martedì 27 aprile 2010

Gronghi dal porto di ortona

Ecco le foto di pesca di Mirko C. che tramite facebook ci ha mandato le immagini delle sue pescate da ricordare. Ci scrive: Trainetta sotto costa, lenza del 22 diretta, amo 8, 10gr di piombo a scalare(spallinata) koreano e come imbarcazione un pedalò. Su un gruppetto di scogli (nn voglio kiamarla secca perche sarebbe un offesa visto che eravamo a tre mt d'acqua è uscita anche una reginetta da 800 gr. Stessa tecnica ma questa volta passando vicino i frangiflutti a circa 100 metri dalla riva. L'ultima foto mostra gronghi presi al porto di ortona, dai 3 kg e mezzo a un kilo e mezzo. Lenza madre 35 ami 3\0 cavetto d'acciaio esca sarda e pasturazione con pasturatore di fondo caricato con olio di sarda, micidiale. Tutti presi in due ore di pesca dalle 2 alle 4 del mattino.



Continua a leggere!

lunedì 26 aprile 2010

Cattura dentice




Continua la carrellata di catture che i nostri amici di Segreti della pesca ci inviano tramite facebook. Oggi pubblichiamo le immagini inviate da Ivan F. che ci ha scritto il seguente messaggio: Si da il caso che sabato ho avuto la fortuna di allamare un bel dentice! ciao Ivan. Ancora complimenti e inviaci maggiori dettagli sulla cattura. Ivan: con grande piacere! L'ho pescato con la tecnica del light gigging usando un inchiku neutro montato con octopus e perlina fluorescente. Il dentice é risultato di 5,2 kg e ha mangiato a pochi metri dal fondo su fondale di 70 metri.

Continua a leggere!

domenica 25 aprile 2010

Pasta con friggitelli al sapore di mare

Ingredienti per 3 persone:
- 300 gr di pasta lunga
- una decina di friggitelli (peperoni dolci lunghi)
- gamberi o gamberoni
- una decina di pomodorini
- aglio
- olio
- peperoncino
- prezzemolo
- sale.
Preparazione:

Lavate i friggitelli, asciugateli, quindi puliteli e tagliati a pezzetti o striscioline. Fateli soffriggere in padella con aglio e olio fino a che non sono delicatamente rosolati. Aggiungete i pomodorini a pezzetti, salate e fate cuocere per una decina di minuti. A fine cottura, poco prima di aggiungere la pasta scolata al dente, aggiungete i gamberoni (che non devono cuocere troppo, altrimenti si induriscono!). Saltate la pasta in padella con il condimento quindi impiattate e servite spolverizzando con prezzemolo tritato. Buon appetito! In collaborazione con Ricette primi piatti.

Continua a leggere!

venerdì 23 aprile 2010

Canna ad innesti vs canna telescopica

Oggi vogliamo dedicare un pò di tempo ad una delle domande che più frequentemente ci viene fatta sia su facebook che in posta elettronica, ovvero se conviene acquisare canne telescopiche o ad innesti. Inziamo con un esempio motoristico: i motori a 6 cilindri sono + veloci, + potenti, fanno un rombo + bello e durano di +. Allora perchè tutti acquistano motori a 4 cilindri?? Ecco fatto il paragone con le canne. Quelle ad innesti sono come i 6 cilindri della pesca, ovvero sono molto più performanti nel lancio, durano di più grazie alla mancanza delle sezioni che portano molti problemi, segnalano meglio le abboccate, si piegano meglio e in tutto sono migliori essendo costruite in pezzi più lunghi. Ad esempio le ripartite da surf e paf da 4 mt sono in due pezzi, quindi hanno solo una soluzione di continuità lungo tutta la canna a differenza delle telescopiche che ne hanno almeno 4. Ciò significa azione migliore grazie al ridotto numero di giunzioni che per quanto curate alterano le idee progettuali degli ingegneri. Come contropartita le canne ad innesti sono sempre più ingombranti delle telescopiche, sono più problematiche nel montaggio, vanno curati gli innesti, al montaggio occorre allinearle bene, si trasportano con i mulinelli smontati, costano almeno il doppio delle telescopiche. Invece le telescopiche sono comode, puoi montare i muli e i finali a casa, col vento è meno difficoltoso allineare gli anello, costano poco e c'è una grande varietà. Da una accorta lettura del mercato appare poi evidente che le canne ad innesti sono tutte sempre molto più costose delle telescopiche poichè sono canne costruite per un pubblico esigente, esperto e che non lesina sulla struttura di canna, anelli e placca portamulinello in quanto vuole il meglio. Tutte le canne da spinning sono ad innesti in quanto la lunghezza di due metri circa ben si concilia con il trasporto. Le inglesi di buona fattura sono tutte ad innesti, canne di 3,90 mt circa fatte in tre pezzi ed a due innesi. Le ripartite da surf sono tutte solo a due pezzi con un innesto a spigot nel mezzo, le due sezioni sono lunghe entrambe circa 4 mt e per il trasporto necessitate di macchian comoda e spaziosa. Già da questa piccola carrellata si percepisce come le canne ad innesti sono sempre superiori a canne di analoga qualità ma con struttura telescopica grazie alla riduzione delle soluzioni di continuità. D'altro canto i problemi nel trasporto, i costi superiori e il livello tecnico del prodotto possono scoraggiare il neofito. Detto questo vi consigliamo di acquistare il prodotto più adatto alle vostre esigenze, ma sempre consapevoli dei limiti e dei pregi dle prodotto.

Continua a leggere!

martedì 20 aprile 2010

L'antitangle

L'antitangle è un piccolo accessorio utilissimo nel carp fishing, pesca a fondo, beach ledgering ed inglese. E' composto da un tubicino a forma di L con curva a 90°, bordi smussati ed attacco per il piombo formato da un'asticella di acciaio come in foto. Ci da il vantaggio di tenere separati fisicamente il piombo o il pasturatore dal bracciolo (a differenza di quanto accade nei terminali classici) in quanto lo stesso bracciolo diverge di 10-15 cm (a seconda dalle dimensione dell'antitangle. Durante il volo quindi non ci sono possibililità di aggrovigliamenti sul piombo o la sua girella. Inoltre anche durante il recupero il piombo scorre a distanza dal filo. Prepariamo ora il nostro terminale con l'antitangle. Ricordate che all'estremità con il lato lungo andrà il terminale. Prendete uno spezzone di nylon del diametro adatto ai vostri travi (a seconda dell'utilizzo che ne farete) e fateci un'asola. Passate poi il filo nell'antitangle avendo cura di avere l'asola in prossimità della parte corta e il filo libero da quella lunga. Al lato libero inserite una perlina grande di plastica morbida e poi legate una girella con un nodo palomar. Il vostro trave è pronto. Una volta a pesca non viresta altro da fare che attaccare al moschettone il piombo o il pasturatore e alla girella il vostro terminale creato con diametro ed amo adatto al momento ed alla tecnica.

Continua a leggere!

giovedì 15 aprile 2010

Come fare un terminale per la pesca a ledgering

Abbiamo visto come prepararci alla pesca a ledgering, quale attrezzatura acquistare e quali sono i principi di questa tecnica. Orta per andare a pesca manca solo la preparazione del terminale. Vi ricordo che essendo questa tecnica di derivazione anglosassone e di adattamento dalle acque interne i terminali e le preparazioni si sprecano. In questa sede a noi interessa solo preparare un buon terminale versatile, catturante e pratico. Vi ricordo di munirvi di canna da ledgering (potete anche adattare una bolognese 4 mt e grammatura idonea alle zavorre) mulinello 4000 di discreta qualità e shock leader possibilmente da 0,30 o 0,40 mm. alla fine dello SL fate un'asola alla quale attaccherete il terminale con un moschettone ad aggancio rapido. Munitevi ora di:
2 mt di filo dello stesso diametro dello SL che farà da trave
2 girelle
1 moschettone
1 antitangle
1 perlina gommata mormida
1 pasturatore.
Ad una estremità del trave legate con un nodo palomar la girella, poi inserite la perlina gommata e poi l'antitangle con la parte lunga verso la girella. Quindi all'altre estremità del trave legate la girella con il moschettone attaccato. La preparazione del vostro termianle è finita. Un avoltra sulla spiaggia aprite la canna, fate scorrere lo SL negli anelli, quindo all'estremità preparata con l'asola unite il trave preparato a casa tramite il moschettone. Unite all'antitangle il pasturatore e legate il terminale alla girella. Coem misure vi consiglio un 12 per il temrinale e un 20 per l'amo, ma potete anche salire di dimensioni per esche differenti o turbolenza. ICAB

Continua a leggere!

martedì 13 aprile 2010

Il bigattino a beach ledgering

Come si diceva nell'introduzione al beach ledgering la nascita di questa tecnica è legata alla pesca in acque interne nel regno unito dove la si pratica solo ed esclusivamente con il pasturatore. Questo può essere riempito di larve di mosca carnaria piuttosto che di pastura o altro. Nel secondo caso il pasturatore prende il nome di method e iene usato per insidiare sopratutto carpe. Nel suo adattamento in mare volendo praticare la tecnica in purezza occorre pescare con il pasturatore riempito a bigattini e questi stessi o degli anellidi all'amo. Per il pasturatore possiamo acquistare quelli ovali già piombati o in alternativa dei paturatori senza piombo ai quali provvederemo a dare peso inserendo all'interno la zavorra necessaria per tenere il mare e raggiungere le distanze necessarie. L'utilizzo del bigattino è necessario in quanto ci permette di attirare i pesci anche da lontano e di tenerli in pastura. Ovvero i pinnuti si mettono in cerca del bigattino seguendone la scia e arrivano nei pressi della "fonte" dove trovano anche le nostre insidie. Per catturare prede più prestigiose o di taglia conviene mettere all'amo un anellide o altra esca più corposa del bigattino di modo che si crei competizione per il boccone migliore. I pasturatori in genere presentano numerosi buchi e tutti piuttosto grandi. Questo causa un repentino svuotamento del pasturatore con azione di pesca poco efficace. Per ovviare a questo problema possiamo occludere alcuni fori con nastro adesivo o colla a caldo o mischiare i bigattini con della pastura per ottenere effetto richiamo e elntezza nel rilascio delle larve.

Continua a leggere!

domenica 11 aprile 2010

Il beach ledgering in mare

Il beach ledgering è una tecnica di pesca "leggera" nata per le acque interne ma che permette di divertirsi anche in mare quando il meteo non promette mareggiate storiche e le scadute sono lontane anni luce dalle nostre spiaggie. Il beach ledgering consente di sfruttare a mare calmo le nostre spiaggie e i moli, i porti e le scogliere. Necessita quindi di attrezzi appositamente studiati per avere leggerezza e flessibilità di utilizzo. La zona di pesca in genere è raggiungibile nella media anche dai pescatori meno esperti ed attrezzati. Mancando mare mosso e forti correnti si preferisce stare in pesca con fili sottili, ami leggeri e complessi pescanti adatti alle situazioni di alta visibilità. Questa pesca si effettua di giorno piuttosto che di notte e come esca utilizza sempre arenicola, coreano, bibi, cozza, bigattino a differenza delle acque interne dove le esche sono sempre e solo i bigattini. Le prede che ricerchiamo sono orate, mormore, spigole, muggini e altri pesci che popolano le spiaggie. Ovviamente gli orari notturni saranno i più redditizi in quanto i pinnuti saranno maggiormente attivi. Gli spot saranno scelti in base alla presenza di foci o piccoli corsi di acqua, scogliere sommerse, canaloni o buche.

Continua a leggere!

sabato 10 aprile 2010

Innesco del bigattino a calzetta

Il bigattino è un'esca molto catturante. Il segreto della sua efficacia risiede sia nella sua mobilità che nella possibilità di pasturare abbondantemente attirando i pinnuti in una nuvola di larve. Nella preparazione dell'innesco occorre però cosiderare che spesso anche ami del 22 o 24 risultano molto visibili in acqua a causa delle ridotte dimensioni della larva. Sopratutto per innescare il bigattino sul dorso occorrerebbe un amo davvero minuscolo per coprirne la maggior parte. Per ovviare a questo inconveniente i pescatori di spigole hanno un espediente davvero redditizio: l'innesco a calzetta. Il suo utilizzo è consigliato epr spigola e pesci molto diffidenti poichè maschera completamente l'amo. Per fare questo innesco occorre munirsi di due bigattini. Uno lo innescheremo tutto sull'amo facendo in modo che questo si trovi nel corpo della larva dalla curva sino alla paletta. Il secondo bigattino lo metteremo per la cosina sulla punta dell'amo. In questo modo avremo ricoperto l'insidia con la prima larva e con la seconda otterremo la mobilità dell'innesco che attira il predatore. Provate e fateci sapere.

Continua a leggere!

giovedì 8 aprile 2010

Spigola di 4,730 Kg

Pubblichiamo la foto inviataci da Gustavo G., amico di facebook del gruppo AMICI DI SEGRETI DELLA PESCA. Si tratta di una signora spigola di 4,730 Kg catturata a spinning con artificiale yamashita blues code slim (testa rossa.Canna berkley 3.30mt, mulinello shimano exage 4000,monofilo 0.35. Complimenti per la cattura e speriamo capiti a tutti noi di incontrare un avversario di questo calibro. Complimenti.

Continua a leggere!

Pescare il cefalo a bolognese


Da Segreti della Pesca
La pesca del cefalo è una delle tecniche più emozionanti e snervanti per il pescatore. L'azione di pesca prevede numerosissime affondate del galleggiante alle quali segue la ferrata a vuoto, sino al momento in cui il pescatore capisce l'esatto istante in cui ferrare. Cio avviene a causa dell'apparato boccale del cefalo che lo porta a succhiare l'esca senza ingoiarla. Quindi quando il galleggiante si muove l'esca è fuori dalla bocca. Per poterlo allamare occorre posizionare correttamente esca e amo e misurare correttamente il fondo, oltre ad avere una montatura che tenga l'esca a pochi mm dal fondo. Per raggiungere questo obiettivo andiamo a pesca con un galleggiante da 3 grammi dalla forma affusolata (l'affondata sarà più dolce) e inseriamo all'estremità opposta della montatura il nostro amo. A circa 50 cm dall'amo mettiamo un pallino da 2,5 gr e poi a scalare 4 pallini da 0,10 gr, lasciando tra l'amo e l'ultimo pallino 15 cm. Io preferisco usare il bigattino, e quindi uso amo del 20, volendo potete utilizzare anche la pastura sull'amo, e quindi usarne uno leggermente più grande. Ricordatevi di pasturare in base al fondo ma senza esagerare.

Continua a leggere!

martedì 6 aprile 2010

Macchina per rollare da soli le boiles

Per tutti i carpisti che praticano il carpfishing, un problema comune e’ riuscire a produrre boilies in quantita’ per poter preparare al meglio il proprio spot di pesca. Fino a poco tempo fa’ l’unico sistema era fare le proprie boilies, utilizzando la classica tavola di rullaggio. Ultimamente hanno semplificato e velocizzato la preparazione di queste esche, le nuove rullatici a motore. Ad oggi esistono tre tipi di rullatici: a due rulli, a tre rulli, e la monorullo. Le prime due sfruttano la rotazione dei rulli per sagomare le boilies con velocita’ di rotazione differenti, mentre la monorullo taglia e comprime l’impasto contro una parete fissa sagomata che segue l’esatto profilo del rullo. Qual’e’ la migliore? Non e’ facile rispondere. Dipende dal punto di vista e dalle esigenze di ogni singola persona. Io, personalmente preferisco la monorullo, in quanto prediligo gli impasti piu’ duri e grossolani, e a base di birdfood. e quest’ultima se ben progettata e’ sicuramente in grado di rollare gli impasti piu’ ostici. Come rimangono le boilies rollate con la monorullo? …..su questo punto potrei scrivere pagine e pagine. Sintetizzo puntualizzando alcune cose: 1 la monorullo e’ sicuramente la macchina piu’ veloce; 2 la sfericita’ delle boilies ottenute con questa macchina, dipende esclusivamente dal diametro esterno del rullo. Le macchine attualmente in commercio con rulli di diametro inferiore ai 140 mm. non sono in grado di produrre boilies perfettamente sferiche, se non a condizione di usare impasti molto morbidi, con mix finissimo e parecchia aggiunta di olio. (condizioni a mio avviso da non prendere in considerazione). Usare troppo olio nei mix serve solo a facilitare l’operazione di rollatura e buttare un po’ di fumo negli occh alla gente, mentre al mix conferisce una condizione di impermeabilizzazione che ostacola il normale rilascio degli aromi con conseguente ed evidente condizionamento nei risultati di pesca. Purtroppo in alcuni video messi in rete, si cerca di stupire gli utenti facendo vedere un ottimo risultato con macchine poco costose, senza pero’ sottolineare che nel momento in cui si utilizza un normale mix il risultato cambia nettamente. Ovviamente tutto questo e’ creato alla perfezione per sfruttare la reazione istintiva nelle persone ed indurle all’acquisto. Ovviamente questo puo trarre in inganno solo la maggior parte delle persone che non hanno esperienza delle boilies machine ma non coloro che come me tutti i giorni hanno a che fare con la loro progettazione e verifica con continui test. Acquistare una monorullo per utilizzarla con mix morbidi, secondo il mio parere non ha assolutamente senso, tanto vale usare una normale rullatrice a due o tre rulli. sicuramente piu’ economica; 3 Le boilies rimangono rollate bene, ma ci tengo ancora a sottolineare che la sfericita’ perfetta’ non si riuscira’ mai ad ottenere(chi lo afferma secondo me non e’ sincero). Le boilies migliori x rollatura e sfericita’ si ottengono esclusivamente con le monorullo che montano un rullo di diametro non inferiore a 200 mm. e il risultato e’ sorprendente anche con i mix grossolani e duri. Purtroppo il costo sale e una buona macchina con rullo di questi diametri non puo’ assolutamente costare meno di 1000€. Le considerazioni che ho fatto, sono frutto di un’esperienza maturata nel tempo, derivata dai test continui che svolgo giornalmente nella progettazione e costruzione di nuovi prototipi di macchine per boilies. Tutto questo lo svolgo per pura passione anche se ultimamente sto collaborando con la “Ghebel carp”. La mia obbiettività nel mettere in luce le caratteristiche reali di queste macchine, a volte va a discapito dei miei interessi, ma sono fatto cosi, e non mi piace illudere le persone con effetti speciali, anzi nei miei video cerco di documentare i risultati sempre nelle condizioni piu’ estreme. Qualche consiglio vorrei darlo a tutti coloro che in futuro intendono acquistare una macchina per boilies: 1 qualunque sia la marca, non fidatevi mai dei video che vedete in rete ma richiedete sempre una dimostrazione pratica(nei video ci sono mille modi di far apparire le cose.); 2 durante la dimostrazione, fate rollare il vostro mix e non fatevi convincere ad usare altri impasti (preparatelo a casa nel modo in cui siete abituati e portatevelo appresso); 3 assicuratevi della qualita’ e della tecnologia usata per la costruzione della macchina. Osservate la rotazione del rullo e fissando un punto fisso accertatevi che la rotazione sia perfettamente centrata. Diversamente, se il rullo gira non in asse vuol dire che la qualita’ di lavorazione e’ molto scadente; 4 prediligete sempre macchine costruite in modo industriale e non le cosiddette “fai da te’” (quest’ultime sono le meno affidabili e presentano evidenti carenze di precisione meccanica e nella maggior parte dei casi non sono costruite a norma di sicurezza.); 5. Ricordatevi che il prezzo inferiore e’ spesso indice di scarsa qualita’; 6 Tenete presente che chiunque puo’ promettere una garanzia illimitata sulla macchina, ma riuscire a mantenerla nel tempo e’ assai piu’ difficile. Solo le ditte affermate e affidabili da anni sono in grado di farlo. 7 Improvvisarsi costruttori e contemporaneamente venditori, senza avere le dovute conoscenze in materia puo’ compromettere in modo serio la sicurezza degli utilizzatori finali del prodotto Questo e’ uno dei motivi per cui ho scelto di non produrre e vendere le macchine da me progettate. Dal mese di settembre del 2008, data di pubblicazione del mio sito web, ho costruito alcuni modelli di rullatrici.
Questo e’ il primo prototipo:

A pochi mesi dalla presentazione di questo prototipo, ho realizzato una rullatrice a rotazione manuale

Nel mese di giugno 2009 presentazione della New boilies machine a tre rulli:

Gen-Feb 2010 realizzazione e presentazione al Carpitaly 2010 delle nuove rullatici per la “Ghebel carp”

Marzo 2010: progettazione e presentazione del nuovo modello “Easy baits 300”

Articolo di Maurizio Caracciolo, profondo conoscitore delle carpe in fiume. Vai al sito internet di Maurizio Caracciolo.

Continua a leggere!

Artificiali: WTD Walkin' the dog

Quando parliamo di wtd si parla spesso di artificiali dimenticando che inizialmente il wtd era una tecnica di recupero studiata per istigare all'attacco i predatori più pigri. Questa tecnica (come quasi tutto nello spinning) non è nata per il salt water ma per insidiare i bass nelle acque interne. Il movimento tipico è quello di un cane che camminando muove il sedere a destra e sinistra, o per dirla in altro modo un movimento sinuoso ad S. Questo modo lento dell'artificiale unito ai movimenti laterali spinge al'attacco il predatore in attesa del assaggio della preda come può essere una spigola o un bass. Per ottenere questo movimento dall'artificiale occorre avere la lenza quasi in bando per poi dare un colpo di polso unito ad una piccola accellerazione del mulinello, si deve procedere in maniera lenta e sinuosa ricordandosi di non tenere il trecciato teso ma appoggiato sull'acqua. Ovviamente poichè gli spinners hanno apprezato questa tecnia di recupero nel corso degli anni sono stati studiato artificiali specifici tra i quali ricordiamo lo Zara spok, Snook, Red Drum, Spotted Sea Trout, Tarpon, Jack Crevalle e Cobia, Sammy Pencil Bait, i mega WTD ed il sempre verde Saltwater Super Spook.

Continua a leggere!

lunedì 5 aprile 2010

La roubasienne: pescare precisi sulla pastura

La roubasienne è una tecnica di pesca nata in francia allo scopo di pescare a grande distanza da riva. Infatti se con le bolognesi, le inglesi e le barbare possiamo arrivare a circa 10 mt da riva (oltre il peso diventa davvero eccessivo) qui il limite dei 15 metri è davvero vicino. E' quindi possibile pescare a grande distanza dalla riva precisamente sulla nostra pastura, il sogno della pesca a colpo di sempre ora è possibile. Questa tecnica è nata diversi anni fa nella citta' di "Roubaix" in Francia, da cui ha preso il nome ed ha riscosso immediatamente un enorme successo nelle competizioni di pesca al colpo a livello mondiale, portando la Francia ai vertici piu' alti delle classifiche. Consideriamo che per arrivare a queste distanze occorre davvero del materiale di partenza di ottima qualità. Infatti lo sviluppo di questa disciplina è stato solo possibile quando l'industria aeronautica ha iniziato a lavorare seriamente al cabonio alto modulo rendendo possibile la progettazione e costruzione di canne leggerissime e bilanciate con le quali poter stare in pesca. Per chi non la conoscesse la roubasienne si presenta come una lunghissima canna fissa. Nelle ultime 2-3 sezioni si trova un elastico dal diametro variabile al quale viene legata la lenza e che permette di stancare il pesce facilmente essendo gli sforzi di questo combattuti dall'elastico. La presenza di questo accorgimento permette il combattimento con pesci anche di grosse dimensioni anche in assenza del mulinello conferendo grande elasticità al complesso pescante senza stressare eccessivamente il nylon. Alla roubasienne vengono sempre uniti galleggianti con un alto coeficiente di affondamento, caratterizzati da forma affusolata e di esigue grammature (0,1 - 0,5 gr). Infatti la pesca con la roubasienne si può effetuare solo in assenza di vento (15 mt di canna risentono molto del vento). La piombatura va distribuita a seconda della corrente e gli ami sono sempre di dimensioni piccolissime poichè la presenza dell'elastico riduce o annulla la possibilità dell'apertura dello stesso. La pesca alla roubasienne prevede sempre l'utilizzo di un panchetto e di un rullo apposito. Infatti se durante la pesca la canna viene mantenuta dal pescatore nelle fasi finali del combattimento o durante la preparazione dell'esca c'è bisogno di ritirare la canna sfruttando il rullo e il panchetto come appoggi. Di seguito due video esplicativi per vedere azione di pesca e tecnica. Si ringrazia per l'opera di review Ettore Angrisani.



Continua a leggere!

giovedì 1 aprile 2010

La rattopesca o Mongola


Questo articolo ci è stato richiesto da Lurenzo D.M. tramite il nostro profilo facebook il quale ci chiedeva di approfondire questo argomento.
La rattopesca è una tipica pesca estiva da fare nei laghetti dedicati alla pesca alla carpa. Al contrario della roubasienne (canna dedicata alla pesca a 11 - 14,5 mt dalla riva) è una pesca che si effettua nella zona a ridosso della sponda, battuta dalle carpe più grosse. Per questa pesca occorrono canne da pesca rigide in quanto l'azione di pesca consiste nel tirare di peso la carpa fino a farla arrivare a galla col muso fuori dall'acqua per ridurne la combattività e velocizzare l'azione di pesca. La velocità e la forza che caratterizzano questa pesca lascia spesso dei segni sulle prede, tanto è vero che è una pesca a detta di molti poco sportiva ma effettuata in gara poichè con faciltà si raggiungono i 100 kg di pescato, con punte di poco inferiori ai 200.Le canne da utilizzare per la rattopesca sono in genere in fibra di vetro o fenolico appositamente studiate, o in alternativa canne fisse di 4 mt appositamente modificate. Va usato un elastico di almeno 2 mm di cui se ne dispongono 2 mt nella canna. Lenza da 0,25 diretta e amo con ardiglione al quale innescare bigattini o mais. Galleggiante leggero e piombatura a seconda se mangiano staccate da terra o con esca posata sul fondo.

Continua a leggere!

Siamo anche su Twitter



Carissimi ricordatevi che siamo sempre anche si twitter

Continua a leggere!