domenica 30 gennaio 2011

Le esche a bolognese in mare

Come sempre quando si parla di pesca la domanda cade sempre sulle esche. A bolognese, contrariamente ad altre tecniche, la scelta forse è meno ampia in quanto il bigattino (o cagnotto) la fa da padrone. Infatti questa larva introdotta nella pesca alle acque interne circa trenta anni fa ha preso il predominio su tutte le altre disponibili grazie alle sue caratteristiche. In primis è economica costando tra i 4 e i 6 euro al chilo. Poi occorre ricordare che è viva, e lo rimane anche dopo essere stata innescata all'amo, per cui si muove in maniera naturale anche se cela l'insidia del nostro amo. Poi a mare crea una scia di pastura che se fatta con cura porta i pesci sino al nostro amo, e questo è un aiuto certo se paragonato ad esche tipo il coreano. Insomma il bigattino è l'esca principe per la pesca a bolognese, ma se siamo in uno spot dove il bigattino non è ammesso? Tipo un laghetto artificiale o un'area portuale con specifico diieto? Una valida alternativa è il coreano innescato intero per la testa o a pezzi. Poi abbiamo l'esca di palo, utilissima per i saraghi a mare mosso o scadura, la sarda a tocchetti buona un poco per tutti i pesci, il pane eccezionale per il cefalo, la pastura per cefalo, occhiate e orate. Insomma se potete scegliere utilizzate il bigattino per andare sul sicuro ma ricordate che avete delle validissime alternative. Tra le esche di cui si vocifera a bassa voce sui moli ma di cui non vi sono evidenze reali sulla loro efficacia posso ricordarvi il peto di pollo, il sangue e addirittura il topo vivo.

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giovedì 27 gennaio 2011

Manutenzione dei mulinelli: Il rullino guidafilo

Tutti noi sappiamo quanto un mulinello possa essere delicato se trattato male. Certamente trattare bene un mulinello significa evitarne urti accidentali, sciacquarlo ciclicamente per evitarne la corrosione, oliarlo e via dicendo. Esiste però un elemento specifico da curare e controllare ciclicamente: il rullino guidafilo. Questo componente ha la forma di un anello con una scanalatura centrale ed ha il compito di far scorrere il filo su di esso nel tragitto per la bobbina. Onde evitare riscaldamenti eccessivi ai monofili il rullino ha al suo interno un sistema con cuscinetto o boccola che permette al rullino di girare, dissipando quindi l'energia dello sfregamento del filo. E' proprio su questo piccolo componente che occorre focalizzare la nostra attenzione per evitare rotture scoccianti che possono rimanerci a pesca senza un mulinello. L'archetto ha il compito di accompagnare il filo sono al rullino guidafilo dopo il lancio, poi il filo scorre sul rullino e facendolo ruotare dissipa calore dello sfregamento, ma in questo momento ricordiamo che il filo è bagnato di acqua di mare, e il sale che porta con se va a depositarsi sia sugli anelli che sul rulino, anzi il rullino è molto più espsosto ai depositi di sale in quanto è di dimensioni minori, inoltre la sua rotazione fa evaporare velocemente l'acqua, rimanedo quindi sull'attrezzo il solo sale. Questo ha un forte potere corrosivo, tanto da poter portare i cuscinetti del rullino al grippaggio e/o bloccaggio si ache si tratti dle modello a boccola che del modello a cuscinetto. Per evitare questo problema occorre fare una acorta e ciclica manutenzione. Come potete vedere in foto occorre dotarsi di cacciavite a stella, grasso, spazzolino, acqua, pezza, carta, olio sbloccante e grasso. Prendete il cacciavite e svitate la vite che tiene bloccato l'archetto. Questa vite si trova dietro il rullino ed una volta rimossa rende possibile scostare l'archetto. A questo punto rimuovete il rullino guidafilo e pulitelo con cura dal grasso residuo, poi riponetelo in un bicchiere con acqua dolce e fatecelo stare per alcuni minuti, poi spazzolatene la superficie esterna con lo spazzolino per rimuovere eventuali incorstazioni, resti di sale o altro. Ora passiamo al cuscinetto, una volta rimosso infiliamo al suo interno una matita e faccianolo ruotare. Una volta verificate le condizioni del cuscinetto prendiamo dell'olio sbloccante e spruzziamolo sopra, poi facciamo girare il cuscinetto per alcuni minuti sino a che non gira pulito e regolare. A questo punto puliamo i resti di olio e mettiamo il cuscinetto nella sua sede. Poi prendiamo il grasso con uno stuzzicadenti e mettiamolo sulle due superfici del cuscinetto e tra il cuscinetto e il rullino guidafilo. Ingrassiamo anche la sede del rullino sull'attacco al mulinello e richiudiamo. Ora prendiamo un pezzo di nylon e facendolo passare nel rullino facciamolo girare per verificarne la scorrevolezza. Se avete seguito le istruzioni ora è tutto ok. Se invece notate che ilcuscinetto si impunta o non gira correttamente andate in un negozio di pesca ed acquistate il ricambio. Costa pochi euro e durerà una vita.

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sabato 22 gennaio 2011

Esche: le fasolare

Questa esca è una delle più potenti per il surf casting nostrano. Si presenta come un mollusco bivalve esternamente di colore rosa a righe bianche, grande e pesante, Per la pesca occorre aprirlo con un coltello inserendo la lama all'interno tagliano la parte muscolare a destra e poi a sinistra. Una volta aperto va separato dalle valve, quindi innescato sull'ago, o in alternativa passato con l'amo almeno quattro volte. Poi occorre rassodare il tutto con del filo elastico, senza esagerare. Alcuni pescatori sono soliti separare la lingua rossa (molto più dura) dal resto del mollusco e poi lo innescano per ultimo sull'amo. In questo modo si ottiene una migliore resistenza la lancio e maggiore durata in pesca. Le faoslare a pesca attraggono i pesci in condisurf in quanto hanno un forte sapore, il che quando il mare si muove molto è un indubbio vantaggio. A mare calmo si usa intera con le valve per la ricerca delle orate xxxl. Portatene semrpe con voi un paio vive se andate a pesca con condisurf, usatele di notte o al tramonto e innescatele su paternoster possibilmente facendole lavorare nella schiuma. Lenze dal 30 al salire e ami da 1/0 in su a becco d'aquila. Attira spigole, orate, ombrine in genere, anche se sono registrate catture sporadiche su altre varie specie. Nella foto in basso innesco di fasolare su long arm e piombo spike.

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lunedì 17 gennaio 2011

Pasturare a bolognese: i bigattini

Più volte abbiamo parlato di come affrontare una pescata a bolognese, ora è il momento di concentrarsi sulla pasturazione. Pasturare significa liberare nel mare dell'esca attirante per far si che il pesce si avvicini alla nostra postazione e vinto dalla fame inizi a mangiare la nostra pastura. Ovviamente tra la pastura saranno prsenti le nostra insidie, alle quali vorrenno il pesce rimanesse allamato. Consci della funzione della pastura iniziamo ad analizzare il problema bigattini. La grande fortuna del pescatore che usa i bigattini è che può pasturare direttamente con questi, senza andare a fare altre operazioni tipiche delle pasture a pasta. Col bigattino occorre però stare attenti alla corrente ed al vento, che li spostano con grande faciltà e portano i pesci lontano dalla nostra postazione, Come regola ricordate di pasturare sempre sul vostro galleggiante ma verso rive, poiche la corrente porta i bigattini verso il mare. Poi se c'è corrente laterale spostate la pasturazione a monte delle corrente per far si che i bigattini si trovino in prossimità di quello innescato, quindi verso il fondo. Infatti in questo caso mirare al galleggiante sarebbe solo dannoso. Appena arrivati sullo spot con canna pronta e montatura finita lanciate il vostro calamento in acqua, poi fate due fiondate abbondanti di bigattini per attirare i pesci in zona. Dopo se pescate sul fondo fiondate 20 bigattini ogni 5-6 minuti, mentre se siete sollevati dal fondo 10 bigattini. Ciò per evitare che i pesci a mezz'acqua mangino tutta la pastura e sul fondo non ne arrivi. Ricordate anche che se pasturate troppo abbondantemente sazierete i pesci, i quali difficilmente poi arriveranno ad attaccare quello all'amo. I pesci devono competere per mangiare i bigattini che scendono, e ovviamente si devono trovare in prossimità di quello innescato.

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venerdì 14 gennaio 2011

L'ago da innesco

Una delle attrezzature più importanti da portare a pesca è di certo l'ago da innesco. Immaginate cosa sarebbe mettere un'arenicola sull'amo senza l'ago. Versamenti di sangue "arenicolo" a mai fine, capi rotti e poca resa all'amo. Tutti questi effetti collaterali possono essere evitati usando l'ago da innesco, una semplice ed efficace invenzione che rende posibile innescare esche pressocchè intatte e quindi molto naturali. Tra gli ami da innesco occorre distinguere due tipi diversi: quelli che fanno scorrere l'esca sull'amo e quelli che fanno passare il filo nell'esca. I primi si usano per innescare anellidi (arenicola, coreano, americano, salterello, esche tipo cannolicchi da compattare con il filo elastico). Funzionano inserendo l'ago nell'esca, poi si inserisce l'amo nella cavità dell'ago, lo si fa innarcare e poi, spingendo l'esca, si fa in modo che la stessa passi sull'ago. Il tipo a passafilo si usa per le esche che per dimensioni o solidità non possono passare sull'ago, quindi si fa in modo che il filo passi nell'esca come se fosse un ago per cucire, solo di dimensioni molto più grosse.

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mercoledì 12 gennaio 2011

Farsi i piombi da soli

Gia si è parlato in passato sui piombi a bassa, media ed alta tenuta evidenziando la funzione dei piombi e le loro caratteristiche. Attualmente il costo dei piombi si aggira su un euro cadauno, ed il pescatore esperto di surfcasting sa che una stagione ne porta via una bella quantità. Oltre la considerazione economica spesso non è possibile per noi acquistare i piombi che riteniamo più utili nella misura che preferiamo, e quindi abbiamo un problema. E questo è il resto. La soluzione ve la possiamo fornire su di un piatto d'argento: faccimaoli da soli. So che se ci pensate vi sentite avviliti ma poi vedete le immagini vi convertirete. Il piombo è un metallo molto duttile e che fonde a bassa temperatra. Occorre un fornello, un pentolino, del piombo recuperato (dai tubi va benissimo) guanti, mascherine, pinze, tenaglie e filo acciaio per fare fermi. Ovvio poi si deve acquistare uno stampo specifico per i piombi che vogliamo farci, ma non temete perchè costa pochi euro ed in genere si acquista in uk. Le mascherine servono per proteggersi dai fumi del piombo che sono molto tossici. Fate tutte le operazioni all'aria aperta e ben coperti. I simpatici e genuini ragazzi del video hanno fatto un'ottimo lavoro anche se non si sono protetti molto bene, voi usate maschere con filtro. Buon Lavoro.

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lunedì 10 gennaio 2011

Il filo elastico

Tra le attrezzature immancabili nella cassetta del pescatore che batte spiagge e scogliere non può assolutamente mancare il filo elastico. Questo si presenta a prima vista come un filo dal diametro di 0,2 0,3 mm, generalmente bianco o avorio, al tatto sembra plastica o gomma. Al momento della preparazione dell'inesco si utilizza per dare corpo e rassodare le esche arrotolandolo attorno alle stasse tenendo il filo in tensione. Alla fine va preparato un nodo per evitare lo scioglimento del filo. Gli utilizzi sono i più disparati. Si inizia con la preparazione del trancio di muggine per innescare i gorssi predatori, poi il cannolicchio che necessita sempre del filo elastico per evitare di perdere l'esca nel lancio. Inoltre l'innesco della sarda è impossibile senza questo prezioso alleato, cosi come il calamaro preparato a coda di rondine non è possibile ottenerlo senza filo elastico. Le fasolare senza questo supporto non hanno molta tenuta all'amo, cosi come le telline, le cozze e gli altro moluschi. Inoltre se vogliamo innescare il coreano a ciuffi abbiamo per forza bisogno di un pò di filo per aggiungere i coreani vivi a quello innescato all'amo. Ricordatevi che toccando il rollino di filo con le mani sporche avete sempre bisogno di lavarlo in acqua dolce una volta tornati a casa, onde evitare che puzzi di pesce putrido. Il costo si aggira sui due euro ed in genere dura anni, motivo per cui vi consiglio di comprarlo e portarlo con voi se avete voglia di usar ele esche di cui sopra.

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venerdì 7 gennaio 2011

Ricette: Paccheri bottarga e gamberetti

Oggi vi proponiamo una bella ricetta a base di bottarga, un prodotto genuino e dal gusto profondo. Ingredienti : 400 grammi paccheri di gragnano, cipolle in base al gusto, 250 g. gamberetti lessati e sgusciati, 4 cucchiaini di bottarga grattugiata fresca, 1 confezione panna da cucina, aglio, olio, prezzemolo. Iniziamo con il frullare le cipolle nel mixer fino ad ottenere una morbida crema che faremo rosolare nell'olio insieme all'aglio in una padella ampia e ben calda. Mettiamo al fuoco una ampia pentola con 5 litri di acqua leggermente salata epr cuocere la pasta da tirare al dente. Mentre la pasta cuoce aggiungete i gamberetti alle cipolle e quasi a fine cottura la confezione di panna. Quando la pasta è cotta scolatela e mantecatela in padella con il nostro sugo. Una volta ben cotta impiattat e poi spolverate con la bottarga grattugiata fresca, meglio ancora se poratat a tavola intera e fatta grattugiare ai commensali.

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mercoledì 5 gennaio 2011

Gli amici di Segreti della Pesca in cerca di orate

Questo articolo lo scriviamo per Simone T. che tramite il nostro profilo facebook ci ha chiesto: ...la mia ultima battuta di pesca è stata un successo una spigola di quasi 4kg che ho nelle foto...il luogo è costa selvaggia il fondale degrada velocemente ed è totalmente sabbioso. Io ho una "fissa" particolare per le orate ed in 4 battute ne sono uscite svariate anche sopra il kilo ma io nn ne ho presa nemmeno una...uso come esca americano e arenicola amo 8 gambo corto e finale lungo 1.5 metri del 0.20 forse sbaglio qualcosa? Il fondale degrada normalmente per i primi 50metri...poi ha due bruschi scalini ho fatto il bagno per regolarmi e credo che intorno ai 100metri misura che supero con molta difficolta stiamo sui tre metri... Ho visto usare bibi cozza e americano...ma ha quanto ho saputo erano piene di granchi dentro! Caro inizio con i complimenti per la spigola che è una preda di pregio, soprattutto quando raggiunge queste dimensioni. Per le orate credo il problema siano le esche che sono presenti nello spot. Mi spiego meglio, se nello spot i granchi abondano le orate saranno predisposte a mangiare quelli, e quindi saranno scettiche nei confronti di altre esche. Nello specifico cerca di catturare i granchi in loco (seguendo questi consigli) ed organizzati per tenerli nel secchio per tutta la battuta. Cura il finale e l'innesco e di certo le sodisfazioni non mancheranno. Come altri consigli posso solo dirti di provare l'innesco del riccio femmina come descritto nell'articolo oppure di mettere all'amo il cannolicchio intero (con le valve e tutto) come sarà spiegato in uno dei prossimi articoli.

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domenica 2 gennaio 2011

Esche proteiche: Il trancio di cefalo


L'utilizzo delle esche ad alto contenuto proteico è indicato nel caso in cui siamo alla ricerca del grande predatore dalla spiaggia e vogliamo attirarlo con un'esca sostanziosa. Il trancio di muggine assolve egregiamente a questo lavoro in quanto si presta alla creazione di abbondanti inneschi. Inoltre la ricchezza di oli e grassi nelle sue carni lo rende molto attirante. Per proporre correttamente questo innesco occorre utilizzare del polistirolo o altro materiale galleggiante per farlo fluttuare in acqua, ricordando che se il mare è agitato occorre usarne davvero poco onde evitare una presentazione dell'esca innaturale. Per la preparazion e procuratevi un cefalo e sfilattatelo (io lo faccio in spiaggia). Tagliatene un pezzo della lunghetta di circa 10 cm e della larghezza di 5 di modo da poter creare un innesco a forma di sigaro. Se la carne è troppo spessa portatelo a livello con le forbici. Intanto preparate un finale con due ami del tipi 1/0 o 2/0 a seconda del trancio e mettete i due ami leggermente disassati nelle carni, poi ponete al centro del trancio il polistirolo (anche quello delle vaschette per il confezionamento delle carni) e richiudete il tutto con abbondante filo elastico. Nel lancio ricordate che sarà difficile ottenere grosse distanze a causa delpeso e della scarsa aerodinamicità. Alcuni pescatori a volte mettono la parte con la pelle verso l'esterno contando su una maggiore visibilità del boccone. Le confiurazioni di cui abbiamo parlato si riferiscono principalmente alla spigola poichè se vorrete insidiare il serra avrete bisogno del cavetto d'acciaio.

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