lunedì 22 giugno 2015
Le attrezzature da beach ledgering
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martedì 10 marzo 2015
Scegliere la lunghezza della bolognese
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domenica 28 dicembre 2014
Guida all'acquisto di una canna da pesca usata
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giovedì 23 ottobre 2014
Ami circle
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lunedì 22 settembre 2014
La bombarda
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martedì 17 giugno 2014
Fluorocarbon e fluorocoated
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martedì 10 giugno 2014
La nassa
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giovedì 6 marzo 2014
Caricare il filo in bobina
Dopo avere acquistato un nuovo mulinello è d'obbligo riempire le bobbine con il filo da pesca. Per procedere correttamente occorre per prima cosa leggere sulle bobbine quanto filo possono contenere in base al diametro (ci sono scritte tipo 220 m 0,20 ecc ecc) e fare le nostre scelte in base al numero di bobbine, alla pesca che faremo, alle necessità che avremo e se vogliamo metterci del nylon o del multifibre. Una volta fatta la scelta del diametro avremo chiaro quanto filo ci serve epotremo andare dal nostro negoziante di fiducia ad aquistare del filo progettato apposta per lavorare in bobbina (quindi resistente, con poca memoria e ricoperto di silicone se crediamo di andare incontro a problemi di abbrasione. Se non lo avete è necessario acquistare un imbobinatore a ventosa, costa pochi euro ma vi permette di caricare con tensione costante il filo in bobbina e quindi evita problemi che potrebbero sorgere durante il lancio. Una volta a casa non vi resta altro da fare che agganciare la ventosa dello strumento su di una superficie verticale, agganciarvi la bobbina di nylon e regolarne la frizione, legare la lenza alla bobbina dle mulinello e con tanto olio di gomito avvolgere il tutto. Ricordate di non riempire il mulinello sino al limite superiore ma di rimanere almeno 2 mm liberi per evitare parruche durante il lancio. Alcuni pescatori sono soliti mettere l'imbobinatore la bobbina di filo in una bacinella con l'acqua perchè ritengono che il filo bagnato dia un risultato migliore nell'avvolgimento dul mulinello. Pubblicato da Segreti della Pesca alle 10:16 0 commenti
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venerdì 7 febbraio 2014
Pesca inglese di precisione alla spigola: galleggianti Drennan
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mercoledì 29 gennaio 2014
La tuta termica
Ormai siamo a dicembre ed il vero pescatore è già in caccia della spigola per natale, vero must per tutti coloro che praticano il salt water. Le temperature però sono ormai allineate con le medie stagionali, portando spesso le minime notturne tra i 10 e 0 gradi a seconda della latitudine. Quindi a meno di non voler essere eroi o indossare numeroisi capi di abbigliamento necessitiamo di un capo tecnico: la tuta termica. Questo capo fa parte dell'attrezzatura da pesca di tutti i veri pescatori anche percgè grazie alla sua versatilità possiamo indossarne la parte superiore da ottobre in poi, riservandoci la salopette per i momenti più freddi dell'anno. Una buona tuta termica deve evere le seguenti caratteristiche: giubbino che copre almeno il sedere, tasche, cappuccio ergonomico con chiusura a cappello, bavero alto, water proof e wind proof, polsini con elastico, tasche interne ed eseterne, cerniera che si apre dal basso e dall'alto e munita di copertura. La salopette deve coprire il petto, esere munita di cerniera (anche a pesca si hanno bisogni fisiologici), cerniere alla caviglia per indossare gli stivali e imbottitura che arriva fino al ginocchio per poter camminare nell'acqua. Ovviamente poichè la useremo di notte i catarifrangenti saranno utilissimi. Non ce la sentiamo di consigliare una marca in quanto sarebbe un messaggio promozionale ma un buon prodotto si reperisce o su internet dall'inghilterra o in un ottimo negozio di pesca. Il costo si aggira da 80 a 150 euro e in genere dura diversi anni. Pubblicato da Segreti della Pesca alle 09:13 1 commenti
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martedì 14 gennaio 2014
Test lampada frontale da 230 lumen
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martedì 12 novembre 2013
Gli ami aberdeen
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martedì 22 ottobre 2013
I galleggianti a bolognese
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martedì 1 ottobre 2013
Piombi a perdere
La pesca a fondo, il surfcasting, il rockfishing e il carpfishing non possono prescindere dal piombo. Infatti in tutti questi casi il piombo ha la funzione di portare lontano l'esca e di assicurarla al fondo, anche in presenza di scogli o altri ostacoli sommersi. In presenza di questi il piombo però può rimanere incastrato e diventa difficile (se non impossibile) recuparare il calamento. In questi casi per evitare rotture della lenza all'attacco tra lo shock leader e la lenza della bobbina occorre utilizzare qualche cosa che ci consenta di rimanere in acqua il solo piombo, recuperando il complesso pescante con relativo pesce attaccato. L'escamotage in questione potrebbe essere l'attaco del piombo con un alenza più sottile dello shock leader e del filo in bobbina, per avere la sua rottura nel momento in cui andiamo a forzare. Per fare un esempio concerto immaginiamo di avere 035 in bobbina e 0,50 come SL. Alla fine del terminale inseriremo 20 cm di filo del diametro 0,30. Quando il piombo rimarrà incastrato tra gli scogli dovremo solo forzare il recupero e come per incanto rimarrempo il solo piombo a mare, recuperando tutto il resto. A questo punto occorre ricordare che i piombi ormai costano circa un euro cadauno, e lasciarne 20 a mare per pescata potrebbe essere oneroso. Possiamo quindi usare qualche cosa di economico e pescante che faccia al caso notro. Io vi posso consigliare l'utilizzo di bulloni grossi, perni + bulloni, candele della macchina (ottime per sostituire i 150 gr), sassi muniti di agganci, piombi self made. Tutte cose economiche e che costano poco. Ricordate solo che pescando con questo sistema non potete forzare il lancio poichè l'ultima parte del terminale sarà anche la più sottile. Pubblicato da Segreti della Pesca alle 10:14 4 commenti
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lunedì 24 giugno 2013
Il bigattino a beach ledgering
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giovedì 6 giugno 2013
Il trecciato a pesca
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Etichette: attrezzatura da pesca, multifibre
domenica 28 aprile 2013
Il salvadito
| Da Segreti della Pesca |
Il trecciato a pesca è stato un'innovazione utilissima in quanto ha un elevato carico di rottura con diametri contenuti. Lo spinning e in misura minore lo shock leader per il surfcasting sono tra le tecniche che maggiormente si giovano del trecciato, ma essendo entrambe teniche che prevedono un lancio mettono in serio pericolo il nostro polpastrello. Il trecciato infatti non essendo liscio ha la capacità di segare, ed essendo il nostro polpastrello a stretto contatto con il trecciato nel lancio spesso capita che vi siano bruti tagli. Per ovviare a questo problema in commercio esistono numerosi prodotti, tutti più o meno comodi da usare. Infatti spesso hanno un bracciale che lo lega al polsi, il che non aiuta poi nel corso della pesca. Altri sono "liberi" ma poi li si perde spesso, ed il costo elevato di certo non incoraggia. Uno dei metodi migliori secondo me è costruirseli. Aspettate che vostra mamma o la vostra fidanzata abbiano un paio di guanti di plastica vecchi da buttare (in genere li usano per le faccend edomestiche) e fateveli dare. Poi tagliate le dita del guanto a circa 5 centimetri. Adesso avete 10 salvadito da utilizzare a pesca. Durante la battuta di pesca tenetene sempre uno in tasca ed indossatelo solo al momento del lancio se siete a surf, tenetelo fisso a spinning (visto il continuo lancio e recupero). Se poi siete dei surfcaster li apprezzerete a pesca anche senza trecciato. Infatti usandoli eviterete arrossamenti all'indice dovuti ai numerosi lanci che si effettuano a pesca. Pubblicato da Segreti della Pesca alle 09:06 1 commenti
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mercoledì 24 aprile 2013
L'antitangle
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mercoledì 27 marzo 2013
Il filo elastico
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lunedì 18 marzo 2013
Il bait clip
Durante il lancio l'esca ha delle forti accelerazioni che unite al momento angolare alle quali è sottoposta nel caricamento della canna pùò provocarle dei danni. Inoltre se lanciamo con tecnica ground o pendulum queste forze si decuplicano essendo maggiore il caricamento del carbonio, e quindi aumentano esponenzialmente i danni all'esca. Inoltre l'esca a penzoloni nel lancio penalizza aereodinamicamente il trave, tanto da ridurre la gittata del lancio anche del 10% nel caso di filetto di muggine o sarda. Per ovviare a questo inconveniente è nato il bait clip, piccolo aggeggio da legare al trave che consente di avere le esche colidali al trave (con alcuni terminali anche solidali al piombo e dietro di essi per sfruttare una zona dove esche grosse genereano meno turbolenze). Ricordate però che il bait clip in presenza di sporcizia in sospenzione funge da aggregatore, quindi il suo uso è da evitare in queste circostanze. Per ovviare al diverso allungamento del trave e del bracciolo quando sottoposti a trazione nello stacco molti pescatori usano delle piccole molle (tipo quelle delle penne) che ammortizzano il tutto ed evitano la rottura del trave. A seguire un video esplicativo del bait clip da inserire a cavallo del piombo. In foto il modello per il clippaggio alto.Pubblicato da Segreti della Pesca alle 20:16 1 commenti
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