombo. La zavorra, in base a dove è posizionata e come è distribuita va ad influire sul lavoro in acqua del bigattino e sulla segnalazione del complesso pescante al galleggiante. Generalmente si usa distribuire il peso della zavorra a decrescere verso il basso, ovvero i pallini più pesanti sopra e più leggeri sotto. Se abbiamo la piombatura concentrata verso il galleggiante andiamo velocemente in pesca e facciamo muovere leggermente il nostro finale in corrente, avendo i pallini più pesanti nella parte alta del finale che sarà più stabile. Ad inizio pescata avremo però la parte del fondo poco pasturata e i pesci saranno alla ricerca delle larve verso gli strati medio alti della colonna d'acqua. In questa fase forse è meglio cercare li i pinnuti, che poi saranno anche più affamati. Per fare questo possiamo pescare in calata, ovvero ideare una montatura con peso distribuito uniformemente nella sua lunghezza. Avremo bisogno di un solo tipo di pallino disposto lungo il finale alla medesima distanza gli uni dagli altri. In questo modo il finale poggerà sull'acqua e scenderà lentamente dando grande naturalità alla larva di bigattino. Per completare il lavoro occorre un galleggiante leggero (max 1 gr) e un bigattino vivo e vispo appuntato leggermente sul dorso.
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lunedì 1 febbraio 2010
I bigattini galleggianti
A volte capita che pescando al colpo dalla scogliera o nel porto i pesci si buttino sui bigattini appena caduti in mare, mangiando praticamente sul pelo dell'acqua. In questi momenti l'asso nella manica potrebbe essere saper pescare sul pelo dell'acqua e sapere il sistema per rendere il bigattino galleggiante. Per la tecnica di pesca occorre un galleggiante piombato per tutto il suo peso, di modo da potre tenere le lenza libera dalla zavorra. I fili dovranno essere necessariamente al fluorcarbon e gli ami piccoli, tipo del 22. Per il bigattino occorre una preparazione specifica. Ovvero acquistate le larve al magazzino ben conservate. Prendetele solo se hanno la macchia nera sul dorso, segno che si alimentano ancora. Portatele a casa e mettetele in un recipiente con poca acqua. In questo modo le larve "berranno" l'acqua riducendo il loro peso specifico, ovvero diverranno galleggianti. Durante la pesca lasciate andare il galleggiante in corrente insiame ai bigattini che usate per la pastura e non preoccupatevi troppo della direzione che prende, saranno i pesci a trovare ne nostre insidie. Per fare galleggiare meglio il bigattino potete anche "ungere" il filo con prodotti specifici per il galleggiamento a base di silicone o usare del comunissimo burro di cacao.
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