I viaggi di pesca sono una realtà in crescita per gli appassionati di settore disposti a lunghi viaggi pur di pescare grosse e prestigiose prede in paesi dove la pesca regala ancora belle prede. Questa è una ricciola pescata durante uno dei miei viaggi ...esattamente in Costa Rica nel mese di Agosto ... Ho usato come esca un sugarello vivo ,affondatore a palla con sgancio rapido Stonfo , amo Big Game Mustad N° 7, finale 125 lb. Mulinello Shimano tld canna Italcanna I.G.F.A 30 lb , filo Ande 30 lb. Il Costa Rica e' il paradiso della traina costiera !!. sabato 29 dicembre 2012
Traina costiera in Costa Rica
I viaggi di pesca sono una realtà in crescita per gli appassionati di settore disposti a lunghi viaggi pur di pescare grosse e prestigiose prede in paesi dove la pesca regala ancora belle prede. Questa è una ricciola pescata durante uno dei miei viaggi ...esattamente in Costa Rica nel mese di Agosto ... Ho usato come esca un sugarello vivo ,affondatore a palla con sgancio rapido Stonfo , amo Big Game Mustad N° 7, finale 125 lb. Mulinello Shimano tld canna Italcanna I.G.F.A 30 lb , filo Ande 30 lb. Il Costa Rica e' il paradiso della traina costiera !!. Pubblicato da Segreti della Pesca alle 08:40 0 commenti
Etichette: costa rica, report di pesca, ricciole, traina
mercoledì 3 agosto 2011
Prede: la ricciola
La ricciola è un bellissimo pesce frequente lungo le coste itaiane e molto cecato si aper le carni pregiate sia per il divertimento che offre a pesca. Questo epsce vive da giovane lungo le coste epr poi migrare da adulto lungo cigliate, secche e margini delle isole dove preda solo il vivo. Il suo peso è funzione di quanto mangia, ed è facile catturare prede di oltre 30 kg. Non è un pesce stanziale, anzi ha l'abitudine di spostarsi molto alla ricerca di zone di pesca ricche in prossimità di variazioni batimetriche. Non sono riportate catture dalla spiaggia ma l'unico modo di prenderla è la traina con il vivo lungo le secche o presso le cigliate e gli sbalzi di fondale. Le prede raccomandate sono le aguglie, occhiate, muggini da usare prettamente a stertto fondale con il fondo, di modo che la ricciola possa percepire la presenza e predarlo senza allontanarsi troppo dai ripari. La ricciola è di certo il pesce più potente che possiamo allamare nei notri mari. A parità di peso anche il tonno impallidisce, essendo molto minore la forza poseduta, ma sopratutto la resistenza che oppone al pescatore. Le ore migliori per il numero di catture è l'alba, ma le pede più importanti si incrociano sulle secche con il sole a picco.Pubblicato da Segreti della Pesca alle 20:25 0 commenti
domenica 24 aprile 2011
Il vertical Jigging – introduzione alla tecnica
Tra le tecniche di pesca di nuova introduzione non può mancare un’analisi profonda del vertical jigging, evoluzione dello spinning basata sulla ricerca del pesce sviluppata nella colonna d’acqua sottostante il pescatore e non nella ricerca del pesce nello specchio d’acqua.
L’effetto è facilmente immaginabile, i predatori di fondo tipici del mediterraneo quali cernie, dentici, ricciole se presenti sul fondo sono attirati dalla nostra esca. Inoltre pesci san pietro, murene, saraghi, tanute, gronghi, scorfani, gallinelle, razze e trigoni sono prede più o meno casuali a vertical jigging. Questi pesci infatti di rado si lanciano in veloci inseguimenti ma possono attaccare il jig nei primi due rimbalzi. Palamite, lanzardi, tombarelli, alletterati e lampughe sono invece le classiche prede delle aree sabbiose che si possono catturare a mezz’acqua e nelle ultime fasi del recupero. L’azione di pesca per essere efficace necessita di un fondale importante e dell’ausilio dell’ecoscandaglio per individuare le prede. Una volta sicuri della presenza del pesca vanno calati i jig (specifici artificiali) sul fondo e vanno recuperati a strattoni, n modo da mimare un pesce in difficoltà. Occorre chiarire che i pesci notano il jig e probabilmente lo identificano come elemento artificiale. Poiché sono presenti in branco basta che uno solo di loro si dirige verso il jig mosso dalla curiosità che tutto il branco lo segue, creando una lotta per chi lo attacca per primo. In questo modo l’effetto del jig è certamente influenzato dalla fattura e del movimento dell’artificiale, ma certamente risulta catturante laddove ci si trova in presenza di pesci affamati e in competizione. Inoltre per i grossi predatori di fondo esiste anche un’altra molla importante sulla quale andiamo ad agire: la territorialità. Infatti questi grossi pesci risultano infastiditi dalla presenza di un “estraneo” che fa su e giù nella colonna d’acqua, e quindi lo attaccano non tanto per fame ma per eliminare dalla zona un disturbatore.
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L’effetto è facilmente immaginabile, i predatori di fondo tipici del mediterraneo quali cernie, dentici, ricciole se presenti sul fondo sono attirati dalla nostra esca. Inoltre pesci san pietro, murene, saraghi, tanute, gronghi, scorfani, gallinelle, razze e trigoni sono prede più o meno casuali a vertical jigging. Questi pesci infatti di rado si lanciano in veloci inseguimenti ma possono attaccare il jig nei primi due rimbalzi. Palamite, lanzardi, tombarelli, alletterati e lampughe sono invece le classiche prede delle aree sabbiose che si possono catturare a mezz’acqua e nelle ultime fasi del recupero. L’azione di pesca per essere efficace necessita di un fondale importante e dell’ausilio dell’ecoscandaglio per individuare le prede. Una volta sicuri della presenza del pesca vanno calati i jig (specifici artificiali) sul fondo e vanno recuperati a strattoni, n modo da mimare un pesce in difficoltà. Occorre chiarire che i pesci notano il jig e probabilmente lo identificano come elemento artificiale. Poiché sono presenti in branco basta che uno solo di loro si dirige verso il jig mosso dalla curiosità che tutto il branco lo segue, creando una lotta per chi lo attacca per primo. In questo modo l’effetto del jig è certamente influenzato dalla fattura e del movimento dell’artificiale, ma certamente risulta catturante laddove ci si trova in presenza di pesci affamati e in competizione. Inoltre per i grossi predatori di fondo esiste anche un’altra molla importante sulla quale andiamo ad agire: la territorialità. Infatti questi grossi pesci risultano infastiditi dalla presenza di un “estraneo” che fa su e giù nella colonna d’acqua, e quindi lo attaccano non tanto per fame ma per eliminare dalla zona un disturbatore.
Pubblicato da Segreti della Pesca alle 08:19 2 commenti
Etichette: dentici, ricciole, vertical jigging
giovedì 23 settembre 2010
Ricciole a Scario
Ecco una bellissima coppia di ricciole pescate a traina col vivo rispettivamente del peso di 21 e 17 kg. La cattura è stata realizzata in località Scario, golfo di Policastro, estremo sud della Campania. Le canne sono colmic prolite, mulinelli omoto poseidon,trecciato vastar,terminale seguar. Per la cattura gli ami erano dei colmic usati per innescare dei sugarelli. I complimenti per questa cattura vanno ai pescatori Luca e Antonio.
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Pubblicato da Segreti della Pesca alle 17:34 0 commenti
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