martedì 13 gennaio 2015

Pesci pericolosi parte seconda - tracine e scorfani

Pesci più o meno pericolosi per l'uomo sono diffusi in tutto il mondo, spesso sono anche sui banchi della pescheria o nel piatto ma li non corriamo rischi in quanto da morti possono fare pochi danni (o da cucinati in presenza di tossine termolabili). Uno dei pesci più famosi per i problemi creati ai pescatori è la tracina, classificato come il pesce più velenoso delle nostre coste e reponsabile di alcuni decessi l'anno. Questo pesce presenta sul dorso degli aculei che iniettano un veleno molto doloroso. Spesso il contatto con l'aculeo avviene in mare (tipo camminando a piedi nudi) o a pesca tentando di slamare il pinnuto. Dopo pochi secondi dalla puntura il veleno (una neurotossina) si diffonde nei tessuti rendendoli leggermente ipertrofici e provocando arrossamento. A seconda della quantità di veleno iniettato i sintomi possono perdurare sino a 7-10 giorni, con reazioni tossiche registarte a seguito di shock anafilattico. La tossina della tracina è fortunatamente termolabile, oltre che degradabile con ammoniaca. Per questo motivo dopo la puntura potete tenere la mano al caldo (lo so che a pesca è difficile) o urinanrci sopra se nn avete dell'ammoniaca nello zaino. Analogamente alla tracina anche lo scorfano è munito di aculei velenosi che però danno roigine a dolori meno intensi, anche se i tessuti interessati alla puntura vanno incntro più facilmente alla cancrena. Il trattamento della ferita è analogo a quello che si adotta per le punture delle tracine, avendo solo cura di assumere antibiotici in casi di particolare gravità.Complimenti all'amico di facebook che ci ha fornito la foto di questa bellissima tracina.

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domenica 9 giugno 2013

Quando lo scorfano incontra l'inchiku

Splendido esemplare di scorfano rosso pescato da Emidio Pascucci in una fantastica battuta di pesca ad inchiku nel mare adriatico, nei fondali antistanti le coste di Ortona (CH). La particolare tecnica dell'inchiku, imitando un piccolo cefalopode che si muove faticosamente sul fondale marino, attrae molti predatori come dentici, ricciole, scorfani, tunnidi e sparidi in genere. Prossimamente proporremo un articolo dedicato a questa tecnica, proponendo diverse soluzioni per migliorare l'attrattivita' delle esche. Esca artificiale utilizzata : shimano bottom ship 200 gr.


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martedì 13 marzo 2012

Prede: lo scorfano

Tra le prede lo scorfano è di sicuro uno dei pesci più particolari. Si presenta in genere di colore rosso, grande sino a 40 cm per un chilo di peso e, a detta di alcuni, molto ma molto brutto a causa della sua forma e delle escrescenze che lo ricoprono. In verità lo scorfano è un pesce molto lento negli spostamenti ed essendo carnivoro ha sviluppato un accentuato mimetismo che lo porta a confondersi con le roccie. In questo modo attende il passaggio dei pesci e poi li mangia. Lo scorfano è poi anche interessante perchè a sua difesa ha delle spine su dorso e sulle branchie che iniettano veleno nelle vittime che si avvicinano troppo. Per nostra fortuna la tossina presente nel veleno fa pochissime vittime l'anno a causa dello sciock anafilattico mentre più spesso la cosa si risolve con fortissimi dolori, gonfiore e infiammazione alla parte. Uno dei rimedi utili per ridurre i sintomi consiste nello fruttare la termolabilità della tossina, e quindi tenere la parte in acqua calda o sotto la sabbia per almeno 30 minuti. Per pescare i nostri scorfani occorre recarci su fondali rocciosi di almeno 15 metri durante la notte, quando sono nel loro massimo di attività. Occorre innescare polpo, seppia, gambero, pesciolini, murice e sperare di calare prorio sul suo muso poichè lo scorfano non è pesce da lunghi spostamenti. L'abboccata è decisa e c'è un breve ed intenso cambattimento. Data la proverbiale lentezza quando abbcca lo scorfano forse è il caso di cambiare spot poichè significa che di prede pregiate non ce ne sono. State attenti alla slamatura e, in caso di puntura, non abbiate paura e siate prudenti nel rientro.

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lunedì 6 settembre 2010

Ricette: Paccheri allo Scorfano


Ingredienti per 4 persone:
- 400 gr di pasta del tipo paccheri o calamarata
- 1 scorfano di 800 gr circa;
- 400 gr di pomodorini;
- 1 spicchio di aglio;
- peperoncino
- prezzemolo;
- olio extravergine;
- mezzo bicchiere di vino bianco secco;
- sale
Lavare lo scorfano, pulirlo eliminando testa, squame e lisca. Ricavarne dei filetti stando ben attenti a rimuovere le spine. Nel frattempo, in una padella preparate il brodo di pesce mettendo a cuocere per alcuni minuti le lische, la testa e tutti gli scarti dello scorfano. Filtrate il brodetto con un panno e raccoglitelo in una ciotolina. In una padella pulita fate soffriggere l'aglio e il peperoncino nell'olio, aggiungete quindi i filetti di scorfano che farete dorare un paio di minuti quindi versate il brodetto ottenuto con gli scarti. Bagnate con il vino e fate evaporare a fuoco vivace. Aggiungete quindi i pomodorini a pezzetti ed il prezzemolo tritato e proseguite la cottura per 10-15 minuti regolando di sale. Nel frattempo cuocete la pasta in abbondante acqua salata, scolatela al dente e saltatela nella padella con il sugo di scorfano. Impiattate e servite cospargendo con prezzemolo tritato. Buon appetito! Buon appetito! In collaborazione con Ricette primi piatti.

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