Abbiamo già parlato in passato di altri calamenti da utilizzare nella pesca a fondo ed un nostro lettore abituale ci ha chiesto di pubblicare un articolo sul calamento principe della pesca a fondo: il long arm. Chiunque sia andato a pesca alemno una volta sa di cosa stiamo parlando, infatti questo calamento, al pari dello scorrevole, è diffusissimo e di facile realizzazione. Iniziamo col prendere uno spezzone di filo del diametro di 0,40 - 0,60 mm (a seconda delle condizioni meteomarine e delle zavorre da lanciare) e realizziamo uno snodo con stopper - perlina - girella - perlina - stopper in modo da avere un struttura capace di scaricare le torsioni e soprattutto che è possibile spostare lungo il trave (leggi qui). Aggiungiamo ad una estremità una girella con un moschettone tramite un nodo palomar alla quale attaccheremo un piombo fisso. All'altra estremità realizziamo un'asola alla quale si aggancerà il moschettone dello shock leader. Il nostro long arm è pronto. Ricordo che posizionando lo snodo in prossimità del piombo otterremo un long arm, ovvero un finale adatto alla pesca estiva con esca posata sul fondo. Questo terminale con un bracciolo di 1,5 - 2 mt, amo del 10-6 e piombo di 80 - 10 gr è l'ideale per ricercare le mormore sulla media - lunga distanza. Se invece lo snodo lo posizioneremo in prossimità dell'asola otterremo uno short, ma di questo parleremo successivamente.
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giovedì 24 aprile 2014
Il long arm: massima flessibilità
Pubblicato da Segreti della Pesca alle 15:16 1 commenti
Etichette: long arm, pesca a fondo, snodo, tecnica, terminali
martedì 3 dicembre 2013
Scegliere il terminale da surfcasting: Long arm, paternoster o short rovesciato
Scriviamo questo articolo su richiesta di un lettore che su facebook ci chiedeva lumi sulla scelta del termianle da utilizzare nela pesca a surfcasting. Iniziamo con il dire che i terminali tra i quali ( in genere) si sceglie sono il paternoster, il long arm o lo short. Mentre il paternoster è un terminale con 2 snodi e due ami il long arm e lo short sono in pratica lo stesso terminale. La differenza tra i due è data dalla posizione nella quale mettiamo lo snodo. Se lo spostiamo verso il trave otteniamo il long arm, ottimo per pescare in presenza di forte turbolenza in quanto la corrente alza l'esca, evitando gli strati bassi dell'acqua che sono i più torbidi. Lo short si utilizza con bassa turbolenza quando vogliamo pescare sul fondo. Infine il paternoster si usa in turbolenza quando cerchiamo i saarghi. Usiamo 2 snodi sul trave, con lunghezza dei braccioli semopre al di sotto di 50 cm. In rari casi possiamo fare un paternoster molto lungo (2 mt) e montare braccioli di un metro, ma questo terminale si usa solo a mare calmo, spesso flotterando il terminale alto alla ricerca di pesci di galla. Inoltre il paternoster può essere anche usato con bracciolo suepriore flotterato lungo 30 cm e quello basso di circa 80 cm aòòa ricerca dei grufolatori. Ricordate che in presenza di turbolenza si accorcia il bracciolo e si aumenta il suo diametro, a mare calmo si allunga il bracciolo e si diminuisce il suo diametro.Pubblicato da Segreti della Pesca alle 10:51 2 commenti
Etichette: long arm, paternoster, snodo, surfcasting, terminali
lunedì 11 febbraio 2013
Tutorial: costruiamo un long arm
Pubblicato da Segreti della Pesca alle 09:31 2 commenti
Etichette: long arm, snodo, surfcasting, tutorial
sabato 30 giugno 2012
La mormora: sinonimo di pesca estiva.

Pagellus mormyrus
La mormora è il preda simbolo della pesca estiva. E' sempre una emozione quando al recupero si scorge la prima mormora della stagione. Significa che il divertimento nelle ore notturne è assicurato grazie alla presenza di questi pinnuto sportivissimo e sempre presente in branchi. La mormora si presenta di colore grigio con una serie di striature verticali di colore nero, capo allungato e labbra prominenti. Come lunghezza raggiunge anche i 40 cm, mentre per il peso sono stati catturati esempleri di circa 1 kg. Vive e si sposta in branco, quindi le catture sono spesso multiple se usate terminali biamo. Questo pesce è il rappresentante tipico della classe dei grufolatori, ovvero al momento di cibarsi mette il muso nella sabbia alla ricerca si anellidi o altro cibo di facile reperibilità. Ha la capacità di insabbabbirsi, per cui raramente finisce preda delle reti. Spesso le mormore presentano dei parassiti all'interno dell'apparato boccale (volgarmente chiamati zecche), essendo questo fenomeno molto diffuso non dovete spaventarvi ma semplicemente rimuovere il parassita che si presenta lungo 1-2 cm. In genere le catture avvengono in estate ed autunno dopo il tramonto, anche se in inverno dopo le mareggiate è possibbile fare delle bellissime catture. L'esca principe per la cattura delle mormore è l'esca rossa, l'unica che assicura carnieri ricchi e catture frequenti, in alternativa potete usare del coreano vivissimo, ma non attendetevi gli stessi risultati. Se usate bibi o cannolicchio o americano potrebbe capitarvi di prendere il big one, del peso di circa un kg. Come terminale o utilizzate un long arm con attacco basso o n paternoster, finale di 1,5 mt massimo 0,18, amo da 4 a 8. Di giorno è consigliato il fluorocarbon.
Pubblicato da Segreti della Pesca alle 06:34 0 commenti
Etichette: esca rossa, fluorocarbon, long arm, mormore, prede, scorrevole
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