Per la pesca a vertical abbiamo bisogno di una canna appositamente studiata, in genere con ampi range di carico e tipicamente con il manico staccabile dal corpo della canna. Il mulinello deve essere un fisso del tipo 10000 di ottima qualità capace di sopportare i numerosi recuperi. La bobina va caricata con un trecciato di buona qualità mentre gli ultimi metri devono essere in fluorcarbon di 0,60 – 0,70 mm per aumentare il realismo del complesso pescante. Sempre necessario è il raffio per portare a borbo prede importanti e spesso molto combattive. La scelta del tracciata va fatta in base a canna, mulinello, fondale e prede ma in genere si ritiene che un 30 – 50 libre dovrebbero coprire quasi tutte le situazioni. Per ciò che concerne invece le imbarcazioni potete utilizzare gozzi, gommoni o barche più grosse, ma ricordate sempre di rispettare i limiti imposti dal costruttore per l'equipaggio. Poichè il vertical è una pesca faticosa potete anche organizzarvi a gruppi con una sola canna, tipo facendo due recuperi a personain gruppi da due, in modo da essere sempre in pesca con i jig e non lasciare mai l acolonna d'acqua scoperta. mercoledì 27 aprile 2011
Il vertical jigging – Attrezzatura
Per la pesca a vertical abbiamo bisogno di una canna appositamente studiata, in genere con ampi range di carico e tipicamente con il manico staccabile dal corpo della canna. Il mulinello deve essere un fisso del tipo 10000 di ottima qualità capace di sopportare i numerosi recuperi. La bobina va caricata con un trecciato di buona qualità mentre gli ultimi metri devono essere in fluorcarbon di 0,60 – 0,70 mm per aumentare il realismo del complesso pescante. Sempre necessario è il raffio per portare a borbo prede importanti e spesso molto combattive. La scelta del tracciata va fatta in base a canna, mulinello, fondale e prede ma in genere si ritiene che un 30 – 50 libre dovrebbero coprire quasi tutte le situazioni. Per ciò che concerne invece le imbarcazioni potete utilizzare gozzi, gommoni o barche più grosse, ma ricordate sempre di rispettare i limiti imposti dal costruttore per l'equipaggio. Poichè il vertical è una pesca faticosa potete anche organizzarvi a gruppi con una sola canna, tipo facendo due recuperi a personain gruppi da due, in modo da essere sempre in pesca con i jig e non lasciare mai l acolonna d'acqua scoperta. Pubblicato da Segreti della Pesca a 18:29 2 commenti
Etichette: attrezzatura da pesca, canna da pesca, innesco misto, multifibre, vertical jigging
lunedì 25 aprile 2011
Esche: le camole del miele

Tutti gli animali presenti in natura hanno dei predatori e/o delle specie antagoniste con cui si devono rapportare e che servono ad eliminare dalla specie gli esemplari meno forti, meno furbi o comunque meno adatti all'ambiente ed alla competizione interspecifica. Sia le api allevate che quelle libere hanno un loro vorace predatore: la Galleria mellonella. Questo insetto è un lepidottero che nella sua fase larvale si nutre della cera di cui sono composti gli alveari non disdegnando di cibarsi di larve, uova e miele dell'alveare. Questo lepidottero appartenente alla famiglia delle piralidi gironzola libero in natura e depone le uova direttamente nell'alveare, di modo che i suoi piccoli distruttori avranno cibo a portata di mano. Occorre però ricordare che le larve di galleria mellonella sono una importante risolrsa per il pescatore di acque interne in quanto usate come esche (forse le conoscete con il nome di camole) sono micidiali per tantissime specie. Anche quando i pesci sono svogliati il loro innesco risulta spesso decisivo in quanto il sapore dolce (si nutrono di miele) è invitante. Inoltre innescate singole su amo sottile e a gambo corto del 8 o in tantem su amo del 6 sono ottime nella pesca alla trota in quanto ruotano in maniera perfetta. Usate lenze massino dello 0,12 e attirerete anche le trote di immissione più svogliate. Per la conservazione di queste esche occorrono 5/6 °C (quindi frigo nelal parte meno fredda). Ovviamente tenetele nella confezione di plastica con il loro substrato di truciolati id legno. Pubblicato da Segreti della Pesca a 09:04 1 commenti
Etichette: camole, esche, pesca sportiva, trote
domenica 24 aprile 2011
Il vertical Jigging – introduzione alla tecnica
L’effetto è facilmente immaginabile, i predatori di fondo tipici del mediterraneo quali cernie, dentici, ricciole se presenti sul fondo sono attirati dalla nostra esca. Inoltre pesci san pietro, murene, saraghi, tanute, gronghi, scorfani, gallinelle, razze e trigoni sono prede più o meno casuali a vertical jigging. Questi pesci infatti di rado si lanciano in veloci inseguimenti ma possono attaccare il jig nei primi due rimbalzi. Palamite, lanzardi, tombarelli, alletterati e lampughe sono invece le classiche prede delle aree sabbiose che si possono catturare a mezz’acqua e nelle ultime fasi del recupero. L’azione di pesca per essere efficace necessita di un fondale importante e dell’ausilio dell’ecoscandaglio per individuare le prede. Una volta sicuri della presenza del pesca vanno calati i jig (specifici artificiali) sul fondo e vanno recuperati a strattoni, n modo da mimare un pesce in difficoltà. Occorre chiarire che i pesci notano il jig e probabilmente lo identificano come elemento artificiale. Poiché sono presenti in branco basta che uno solo di loro si dirige verso il jig mosso dalla curiosità che tutto il branco lo segue, creando una lotta per chi lo attacca per primo. In questo modo l’effetto del jig è certamente influenzato dalla fattura e del movimento dell’artificiale, ma certamente risulta catturante laddove ci si trova in presenza di pesci affamati e in competizione. Inoltre per i grossi predatori di fondo esiste anche un’altra molla importante sulla quale andiamo ad agire: la territorialità. Infatti questi grossi pesci risultano infastiditi dalla presenza di un “estraneo” che fa su e giù nella colonna d’acqua, e quindi lo attaccano non tanto per fame ma per eliminare dalla zona un disturbatore.
Pubblicato da Segreti della Pesca a 08:19 2 commenti
Etichette: dentici, ricciole, vertical jigging
venerdì 22 aprile 2011
Prede: Lo sgombro
Lo sgombro è un pesce molto comune nel mare mediterraneo. E' un pesce azzurro, vive in branchi molto grandi e in estate si avvicina alla costa per doporre le uova mentre in inverno lo si trova a grandi profondità (sino a 200 mt). La pesca dello gombro a livello professionale viene effettuata con la lampara e, una volta trovato il branco permette di catturare enormi quantità di pesce. Per questo motivo i pescatori detti professionali hanno ridoto lo stok di questa preda portandolo, in alcuni paesi nord europei, al limite dellestinzione degli ecotipi. Nel mediterraneo è molto apprezzato in cucina e viene pescato in maniera amatoriale a bolentino usando come attiranti delle sfere plastiche fotoluminose. Nelle foto vedete gli sgombri ( o lacerti) pescati dal nostro amico Bevilaqua lungo la costa ravennate. La tecnica prevedeva lenza del 20, amo 2 e sarda innescata a tocchetti. Vi ricordiamo che è una eccellente fonte di acidi grazzi omega3, quindi consumate questo pesce senza timori epreferitelo ad altre specie più costose e meno salutari. Buona pescata per essere solo ad aprile.Continua a leggere!
Pubblicato da Segreti della Pesca a 09:11 0 commenti
Etichette: bolentino, pesce azzurro, sgombro
giovedì 21 aprile 2011
Ami beck
Pubblicato da Segreti della Pesca a 17:54 0 commenti
Etichette: ami, attrezzatura da pesca, beck, tecnica
mercoledì 20 aprile 2011
Il bait clip
Durante il lancio l'esca ha delle forti accelerazioni che unite al momento angolare alle quali è sottoposta nel caricamento della canna pùò provocarle dei danni. Inoltre se lanciamo con tecnica ground o pendulum queste forze si decuplicano essendo maggiore il caricamento del carbonio, e quindi aumentano esponenzialmente i danni all'esca. Inoltre l'esca a penzoloni nel lancio penalizza aereodinamicamente il trave, tanto da ridurre la gittata del lancio anche del 10% nel caso di filetto di muggine o sarda. Per ovviare a questo inconveniente è nato il bait clip, piccolo aggeggio da legare al trave che consente di avere le esche colidali al trave (con alcuni terminali anche solidali al piombo e dietro di essi per sfruttare una zona dove esche grosse genereano meno turbolenze). Ricordate però che il bait clip in presenza di sporcizia in sospenzione funge da aggregatore, quindi il suo uso è da evitare in queste circostanze. Per ovviare al diverso allungamento del trave e del bracciolo quando sottoposti a trazione nello stacco molti pescatori usano delle piccole molle (tipo quelle delle penne) che ammortizzano il tutto ed evitano la rottura del trave. A seguire un video esplicativo del bait clip da inserire a cavallo del piombo. In foto il modello per il clippaggio alto.Pubblicato da Segreti della Pesca a 18:23 1 commenti
Etichette: attrezzatura da pesca, bait clip, surfcasting
lunedì 18 aprile 2011
Il belly boat
Nella pesca in acque interne spesso è difficile arrivare a pescare nello spot che reputiamo più fruttuoso. Ipotizziamo di voler insidiare i bass sotto un canneto o una legnaia, è difficoltoso se non impossibile accedervi via terra, o non sempre vi sono le condizioni per arrivare a lanciarci. Per questo sono nate delle barche apposite che hanno la poppa molto grande che permette di lanciare, muoversi e fare tutto il resto in comodità ma prevedono la presenza di due persone e sopratutto costano una cifra. Il problema si è risolto con una invenzione facile e relativamente economica: il belly boat. In pratica avete presente la ciambella dei bimbi che si mette a mare dopo averla gonfiata? Userete una cosa simile. Ovviamente il materiale è di ottima fattura ed all'esterno c'è della stoffa tipo cordura molto resistente. Il gonfiaggio è per settori quindi non dovrebbe affondare, inoltre sono previsti schienale e accessori per portare con voi canne di riserva ed attrezzature. Ci sono in giro tre modelli, il primo è proprio un ciambellone, economico e poco pratico con il difetto di dovercisi calare dentro ... non è proprio il massimo. Il secondo è il modello a U, comodo in quando ci si siede, si chiude una piccola "mensoletta" davanti a noi per riporre le cose e poggiare i pesci e poi si va, pinneggiando. Il terzo è il modello a V, più costoso ma migliore in tutti i sensi. Anche lo spostamento è più facile in quanto la forma a v da meno problemi nella navigazione. Se credete che il belly sia un giocattolo sbagliate. Ho visto modelli accessoriati per migliaia di euro, con anche il gps e l'ecoscandaglio per trovare le prede. Ricordate però che la pesca sarà abbastanza stancante e sopratutto all'inizio difficoltosa, infatti non vi ho ancora detto che si procede a marci indietro pinneggiando seduti. In definitiva il belly è ottimo per la pesca ma occorre saperlo usare, tenerci manutenzionee d essere pazienti nel suo gonfiaggio e sgonfiaggio. Comunque è ottimo per lo spinning a trote, blackbass e lucci in lago, problematico in fiume dove occorre maestria, acqua lenta e tanto coraggio. Pubblicato da Segreti della Pesca a 11:52 0 commenti
Etichette: belly boat, black bass, spinning, trote
venerdì 15 aprile 2011
La pesca con il palloncino
La pesca con il vivo è sempre molto remunerativa in termini di qualità delle catture. Quando abbiamo analizzato il metodo della pesca a teleferica mettemmo in luce tra i difetti di questa tecnica la poca distanza del pesce esca dal fondo, fattore particolarmente penalizzante quando si cercano predatori pelagici su fondali che degradano velocemente. Per ovviare a questo inconveniente possiamo utilizzare la tecnica del palloncino. Occorrerà acquistare dei palloncini di quelli per le feste dei bambini che serviranno per la preparazione del terminale. L'azione di pesca verrà portata a termine con un pesce esca legato al cavetto di acciaio o nylon lungo circa due metri. Alla fine di questo avremo una girella per scaricare le torsioni che collega il terminale con la lenza in bobbina (non si usa shock leader). Il filo della bobbina passerà nell'occhiello di una girella (bloccata da uno stopper in caucciù di quello usato per i terminali) menrte all'altro capo viene attaccato il palloncino con uno spezzone di pochi cm di filo. Una volta innescato il vivo e gonfiato il palloncino si collega il tutto e si poggia delicatamente in acqua. In pesce tenderà a guadagnare il largo, e con lui il palloncino che ci farà da segnalatore di abboccata. Spesso il pesce si allontanamalvolentieri a causa delle ferite e tenta di tornare a riva, quindi le serate migliori per questa pesca sono quelle con vento di tera debole che spinge sul palloncino e tiene l'esca in pesca. Di notte è poi consigliato mettere due starlight nel palloncino, al fine di tenere sotto controllo la situazione più facilmente. Pubblicato da Segreti della Pesca a 21:03 0 commenti
Etichette: muggine, palloncino, terminali, vivo
martedì 12 aprile 2011
Apnea nei primi 15 metri
Pubblicato da Segreti della Pesca a 09:15 1 commenti
Etichette: apnea, pesca subaquea
domenica 10 aprile 2011
Ostriche e pancetta
Pubblicato da Segreti della Pesca a 10:46 2 commenti
giovedì 7 aprile 2011
Tagliolino al nero di seppia in salsa di scorfano e julienne di zucchine
Pubblicato da Segreti della Pesca a 08:01 1 commenti
martedì 5 aprile 2011
Ricette: Tonno saporito
Pubblicato da Segreti della Pesca a 19:18 0 commenti









