lunedì 22 giugno 2015

Le attrezzature da beach ledgering

Il beach ledgering è una tecnoca che permette di catturare belle prede a pochi metri dalla riva e con finali che tendono alla leggerezza. Per poter pescare al meglio occorrono delle canne leggere e flessibili che diano la possibilità di lanciare zavorre tra i 10 e i 70 grammi e di segnalare le tocche dei pesci. Per questo scopo sono state create canne apposite che coprono vari range di mare e di zavorre grazie alla possibilità di sostituire il vettino della canna (sempre di fibra di vetro) in modo da avere in una sola canna 3 azioni diverse. Il cimino da usare nelle varie condizioni va scelto in base alle condizioni del mare, alle zavorre lanciate ed alle prede in pascolo in quel determinato momento. I vantaggi sono indubi, avere una canna con tre cime ottimizza l'attrezzatura riducendo i costi. I mulinelli sono del tipo a bobbina fissa del tipo 4000, in modo da avere leggerezza e potenza insieme. In bobbina occorre un buon 20, shock leader e travi del 40. Per i terminali occorre mutuare molto dalla bolognese. Ovvero finali del 12 e ami del 20 -22 per il bigattino, del 10 per coreano o arenicola. Il principio del ledgering è ingannare con leggerezza, ed è per questo motivo che occorre usare tutti gli accorgimenti per non svelare le insidie degli ami ai pinnuti. Per pescare correttamente avremo bisogno di un tripode o un picchetto ben piantato.

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martedì 10 marzo 2015

Scegliere la lunghezza della bolognese

A dicembre si sa che la spigola inizia a girare in cerca di cibo a seguito della spinta riproduttiva che le ruba molta energia. Per insidiare le spigole abbiamo già visto come la pesca col galleggiante, ed in particolare l'utilizzo della bolognese sia l'arma giusta nei porti o dalle scogliere. In questa situazione l'utilizzo di questa tecnica unita alla pasturazione con il bigattino porta a tiro di amo spigole degne di nota. A questo punto resta da fare una scelta importante in merito alla lungheza della canna da pesca. Le bolognesi le producono da 3, 4, 5, 6, 7, 8, e 9 metri, ovvero sette misure tra cui scegliere. Un nostro lettore ci ha scritto chiedendoci quale canna scegliere e che principio adottare per l'acquisto. Considerate sempre che le misure estreme nascono per situazioni estreme, ovvero le 3 4 e 5 mt sono utili poer la pesca in spot stretti o dal molo per pescare prorpio sotto la banchisa, ma regalano poche chances nella pesca a bolognese a media distanza. All'opposto 8 e 9 metri sono lunghe e difficili da gestire per i neofiti, risentono del vento e si possono aprire solo con calma piatta. Permettono però la pesca sopra il galleggiante a distanze ragguardevoli e quindi sono da acquistare per utilizzarle in spot dove sono necessarie queste metrature. Le canne più versatili sono quindi le 6 e 7 metri poichè avendole entrambe nella sacca portacanne possiamo coprire spot di tutti i tipi e anche diverse condimeteo.

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domenica 28 dicembre 2014

Guida all'acquisto di una canna da pesca usata

Le canne da pesca nuove di pacca costano dalle poche decine alle centinaia di euro, ed è per questo motivo che spesso ci si orienta verso una canna da pesca usata. Generalmente l'acquisto di attrezzatura usata non presenta grandi rischi, ma occorre sempre verificare il corretto stato dell'attrezzo in relazione al prezzo richiesto. Mi spiego meglio. Se acquistiamo una canna da surfcasting in due pezzi di una nota marca sappiamo il costo del nuovo, e il costo dell'usato dovrà essere commisurato al costo del nuovo ma tenendo presente l'usura e i possibili danni (piccoli o grandi) che la canna presenta. In genere un buon usato, con pochi segni di usura e munito di tutti gli accessori forniti dalla casa (portacanna, salva anelli, coaster, prolunghe) dovrebbe costare il 50 o 60% del nuovo, salvo casi di canne usate una o due volte (pari al nuovo) o canne molto sfruttate che alzano o abbassano la quotazione. In effetti l'acquisto dell'usato ci da la possibilità di avere una buona attrezzatura a prezzi accessibili, ma sempre a patto di poter controllare il tutto e sapere valutare lo stato della canna. Diffidate quindi degli acquisti su internet o per corrispondenza dove è sempre difficile verificare le parole del venditore e rivalersi sullo stesso. Preferite il contatto diretto prendendo attrezzi nella vostra regione, ritirando a mano e predisponendo anche una prova a mare. Controllate che gli anelli siano integri all'altezza del ponte, che le pietre non siano rigate e che non si muovano nella legatura. La placca portamulinello deve essere integra, scorrere agevolmente e non essere spaccata o riparata in maniera grossolana. la stuttura in carbonio nn deve presentare lesioni, spaccature, incrinature mentre i graffi della vernice sono amessi se sporadici. Seguendo queste semplici regole potrete acquistare attrezzatura da pesca a prezzi concorrenziali, il che è sempre cosa buona e giusta.

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giovedì 23 ottobre 2014

Ami circle

Forse questi ami rappresentano la più grande innovazione nel mondo degli ami degli ultimi anni. L’ampia curvatura permette la cattura ed il rilascio di grosse prede. Infatti la forma stessa dell’amo, se usato correttamente, impedisce che il pesce venga agganciato agli organi interni poiché danno un’allamata certa alla bocca. Molti pescatori hanno un problema con questi ami perchè non sono informati sul corretto montaggio di questi. L'amo infatti non va legato con un nodo ma occorre fare un'asola che passanell'occhiello per dare l apossibilità al circle di ruotare. Solo se montati cosi questi ami sono possono muoversi verso l'angolo della bocca del pesce e penetrare nei tessuti appena il pesce si allontana. L'amo circle è un amo molto tecnico rivolto al catch ed release nella pesca sportiva perchè permette di agganciare la preda di solito (al 90%) lateralmente nell'apparato boccale in posti poco traumatizzanti, poco vascolarizzati e sensibili. Si ha quindi la possibilità di un confronto sportivo con il pesca che una volta a tiro di guadino viene velocemente slamato (l'amo stà ai lati della bocca) e rimesso in libertà. E' rivolto di solito ai grandi predatori e funziona "discretamente" col vivo se inserito sulla groppa del pesca esca. Se facciamo però un confrontro tra circle ed altri ami sul numero id ferrate e/o catture è indiscutibilmente il tipo tradizionale ad avere la supremazia di catture, mentre il circle, per la sua forma, da molte più chance di "libertà" al pesce insidiato. Ma in caso di abboccata,da sovente una maggiore garanzia antislamatura. Occorre infine ricordare che spesso molti pescatori ineriscono gli ami circle nei tranci, sperando di allamare il grosso predatore. Tutto ciò è sbagliato perchè l'amo circle funziona solo se ha la possibilità di ruotare grazie al montaggio su girella o asola. Quindi nel tranco non da risultati di sorta ma le allamate sono solo casuali.

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lunedì 22 settembre 2014

La bombarda

La pesca rivolte alle prede che stazionano a galla o a mezz'acqua si può effettuare sia con sistemi di pesca a galleggiante (pesca statica) o utilizzando una pesca dinamica e capace di sondare diversi strati della colonna d'acqua, che definiamo genericamente pesca con la bombarda. Quest'ultima è un'attrezzatura molto utile in quanto permette al pescatore di lanciare un peso e di avere poi l'affondabilità di un altro. Nello specifico possiamo utilizzare una bombarda 10 g3 per insidiare le trote al laghetto. Questa bombarda ci da la possibilità di lanciare un peso di 10 grammi che affonda come un 3 grammi. Ovviamente è possibile scegliere tra numerose bombare che differiscono per peso ed affondabilità e solo con l'esperienza si può scegliere quella giusta in base alla distanza di epsca e profondità di pesca. Per la pesca in mare a distanza in genere si usano el bombarde da 30 gr che percorrono buone distanze. Le specie insidiabili in acqua dolce per eccellenza sono le trote, in mare possiamo insidiare leccie stella, aguglie, occhiate. Per la montatura occorre mettere la bombarda a battere sul una girella avendo cura di proteggere il nodo con un aperlina di gomma. Il teminale, in genere lungo circa un metro va annodato all'occhiello libero della girella. Ami e diametri del terminale saranno commisurati alle perde (dimensione e furbizia).

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martedì 17 giugno 2014

Fluorocarbon e fluorocoated

Il fluorocarbon è sicuramente la più grossa novità che abbiamo avuto nel settore dei monofili negli ultimi anni. Anche l'idea stessa del fluorocarbon è suggestiva: Il filo invisibile per pescare in acque chiare. La domanda nasce spontanea: ma se esiste un materiale invisibile lo usavano in guerra per camuffare le navi e gli aerei (lo disse un mio conoscente ...).Purtroppo il fluorocarbon non è un materiale invisibile, ne tantomeno potrebbe esserlo, ma ha un indice di rifrazione molto simile a quello dell'acqua. Avete mai osservato come un prisma scinde la luce solare in tanti colori diversi, quasi come se fosse un arcobaleno? Ebbene il nylon nell'acqua ha lo stesso effetto, perciò in acqua chiare i pesci non vedono proprio il filo ma i riflessi che la luce genera sugli stessi. Il fluorocarbon evita questo problema poichè ha un indice di rifrazione simile all'acqua e riduce questo effetto. Prima di correre ad acquistare dei fili di questo tipo ricordate che il carico di rottura è sempre inferiore all'omologo diametro normale, la tenuta del nodo è minore, ha la tendenza ad arricciarsi ed ha maggiore rigidità. Come vantaggi si registrano resistenza alla salsedine e maggiore durata del filo. Il filo definito fluorocoated invece è un filo di nylon con una patina di fluorocarbon esterna che attenua la rifrazione della luce. Attualmente i fili al fluorocarbon di attuale generazione sono molto criticati in quanto in condizioni di elevata trasparenza in acqua sono alquanto visibili, problema che si risolverà con la prossima generazione di fili attesa per i prossimi anni. Nonostante questo per alcune prede tipo il muggine l'utilizzo del fluorocarbon al momento è l'arma vincente per incrementare le catture.

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martedì 10 giugno 2014

La nassa

La nassa  è uno strumento di pesca vecchio come l'uomo ma quanto mai fruttuoso. Ricalca i primordi della caccia, ovvero la cattura dell'animale usando una trappola. A prescindere dai materiali o dalle foggie le nasse sono della gabbie con uno o due ingressi a forma di imbuto fatti con rete morbida che permettono allem prede (pesci, gamberi, granchi, cefalopodi, polpi) di entrare alla ricerca dell'esca e di non potere uscire, in quanto per la sua natura cerca l'uscita in alto o in basso, seguendo il bordo della trappola, e non prova a mezz'acqua. Tradizionalmente al nassa può essere fatta con i giunchi, con rete plastica o con la rete che si usa per la pesca, può avere la forma fissa ed essere dotata di struttura rigida o essere ripiegabile, la potete acquistare già fatta o assemblarla in base alle vostre necessità. Non potranno mai mancare le due entrate ad imbuto verso l'interno e un sacchetto che contiene le esche (in genere sarde, cozze, pesci morti ). La nassa va poi fatta scendere al fondo con l'ausilio di un piombo, ma poi occorre poterla ritrovare a fine pescata, quindi occorre un segnalatore. Io consiglio di usare un flaccone da detersivi parzialmente pieno di acqua per renerlo galleggiante e non troppo visibile, onde evitare furti, frequentissimi quando si parla di nasse. Un segrto quando si pesca con el nasse consiste nel tenerle in acqua una settimana senza mettere le esche, onde favorire la crescita delle alghe. In questo moo le prede le scambieranno per normali oggetti sommersi da tempo, provare per credere. Domani parleremo di come si pesca con le nasse, ora mettetevi al lavoro per costruire la vostra nassa, o in alternativa prendetene una già assemblata da uno dei tanti siti di pesca presenti su internet. In foto nassa ripiegabile a sezione circolare.

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giovedì 6 marzo 2014

Caricare il filo in bobina

Dopo avere acquistato un nuovo mulinello è d'obbligo riempire le bobbine con il filo da pesca. Per procedere correttamente occorre per prima cosa leggere sulle bobbine quanto filo possono contenere in base al diametro (ci sono scritte tipo 220 m 0,20 ecc ecc) e fare le nostre scelte in base al numero di bobbine, alla pesca che faremo, alle necessità che avremo e se vogliamo metterci del nylon o del multifibre. Una volta fatta la scelta del diametro avremo chiaro quanto filo ci serve epotremo andare dal nostro negoziante di fiducia ad aquistare del filo progettato apposta per lavorare in bobbina (quindi resistente, con poca memoria e ricoperto di silicone se crediamo di andare incontro a problemi di abbrasione. Se non lo avete è necessario acquistare un imbobinatore a ventosa, costa pochi euro ma vi permette di caricare con tensione costante il filo in bobbina e quindi evita problemi che potrebbero sorgere durante il lancio. Una volta a casa non vi resta altro da fare che agganciare la ventosa dello strumento su di una superficie verticale, agganciarvi la bobbina di nylon e regolarne la frizione, legare la lenza alla bobbina dle mulinello e con tanto olio di gomito avvolgere il tutto. Ricordate di non riempire il mulinello sino al limite superiore ma di rimanere almeno 2 mm liberi per evitare parruche durante il lancio. Alcuni pescatori sono soliti mettere l'imbobinatore la bobbina di filo in una bacinella con l'acqua perchè ritengono che il filo bagnato dia un risultato migliore nell'avvolgimento dul mulinello.

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venerdì 7 febbraio 2014

Pesca inglese di precisione alla spigola: galleggianti Drennan

Nella pesca scegliere la giusta attrezzatura da pesca è fondamentale, cosi come sapere cosa e dove comprare può fare la differenza tra catture e cappotti. Nello specfico nella pesca all'inglese alla ricerca della spigola conta la sensibilità del galleggiante e la sua affondabilità. Per questo motivo risultano eccezionali dei galleggianti prodotti dalla Drennan, storica marca inglese che produce galleggianti di altissima qualità studiati per la pesca delle carpe in superficie e adatti alla pesca di sensibilità. Nello specifico la scelta è caduta sul modello crystal insert, sia nella versione loaded (cioè con piombatura a goccia concentrata in coda e piccolo peso da distribuire sul terminale) che non piombata. La tipologia di galleggiante scelta si presenta molto sottile, circa 3 mm, e costruita in materiale brevettato dalla Drennan che lo rende elastico e totalmente trasparente in acqua per non spaventare i pesci. La versione loaded si tara distribuendo 1BB o 1.5 BB sul terminale, quindi permette di pescare con 0.6 - 0.8 gr di piombo a mare calmo e a profondità non eccessive. I non piombati vanno da AA a SG e permettono di pescare con massimo 4 gr di piombo, quindo sono più adatti a turbolenza e meteo incerto. Il diametro ridotto e la forma lunga ed affusolata (sino a 30 cm) li rende poco sensibili al vento, anche se poi nella lunga distanza perdono di visibilità a causa dell'antenna molto sottile. Per questo motivo è possibile comprare un kit di astine di ricambio presenti in vari colori e lunghezze, ma sopratutto nella versione alta visibilità con antenna maggiorata in diametro. In italia questi gioielli inglesi vengono commercializzati a 3.5 euro, quindi per prenderne il minimo che ci serve per avere un minimo di scelta siamo sui 20 euro. In inghilterra i prezzi sono molto più contenuti variano tra 1 e 1,5 sterline con spedizione tra le 3 e le 5 sterline (5 è signed for, ovvero raccomandata). Inoltre in italia non sono disponibili le antenne di ricambio. Fatti due conti conviene di sicuro acquistare in inghilterra questi ottimi galleggianti che durano nel tempo grazie agli ottimi materiali utilizati. Nelle foto il materiale che mi è arrivato per posta, sia i galleggianti che le antenne optional. In privato posso dirvi il sito dal quale mi sono fornito.

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mercoledì 29 gennaio 2014

La tuta termica

Ormai siamo a dicembre ed il vero pescatore è già in caccia della spigola per natale, vero must per tutti coloro che praticano il salt water. Le temperature però sono ormai allineate con le medie stagionali, portando spesso le minime notturne tra i 10 e 0 gradi a seconda della latitudine. Quindi a meno di non voler essere eroi o indossare numeroisi capi di abbigliamento necessitiamo di un capo tecnico: la tuta termica. Questo capo fa parte dell'attrezzatura da pesca di tutti i veri pescatori anche percgè grazie alla sua versatilità possiamo indossarne la parte superiore da ottobre in poi, riservandoci la salopette per i momenti più freddi dell'anno. Una buona tuta termica deve evere le seguenti caratteristiche: giubbino che copre almeno il sedere, tasche, cappuccio ergonomico con chiusura a cappello, bavero alto, water proof e wind proof, polsini con elastico, tasche interne ed eseterne, cerniera che si apre dal basso e dall'alto e munita di copertura. La salopette deve coprire il petto, esere munita di cerniera (anche a pesca si hanno bisogni fisiologici), cerniere alla caviglia per indossare gli stivali e imbottitura che arriva fino al ginocchio per poter camminare nell'acqua. Ovviamente poichè la useremo di notte i catarifrangenti saranno utilissimi. Non ce la sentiamo di consigliare una marca in quanto sarebbe un messaggio promozionale ma un buon prodotto si reperisce o su internet dall'inghilterra o in un ottimo negozio di pesca. Il costo si aggira da 80 a 150 euro e in genere dura diversi anni.

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martedì 14 gennaio 2014

Test lampada frontale da 230 lumen

Eccoci qui a completare la saga sulla lampada da 230 lumen acquistata direttamente in cina insieme alle batterie e al caricabatteria spina europea da Dealextreme (qui tutta la storia pregressa). Puntuale come un orologio svizzero dopo circa un mese (29 giorni) il postino mi porta il pacchetto, appena apro vedo per prima cosa le batterie 18650 fornite con una comoda scatola di plastica a misura, segno che prendere batterie di marca è sinonimo di alta qualità anche a livello di packaging. Il caricabatterie esterno è fatto in materiale nero, normale e funzionale, ha caricato le batterie in poco tempo, essendo specifico per questa batteria spero le faccia durare a lungo. Le 18650 si presentano di colore blu, sono delle stilo molto molto grosse e, grazie alla grande potenza, sono sempre più utilizzate per alimentare attrezzatura che consuma molto. La scelta di prendere la coppia e il caricabatterie era dovuta anche alla previsione della iffusione di questa batteria, quindi è meglio avrene in casa visto che in italia la coppia costa 50 euro ... La lampada frontale si presenta bene, a differenza della replica della led lenser la scocca è di plastica ma fatta bene, il pacco batterie è piccolo e leggero, la cavetteria esterna bene organizzata, il tutto è assemblato con cura. Appena la si accende si nota subito la bella luce che fa. E' potente e illumina bene, inoltre la elevata potenza della lampada permette al costruttore di non dotarla di fascio luminoso regolabile in profondità, il che è un bel guadagno in termini di comodità. Ho effettuato la prova comparata tra la replica led lenser e questa, e devo ire che viste insieme si nota subito che le due lampade sono nettamente differenti. La luce è poco meno del doppio e illuminando in casa al buio la differenza è davvero sostanziale, senza dubbio è stato un otimo acquisto.

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martedì 12 novembre 2013

Gli ami aberdeen

Questi ami sono utilizzati nelle taglie più piccole in acqua dolce mentre le misure più generose sono preferite dai pescatori di acqua salata. Sono generalmente realizzati con fili metallici sottili, presentano gambo allungato, curva larga, occhiello e raramente ardiglioni sul gambo. A differenza del O'Shaughnessy, si può piegare a livello della curvatura se sottoposto a forte trazione a causa della sezione ridotta del materiale e della larga curva. Può essere ripiegato e tornare nella forma corretta più volte prima che diventi troppo debole e si creino punti di rottura nel minerale. Una volta che un pesce è allamato e l’ardiglione è penetrato, questo amo tiene abbastanza bene grazie alla distanza tra la curva e l’occhiello. E altamente consigliato il suo utilizzo per l’innesco degli anellidi in generale in quanto è l’amo chein assoluto li danneggia di meno. Nel combattimento occorre misurare la potenza in trazione con l’amo utilizzato in quanto di fronte ad un pesce grosso e forte si potrebbe avere l’apertura dell’amo e la conseguente perdita della preda. Ottimo anche per l’innesco del cannolicchio.

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martedì 22 ottobre 2013

I galleggianti a bolognese

Nella pesca a bolognese riveste grande importanza la scelta del galleggiante in quanto questo ha il compito di segnalarci l'attività che pesci, corrente e vento hanno sul nostro calamento. Le informazioni da veicolare sul galleggiante sono tantissime e riguardano la grammatura, l'antenna, l'asta, il corpo, lo starlight. Con questo articolo cercheremo di darvi le informazioni di base, da approfondire poi in base alle vostre esigenze con articoli più dettagliati. Il primo consiglio che possiamo darvi è di non acquistare prodotti scadenti in quanto potrebbero lasciarvi nel momento del bisogno. Inoltre l'acquisto di galleggianti di qualità si ripercuote sia sulle caratteristiche tecniche che sulla qualità dei materiali. La prima distinzione che possiamo fare è in base alla possibilità di alloggiare lo starlight. I galleggianti che hanno questa possibilità montano una grossa antenna che poi va sostituita dallo starlight. Hanno il vantagio di poter montare la luce in pochissimi secondi, ma al contempo la grossa antenna influenza negativamente l'affondamento rispetto ai galleggianti con antenna sottile. Quindi è sempre consigliabile usare il galleggiante con antenna di giorno e solo all'imbrunire sostituirlo con quello con starlight. Per ciò che concerne le forme possiamo ricordare che quelle affusolate offrono poca resistenza all'affondamento, quindi sono ottimi per pesci sospettosi come la spigola, ma a mare mosso non sono per nulla idonei in quanto restituiscono molte false abbocate. Quindi all'aumentare del moto ondoso occorre scegliere galleggianti via via più rotondi, con maggiore resistenza all'affondamento e quindi più stabili nelle onde. Analogamente la lunghezza dell'asta dona stabilità al galleggiante, quindi quelli con asta lunga sono più stabili e segnalano meglio. Le grammature variano da 0.1 a 5 grammi. Da 0.1 a 0.5 grami sono consigliati per la sola roubasienne, mentre le misure maggiori sono gestibili con la bolognese. la grammatura giusta va scelta in base al fondale, pesci ed esca, ricordando sempre di utilizzare la minore grammatura possibile se vogliamo insidiare la spigola o altri pesci sospettosi.

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martedì 1 ottobre 2013

Piombi a perdere

La pesca a fondo, il surfcasting, il rockfishing e il carpfishing non possono prescindere dal piombo. Infatti in tutti questi casi il piombo ha la funzione di portare lontano l'esca e di assicurarla al fondo, anche in presenza di scogli o altri ostacoli sommersi. In presenza di questi il piombo però può rimanere incastrato e diventa difficile (se non impossibile) recuparare il calamento. In questi casi per evitare rotture della lenza all'attacco tra lo shock leader e la lenza della bobbina occorre utilizzare qualche cosa che ci consenta di rimanere in acqua il solo piombo, recuperando il complesso pescante con relativo pesce attaccato. L'escamotage in questione potrebbe essere l'attaco del piombo con un alenza più sottile dello shock leader e del filo in bobbina, per avere la sua rottura nel momento in cui andiamo a forzare. Per fare un esempio concerto immaginiamo di avere 035 in bobbina e 0,50 come SL. Alla fine del terminale inseriremo 20 cm di filo del diametro 0,30. Quando il piombo rimarrà incastrato tra gli scogli dovremo solo forzare il recupero e come per incanto rimarrempo il solo piombo a mare, recuperando tutto il resto. A questo punto occorre ricordare che i piombi ormai costano circa un euro cadauno, e lasciarne 20 a mare per pescata potrebbe essere oneroso. Possiamo quindi usare qualche cosa di economico e pescante che faccia al caso notro. Io vi posso consigliare l'utilizzo di bulloni grossi, perni + bulloni, candele della macchina (ottime per sostituire i 150 gr), sassi muniti di agganci, piombi self made. Tutte cose economiche e che costano poco. Ricordate solo che pescando con questo sistema non potete forzare il lancio poichè l'ultima parte del terminale sarà anche la più sottile.

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lunedì 24 giugno 2013

Il bigattino a beach ledgering

Come si diceva nell'introduzione al beach ledgering la nascita di questa tecnica è legata alla pesca in acque interne nel regno unito dove la si pratica solo ed esclusivamente con il pasturatore. Questo può essere riempito di larve di mosca carnaria piuttosto che di pastura o altro. Nel secondo caso il pasturatore prende il nome di method e iene usato per insidiare sopratutto carpe. Nel suo adattamento in mare volendo praticare la tecnica in purezza occorre pescare con il pasturatore riempito a bigattini e questi stessi o degli anellidi all'amo. Per il pasturatore possiamo acquistare quelli ovali già piombati o in alternativa dei paturatori senza piombo ai quali provvederemo a dare peso inserendo all'interno la zavorra necessaria per tenere il mare e raggiungere le distanze necessarie. L'utilizzo del bigattino è necessario in quanto ci permette di attirare i pesci anche da lontano e di tenerli in pastura. Ovvero i pinnuti si mettono in cerca del bigattino seguendone la scia e arrivano nei pressi della "fonte" dove trovano anche le nostre insidie. Per catturare prede più prestigiose o di taglia conviene mettere all'amo un anellide o altra esca più corposa del bigattino di modo che si crei competizione per il boccone migliore. I pasturatori in genere presentano numerosi buchi e tutti piuttosto grandi. Questo causa un repentino svuotamento del pasturatore con azione di pesca poco efficace. Per ovviare a questo problema possiamo occludere alcuni fori con nastro adesivo o colla a caldo o mischiare i bigattini con della pastura per ottenere effetto richiamo e elntezza nel rilascio delle larve.

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giovedì 6 giugno 2013

Il trecciato a pesca

Dyneema, dacron o trecciato, questi sono i nomi per un prodotto che ha rivoluzionato il mondo della pesca. Tutti sappiamo che il nylon è il filo da pesca per eccellenza. Il nylon con i suoi mille additivi segreti nel corso degli anni ha variato le proprie caratteristiche di elasticità, memoria, allungamento, tenuta al nodo, reistenza alla salsedine, impermeabilità. I monofili nel corso degli ultimi 20 anni si sono rivoluzionati. Il fluorocarbon di prima generazione riflette meno la luce, i fili da bobbina sono spesso ricoperti di una guaina di silicone per scorrere meglio e resistere al sale, i fili sottili ora spesso sono resitenti come non mai. Ma esiste un nuovo prodotto ha rivoluzionato il mondo della pesca: il trecciato. Come dice il nome steso questo prodotto non è un monofilo ma il risultato dell'intrecciamento di numerosi fili (inizialmente di dacron, polimero brevettato a basa di poliestere). Il risultato iniziale è stato sbalorditivo. Altissima resistenza del silo intesa come carico di rottura dovuta ad una ottima intuizione: il carico di rottura non è funzione del diametro del filo ma delle sommedei diametri di tutti i fili che compongono la treccia. Un po come il cavo di acciaio che si usa in indstria, anche li è una treccia. Altre caratteristiche sono allungamento nullo, quindi zero elasticità, scarsa resitenza all'abrasione, resistenza al sale, media tenuta al nodo. Grazie alle sue caratteristiche il trecciato si è subito imposto come base per tutte le tecniche di pesca a spinning poichè i fili sottili e resitenti aiutano a lanciare lontano, con l'unica pecca delle rotture dovute allo sfregamento contro gli ostacoli sommersi.Un'altra disciplina che si è giovata del trecciato è stato il bolentino. Qui si pesca anche a 200 - 300 metri di profondità e il nylon con la sua elasticidà da un forte ritardo nella ferrata e scarsa sensibilità alla canna. Con il trecciato invece si ottiene ferrata pronta e massima sensibilità. Anche nel surf casting il trecciato ha avuto un qualche utilizzo. Infatti nella preparazione dello shock leader si utilizza spesso del trecciato in quanto fornisce la stessa resistenza di un monofilo di 0,5 0,6 mm con un quarto del diametro, con l'evidente vantaggio di fare il nodo di giunzione tra due fili di diametro simile. Inoltre anche il caricamento della cana in fase di lancio è più veloce essendo nulla l'elasticità (in confronto allo SL in nylon). Alcuni pescatori poi hanno provato ad imbobbinare il trecciato per i muli da surf ma con scarsi risultati essendo alta la probabilità di groviglio. Quando vi apprestate ad utilizzare del multifibra su una canna ricordatevi di controllare che gli anelli siano in pietra sic in quanto il trecciato ha la capacità di tagliare gli anelli se sono di materiale morbido. Inoltre nel lancio proteggete il dito che tiene il filo con un salvadito in quanto una falsa partenza o un impedimento possono rpovocare ferite anche profonde la vostro polpastrello.

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domenica 28 aprile 2013

Il salvadito


Da Segreti della Pesca
Il trecciato a pesca è stato un'innovazione utilissima in quanto ha un elevato carico di rottura con diametri contenuti. Lo spinning e in misura minore lo shock leader per il surfcasting sono tra le tecniche che maggiormente si giovano del trecciato, ma essendo entrambe teniche che prevedono un lancio mettono in serio pericolo il nostro polpastrello. Il trecciato infatti non essendo liscio ha la capacità di segare, ed essendo il nostro polpastrello a stretto contatto con il trecciato nel lancio spesso capita che vi siano bruti tagli. Per ovviare a questo problema in commercio esistono numerosi prodotti, tutti più o meno comodi da usare. Infatti spesso hanno un bracciale che lo lega al polsi, il che non aiuta poi nel corso della pesca. Altri sono "liberi" ma poi li si perde spesso, ed il costo elevato di certo non incoraggia. Uno dei metodi migliori secondo me è costruirseli. Aspettate che vostra mamma o la vostra fidanzata abbiano un paio di guanti di plastica vecchi da buttare (in genere li usano per le faccend edomestiche) e fateveli dare. Poi tagliate le dita del guanto a circa 5 centimetri. Adesso avete 10 salvadito da utilizzare a pesca. Durante la battuta di pesca tenetene sempre uno in tasca ed indossatelo solo al momento del lancio se siete a surf, tenetelo fisso a spinning (visto il continuo lancio e recupero). Se poi siete dei surfcaster li apprezzerete a pesca anche senza trecciato. Infatti usandoli eviterete arrossamenti all'indice dovuti ai numerosi lanci che si effettuano a pesca.

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mercoledì 24 aprile 2013

L'antitangle

L'antitangle è un piccolo accessorio utilissimo nel carp fishing, pesca a fondo, beach ledgering ed inglese. E' composto da un tubicino a forma di L con curva a 90°, bordi smussati ed attacco per il piombo formato da un'asticella di acciaio come in foto. Ci da il vantaggio di tenere separati fisicamente il piombo o il pasturatore dal bracciolo (a differenza di quanto accade nei terminali classici) in quanto lo stesso bracciolo diverge di 10-15 cm (a seconda dalle dimensione dell'antitangle. Durante il volo quindi non ci sono possibililità di aggrovigliamenti sul piombo o la sua girella. Inoltre anche durante il recupero il piombo scorre a distanza dal filo. Prepariamo ora il nostro terminale con l'antitangle. Ricordate che all'estremità con il lato lungo andrà il terminale. Prendete uno spezzone di nylon del diametro adatto ai vostri travi (a seconda dell'utilizzo che ne farete) e fateci un'asola. Passate poi il filo nell'antitangle avendo cura di avere l'asola in prossimità della parte corta e il filo libero da quella lunga. Al lato libero inserite una perlina grande di plastica morbida e poi legate una girella con un nodo palomar. Il vostro trave è pronto. Una volta a pesca non viresta altro da fare che attaccare al moschettone il piombo o il pasturatore e alla girella il vostro terminale creato con diametro ed amo adatto al momento ed alla tecnica.

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mercoledì 27 marzo 2013

Il filo elastico

Tra le attrezzature immancabili nella cassetta del pescatore che batte spiagge e scogliere non può assolutamente mancare il filo elastico. Questo si presenta a prima vista come un filo dal diametro di 0,2 0,3 mm, generalmente bianco o avorio, al tatto sembra plastica o gomma. Al momento della preparazione dell'inesco si utilizza per dare corpo e rassodare le esche arrotolandolo attorno alle stasse tenendo il filo in tensione. Alla fine va preparato un nodo per evitare lo scioglimento del filo. Gli utilizzi sono i più disparati. Si inizia con la preparazione del trancio di muggine per innescare i gorssi predatori, poi il cannolicchio che necessita sempre del filo elastico per evitare di perdere l'esca nel lancio. Inoltre l'innesco della sarda è impossibile senza questo prezioso alleato, cosi come il calamaro preparato a coda di rondine non è possibile ottenerlo senza filo elastico. Le fasolare senza questo supporto non hanno molta tenuta all'amo, cosi come le telline, le cozze e gli altro moluschi. Inoltre se vogliamo innescare il coreano a ciuffi abbiamo per forza bisogno di un pò di filo per aggiungere i coreani vivi a quello innescato all'amo. Ricordatevi che toccando il rollino di filo con le mani sporche avete sempre bisogno di lavarlo in acqua dolce una volta tornati a casa, onde evitare che puzzi di pesce putrido. Il costo si aggira sui due euro ed in genere dura anni, motivo per cui vi consiglio di comprarlo e portarlo con voi se avete voglia di usar ele esche di cui sopra.

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lunedì 18 marzo 2013

Il bait clip

Durante il lancio l'esca ha delle forti accelerazioni che unite al momento angolare alle quali è sottoposta nel caricamento della canna pùò provocarle dei danni. Inoltre se lanciamo con tecnica ground o pendulum queste forze si decuplicano essendo maggiore il caricamento del carbonio, e quindi aumentano esponenzialmente i danni all'esca. Inoltre l'esca a penzoloni nel lancio penalizza aereodinamicamente il trave, tanto da ridurre la gittata del lancio anche del 10% nel caso di filetto di muggine o sarda. Per ovviare a questo inconveniente è nato il bait clip, piccolo aggeggio da legare al trave che consente di avere le esche colidali al trave (con alcuni terminali anche solidali al piombo e dietro di essi per sfruttare una zona dove esche grosse genereano meno turbolenze). Ricordate però che il bait clip in presenza di sporcizia in sospenzione funge da aggregatore, quindi il suo uso è da evitare in queste circostanze. Per ovviare al diverso allungamento del trave e del bracciolo quando sottoposti a trazione nello stacco molti pescatori usano delle piccole molle (tipo quelle delle penne) che ammortizzano il tutto ed evitano la rottura del trave. A seguire un video esplicativo del bait clip da inserire a cavallo del piombo. In foto il modello per il clippaggio alto.

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