Ecco le foto di pesca di Mirko C. che tramite facebook ci ha mandato le immagini delle sue pescate da ricordare. Ci scrive: Trainetta sotto costa, lenza del 22 diretta, amo 8, 10gr di piombo a scalare(spallinata) koreano e come imbarcazione un pedalò. Su un gruppetto di scogli (nn voglio kiamarla secca perche sarebbe un offesa visto che eravamo a tre mt d'acqua è uscita anche una reginetta da 800 gr. Stessa tecnica ma questa volta passando vicino i frangiflutti a circa 100 metri dalla riva. L'ultima foto mostra gronghi presi al porto di ortona, dai 3 kg e mezzo a un kilo e mezzo. Lenza madre 35 ami 3\0 cavetto d'acciaio esca sarda e pasturazione con pasturatore di fondo caricato con olio di sarda, micidiale. Tutti presi in due ore di pesca dalle 2 alle 4 del mattino.


martedì 27 aprile 2010
Gronghi dal porto di ortona
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lunedì 26 aprile 2010
Cattura dentice

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domenica 25 aprile 2010
Pasta con friggitelli al sapore di mare
- 300 gr di pasta lunga
- una decina di friggitelli (peperoni dolci lunghi)
- gamberi o gamberoni
- una decina di pomodorini
- aglio
- olio
- peperoncino
- prezzemolo
- sale.
Preparazione:
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venerdì 23 aprile 2010
Canna ad innesti vs canna telescopica
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Etichette: canne, inglese, paf, ripartita, spinning, surfcasting, telescopica
martedì 20 aprile 2010
L'antitangle
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Etichette: antitangle, attrezzatura da pesca, beach ledgering, pasturatore, pesca a fondo
giovedì 15 aprile 2010
Come fare un terminale per la pesca a ledgering
2 mt di filo dello stesso diametro dello SL che farà da trave
2 girelle
1 moschettone
1 antitangle
1 perlina gommata mormida
1 pasturatore.
Ad una estremità del trave legate con un nodo palomar la girella, poi inserite la perlina gommata e poi l'antitangle con la parte lunga verso la girella. Quindi all'altre estremità del trave legate la girella con il moschettone attaccato. La preparazione del vostro termianle è finita. Un avoltra sulla spiaggia aprite la canna, fate scorrere lo SL negli anelli, quindo all'estremità preparata con l'asola unite il trave preparato a casa tramite il moschettone. Unite all'antitangle il pasturatore e legate il terminale alla girella. Coem misure vi consiglio un 12 per il temrinale e un 20 per l'amo, ma potete anche salire di dimensioni per esche differenti o turbolenza. ICAB
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Etichette: beach ledgering, tecnica, terminali
martedì 13 aprile 2010
Il bigattino a beach ledgering
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Etichette: attrezzatura da pesca, beach ledgering, pasturatore
domenica 11 aprile 2010
Il beach ledgering in mare
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Etichette: beach ledgering, tecnica
sabato 10 aprile 2010
Innesco del bigattino a calzetta
Il bigattino è un'esca molto catturante. Il segreto della sua efficacia risiede sia nella sua mobilità che nella possibilità di pasturare abbondantemente attirando i pinnuti in una nuvola di larve. Nella preparazione dell'innesco occorre però cosiderare che spesso anche ami del 22 o 24 risultano molto visibili in acqua a causa delle ridotte dimensioni della larva. Sopratutto per innescare il bigattino sul dorso occorrerebbe un amo davvero minuscolo per coprirne la maggior parte. Per ovviare a questo inconveniente i pescatori di spigole hanno un espediente davvero redditizio: l'innesco a calzetta. Il suo utilizzo è consigliato epr spigola e pesci molto diffidenti poichè maschera completamente l'amo. Per fare questo innesco occorre munirsi di due bigattini. Uno lo innescheremo tutto sull'amo facendo in modo che questo si trovi nel corpo della larva dalla curva sino alla paletta. Il secondo bigattino lo metteremo per la cosina sulla punta dell'amo. In questo modo avremo ricoperto l'insidia con la prima larva e con la seconda otterremo la mobilità dell'innesco che attira il predatore. Provate e fateci sapere.giovedì 8 aprile 2010
Spigola di 4,730 Kg
Pubblichiamo la foto inviataci da Gustavo G., amico di facebook del gruppo AMICI DI SEGRETI DELLA PESCA. Si tratta di una signora spigola di 4,730 Kg catturata a spinning con artificiale yamashita blues code slim (testa rossa.Canna berkley 3.30mt, mulinello shimano exage 4000,monofilo 0.35. Complimenti per la cattura e speriamo capiti a tutti noi di incontrare un avversario di questo calibro. Complimenti.Pubblicato da Segreti della Pesca a 21:18 2 commenti
Pescare il cefalo a bolognese
| Da Segreti della Pesca |
martedì 6 aprile 2010
Macchina per rollare da soli le boiles
Per tutti i carpisti che praticano il carpfishing, un problema comune e’ riuscire a produrre boilies in quantita’ per poter preparare al meglio il proprio spot di pesca. Fino a poco tempo fa’ l’unico sistema era fare le proprie boilies, utilizzando la classica tavola di rullaggio. Ultimamente hanno semplificato e velocizzato la preparazione di queste esche, le nuove rullatici a motore. Ad oggi esistono tre tipi di rullatici: a due rulli, a tre rulli, e la monorullo. Le prime due sfruttano la rotazione dei rulli per sagomare le boilies con velocita’ di rotazione differenti, mentre la monorullo taglia e comprime l’impasto contro una parete fissa sagomata che segue l’esatto profilo del rullo. Qual’e’ la migliore? Non e’ facile rispondere. Dipende dal punto di vista e dalle esigenze di ogni singola persona. Io, personalmente preferisco la monorullo, in quanto prediligo gli impasti piu’ duri e grossolani, e a base di birdfood. e quest’ultima se ben progettata e’ sicuramente in grado di rollare gli impasti piu’ ostici. Come rimangono le boilies rollate con la monorullo? …..su questo punto potrei scrivere pagine e pagine. Sintetizzo puntualizzando alcune cose: 1 la monorullo e’ sicuramente la macchina piu’ veloce; 2 la sfericita’ delle boilies ottenute con questa macchina, dipende esclusivamente dal diametro esterno del rullo. Le macchine attualmente in commercio con rulli di diametro inferiore ai 140 mm. non sono in grado di produrre boilies perfettamente sferiche, se non a condizione di usare impasti molto morbidi, con mix finissimo e parecchia aggiunta di olio. (condizioni a mio avviso da non prendere in considerazione). Usare troppo olio nei mix serve solo a facilitare l’operazione di rollatura e buttare un po’ di fumo negli occh alla gente, mentre al mix conferisce una condizione di impermeabilizzazione che ostacola il normale rilascio degli aromi con conseguente ed evidente condizionamento nei risultati di pesca. Purtroppo in alcuni video messi in rete, si cerca di stupire gli utenti facendo vedere un ottimo risultato con macchine poco costose, senza pero’ sottolineare che nel momento in cui si utilizza un normale mix il risultato cambia nettamente. Ovviamente tutto questo e’ creato alla perfezione per sfruttare la reazione istintiva nelle persone ed indurle all’acquisto. Ovviamente questo puo trarre in inganno solo la maggior parte delle persone che non hanno esperienza delle boilies machine ma non coloro che come me tutti i giorni hanno a che fare con la loro progettazione e verifica con continui test. Acquistare una monorullo per utilizzarla con mix morbidi, secondo il mio parere non ha assolutamente senso, tanto vale usare una normale rullatrice a due o tre rulli. sicuramente piu’ economica; 3 Le boilies rimangono rollate bene, ma ci tengo ancora a sottolineare che la sfericita’ perfetta’ non si riuscira’ mai ad ottenere(chi lo afferma secondo me non e’ sincero). Le boilies migliori x rollatura e sfericita’ si ottengono esclusivamente con le monorullo che montano un rullo di diametro non inferiore a 200 mm. e il risultato e’ sorprendente anche con i mix grossolani e duri. Purtroppo il costo sale e una buona macchina con rullo di questi diametri non puo’ assolutamente costare meno di 1000€. Le considerazioni che ho fatto, sono frutto di un’esperienza maturata nel tempo, derivata dai test continui che svolgo giornalmente nella progettazione e costruzione di nuovi prototipi di macchine per boilies. Tutto questo lo svolgo per pura passione anche se ultimamente sto collaborando con la “Ghebel carp”. La mia obbiettività nel mettere in luce le caratteristiche reali di queste macchine, a volte va a discapito dei miei interessi, ma sono fatto cosi, e non mi piace illudere le persone con effetti speciali, anzi nei miei video cerco di documentare i risultati sempre nelle condizioni piu’ estreme. Qualche consiglio vorrei darlo a tutti coloro che in futuro intendono acquistare una macchina per boilies: 1 qualunque sia la marca, non fidatevi mai dei video che vedete in rete ma richiedete sempre una dimostrazione pratica(nei video ci sono mille modi di far apparire le cose.); 2 durante la dimostrazione, fate rollare il vostro mix e non fatevi convincere ad usare altri impasti (preparatelo a casa nel modo in cui siete abituati e portatevelo appresso); 3 assicuratevi della qualita’ e della tecnologia usata per la costruzione della macchina. Osservate la rotazione del rullo e fissando un punto fisso accertatevi che la rotazione sia perfettamente centrata. Diversamente, se il rullo gira non in asse vuol dire che la qualita’ di lavorazione e’ molto scadente; 4 prediligete sempre macchine costruite in modo industriale e non le cosiddette “fai da te’” (quest’ultime sono le meno affidabili e presentano evidenti carenze di precisione meccanica e nella maggior parte dei casi non sono costruite a norma di sicurezza.); 5. Ricordatevi che il prezzo inferiore e’ spesso indice di scarsa qualita’; 6 Tenete presente che chiunque puo’ promettere una garanzia illimitata sulla macchina, ma riuscire a mantenerla nel tempo e’ assai piu’ difficile. Solo le ditte affermate e affidabili da anni sono in grado di farlo. 7 Improvvisarsi costruttori e contemporaneamente venditori, senza avere le dovute conoscenze in materia puo’ compromettere in modo serio la sicurezza degli utilizzatori finali del prodotto Questo e’ uno dei motivi per cui ho scelto di non produrre e vendere le macchine da me progettate. Dal mese di settembre del 2008, data di pubblicazione del mio sito web, ho costruito alcuni modelli di rullatrici.A pochi mesi dalla presentazione di questo prototipo, ho realizzato una rullatrice a rotazione manuale

Nel mese di giugno 2009 presentazione della New boilies machine a tre rulli:

Gen-Feb 2010 realizzazione e presentazione al Carpitaly 2010 delle nuove rullatici per la “Ghebel carp”

Marzo 2010: progettazione e presentazione del nuovo modello “Easy baits 300”

Articolo di Maurizio Caracciolo, profondo conoscitore delle carpe in fiume. Vai al sito internet di Maurizio Caracciolo. Continua a leggere!
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Etichette: boiles, carpfishing, fai da te
Artificiali: WTD Walkin' the dog
Quando parliamo di wtd si parla spesso di artificiali dimenticando che inizialmente il wtd era una tecnica di recupero studiata per istigare all'attacco i predatori più pigri. Questa tecnica (come quasi tutto nello spinning) non è nata per il salt water ma per insidiare i bass nelle acque interne. Il movimento tipico è quello di un cane che camminando muove il sedere a destra e sinistra, o per dirla in altro modo un movimento sinuoso ad S. Questo modo lento dell'artificiale unito ai movimenti laterali spinge al'attacco il predatore in attesa del assaggio della preda come può essere una spigola o un bass. Per ottenere questo movimento dall'artificiale occorre avere la lenza quasi in bando per poi dare un colpo di polso unito ad una piccola accellerazione del mulinello, si deve procedere in maniera lenta e sinuosa ricordandosi di non tenere il trecciato teso ma appoggiato sull'acqua. Ovviamente poichè gli spinners hanno apprezato questa tecnia di recupero nel corso degli anni sono stati studiato artificiali specifici tra i quali ricordiamo lo Zara spok, Snook, Red Drum, Spotted Sea Trout, Tarpon, Jack Crevalle e Cobia, Sammy Pencil Bait, i mega WTD ed il sempre verde Saltwater Super Spook. Pubblicato da Segreti della Pesca a 20:09 0 commenti
Etichette: artificiali, spinning, wtd
lunedì 5 aprile 2010
La roubasienne: pescare precisi sulla pastura
La roubasienne è una tecnica di pesca nata in francia allo scopo di pescare a grande distanza da riva. Infatti se con le bolognesi, le inglesi e le barbare possiamo arrivare a circa 10 mt da riva (oltre il peso diventa davvero eccessivo) qui il limite dei 15 metri è davvero vicino. E' quindi possibile pescare a grande distanza dalla riva precisamente sulla nostra pastura, il sogno della pesca a colpo di sempre ora è possibile. Questa tecnica è nata diversi anni fa nella citta' di "Roubaix" in Francia, da cui ha preso il nome ed ha riscosso immediatamente un enorme successo nelle competizioni di pesca al colpo a livello mondiale, portando la Francia ai vertici piu' alti delle classifiche. Consideriamo che per arrivare a queste distanze occorre davvero del materiale di partenza di ottima qualità. Infatti lo sviluppo di questa disciplina è stato solo possibile quando l'industria aeronautica ha iniziato a lavorare seriamente al cabonio alto modulo rendendo possibile la progettazione e costruzione di canne leggerissime e bilanciate con le quali poter stare in pesca. Per chi non la conoscesse la roubasienne si presenta come una lunghissima canna fissa. Nelle ultime 2-3 sezioni si trova un elastico dal diametro variabile al quale viene legata la lenza e che permette di stancare il pesce facilmente essendo gli sforzi di questo combattuti dall'elastico. La presenza di questo accorgimento permette il combattimento con pesci anche di grosse dimensioni anche in assenza del mulinello conferendo grande elasticità al complesso pescante senza stressare eccessivamente il nylon. Alla roubasienne vengono sempre uniti galleggianti con un alto coeficiente di affondamento, caratterizzati da forma affusolata e di esigue grammature (0,1 - 0,5 gr). Infatti la pesca con la roubasienne si può effetuare solo in assenza di vento (15 mt di canna risentono molto del vento). La piombatura va distribuita a seconda della corrente e gli ami sono sempre di dimensioni piccolissime poichè la presenza dell'elastico riduce o annulla la possibilità dell'apertura dello stesso. La pesca alla roubasienne prevede sempre l'utilizzo di un panchetto e di un rullo apposito. Infatti se durante la pesca la canna viene mantenuta dal pescatore nelle fasi finali del combattimento o durante la preparazione dell'esca c'è bisogno di ritirare la canna sfruttando il rullo e il panchetto come appoggi. Di seguito due video esplicativi per vedere azione di pesca e tecnica. Si ringrazia per l'opera di review Ettore Angrisani.Pubblicato da Segreti della Pesca a 19:36 2 commenti
Etichette: pesca al colpo, roubasienne, tecnica
giovedì 1 aprile 2010
La rattopesca o Mongola
La rattopesca è una tipica pesca estiva da fare nei laghetti dedicati alla pesca alla carpa. Al contrario della roubasienne (canna dedicata alla pesca a 11 - 14,5 mt dalla riva) è una pesca che si effettua nella zona a ridosso della sponda, battuta dalle carpe più grosse. Per questa pesca occorrono canne da pesca rigide in quanto l'azione di pesca consiste nel tirare di peso la carpa fino a farla arrivare a galla col muso fuori dall'acqua per ridurne la combattività e velocizzare l'azione di pesca. La velocità e la forza che caratterizzano questa pesca lascia spesso dei segni sulle prede, tanto è vero che è una pesca a detta di molti poco sportiva ma effettuata in gara poichè con faciltà si raggiungono i 100 kg di pescato, con punte di poco inferiori ai 200.Le canne da utilizzare per la rattopesca sono in genere in fibra di vetro o fenolico appositamente studiate, o in alternativa canne fisse di 4 mt appositamente modificate. Va usato un elastico di almeno 2 mm di cui se ne dispongono 2 mt nella canna. Lenza da 0,25 diretta e amo con ardiglione al quale innescare bigattini o mais. Galleggiante leggero e piombatura a seconda se mangiano staccate da terra o con esca posata sul fondo.
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Etichette: facebook, rattopesca, tecnica
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