Abbiamo visto come le corbole siano un'esca molto attrattiva poichè i pesci la cercano ma in genere riesce a nascondersi sotto uno spesso strato di fango, e si è parlato anche dei metodi di innesco di questa esca potente e delicata (qui articolo. Oggi, su richiesta di molti pescatori, ci occuperemo di come procurarci da soli questa esca e di come conservarla, poichè quando la si compra viva muore dopo poco e se presa da congelata siamo obbligati ad innescarla congelata per evitare il suo disfacimento al momento dell'innesco. Poichè le corbole vivono nel fango ad una profondità variabile in base alle caratteristiche del substrato (in genere circa 40 cm) hanno bisogno di scavare in prossimità del bagnasciuga delle galerie "di areazione" che portano acqua e/o aria al loro sistema di gallerie (ricordate questo dettaglio perchè sarà la base di uno dei sistemi di cattura). Rechiamoci quindi in una zona lagunare o di foce o cmq in una zona naturalmente ricca di fango e cerchiamo un punto ricco di fori che ci indica la presenza delle corbole sotto la supeficie. Muniamoci quindi di una pala e rimestiamo il fango con una pala per una zona di circa 1 mq per smuovere il substrato e far allontanare le corbole, poi con un retino a maglia larga passiamo nell'area attorno al foro e magicamente troveremo nel fango smosso le corbole. Analogamente possiamo anche costruire un crivello e setacciare il fango che scaviamo, questo metodo è più faticoso e poco raccomandato perchè feriremo molte esche, ma se volete potete procedere. Terzo metodo, usiamo l'aria compressa. Le corbole cotruiscono le gallerie e le abitano, quindi noi identifichiamo i fori, mettiamo dentro di uno di questi una bottiglia di plastica morbida e poi premiamo al bottiglia per insufflare aria nel foro, vedremo uscire acqua da un altro foro e, nella maggior parte dei casi, uscirà anche qualche corbola, pronta da mettere nel secchio. Una volta catturate con i metodi appena illustrati mettete le corbole in un contenitore con coperchio con un poco di fango e delle alghe e ponete tutto in frigo nella zona a temperatura media, certi di conservarle anche dieci giorni. Non mettete troppa acqua per evitare che muoiano e vadano in putrefazione (l'acqua serve solo a saturare l'aria al 100% ed evitare disidratazioni). Nonostante le numerose prove di tenere le corbole in acquario non si registrano casi di resistenza al di sopra dei due giorni. Poichè sulle corbole si sa poco fateci partecipi delle vostre esperienze.
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giovedì 8 maggio 2014
domenica 13 ottobre 2013
Esche: le Corbole
Le corbole sono una di quelle esche poco usate e poco pubblicizzate, un segreto direi, ma molto promettente a pesca. ' molto usata nelle zone del nord est Italia dove i pescatori se le procurano da soli e le innescano epr la ricerca di orate, spigole ed ombrine. Si presenta come un incrocio tra un gamberetto e un paguro fuori dal guscio ( per sommi capi ) ed è un crostaceo tipico delle zone lagunari, predilige il fango e le acque medio ferme. Spesso la si trova la dove le vongole si riproducono e crescono alla grande. Non si vedono spesso in giro ma con la basa marea lasciano la tana scavata nel substrato per piccoli spostamenti. Si nutrono di alghe, resti di organismi in decomposizione e quant'altro si trovi nel fango che contenga proteine ( in questo è simile al muriddu e all'arenicola). La sua potenza attrattiva è data dal suo innesco intero che inganna il predatore che si trova di fronte una preda molto ambita ma che raramente riesce a catturare. Ovviamente il massimo effetto catturante si ha con l'innesco vivo con amo pasato nel mezzo della coda o in alternativa (per i pesci che attaccano dalla testa) con una lieve puntura nella zona del carapace subito dopo la testa. Innescando la corbola possiamo insidiare le orate, le spigole e le ombrine, ma non sono rari i casi di saraghi catturati con le grosse corbole innescate per la testa. Spesso le corbole si trovano anche nei negozi, ma in questo caso le esche in genere sono congelate hanno il grosso difetto di sfaldarsi una volta scongelate. La loro difusione è certamente nazionale, anche se spesso al sud italia occorre prenotarle poichè ne arrivano davvero poche. Quelle grosse si usano dalla spiaggia o a bolentino mentre le piccole sono ottime a bolognese, usate come se fosse un gamberetto vivo. Attualemte non mi risultano utilizzi in cucina, ma in merito a questo aspetto mi farebbe piacere ricevere segnalazioni da parte di voi lettori. Nel prossimo articolo parleremo di come catturare le corbole e come conservarle sino alla prima battuta di pesca.
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