giovedì 24 aprile 2014
Il long arm: massima flessibilità
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Etichette: long arm, pesca a fondo, snodo, tecnica, terminali
martedì 18 febbraio 2014
Il paternoster: pescare nella schiuma
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Etichette: mareggiata, paternoster, saraghi, schiuma, tecnica, terminali
martedì 3 dicembre 2013
Scegliere il terminale da surfcasting: Long arm, paternoster o short rovesciato
Scriviamo questo articolo su richiesta di un lettore che su facebook ci chiedeva lumi sulla scelta del termianle da utilizzare nela pesca a surfcasting. Iniziamo con il dire che i terminali tra i quali ( in genere) si sceglie sono il paternoster, il long arm o lo short. Mentre il paternoster è un terminale con 2 snodi e due ami il long arm e lo short sono in pratica lo stesso terminale. La differenza tra i due è data dalla posizione nella quale mettiamo lo snodo. Se lo spostiamo verso il trave otteniamo il long arm, ottimo per pescare in presenza di forte turbolenza in quanto la corrente alza l'esca, evitando gli strati bassi dell'acqua che sono i più torbidi. Lo short si utilizza con bassa turbolenza quando vogliamo pescare sul fondo. Infine il paternoster si usa in turbolenza quando cerchiamo i saarghi. Usiamo 2 snodi sul trave, con lunghezza dei braccioli semopre al di sotto di 50 cm. In rari casi possiamo fare un paternoster molto lungo (2 mt) e montare braccioli di un metro, ma questo terminale si usa solo a mare calmo, spesso flotterando il terminale alto alla ricerca di pesci di galla. Inoltre il paternoster può essere anche usato con bracciolo suepriore flotterato lungo 30 cm e quello basso di circa 80 cm aòòa ricerca dei grufolatori. Ricordate che in presenza di turbolenza si accorcia il bracciolo e si aumenta il suo diametro, a mare calmo si allunga il bracciolo e si diminuisce il suo diametro.Pubblicato da Segreti della Pesca alle 10:51 2 commenti
Etichette: long arm, paternoster, snodo, surfcasting, terminali
domenica 28 luglio 2013
Finali incollati
Avete letto bene, l'incollaggio del finale ha il solo scopo di evitare i nodi, punti dove la lenza viene strozzata e quindi perde parte della sua resistenza. E' ormai un fenomeno noto che in presenza di un nodo la lenza perda parte del suo carico di rottura, e sono anche conosciuti i coeficienti di correzione per i vari nodi (ad es il nodo palomar ben eseguito da perdite minime). L'incollaggio del filo prevede di doppiare il filo e di incollarne le pari accoppiate. Inizialmente i pescatori utilizzavano delle colle cianoacriliche generiche, poi le evidenze di danni causati ai fili hanno spostato l'attenzione dei pescatori verso la Loctide 406, prodotto specifico per plastica e gomma che, a differenza dell'attak, non cristallizza la plastica e quindi arreca meno danni. Resta da capire se l'incollaggio deteriora il filo, da problemi con l'acqua o altro. In effetti i pescatori che utilizzano questo metodo non riportano rotture o problemi vari, ma poi alle prove di carico effettuate con dinamomento non sono emerse differenze tra incolaggio e nodi. Resta però da ricordare che il finle incollato (sopratutto se incolliamo le perline sul trave da surf) è più leggero e meno visibile, quindi in alcune situazioni potrebbe essere avvantaggiato. Però dal punto di vista della sicurezza nel lancio a pesca eventuli rotture potrebbero ferire noi o i nostri amici a pesca, e vi assicuro che un piombo da 100 gr lanciato uccide facilmente una persona, quindi è da starci attenti. Ricapitolando in condisurf o paf potrebbe risultare pericoloso fare asole con l'incollaggio a causa delle forti sollecitazioni in fase di lancio. In pesca leggera, bolognese, inglese, trota laghetto non avere nodi, pescare leggero ed invisibile potrebbe essere un vantaggio sugli altri pescatori se si riesce a fare incollaggi efficienti e puliti. Tutti gli utilizzi di atttak o similia a base cianoacrilica su nylon non sono affatto consigliati a causa della cristallizzazione dei polimeri. Infine alcuni pescatori incollano il terminale all'amo, pratica sulla quale non mi sento di consigliarvi.
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Etichette: bolognese, finali incollati, inglese, loctide 406, pesca a fondo, surfcasting, terminali
mercoledì 8 maggio 2013
Come fare un terminale per la pesca a ledgering
2 mt di filo dello stesso diametro dello SL che farà da trave
2 girelle
1 moschettone
1 antitangle
1 perlina gommata mormida
1 pasturatore.
Ad una estremità del trave legate con un nodo palomar la girella, poi inserite la perlina gommata e poi l'antitangle con la parte lunga verso la girella. Quindi all'altre estremità del trave legate la girella con il moschettone attaccato. La preparazione del vostro termianle è finita. Un avoltra sulla spiaggia aprite la canna, fate scorrere lo SL negli anelli, quindo all'estremità preparata con l'asola unite il trave preparato a casa tramite il moschettone. Unite all'antitangle il pasturatore e legate il terminale alla girella. Coem misure vi consiglio un 12 per il temrinale e un 20 per l'amo, ma potete anche salire di dimensioni per esche differenti o turbolenza. ICAB
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Etichette: beach ledgering, tecnica, terminali
domenica 17 marzo 2013
Pescare a teleferica
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Etichette: battute di pesca, leccie, pesce serra, spigole, teleferica, terminali, vivo
lunedì 7 gennaio 2013
La pesca con il palloncino
La pesca con il vivo è sempre molto remunerativa in termini di qualità delle catture. Quando abbiamo analizzato il metodo della pesca a teleferica mettemmo in luce tra i difetti di questa tecnica la poca distanza del pesce esca dal fondo, fattore particolarmente penalizzante quando si cercano predatori pelagici su fondali che degradano velocemente. Per ovviare a questo inconveniente possiamo utilizzare la tecnica del palloncino. Occorrerà acquistare dei palloncini di quelli per le feste dei bambini che serviranno per la preparazione del terminale. L'azione di pesca verrà portata a termine con un pesce esca legato al cavetto di acciaio o nylon lungo circa due metri. Alla fine di questo avremo una girella per scaricare le torsioni che collega il terminale con la lenza in bobbina (non si usa shock leader). Il filo della bobbina passerà nell'occhiello di una girella (bloccata da uno stopper in caucciù di quello usato per i terminali) menrte all'altro capo viene attaccato il palloncino con uno spezzone di pochi cm di filo. Una volta innescato il vivo e gonfiato il palloncino si collega il tutto e si poggia delicatamente in acqua. In pesce tenderà a guadagnare il largo, e con lui il palloncino che ci farà da segnalatore di abboccata. Spesso il pesce si allontanamalvolentieri a causa delle ferite e tenta di tornare a riva, quindi le serate migliori per questa pesca sono quelle con vento di tera debole che spinge sul palloncino e tiene l'esca in pesca. Di notte è poi consigliato mettere due starlight nel palloncino, al fine di tenere sotto controllo la situazione più facilmente. Pubblicato da Segreti della Pesca alle 22:26 0 commenti
Etichette: muggine, palloncino, terminali, vivo
domenica 30 dicembre 2012
Terminali: Lo scorrevole
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Etichette: orate, scorrevole, terminali
domenica 6 maggio 2012
Costruire i terminali da pesca: lo snodo
Realizzazione: per realizzare uno snodo occorre una busta di girelle piccole, una confezione di stopper in silicone, una confezione di perline, la lenza che farà da trave scelta in base alle zavorre da lanciare. Aprite la confezione degli stopper in silicone e passate uno stopper sul trave, avendo cura di usare abbastanza saliva per lubrificare. Passate sul trave una perlina, poi la girella e poi una nuova perlina. Infine passate l'ultimo stopper. Se avete seguito le istruzioni avrete ottenuto uno snodo come quello rappresentato in foto. Complimenti.
venerdì 3 febbraio 2012
La guaina termorestringente
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Etichette: attrezzatura da pesca, fai da te, guaina termorestringente, terminali
giovedì 28 ottobre 2010
La girella
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Etichette: attrezzatura da pesca, girella, terminali
lunedì 25 ottobre 2010
Terminali: Lo short
Lo short è un terminale da pesca molto utilizzato in situazione di alta turbolenza in quanto il suo attacco alto conferisce una grande mobilità all'esca, avendo questa la possibilità di disporsi in favore di corrente e quindi ingannare i pinnuti che risalgono la stassa, come la spigola. La sua realizzazione è analoga al long arm, solo che si caratterizza per avere lo snodo alto (per la realizzazione vedi qui). Altre parti costitutive sono l'occhiello per l'aggancio allo shock leader e l'aggancio per il piombo, al quale è sempre bene accoppiare una girella per scaricare le torsioni. Fermo restando che l'assetto a pesca è da scegliere in base alle condizioni del momento piombi da 150 gr del tipo ad alta tenuta, ami zerati, esche proteiche e braccioli del 0.30 0,40 sono la norma pescando a sur casting. A mare calmo potrebbe essere utilizzato con fili sottili e bracciolo flotterato per la ricerca dei pesci di galla. Innescato con sarda e munito di canetto in acciaio si usa per insidiare il pesce serra (vedi articolo).Pubblicato da Segreti della Pesca alle 07:14 3 commenti
Etichette: pesce serra, short, tecnica, terminali
lunedì 4 ottobre 2010
Terminale per pescare il pesce serra
Se siete in vacanza ed avete avuto modo di assistere agli attacchi dei serra avrete bisogno del vodeotutorial che trovate di seguito. Ricordate di consultare la nostra monografia sul pesce serra per comprendere a caratteristiche e comportamenti di questo vorace pinnuto. Non scoraggiatevi se noterete degli attacchi a vuoto, molto spesso capite che questo poderoso pinnuto attacchi più per diletto che per necessità, e di certo se avrete la fortuna di allamare uno di questi pesci vi divertirete grazie alla sua forza ed ai salti morabolanti. Il terminale di cui si parla nel video prevede l'utilizzo di due ami di generose dimensioni montati su cavetto di acciaio. Come esca è consigliato il filetto si sarda, filetto di muggine o filetto di spigola di allevamento (il pesce più grasso che esista).Pubblicato da Segreti della Pesca alle 21:11 2 commenti
Etichette: pesce serra, prede, tecnica, terminali
giovedì 19 novembre 2009
CARPFISHING: I TERMINALI
| Da Segreti della Pesca |
Ecco qui il continuo delle nostre lezioni sul carpfishing. Oggi si parla di montature, tutto quello che vi può interessare dai materiali alle montature. Ovviamente il tutto prodotto con immagini facili ed intuitive. Introduzione alle montature da carpfishing: dalle montature (safety, inline, helicopter) agli ami, dal leadcore ai materiali usati per la costruzione dei terminali. Buona visione ed esercitatevi nel produrre le montature.Pubblicato da Segreti della Pesca alle 07:00 1 commenti
Etichette: carpe, carpfishing, tecnica, terminali







