mercoledì 30 novembre 2011
Test lampada frontale da 230 lumen
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Etichette: attrezzatura da pesca, head lamp, lampada frontale
sabato 26 novembre 2011
Come si pesca con la nassa
Metto qui nel testo il mesaggio di Remo ad integrazione del post: La pesca con le nasse è molto proficua anche in primavera per le seppie che vengono a depositare le uova. In questo caso non serve l'esca ,nelle nasse si inserisce di solito dei rami d'alloro oppure i nastri neri per legare i bancali. Se volete ottenere il massimo lasciate nella nassa una seppia femmina e vedrete che risultati. Non è semplice riconoscere la femmina, di solito è sempre più piccola dei esemplari maschi e ponendola sul dorso al suo interno si notano due sacche bianche, da noi le chiamano le "poccette". (almeno cosi è stato spiegato a me)In primavera i maschi fanno a gara per fecondare le uova delle seppie femmine quindi se lasciate una femmina nella nassa non è raro che il giorno dopo ci trovate 10 e più spasimanti in sua compagnia. Altra cosa importante è che per praticare la pesca con le nasse serve il permesso! Una volta lo rilasciava la capitaneria mentre adesso va richiesto in regione. Bisogna presentarsi l'anno prima in cui si vuole praticare questa disciplina e portarsi 2 foto , marca da bollo da € 14,62 e riempire un modulo con i dati della barca che si utilizza. Il permesso arriva l'anno successivo per posta sotto forma di un tesserino il quale va rinnovato di anno in anno. Non ha niente a che vedere con il censimento! Con questo permesso, solo cosi, si puo anche usare il parangale con massimo 200 ami. Sulla tessera è evidenziato il numero da apporre ai segnali che lasceremo in mare e che dovranno essere di colore giallo. Spero di essere stato utile, Remo.
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venerdì 25 novembre 2011
La nassa
Pubblicato da Segreti della Pesca a 10:50 1 commenti
Etichette: attrezzatura da pesca, nassa
martedì 22 novembre 2011
Tutorial - Riparazione rapida anelli di una canna bolognese
L'altra sera sono andato a pesca ed all'arrivo sul molo il mio compagno di pesca apre la bolo e mi chiama ... c'era un anello senza la pietra, sintomo della rottura dell'anello a causa di un urto diretto. Gli dico di non preoccuparsi, apro la mia di bolo e zacchete ... a me mancano tre pietre degli anelli. In pratica un urto forte aveva lesionato la struttura di 3 anelli della canna da pesca obbligandomi ad usare la canna di riserva (ne porto sei con me, ma comunque mi sono incazzato). Oggi appena mi sono liberato mi sono organizzato per la riparazione e fatte due foto mi sono messo all'opera per scrivere questo tutorial. In pratica la canna da pesca del tipo bolognese presenta anelli a ponte singolo, o anelli scorrevoli. Il vantaggio dell'uso dell'anello a ponte singolo è tutto legato alla leggerezza ed alla facilità di montaggio, essendo necessaria una sola legatua anzicchè due. Avendo una sola legatura possiamo poi procedere alla sostituzione dell'anello senza rifare la legatura stessa ma estraendo l'anello e rimettendone uno nuovo. Preparate dello scotch gommato, una pinza, colla tipo uhu uhu (no attak in quano troppo veloce, quindi non permetterebbe di posizionare corretamente l'anello), cartoncino o carta. Prendete la canna con la mano sinistra e impugnate con la destra la pinza, quidi afferrate l'anello per la parte di stelo che esce dallalegatura e fate una forza costante verso la cima dell acanna, In uno o duse seconi l'anello uscirà dalla legatura come una spina dalla presa, lasciando la legatura integra sia all'esterno che all'interno. Prendete il vostro ormai ex anello ed andate da un negoziante di fiducia per acquistare un nuovo anello, specificando sempre che ne volete uno con pietra (mai plastica). Al ritorno prendete lo scotch gommato e icoprite la parte a valle dell'anello, poi mettete la carta o il cartoncino tra la sezione dove state lavorando e la successiva per avere il campo sgombro ed evitare urti. Quindi prendete l'anello con le mani, meteteci della colla sullo stelo e poi infilatelo nella legatura. Tiratelo subito fuori, metteteci un altro goccio di colla e rimettetelo a posto. Spingete l'anello sino in fondo ma senza forzare, quindi tenete la canna orizontale e ferma per 12 ore ma solo dopo avere rimosso la colla sueprflua. In questo modo avrete risparmiato un sacco di soldi (l'anello costa 2 euri, la riparazione dal negozziante 10 euri ad anello) e avrete evitato di rifare le legature, con evidenti cambi di colore, colature e similia. A seguire tutte le foto della riparazione.


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Etichette: anellare, anelli, canna da pesca, fai da te
lunedì 21 novembre 2011
Pescare con i bigattini morti
Nella pesca al colpo il bigattino è un'esca micidiale in quanto è possibile pasturare in maniera costante e nascondere nella pastura il nostro bigattino armato di amo. Occorre però considerare che in spot ad alta densità di pesca i pinnuti hanno imparato a diffidare del bigattino in generale, e sopratutto di quelli vivi e vegeti che si muovono come forsennati. In effetti i pesci sottoposti a forte pressione selettiva imparano dai propri errori e da quelli degli altri. Quindi imparano a diffidare del bigattino vivo e tendono ad attaccare quelli morti presenti sul fondo. Questo piccolo stratagemma da molti risultati in ambienti confinati e soggeti a grossa presione di pesca. Tipo pensate ad un lahetto di pesca sportiva dove le care sono pescate e rimese in acqua tantissime volte. Imparano presto a diffidare del bigattino, sopratutto se vivo e vegeto e molto vivace (quindi appena messo in acqua). Partendo da questo presupposto molti agonisti quindi hanno imparato ad utilizzare a pesca i bigattini morti, ovvero tenuti per pochi secondi in acqua bollente in modo da ucciderli ma rimanerli sodi e comaptti. Dopo la "cottura" è opportuno mettelri in poca segatura e lasciarli asciugare al fresco. Quindi portateli a pesca e teneteli prontio per l'innesco. Usate l'amo singolo e abbiate cura di pescare con pochi centimetri di lenza poggiata a terra e di certo i risultati non mancheranno. Pubblicato da Segreti della Pesca a 13:18 2 commenti
Etichette: bigattini, laghetto, pasturare, pesca al colpo, segreti
venerdì 18 novembre 2011
Esche: L'oloturia
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Etichette: esche, oloturia, saraghi, surfcasting
mercoledì 16 novembre 2011
La baiatura
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Etichette: baiatura, conservare il pescato, segreti, tecnica
domenica 13 novembre 2011
Ricette: Calamari alla brace
Per la preparazione dei calamari alla brace vi consigliamo di utilizzare sempre i calamari pescati da voi in quanto risulteranno più morbidi e di sicuro più saporiti. Predisponete un calamaro per ogni commensale, poi un limone da premere, un bicchiere di olio extravergine d'oliva, aglio senza brattee e del prezzemolo da tagliare finemente. Pulite i calamari eliminando gli occhi, l'organo con l'inchiostro e la parte coriacea interna oltre agli organi che si trovano nella testa. Mettiamo in una ciotola il succo del limone e l'olio ed agitiamo con la forchetta sino ad ottenere una emulsione omogenea. Quindi spennelliamo i nostri calamari e lasciamli riposare cinque minuti. Fate concumare la brace e quando risulta omogenea mettete i calamari sulla griglia ben calda, avendo cura di far cuocere per pochi minuti i calamari da ambio le parti. Intanto unite all'emulsione il prezzemolo tritato, l'aglio a spicchi e del sale e continuiamo a sbattere. Una volta pronti i calamari mettiamoli in un piatto da portata unendoli all'emulsione. Portiamo a tavola il tutto ancora caldo. Pubblicato da Segreti della Pesca a 11:35 3 commenti
giovedì 10 novembre 2011
Pescare il calamaro
lunedì 7 novembre 2011
Catturare le corbole e conservarle sino alla prossima pescata
domenica 6 novembre 2011
Surfcasting: cosa fare in presenza di alghe?
Pubblicato da Segreti della Pesca a 09:44 4 commenti
Etichette: alghe, mareggiata, surfcasting
mercoledì 2 novembre 2011
Esche: Il bibi
Il bibi è una delle esche più attiranti in assoluto. Si presenta con una forma a salsicciotto, lungo da 8 a 25 cm e di diametro da 1 a 3 cm. Viene venduto in scatolette di plastica in 10 15 pezzi accompagnati da spugna sintetica per mantenerne l'umidità. A pesca è molto efficace per insidiare le grosse orate, ma spigole e grosse mormore non si tirano indietro di fronte a questo verme molto attirante. Il suo corpo grosso e quasi traslucido contiene al suo interno grosse quantità di liquido, che poi è la parte che attira i pinnuti. In frigo si conserca per lunghi periodi a temperature medio basse per cui per la pesca estiva occorre munirsi di un frigo portatile o di un box coibentato. Gli ami a becco d'aquila sono la scelta migliore per questa esca. Occorre ricordare che a parte i bibi che si acquistano in negozio in alcune regioni d'Italia (tipo il veneto) è possibile acquistare del bibi nostrano detto bibi di coffa. Questo si presenta di colore scuro e molto grande di dimenzioni, tanto da richiedere a volte di essere innescato rivoltato e legato col filo elastico.Pubblicato da Segreti della Pesca a 17:22 2 commenti










