lunedì 29 marzo 2010

Cernia bruna 21 kg

Oggi pubblichiamo la cattura di un caro amico di facebook, Nicola C., con il quale ci si intrattiene spesso parlando di pesca e poco altro. Da grande pescatore ci ha omaggiato di alcune foto di una grossa cernia da lui pescata. Nello specifico si tratta di una cernia bruna adulta dal peso 21kg. E' stata pescata a bolentino su 55m di fondale, come esca Nicola ha utilizzato il sugherello vivo. La lenza in bobbina era dello 0.30mm e il tempo recupero è stato di 8min. "Un vero godimento schiodarla dal fondo!" ha detto Nicola ancora entusiasta per la bella cattura. Noi di SdP non possiamo che congratularci per la bellissima preda e alziamo un appello affinche le cernie siano trattenute solo se grosse epr permettere a questi maestosi animali di riprodursi.

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sabato 27 marzo 2010

Esche: il murice

Tutti noi conosciamo il colore porpora, rosso intenso e legato a vecchie tradizioni legate alla tintura delle stoffe. I porporati attualmente sono i cardinali come risultato di un retaggio culturale vecchio di millenni che voleva color porpora le tuniche dei sacerdoti dei vari templi. All'epoca il colore non veniva dato da sostanze di sintesi ma si otteneva da alcuni molluschi che venivano pescati in grande quantità nel mediterraneo. Una volte portati a terra le donne rompevano la conchiglia, portavano a nudo il corpo del mollusco e ne prendevano la sola sacca che conteneva il pigmento. Questa veniva essiccata e solo a processo terminato si otteneva una polvere che era in grado di donare un colore rosso scuro alle stoffe. Oggi il murice (chiamato spesso rancione per il colore che può donare) è un mollusco che spesso i pescatori trovano nelle reti e al quale non viene riconosciuto un grande valore economico o gastronomico. Noi pescatori però possiamo utilizzare questo mollusco a pesca per attirare belle prede ghiotte del boccone saporito. Qualsiasi pesca fate ricordate che la sacca di colore giallo contenente il liquido colorante è la parte più pregiata del mollusco in quanto attira i pinnuti si stazza. Quindi non rompetela o pungetela con l'ago ma fate in modo che la sacca resti integra. Una volta sul fondo i piccoli pesci attaccheranno il murice rompendone la sacca ed il liquido attirerà i pesci grossi. In pratica state pasturando proprio vicino all'esca: il sogno di ogni pescatore. Che voi siate in spiaggia, suglio scogli o in barca ricordate che potete rompere la conchiglia con un martello, ma esiste un trucco per stanare velocemente il murice (se lo avete conservato vivo) senza danneggiarlo. Prendete un accendino e scaldate leggermente la parte finale della conchiglia. Il mollusco uscirà di pochi centimetri per sfuggire al caldo e voi lo avrete a tiro agevolmente senza dovelo prendere a martellate. Ricordate di innescarlo ad un amo non troppo grande e di salvaguardare la sua vitalità, ma rimuovete l'opercolo coriaceo che ne ricopre il piede. Se ne prendete una bella quantità di quelli vivi potete tenerli in una nassa sotto la vostra barca per diversi mesi avendo l'accortezza di lasciar enella nassa una sarda a settimana. Il murice è fenomenale a bolentino e a surf casting, anche se si riscontrano ottime catture anche a pesca a fondo in spot con fondo misto.

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giovedì 25 marzo 2010

Le catture di Fabrizio


Oggi pubblichiamo le foto delle principali catture di Fabrizio Fortunati, grande amico di SdP conosciuto su facebook che già alcuni mesi fa ci onorò della foto di una bellissima leccia amia. Le foto sono numerose e nell'ordine riprendono:
Denticiotto di 6 Kg….catturato con una bella seppiotta viva!!!
Leccia da 18 Kg catturata a traina con il vivo innescando l’ aguglia viva, canna Tiagra 20-30 lb, Mulinello Alutecnos 20 lb.
Leccia da 15 Kg catturata sempre a traina con l’aguglia viva.
Aguglie nella vasca del vivo….belle pronte per essere innescate alla ricerca del Big Fish!!!
Spigole da 0,8 Kg e 1,6 Kg catturate di notte con la Bolognese e gamberetto vivo!!!
Piccola verdesca catturata a Drifting.
Conplimenti a Fabrizio per le sue catture e per la disponibilità che mostra con noi tutti.

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mercoledì 17 marzo 2010

Pesca sportiva: Tre laghi

Oggi pubblichiamo una breve recensione del complesso 3 laghi, centro dedicato principalmente alla pesca sportiva alla ricerca di bass e carpe nel laghetto. Con 50.000 MQ di superficie il lago principale è un ottimo spot per la pesca sportiva alla Carpa e al Persico-Trotta o (Black Bass), dove si possono trascorrere delle magnifiche giornate di pesca. Periodicamente o su richiesta si organizziano corsi e gare di pesca sportiva (anche per associazioni o gruppi sportivi esterni). Il bellissimo viale alberato che perimetra il lago e lungo km 1,8 ca. adatto anche come percorso per il trekking & Jogging. Fra le attività sportive elenchiamo : pista ciclabile per la pratica della Mountain Byke, con diversi gradi di difficoltà. Un poligono di tiro a segno per armi con carabine e pistole ad aria compressa. Un campo di tiro con l'arco, per tornei e corsi di formazione Sportiva per tutte le discipline arcieristiche. Una parete attrezzata per la scuola di arrampicata sportiva (buldering), con 2 pareti di difficoltà limitata e 1 parete basculante che offre gradi di difficoltà impegnative. Una zona attrezzata con attività ludiche sportive come: Ping Pong, Centro dardi, Boccette, e Biliardino. Un'area Pic-Nic, con tavoli e barbecue, dove gli ospiti possono preparare i propri arrosti e consumarli comodamente seduti nelle tavolate sotto l'ombra del bosco di pini, e della macchia mediterranea rigogliosamente presente. Naturalmente non può mancare la club house, il cuore operativo di tutto lo Sporting Tour 3 Laghi dove è ubicato l'ufficio sportivo, e la reception, dove è possibile usufruire dei servizi igienici, o prendere sempre un buon caffè caldo o una bibita fresca. Sporting Tour Pesca, via G.Deledda, 60 Santa Giusta, Oristano.Non vi resta che contatttrli tramite il sito web o facebook.

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domenica 14 marzo 2010

La foce


Tutti sappiamo che per definizione la foce è la zona dove si incontrano le acqua dolci provenineti dell'entroterra con quelle del mare. Ovviamente le acque dolci scorrono verso il mare a causa della differenza di altitudine dalle queli provengono. I fenomeni ai quali possiamo assistere in foce sono molteplici. Innanzitutto le acque dolci e quelle salate non si mischiano subito ma nella zona a monte ed a valle della foce avviene una stratificazione con acque salate in basso e quelle dolci sopra. Questa stratificazione insieme alla creazione di un gradiente di salinità è uno dei fenomeni che permette ai pesci di mare tipo la spigola e l'orata di risalire per chilometri i fiumi. Inoltre al congiungimento tra mare e acqua dolce si ha sempre un effetto della marea. Quando questa sale tende a contrastare la dicesa dell'acqua portando nel fiume, canale o lago delle grandi quantità di acqua salata. In queta fase si ha la maggiore aggressività dei predatori alla costante ricerca dei muggini e di altre piccole specie. Pescando in foce conviene sempre attendere i picchi di marea sopratutto se stiamo pescando a bolognese. Infatti in questi momenti si ha anche una diminuzione della corrente che porta agevolmente al nostro amo i pesci che risalivano la scia della pastura. Se pescate in foce ricordate sempre di arrivare armati di prodotti contro le zanzare in quanto questi insetti vivono e prolificano ai margini dei corsi di acqua dolce.

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giovedì 11 marzo 2010

Pescare all'inglese



Iniziamo col chiarire che la pesca all’inglese è una delle discipline più nobili e versatili in assoluto, ma assolutamente non ha nulla a che vedere con tutte le varianti che si vedono a pesca. Canne telescopiche, cime fuori dall’acqua, nylon normali, piombi da bolognese e pasturatori sono delle contaminazioni di una tecnica nata con ben altri presupposti. La pesca all’inglese prende questo nome dal paese dove è stata inventata. Immaginate di abitare in un paese dove piove spesso, il clima è impietoso, il vento è la norma e voi siete degli appassionati di pesca al lago. Sopratutto il vento è capace di disturbare l’azione di pesca al colpo in quanto fa pressione sulla lenza in bando e sposta il galleggiante. Gli inglesi hanno risolto egregiamente il problema utilizzano canne ad innesti con molti anelli (almeno 15), fili affondante, galleggianti piombati che volano anche contro vento e piombi fatti di piombo morbido da aprire e spostare sulla lenza. Iniziamo a vedere l’attrezzatura. La canna per la pesca all’inglese è ad innesti, 3 sezioni e 15 anelli. Manico in sughero per avere pronta presa sotto la pioggia. Mulinello da 4000 imbobbinato con filo rigorosamente affondante, in modo da sfuggire all’azione del vento. Alla congiunzione del filo in bobina col finale microgirella. Finale in nylon sottile (0,14 – 0,10) e amo del 20 (se pescate a bigattini). La piombatura va fatta con 5 piombi del tipo da pesca all’inglese, ovvero di piombo morbido che all’occorrenza si aprono e si spostano, e a fine pescata si mettono di nuovo in cassetta. I galleggianti sono del tipo scorrevole e piombato (1+1, 2+1, 3+1, 1+2, 2+2, 3+2, ecc ecc ) con fusto lungo ed antenna colorata che all’occorrenza si smonta e fa posto allo starlight. In caso di mare mosso si possono montare piombi bodied, ovvero con il bulbo finale ingrossato che conferisce maggiore stabilità all’onda. A parte i galleggianti economici in plastica posiamo comprare quelli in penna di pavone. Molto costosi ma di certo migliori in pesca. I più attenti di voi staranno riflettendo sul galleggiante. Se monto il galleggiante scorrevole poi in pesca il nylon ci scorre dentro e io non posso regolare la profondità di pesca? Per ovviare a questo inconveniente fermiamo il galleggiante con un nodo uni a 3 spire e ripetuto 2 volte sul filo in bobina. Facciamo un esempio. Vorrei pescare da una scogliera su un fondale di 4 metri radente il fondo. Faccio il mio nodo stopper a 3,9 mt dall’amo e via. Facile e versatile in quanto il nodo lo posso spostare e salire a galla o scendere sul fondo. Non ve l’avevo ancora detto ma la pesca all’inglese è la più versatile in assoluto, infatti regolando il peso del galleggiante posso pescare più vicino o più lontano da riva. Inoltre avendo il filo teso tra la canna e il galleggiante la ferrata è veloce e precisa. Il massimo per inchiodare i pesci che mangiano male o incerti. In uno dei prossimi articoli parleremo della pesca all'inglese leggerissima per insidiare le spigole.

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mercoledì 10 marzo 2010

Sbloccare le sezioni di una canna telescopica

Le canne telescopiche sono di certo una grende comodità in quanto rendono possibile "montare" la canna solo facendone scorrere le sezioni senza dover badare agli spigot, innesti ed altro. Occorre però ricordare che le telescopiche vanno incontro ad un piccolo difetto legato proprio allo scorrimento delle sezioni: Il bloccaggio delle stesse. Questo problema capita a tutte le canne telescopiche indipendentemente dalla tecnica che si utilizza a causa si tutta una serie di circostanze che andremo ad analizzare. In primis abbiamo la pioggia e la forte umidità. Infatti quando piove le sezioni della canna si bagnano e quando andiamo a richiudere la telescopica rimane dell'umido nelle sezioni della canna. Alla pescata successiva quando andiamo ad aprire la canna il velo di acqua che è rimasto nella stessa fa scorrere le sezioni più del dovuto causandone il blocco. Problema analogo è dovuto all'umido della serata. Se durante la pescata muoviamo, ruotiamo o chiudiamo una sezione e poi la riapriamo poniamo dell'acqua tra le sezioni. lanciando poi queste scorrono tra di loro creano uno dei peggiori incastri. Altre possibili cause possono essere accumuli di sporcizia nell'incastro. Dovuti alla pastura utilizzata in pesca che spargiamo a causa delle mani sporche, segatura dei bigattini, resti di esche ecc. ecc. In tutti questi casi quando andiamo a chiudere la canna una sezione rimane bloccata e non ne vuole sapere di chiudersi. Cosa fare? In primis cerchiamo di sistemare la cosa prima di tornare a casa con la canna aperta. Mettiamoci comodi e osserviamo la situazione. Spesso per sbloccare il tutto basta ruotare leggermente le due sezioni. Ricordate di ruotare sempre nei due sensi in quanto potreste peggiorare la situazione. Se la cana non ne vuole sapere desistete, avrete bisogno di altro. Evitate colpi o movimenti strani, potete solo rompere il carbonio o danneggiare gli anelli. Portatela a casa e mettete dello svitol tra le sezioni, tenete la canna verticale e dopo un giorno riprovate. In alternativa prendete tre bottiglie di acqua e mettele nel freezer. Quando sono ghiaccio ponetele intorno alla sezione sbloccata, di modo che si abbassi la temperatura della zona. Quando la sentite davevro fredda provate a richiudere e a ruotare leggermente. In alternativa comprate una confezione di ghiaccio spray e irroratene la zona. In genere la sezione che da più problemi è quella di punta poichè è sottile e non potete fare forza. Se con tutti questi metodi non avete avuto alcun risultato smontate l'anello apicale (descritto qui) e chiedete l'aiuto di un amico. Fate in modo che il pedone sia fisso a terra e fate mantenere al vostro amico la canna, avendo cura che tutte le sezioni siano mantenute bene. Prendete un piccolo martello e una monetina, mettete questa sul cimino e poi martellate leggermente, senza violenza. L'effetto che stiamo cercando è legato alla vibrazione e non alla forza. Colpite quindi in asse con la canna, leggermente e vedrete che con pochi colpi leggeri tutto si risolverà. Se il blocco era dovuto a sporcizia lavate con cura l'interno e l'esterno della canna. Se invece notate la parte interna della canna umida tenete al solo per 2-3 giorni senza il tappo o soffiate con phon a bassa temperatura.

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lunedì 8 marzo 2010

Pesca facile alla trota nel laghetto

La diffusione dei laghetti con le trote per la pesca sportiva hanno contribuito a diffondere la pesca pochè oltre a divertirsi nella pesca poi ci si porta a casa due trote, il che è cosa buona e giusta. La differenza con il carpodromo è grossa, li la carpa la rimetti in acqua, qui ti riporti la trota a casa. Il costo in genere è di circa 10 euri e tutte le trote che si pescano ce le possiamo portare a casa. Fin qui tutto ok ma poi andiamo sul laghetto e prendiamo una trota massimo, mentre i professionisti con spinning e mini artificiali, tremarella o altro fanno strage. Occorre una tecnica di pesca che ci consenta di prendere delle trote in maniera facile. Iniziamo con il ricordare che la trota è un predatore formidabile che attacca anche le cicche di sigaretta in movimento. Ed è su questo tasto che giocheremo. Per questa pesca occorre una canna da trota, ma anche una bolognese si può adattare, un mulinello del tipo 1000 o 2000 con filo 0.16, girelle triple, pallini di piombo, galleggianti fissi da 2-3-4-5 gr, ami da camola e camole del miele. Per la montatura procediamo come se dovessimo pescare a bolognese con finale da 50 cm attaccato alla girelle. A monte della girella mettiamo la nostra spallinatura raccolta. Io consoglio di utilizzare pallini da 1 gr disposti raccolti. A seconda della disposizione della piombatura e della velocità di recupero sonderemo il laghetto a diverse profondità. Più in basso sarà la piombatura più le camole viaggeranno in prossimità del fondo. Più veloce sarà il recupero e più l'esca si alzerà. Innescate due camole, una a calzetta ed una in punta all'amo e fate i primi lanci. Se al variare della velocità di recupero non avrete abboccate spostate i pallini e riprendete il lavoro. Con questa tecnica non potrete competere con i professionisti della trota laghetto ma vi leverete belle sodifazioni.

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domenica 7 marzo 2010

Pescare sul misto col piombo ballerina


Se peschiamo da una spiaggia o una scogliera la presenza nello specchio d'acqua di numerosi scogli o altro ostacoli è un chiaro indicatore della pescosità dello spot. Infatti dove sono presenti scogli, relitti, anfratti sommersi e poseidonia si sviluppa un ambiente ricco di anellidi, crostacei e piccoli pesci che poi richiama le prede più ambite. Però pescare in presenza di ostacoli mette il pescatore in condizione di preventivare la predita di numerosi piombi, o in alternativa di cercare un escamotage per evitare la perdita degli stessi. Uno di questi è l'utilizzo del piombo chiamato ballerina o temolino. Questi oggetti sono realizzati con la parte finale di piombo congiunta ad un tubicino di plastica con all'estremità un anello. Aggiunti alla nostra montatura hanno la caratteristica di disporsi verticalmente col piombo verso terra, riducendo quindi le possibilità di incaglio. Altra alternativa potrebbe essere utilizzare piombi con le alette che nel recupero si alzano leggermente dal fondo e diminuiscono le possibilità di incaglio nel recupero.

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martedì 2 marzo 2010

Ricette: Filetto di cernia al limone

Ingredienti per 3 persone:
- 6 filetti di cernia
- buccia di 1 limone
- succo di 1 limone
- olio d'oliva
- farina per infarinare
- prezzemolo
- sale.
Preparazione:

Una volta sfilettato il pesce, lavate, asciugate e infarinate i filetti. Lavate il limone, togliete la buccia con un pela-patate quindi fate aromatizzare un po' di olio frullandolo leggermente nel mixer con la buccia del limone. Prendete quindi una padella, versatevi metà dell'olio aromatizzato al limone e fate colorire i filetti di cernia da entrambi i lati. Aggiungete quindi il succo di limone, il rimanente olio al limone e regolare di sale. Portate a cottura per pochi minuti facendo ritirare il sughetto e, a fine cottura, spolverizzare con prezzemolo tritato. Servite i filetti l'olio e le bucce di limone della cottura e qualche fettina di limone. Buon appetito! In collaborazione con Ricette di cucina.

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Esche: Il bigattino artificiale

Ultimamente mi sono trovato a parlare con alcuni amici pescatori delle presunte novità nel mondo della pesca e vi posso dire di avere trovato un articolo di cui parlarvi. Premetto che non sono sicuro della sua utilità ma di certo potrebbe esere una variante nella presentazione dell'esca: il bigattino artificiale. Queste larve sono in gomma morbida e riproducono fedelmente un bigattino vero nelal forma e nella dimensione. Sono prodotti con materiali morbidi e leggermente galleggianti e possono essere utilizzati per produrre inneschi leggeri e particolarmente flottanti. Danno il meglio se utilizati in congiunzione con vermi reali in quanto il bigattino reale si muove ed emette vibrazioni mentre quello in silicone stà sull'amo a calzetta fisso (overo non si cambia mai) e sgalla leggermete l'esca rendendola leggera e flottante. Sono anche molto utili se la minutaglia da fastidio e danneggia le nostre esche. Tra i tanti modelli presenti sul mercato ve ne sono anche alcuni aromatizzati (non so se sia un pro o un contro) e comunque sempre potete usare anche gli aromi che più vi aggradano. Sono disponibili nei colori bianco, rosso e color bronzo da scegliere in base alla giornata e allo spot. Se li provate fateci sapere che risultati vi danno e come li utilizzate. Solo una precisazione. Visto che costano circa 10 €cent cadauno pasturate con bigattini veri.
Da Segreti della Pesca

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lunedì 1 marzo 2010

I Flotter

Come abbiamo avuto già modo di dire non tutti i i pesci mangiano allo stesso modo. Alcuni preferiscono stare con il muso nella sabbia (tipo le mormore), altri si alimentano in prossimità del fondo (tipo le orate) ed altri ancora mangiano solo esche che fluttuano nell'acqua. Tra questi ricordiamo le aguglie, le lecce stella, le occhiate, le boghe, tutti pesci molto sportivi e divertenti da pescare e di sicuro interesse culinario. Le nostre esche hanno sempre un peso specifico maggiore dell'acqua, hanno quindi una tendenza naturale ad andare a fondo, e la corrente può fare poco (in condizioni di mare calmo) per sollevarle. Va da se che abbiamo bisogno di un escamotage per sollevare le esche, tecnicamente chiamato flotter, costutito da materiale galleggiante. Anticamente si utilizzava un pezzetto di sughero tagliato e modellato in base alle esigenze del momento. Attualmente nei negozi specializzati sono in vendita tutta una serie di prodotti fatti di schiuma, prodotti che inglobano aria e fanno quindi galleggiare le nostre esche. Tra gli esempi che sono in foto potete notare dei flotter piccoli, già tagliati a misura, da passare sul finale con l'ago da innesco e da bloccare con due nodi uni. In alternativa vi sono flotter che si bloccano con una asticella, veloci da installare ma sicuramente poco pratici a causa dei garbugli che possono creare. Alla fine vi segnalo quella che a mio avviso è la migliore alternativa, flotter di dimensioni molto grandi che possiamo tagliare delle dimensioni desiderate. Sono molto pratici anche da applicare in quanto basta passarli per due volte con l'amo e, una volta regolati, rimarrano al loro posto.

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