giovedì 9 ottobre 2014

Il censimento dei pescatori - aggiornato sino a ottobre 2014

Come probabilmente avrete appreso da altre fonti a dicembre c'è stato un decreto legge che ha istituito un nuovo strumento per monitorare la pesca sportiva e dilettantistica: Il censimento dei pescatori. In pratica visto che ci sono problemi nel monitorare e regolare i flussi di pesca si è provveduto a istituire uno strumento che registri i pescatori per farsi un'idea di quello che succede in spiaggia, dai moli, a bolentino, a traina. Per conoscere lo specifico delle modalità di registrazioen occorre aspettare che siano pubblicati i regolamenti attuativi e che siamo messi a conoscenza di quale ente e come acquisirà i dati. Al momento sappiamo solo che occorre "registrarsi" nelle modalità che apprenderemo poichè per i pescatori che non ottemperano saranno previste multe sino a 2000 euro. Il meccanismo prevede anche la possibilità di registrarsi entro i 10 giorni dalla rilevazione a pesca e di evitare la multa. Queste sono le notizie a disposizione ma va da se che molti hanno visto in questa novità l apreparazione del terreno per istituire una licenza di pesca in mare, ovviamente gestita dalla fipsas. Di certo l'istituzione di controlli e regolamentazioni a tutela del patrimonio ittico è una cosa buona e giusta, ma censire i pescatori sportivi sarebbe il passo seguente al controllo dei pescatori di frode e la loro repressione e il monitoraggio della pesca professionale. Lungi da Segreti della Pesca fare polemica vogliamo solo sottolineare che la pesca sportiva è responsabile del prelievo del 5 % del pescato totale, forse stiamo ricevendo troppe attenzioni in proprorzione al prelievo che operiamo a pesca.
Aggriornamento di febbraio
Il decreto Mipaaf del 6 dicembre 2010 è finalizzato a promuovere la rilevazione della consistenza della pesca sportiva e ricreativa in mare. La comunicazione, anche attraverso l'ausilio delle associazioni di pesca sportiva e ricreativa e le associazioni di pesca professionale, prevede di fornire alcune informazioni molto semplici, le generalità, il tipo di pesca praticato, le Regioni in cui si pratica questa attività. L'attestato della avvenuta comunicazione funzionerà da titolo per l'esercizio della pesca. Chi non avrà fatto la comunicazione, se soggetto a controlli, dovrà svolgere gli adempimenti previsti entro dieci giorni per non incorrere in sanzioni. Il servizio consente, al pescatore di fornire i propri dati e di produrre l'attestato, alle associazioni di operare per conto di tutti i pescatori che ne fanno richiesta. Di seguito viene spiegata la procedura di registrazione per l'utilizzo del servizio. Procedura: Effettuare la registrazione fornendo: nome e cognome del pescatore o del referente dell'associazione, email (casella di posta elettronica) a cui inviare la conferma della registrazione, password di identificazione e, per i soli referenti delle associazioni, il nome dell'associazione a cui fanno capo. Viene presentata una prima pagina in cui inserire le generalità del pescatore, e una seconda per le informazioni specifiche sul tipo di pesca praticata. A conferma della corretta conclusione delle operazioni sarà possibile stampare l'attestato dell'avvenuta comunicazione. Qualora il pescatore o l'associazione desiderino ristampare l'attestato, sarà sufficiente riaccedere al sito del Ministero, identificarsi e fornire nuovamente le generalità del pescatore interessato. Qui il link x la procedura.

Agosto 2012: aggiornato link, tutto permane. 
Marzo 2014: valido sino a dicembre 2014, qui il link
Ottobre 2014: pare si pagherà 20 euro da terra e 200 dalla barca per sostenere i pescatori professionisti, che vergogna.

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mercoledì 27 agosto 2014

Pesca del barracuda a spinning

Abbiamo visto le caratteristiche generali del barracuda e la sua pericolosità per il pescatore ed il bagnante, ora passiamo a come si pesca il barracuda a spinning. Diciamo che essendo un predatore munito di un forte istinto occorre beccarlo nei momento di maggiore attivita e poi metterlo sotto stress con continui lanci e recuperi. La zona dove insidiarlo deve presentare sempre molto pesce foraggio, quindi i porti sono l'ideale sopratutto a ridosso delle scogliere o ostacoli sommersi. Le ore in cui cercarli sono tassativamente alba e tramonto in primis o notte fonda, dove grazie all'oscurità i nostri artificiali risultano maggiormente adescanti. Data la sua gregarietà in presenza di inseguimenti o lisci conviene insistere nella speranza che si scateni competizione nel branco e si abbia l'attacco giusto. Per canna e mulinello non è opportuno discostarsi molto da quelli usati per le altre specie principali, mentre per l'artificiale occorre ricordare che il serra attacca dal basso verso l'alto, occorre quindi usare minnow di superficie (con e senza paletta) che si prestano al gioco . Discreti risultati anche con i popper ma non consigliati per la scarsa regolarità delle catture. Mai usare wtd che distraggono questo predatore, buoni risultati anche con i modelli con le sfere che emettono vibrazioni. Per i colori occorre usare modelli "credibili" per acque chiare o alba e tramonto, mentre alla notte possiamo usare dei modelli a colori sgargianti per stimolare l'attacco. Dopo l'allamata e lo sportivissimo combattimento occorre prendere il barracuda con la pinza da muso e slamarlo con grande accortezza poichè il morso potrebbe causare danni davvero seri. Vi consiglio semrpe il catch and release perchè le carni non sono eccezionali ma se volete provare  per curiosità vi conviene mettere l0animale in un recipiente di plastica per evitare morsicature accidentali.

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venerdì 1 agosto 2014

Canna ad innesti vs canna telescopica

Oggi vogliamo dedicare un pò di tempo ad una delle domande che più frequentemente ci viene fatta sia su facebook che in posta elettronica, ovvero se conviene acquisare canne telescopiche o ad innesti. Inziamo con un esempio motoristico: i motori a 6 cilindri sono + veloci, + potenti, fanno un rombo + bello e durano di +. Allora perchè tutti acquistano motori a 4 cilindri?? Ecco fatto il paragone con le canne. Quelle ad innesti sono come i 6 cilindri della pesca, ovvero sono molto più performanti nel lancio, durano di più grazie alla mancanza delle sezioni che portano molti problemi, segnalano meglio le abboccate, si piegano meglio e in tutto sono migliori essendo costruite in pezzi più lunghi. Ad esempio le ripartite da surf e paf da 4 mt sono in due pezzi, quindi hanno solo una soluzione di continuità lungo tutta la canna a differenza delle telescopiche che ne hanno almeno 4. Ciò significa azione migliore grazie al ridotto numero di giunzioni che per quanto curate alterano le idee progettuali degli ingegneri. Come contropartita le canne ad innesti sono sempre più ingombranti delle telescopiche, sono più problematiche nel montaggio, vanno curati gli innesti, al montaggio occorre allinearle bene, si trasportano con i mulinelli smontati, costano almeno il doppio delle telescopiche. Invece le telescopiche sono comode, puoi montare i muli e i finali a casa, col vento è meno difficoltoso allineare gli anello, costano poco e c'è una grande varietà. Da una accorta lettura del mercato appare poi evidente che le canne ad innesti sono tutte sempre molto più costose delle telescopiche poichè sono canne costruite per un pubblico esigente, esperto e che non lesina sulla struttura di canna, anelli e placca portamulinello in quanto vuole il meglio. Tutte le canne da spinning sono ad innesti in quanto la lunghezza di due metri circa ben si concilia con il trasporto. Le inglesi di buona fattura sono tutte ad innesti, canne di 3,90 mt circa fatte in tre pezzi ed a due innesi. Le ripartite da surf sono tutte solo a due pezzi con un innesto a spigot nel mezzo, le due sezioni sono lunghe entrambe circa 4 mt e per il trasporto necessitate di macchian comoda e spaziosa. Già da questa piccola carrellata si percepisce come le canne ad innesti sono sempre superiori a canne di analoga qualità ma con struttura telescopica grazie alla riduzione delle soluzioni di continuità. D'altro canto i problemi nel trasporto, i costi superiori e il livello tecnico del prodotto possono scoraggiare il neofito. Detto questo vi consigliamo di acquistare il prodotto più adatto alle vostre esigenze, ma sempre consapevoli dei limiti e dei pregi dle prodotto.

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sabato 26 luglio 2014

Prede: il pesce serra


Il pesce serra è uno dei più forti predatori del nostro mare. Pare che la sua diffusione sia aumentata negli anni a causa del riscaldamento delle acque, anche se più di 20 anni fa nel lazio già si pescava a traina questo bellissimo pesce. La presenza di questo pinnuto si averte in maniera inequivocabile. Se siete a pesca e vedete il mare ribollire di pesci, alcuni saltano fuori dall'acqua e si lanciano anche contro gli scogli, poi per ore non si vede la pinna di un pesce ci sono in giro i serra. Il nome pesce serra deriva dal suo apparato boccale dotato di denti aguzzi e molto taglienti, talmente ben architettato da tagliare le lenze ordinarie dei pescatori, tanto da imporre per la sua pesca lenze fatte con la parte finale in acciaio. Il suo corpo è piuttosto allungato, presenta due pinne dorsali di diversa dimensione, colorazione scura al dorso e chiara sulla pancia, raggiunge anche il metro di lunghezza con peso di 6/8 kg. Attualmente sono riportate cature di questo predatore in quasi tutta italia, con particolare frequenza nel lazio, zona che da sempre è stata ricca di catture. Questo predatore pare animato da particolare cattiveria ni confronti delle sue prede, tando da dare a volte l'impressione di attaccare solo per il gusto di uccidere. Predilige i piccoli pesci e quindi lo si trova con molta frequenza in prossimità dei porti e delle foci, dove la presenza dei muggini attira i serra. Altra preda di elezione del serra sono le mormore, infatti spesso se pescate a paf potreste recuperare solo la testa della mormora. Le pesca a questo eccellente predatore viene fatta dala barca, dalla spiaggia e dalla scogliera con le tecniche della traina, paf, pesca col vivo e spinning. L'esca che pare dare le maggiori sodisfazioni è l'innesco del pesce vivo ed in seconda battuta l'innesco della sarda con del polistirolo all'interno per renderla galleggiante. La pesca a serra è sempre divertente e ricca di sorprese e colpi di scenza grazie alla sua capacità di fare lunghi salti fuori dall'acqua e alla possibilità che riesca a tegliare il trave o il terminale con i denti. Anche con la pesca in apnea si riscontrano numerose catture soprattutto in presenza di scogliere e porti. Nei prossimi articoli si parlerà approfonditamente della pesca al serra con le varie discipline.

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lunedì 21 luglio 2014

Artificiali: WTD Walkin' the dog

Quando parliamo di wtd si parla spesso di artificiali dimenticando che inizialmente il wtd era una tecnica di recupero studiata per istigare all'attacco i predatori più pigri. Questa tecnica (come quasi tutto nello spinning) non è nata per il salt water ma per insidiare i bass nelle acque interne. Il movimento tipico è quello di un cane che camminando muove il sedere a destra e sinistra, o per dirla in altro modo un movimento sinuoso ad S. Questo modo lento dell'artificiale unito ai movimenti laterali spinge al'attacco il predatore in attesa del assaggio della preda come può essere una spigola o un bass. Per ottenere questo movimento dall'artificiale occorre avere la lenza quasi in bando per poi dare un colpo di polso unito ad una piccola accellerazione del mulinello, si deve procedere in maniera lenta e sinuosa ricordandosi di non tenere il trecciato teso ma appoggiato sull'acqua. Ovviamente poichè gli spinners hanno apprezato questa tecnia di recupero nel corso degli anni sono stati studiato artificiali specifici tra i quali ricordiamo lo Zara spok, Snook, Red Drum, Spotted Sea Trout, Tarpon, Jack Crevalle e Cobia, Sammy Pencil Bait, i mega WTD ed il sempre verde Saltwater Super Spook.

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venerdì 6 giugno 2014

Spigole a spinning dalla scogliera

Pubblichiamo le foto della catture di Alessando (Alex Noise su facebook) pescatore abituale a spinning sulle scogliere marchiggiane. Il nostro amico ci scrive: ecco le foto delle regine che ho preso fin ora quest'anno, sono 3. Le spigole sul tavolo sono due foto, in una ne vedi due nell'altra ne vedi una sola sola, bene quella coppia l' ho prese il 27 aprile 2010 e pesano rispetivamente: 3.2 kg e 1.3 kg. Quella nella foto in cui ci sono anche io hai una regina di 4.1 kg presa il 10 maggio 2010. Non so cosa scrivervi a parte che pesco a spinning e, chiaramente, le ho prese a spinning da scogliera ..... come dicevo l'altro giorno, qui ce ne sono abbastanza, solo che non è facile ingannarle a spinning eheheh. Qualcosa di tecnico. Come artificiale un minnow affondante (solo perchè avevo finito i floating) quindi recuperato a canna alta per non farlo andare sotto (testa rossa classico). Il meteo: il mare era mosso ma con l'onda lunga che faceva la schiumetta (quella da spigola eheh) e pioveva a dirotto, ho preso tanta ma tanta acqua. L'orario preciso non l'ho guardato cmq la battuta di pesca s'è svolta dalle 23:00 alle 3:00. Tutto questo per quanto riguarda l'ultima spigola, quella da 4.1 kg, le altre due le ho prese in una battuta ad aprile, in 2 spot diversi, sempre dalle 23:00 alle 3:00 ma con un testa rossa floating ed il mare era calmo, e c'era la luna piena, non mi ricordo se fosse proprio luna piena o calante, ma cmq era una bella palla! Tutto questo per sfatare i miti della TV, le spigole quando ci sono ci sono, quando non ci sono non ci sono. Poi ovvio, un pò di manico nello scegliere e giostrare l'artificiale ci vuole.Se avete bisogno di altre info fammi sapere tramite facebook.




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lunedì 10 febbraio 2014

Pescare la spigola a spinning con ondulante più anguillina

Di questo periodo la preda più ricercata dai moli, dale scogliere o dalle foci è di certo la spigola. Questo pesce bazzica gli spot popolati da pesce foraggio e attende il momento propizio per attaccare la preda più debole o meno veloce. Questo comportamento ci è utile nel capire le modalità di attacco della spigola e occorre ricordarlo sempre nell'approccio ai predatori poichè il loro istinto è di attaccare l'animale che appare ferito o meno "performante" partecipando in maniera diretta alla selezione della specie eliminando gli individui deboli. Già parlammo in passato dell'utilizzo dei raglou e delle anguilline nella caccia alla spigola, ma se queste sono svogliate possiamo sfoderare un'arma ancora più adescante: Un artificiale ondulante al quale abbiamo attaccato un'anguillina. Se poi proprio vogliamo il massimo occorre usare un ondulante del tipo fetta di salame che è studiato apposta per la spigola. Questo artificiale composto da il meglio di se in recupero lento e lentissimo ma possiamo anche sfruttarne il rimbalzo sul fondo o la fase di caduta. Speso infatti la spigola insegue da vicino l'artificiale e lo attacca nel rimbalzo. Ricordate di recuperarlo sempre piano aggiungendo a metà recupero una o più fasi di stallo con rimbalzo e recupero. La grossa spigola di certo nn resisterà.

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venerdì 17 gennaio 2014

Pescare il calamaro

Abbiamo visto come il calamaro sia apprezzato e ricercato a tavola ma ora occorre vedere come pescare i nostri calamari. Le tecniche utilizzate in autunno sono princpalmente la pesca dalla barca e la pesca a spinning dalle scogliere, ma in entrambi i casi è una pesca da effettuare in autUnno ed inverno di notte su fondali medio profondi ed armati di appositi artificiali. Questi sono chiamati totanare ed hanno la forma di un grosso gambero con alla coda due corone di ami. Il corpo dell'artificiale è in genere ricoperto di seta e presenta colorazioni in giallo-rosso- orsa.verde-azzurro screziate di bienco e nero. Il colore va scelto in base al momento, allo spot ed alla profondità ricordandoci che il successo di un colore spesso varia in base allo spot. Dalla barca occorre portarci su distese di poseidonia o di semplice sabbia ma sempre in prossimità di nette scadute del fondale poichè in queste zone si raggruppano i calamari. Pescando con la canna ricordatevi di sceglierne una con cima sensibile per avere un migliore movimento dell'artificiale e ricordatevi di evitare movimenti violenti nel recupero per non slamare la preda. potete anche pescare con la lenza in mano ma vi stancherete presto, quindi conviene attrezzarsi. Se volete pecare da riva andate su di una scogliere ch edegrad velocemente con una canna da spinning e lanciate e recuperate dolcemente il vosto artificiale. Se non avete catture spostatevi lungo la scogliera cercando un punto redditizio. Cambiate ciclicamente artificiale e ricordatevi di sondare le zone con maggiore profondità. Qui video di pesca al calamaro dalla barca.

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giovedì 29 agosto 2013

Andiamo a pesca con il kayak

Tra le tecniche di pesca ibride di certo non può mancare la pesca cn il kayak. I puristi ribadiscono spesso che non si tratta di una tcnica di pesca ma di na tecnica di traina, il che filosoficamente cambia tutto. A noi però interessa capire di cosa si tratta e che risultati può dare. la pesca con il kayak consiste fondamentalmente nella traina di un artificiale mentre si va in giro pagaiando. I kayak ovviamente sono studiati apposta e montano potacanne, ecoscandaglio e tutti gli altri aggeggi utili per l apesca. Si va in uno spot promettente, si mette il kayak a mare e ci si allontana. A questo punto si mette la canna in pesca e pagaiando si percorrono le zone più promettenti, canaloni, degradi, secche. Poi si prova paralleli alla costa e poi perpendicolari, poi in diagonale sperando nel predatore che si sposta alla ricerca delle prede. Inoltre data la dinamicità del kayal si va anhe a provare con attrezature da vertical jiging o si prova sotto le scogliere a spinning lancianodo a ridosso degli scogli. Ovviamente ricordate che una pesca molto faticoosa, dovendo voi penare lla pesca e alla traina. Inoltre se non siete provetti pescatori non potete lanciarvi in qesta avventura. Ricordate di mettere sempre il giubbotto di salvataggio e di consultare il meteo prima di parire in quanto forti mareggiate o sostenuti venti di terra possono rovinare la vostra impresa.

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sabato 29 giugno 2013

Vermoni siliconici per black bass

I bass sono pesci d'acqua dolce, e come tali sono abituati a mangiare nel loro ambiente naturale anellidi e piccoli insetti che arrivano in acqua. Nello specifico a fondo i bass si possono pescare anche con cavallette o lombrichi essendo animali che i bass sono abituati a predare quando cadono inavvertitamente in acqua. Per i lombrichi da sempre si usano nella pesca al bass dei vermi siliconici che imitano alla perfezione questo anellide. I bass sono abituati a magiare questi vermi poichè nel periodo dele piogge l'acqua piovana che ruscella sulle sponde ne causa una leggera erosione che porta allo scoperto questi vermi. Una volta portati dall'acqua cadono nel lago o nel fiume e qui i bass ne sentono le vibrazioni dovute al loro dimenarsi nel mezzo acquatico. Il black bass, che spesso si nasconde tra le canne o dietro gli ostacoli, sopraggiunge e attacca l'anellide. L'azione di pesca prevede semrpe lunghe soste e minuti recuperi per far muovere e saltellare lentamente il siliconico sul fondo. Soli in questo modo si da al bass il tempo di avvicinarsi e predare, quindi nelle fasi di pausa occorre abbassare leggermente l acima per dare un poc di bando che eprmette al bass di non sentire trazione. All'abboccata occorre ferrare e recuperare regolarmente. Pe ril colore in acque scure è opportuno usare colori chiari e sgargianti per avere una buona segnalazione vsiva mentre in acque scure si utilizzano colori naturali.

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lunedì 20 maggio 2013

Artificiali per il bass: Lo Spinnerbait

Lo spinner bait è un artificiale nato negli usa per pescare i bass, ma che da ottimi risultati anche per i lucci. La sua forma molto particolare serve per incuriosire il pesce e apingerlo all'attacco per "eliminare" uno strano animale che gli nuota vicino. E' costituito da uno scheletro di filo di acciaio a forma di V alla cui estremità superiore troviamo una o due palette metalliche di colore oro o argento che servono a rifrangere l aluce e lanciare nell'acqua flash di luce. All'estremità inferiore abbiamo un piccolo jig con testa iombata ed amo nascosto tra i tentacoli che è la vera esca e che viene puntualmente attaccato dal bass. A pesca occorre lanciare lo spinnerbait nei pressi dei canne, ostacoli nascosti, rive, muretti e lasciarlo affondare per alcuni secondi. Giunto alla profondità desiderata possiamo iniziare un recupero lento intervallato da abbassamenti della cima. In questo modo lo spinnerbait avrà un andamento ciclico di salita e discesa nell'acqua che spingerà il bass all'attacco. Questa esca spesso si rivela risolutiva in presenza di pesci apatici, lenti o svogliati o in laghetti con altissima pressione di pesca. Disponidili sul mercato in tante taglie e grammature in gerere sono da utilizzare quelle leggere per sinuosità e lentezza del nuoto. Qui il video dello spinnerbait all'azione.

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domenica 28 aprile 2013

Il salvadito


Da Segreti della Pesca
Il trecciato a pesca è stato un'innovazione utilissima in quanto ha un elevato carico di rottura con diametri contenuti. Lo spinning e in misura minore lo shock leader per il surfcasting sono tra le tecniche che maggiormente si giovano del trecciato, ma essendo entrambe teniche che prevedono un lancio mettono in serio pericolo il nostro polpastrello. Il trecciato infatti non essendo liscio ha la capacità di segare, ed essendo il nostro polpastrello a stretto contatto con il trecciato nel lancio spesso capita che vi siano bruti tagli. Per ovviare a questo problema in commercio esistono numerosi prodotti, tutti più o meno comodi da usare. Infatti spesso hanno un bracciale che lo lega al polsi, il che non aiuta poi nel corso della pesca. Altri sono "liberi" ma poi li si perde spesso, ed il costo elevato di certo non incoraggia. Uno dei metodi migliori secondo me è costruirseli. Aspettate che vostra mamma o la vostra fidanzata abbiano un paio di guanti di plastica vecchi da buttare (in genere li usano per le faccend edomestiche) e fateveli dare. Poi tagliate le dita del guanto a circa 5 centimetri. Adesso avete 10 salvadito da utilizzare a pesca. Durante la battuta di pesca tenetene sempre uno in tasca ed indossatelo solo al momento del lancio se siete a surf, tenetelo fisso a spinning (visto il continuo lancio e recupero). Se poi siete dei surfcaster li apprezzerete a pesca anche senza trecciato. Infatti usandoli eviterete arrossamenti all'indice dovuti ai numerosi lanci che si effettuano a pesca.

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lunedì 19 novembre 2012

Spigola di 4,730 Kg

Pubblichiamo la foto inviataci da Gustavo G., amico di facebook del gruppo AMICI DI SEGRETI DELLA PESCA. Si tratta di una signora spigola di 4,730 Kg catturata a spinning con artificiale yamashita blues code slim (testa rossa.Canna berkley 3.30mt, mulinello shimano exage 4000,monofilo 0.35. Complimenti per la cattura e speriamo capiti a tutti noi di incontrare un avversario di questo calibro. Complimenti.

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martedì 18 settembre 2012

Spinning: Il Crystal Minnow

Iniziamo la carrellata degli artificiali più utilizzati a spinning con uno dei classici: Il Crystal Minnow. Come tutti i minnow il crystal presnta corpo a forma di pesciolino con piccola paletta e corpo allungato. Sono inoltre presenti sfere di acciaio all'interno al fine di emettere vibrazioni che spingolo all'attacco il predatore. Questo artificiale è ormai diventato una delle pietre miliari nel mondo degli artificiali poichè con esso è stato veramente pescato di tutto. Dal punto di vista morfologico si presenta con corpo completamente riflettente che manda lampi anche in condizioni precari di luce. E' estremamente catturante nelle acque dolci, eccezionale nella traina al luccio, come in mare a spigole, dentici, lucci di mare e palamite. Prodotto in due versioni sia sinking che floating. Come artificiale è molto prestante, ottimo per sondare la presenza del predatore alle medie profondita, movimento eccellente e facile il suo utilizzo anche per i meno esperti. Semplice e fruttuoso.Viene utilizzato sia con recuperi lenti che veloci, anche se pa prima opzione pare dare risultati migliori. Le colorazioni migliori sono quelle vivaci e molto lucenti. Se ci sono i serra in agguato dietro l'angolo con i modelli più grossi abbiamo buone possibilità di indurli all'attacco.

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venerdì 27 luglio 2012

Pescare le spigole in foce - parte II

Ecco la seconda parte del video pescare la spigola in foce a spinning. Il consiglio che posso darvi sullo spinning è di non credere che le catture siano facili ed a ripetizione come in questo video. Spesso capita di andare incontro a numerosi cappotti, serate in cui le uniche cose che si muovono sono le zanzare sulla nostra pelle. Ma ci saranno anche sere in cui il divertimento non mancherà e potremo insidiare grosse prede in emozionanti combattimenti. Il video è stato girato di giorno per ovvie necessità tecniche ma è meglio se frequentate le foci in prossimità del tramonto, ottimo se coincide col picco di marea. Ricordate di rilasciare le prede sotto misura al fine di evitare lo spopolamento degli spot più pescosi. Buona foce a tutti.


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martedì 24 luglio 2012

Pescare le spigole in foce - parte I

Di certo per i pescatori di salt water la spigola è la preda più ambita. Per la sua attività predatoria preferisce frequentare gli spot ricchi di piccoli pesci, in particolare muggini, anellidi, crostacei. Tutte prede che si trovano in prossimità delle foci, la zona dove un fiume si incontra col mare e vi sono numerosi gradienti di salinità e temperatura, due fattori che attirano le prede della regina. Questo pesce preferisce ripararsi in prossimità di ostacoli sommersi e aspettare il passaggio delle prede per attacarle velocemente. una delle tecniche più difficili ma anche più emozionanti è lo spinning, ovverlo la pesca con un'esca di plastica animata dai movimenti del pescatore che variando la rotazione del mulinello e manovrando la cima della canna conferisce vari movimenti all'artificiale. In questo video possiamo vedere la pesca con il verme siliconico, tecnica nata per il black bass in acque interne ed adattata alla spigola egregiamente.

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lunedì 18 giugno 2012

Shore jigging - jiggare dalla costa

Il vertical jigging è di certo una delle tecniche di pesca che più hanno scosso i pescatori poichè permette di insidiare grossi predatori in profondità con una tecnica vagamebte assimilabile allo spinning , ma molto ma molto più muscolare. Attualmente una delle evoluzioni del vertical è lo shore jigging, ovverlo il vertical fatto dalla spiaggia, o meglio dalla costa. Per praticare questa tecnic occorreono poche cose: canna dedicata o da spinning pesante, mulo da 5000, artificiali da 40 a 100 grammi, multifibre da 25 libre circa. Andate su una spiaggia profonda, scogliera, antemurale, molo e lanciate lontano, quanto più lontano possibile, e poi rcuperate per attirare le prede. Come recupero potete operare velocemente, e quindi sondare l asuperficie. Repurerare entamente, quindi facendo cadere spesso il jig sul fondo. Andare a dente di sega, ovvero alternando recuperi lenti e recuperi veloci, facendo quindi salire e scendere il jig e disegnando uno schema che somiglia alla lama della sega. Le prede sono i predatori classici che si inontrano a jig e che si avvicinano alla costa attirati dalla mngianza (dal barracuda alla ricciola), quindi occhi alle fughe e fateli stancare bene. Tecnica ottima da scogliere naturali molto alte (tipo costiera sorrentina) e dove in genere si pratica il rock fishing.

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mercoledì 28 dicembre 2011

Spigole dalla spiaggia con lo spinning


Questo articolo ci è stato chiesto tramite facebook da Gennaro M. che ci ha scritto: "Amici,quest'inverno vorrei provare a insidiare con lo spinning dalla spiaggia la regina spigola,che tipo di artificiale potrei usare,ho provato in passato però niente........grazie..............". La spigola è un predatore molto astuto che si muove con circospezione alla ricerca di cibo. Le zone che preferisce sono sempre ricche di piccoli pesci foraggio (soprattutto muggini) che caccia senza sosta. Va da se che lo spot nel quale cercare la regina dovrà essere adiacente ad una foce (piccola o grande non cambia molto) o un porto; se il mare è calmo,se invece ci troviamo durante la mareggiata aspettiamo la scaduta e poi andiamo in spiaggia. Lo spinning è una tecnica che utilizza delle esche artificiali che tramite i movimenti della canna ed il ritmo del recupero possiamo muovere coma se fosse un pesciolino in difficoltà. La prima cosa da fare è acquistare una canna da pesca adatta allo spinning, un mulinello del tipo 3000 - 4000 e del trecciato. Caricato il trecciato in bobina aggiungiamo almeno 1 metro di nylon per rendere meno visibile il trecciato. A questo punto occorre scegliere l'artificiale. Di certo tutti i minnow (artificiali a pesciolino) si sono mostrati nel tempo efficaci nell'attirare la spigola, uno per tutti il Crystal Minnow. Ricordiamo però che questa classe di artificiali può variare molto a seconda dell'affondamento durante il nuoto, presenza di sfere di acciaio che fanno un rumore particolare, forma della paletta e peso. Occorre quindi comprare ed usare gli artificiali in base allo spot. Un altro tipo di artificiali molto utili a pesca sono i siliconici. In genere hanno forma di vermi, o meglio di cefalotti e pesciolini, non sono piombati e si montano su di un amo piombato che durante il recupero conferisce un particolare andamento all'artificiale. Sono molto adescanti e selettivi a patto di non recuperare a tutta gallara ma molto piano, con numerosi stop e saltelli (tipo bass). Altro tipo di artificiale che è possibile provare sono i popper per i quali si contano delle catture ma in misura nettamente inferiore rispetto agli altri. Veniamo ora all'azione di pesca. Occorre ricordare che la spigola non ama i lunghi inseguimenti ma ama attendere la preda ed attaccarla velocemente. Ricordate quindi di far passare il vostro artificiale in prossimità di ostacoli sommersi, scogli, ripari e non lanciate mai troppo spesso nello stesso punto. Se la spigola è presente non tarda ad attaccare, quindi lanciate spesso in punti diversi e "passeggiate" lungo la spiaggia lanciano ogni dieci passi. Caro Gennaro, ora mancano solo le foto delle tue catture.
Da Segreti della Pesca

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giovedì 22 dicembre 2011

Il paradito

Sia che peschiamo a spinning che a surf casting occorre cimentarsi nel lancio, e quindi stressiamo il nostro dito indice nelle prime operazionidi lancio, ovvero quando per caricare la canna occorre tenere fisso il filo. Per aiutarci in questa fase ed evitare ferite più o meno significative esiste il paradito, piccola attrezzatura banale e semplice da costruire ma capace di salvarci da piccole/grandi ferite. A spinning usiamo il treccito, quindi il nostro indice non è a contatto con un filo singolo e scivoloso di nylon ma con un atreccia, la quale per definizione è fatta da tanti fili sottili capaci nel loro insieme di tagliare la pelle e penetrare in profondita a seguito dello sfregamento (provate a sfregare il treccito sulla cotica di maiale e poi mi dite). Solo chi lo ha provato (IO) può sapere uanto possa essere profonda e dolorosa la ferita che può richiedere sino a 30 giorni per la completa remissione del dolore a causa dei margini scomposti, profondità e sfregamento. A surf abbiamo invece il contatto della pelle con un filo, in genere doppio tipo 0.60, e quindi non danni da taglio ma efetto ematoma o contusione a causa dell'effetto frusta che abbiamo con errati rilasci dopo ore e ore di lanci. Per ovviare a tutti uesti problemi possiamo ricorrere la paradito, sia nelle sue forme in vendite nei negozio o usando delle piccole astuzie che semmai possiamo avere in cassetta e sfoderare quando i prodotti commerciali ci abbandonano o usarle sempre, come faccio io. Il mio consiglio ricade sempre per un pezzo di circa 2 cm di tubolare della bicicletta da corsa, ottimo per resistenza e capace di adattarsi alla maggior parte delle dita. Io però preferisco tagliare le dita dei guanti da cucina usati e metterli in cassetta, quando occorre basta infilare ed è fatta. Per il surf funge bene sopratutto con due giri di nastro isolante come rinforso sulla parte interessata, a spinning va bene cosi com'è, ma badate bene che se nel lanciare l'artificiale incaglia lo sfregamento taglia il paradito (ma voi non avete danni) e quindi dopo va cambiato. Se avete altri metodi per fare i vostri paradito fateci sapere.

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mercoledì 22 giugno 2011

Artificiali: Il Popper

Il popper è un'artificiale nato specificamente per insidiare i pesci che cacciano a galla. Tutti i popper prodotti infatti hanno la peculiarità di essere fortemente galleggianti e mancano della paletta frontale. In questo modo durante il nuoto non scendono nell'acqua ma rimangono sopra di essa e grazie all'incavo presente nella parte della testa alzano grosse quantità di acqua imitando un pesce in difficoltà che scappa dal predatore. I popper risultano attiranti in quanto presentano colori sgargianti, hanno la capacità di far schizzare l'acqua, hanno al loro interno sfere di acciaio che emettendo vibrazioni eccitano i predatori e spesso sono prodotti in forme singolari. Il loro recupero necessita di strattoni e brusche accellerazioni miste a rallentamenti e soste. Funzionano bene se il predatore è già in caccia, ottimi nelle acque basse. Prede solite sono lampughe, leccie amia, spigole, barracuda. Ovviamente acquistare un popper significa innanzitutto sognare l'incontro con la leccia amia, predatore potente e divertente da avere in canna.

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