domenica 30 ottobre 2011
Lampada frontale da 230 lumen a 12 euro
Pubblicato da Segreti della Pesca a 11:20 0 commenti
Etichette: dealextreme, head lamp, lampada frontale
venerdì 28 ottobre 2011
Esche: le Corbole
giovedì 27 ottobre 2011
Scegliere il terminale da surfcasting: Long arm, paternoster o short rovesciato
Scriviamo questo articolo su richiesta di un lettore che su facebook ci chiedeva lumi sulla scelta del termianle da utilizzare nela pesca a surfcasting. Iniziamo con il dire che i terminali tra i quali ( in genere) si sceglie sono il paternoster, il long arm o lo short. Mentre il paternoster è un terminale con 2 snodi e due ami il long arm e lo short sono in pratica lo stesso terminale. La differenza tra i due è data dalla posizione nella quale mettiamo lo snodo. Se lo spostiamo verso il trave otteniamo il long arm, ottimo per pescare in presenza di forte turbolenza in quanto la corrente alza l'esca, evitando gli strati bassi dell'acqua che sono i più torbidi. Lo short si utilizza con bassa turbolenza quando vogliamo pescare sul fondo. Infine il paternoster si usa in turbolenza quando cerchiamo i saarghi. Usiamo 2 snodi sul trave, con lunghezza dei braccioli semopre al di sotto di 50 cm. In rari casi possiamo fare un paternoster molto lungo (2 mt) e montare braccioli di un metro, ma questo terminale si usa solo a mare calmo, spesso flotterando il terminale alto alla ricerca di pesci di galla. Inoltre il paternoster può essere anche usato con bracciolo suepriore flotterato lungo 30 cm e quello basso di circa 80 cm aòòa ricerca dei grufolatori. Ricordate che in presenza di turbolenza si accorcia il bracciolo e si aumenta il suo diametro, a mare calmo si allunga il bracciolo e si diminuisce il suo diametro.Pubblicato da Segreti della Pesca a 19:21 2 commenti
Etichette: long arm, paternoster, snodo, surfcasting, terminali
lunedì 24 ottobre 2011
Report dall'Irlanda
Sono appena rientrato da un viaggio in irlanda, patrtia della pesca all'inglese e territorio di elezione per questa tecnica. Confermo la passione della popolazione per la pesca all'inglese e la necessità di questa tecnica per ovviare ai problemi di vento e pioggia che renderebbero la pesca alla bolognese inadeguata. Sono stato in diversi negozi di pesca e posso affermare che l'assortimento è pari a quello italiano, ovvero fili pesi e galleggianti sono gli stessi rispetto ai nostri. I prezzi anche sono davvero allineati. anche per prodotti particolari, tipo i panchetti della Shakespere. Questo mi è parso strano poichè alcuni prodotti, tipo i crystal waggler, dovrebbero essere più economici essendo sviluppati e commerializzati (prodotti nn saprei) sempre in UK o Eire. Li costavano sempre 2,5 euro ma non erano corredati di astine di ricambio come quelli che si possono acquistare on line. I galleggianti sonos olo a penna di pavone, quelli in plastica che si trovano qui economici e commerciali nn esistono, come nn esistono le grammature ma solo il peso portato con le misure inglesi. Ovvio dire che si pescano soprattutto le carpe all'inglese mentre è molto popolare la pesca a mosca per insidiare il salmone. La crisi si vede anche nei negozi di pesca locale, anche se si respira comunque un'aria di passione e ripetto per le tecniche di epsca che probabilmente qui in italia viene stemperata dall'aspetto commerciale del lavoro.In definitiva ottimi prodotti e prezzi allineati ai nostri, l'unica differenza significativa pare essere l'ottimo assortimento di prodotti da noi rari, tipo i galleggianti in vera penna di pavone.Pubblicato da Segreti della Pesca a 13:22 1 commenti
Etichette: carpe, crystal, inglese, report di pesca
venerdì 21 ottobre 2011
Scacciare i topi
lunedì 17 ottobre 2011
Riparare una canna da pesca
Una delle rotture alla quale vanno più soggette le canne da pesca è la rottura dell'anello apicale. Su questo anello la lenza della bobbina sfila a velocità altissima durante il lancio, mentre al recupero sfrega con molta energia portando acqua marina. Una volta a casa se non operiamo ciclicamente lavaggio e spazzolamento degli anello potremmo ritrovarci con un anello corroso dal sale, quindi con i ponti ossidati pesantemente o il sostegno della pietra rotto. Se invece usiamo il multifibre potremmo avere la nostra pietra segnata, cosi come a seguito di una caduta accidentale sugli scogli. Se invece sbagliamo un lancio il filo potrebbe arrotolarsi attorno all'apicale e poi spezzare il cimino della canna in prossimità dell'anello a causa della forza cinetica impressa al piombo. In tutti questi casi possiamo risolver evelocemente avendo a disposizione pochi attrezzi utili e un anello do riserva. Ricordate che esistono vari tipi di anelli apicali ed è bene acquistarne sempre un assortimento di riserva da tenere in cassetta. Occorre poi avere un multiuso con pinza, colla a caldo, accendino. Se sostituite un anello lesionato scaldate il gambo dello stesso (dove è alloggiato il cimino) per 2-3 secondi e poi con la pinza tirate l'anello. Questo uscirà con un lievissimo sforzo. Guardate con attenzione il cimino alla ricerca di lesioni, spaccature o parti di cabonio mancanti. Se si dovesse evidenziare qualcuna di queste situazioni tagliate l'apicale (in genere bastano pochi mm) sino ad eliminare la parte rotta. Se invece si è rotta la canna recuperate l'apicale ed eliminatene la parte rotta del cimino, poi tagliate la punta per eliminare le parti sfibrate o danneggiate. Adeso abbiamo un cimino ed un anello. Prendiamo la colla a caldo e scaldiamone l'estremità con l'accendino sino a farla diventare liquida, poi passiamoci sopra il cimino e subito dopo poniamo il cimino nell'apicale. Per uno o due secondi ruotiamo il cimino nell'anello per ditribuire la colla. Aspettiamo due minuti e poi eliminiamo gli eccessi di colla che escono dall'anello. Ora non vi resta che continuare a pescare. Badate bene che mentre riscaldate l'anello questo potrebbe "scoppiare" verso fuori a causa di bolle d'aria presenti nella colla che lega cimino e anello, raccoglietelo, pulite l'alloggiamento per il cimino e poi proseguite.Pubblicato da Segreti della Pesca a 18:23 2 commenti
Etichette: anello, canna da pesca
venerdì 14 ottobre 2011
Esche: Il bibi di coffa
Pubblicato da Segreti della Pesca a 19:16 1 commenti
lunedì 10 ottobre 2011
Pescare la spigola con il gamberetto
Il gamberetto è un animale molto diffuso nei porti e nelle scogliere e la spigola spesso prova ad insidiarlo senza troppa fortuna in quanto velocemente fugge e si mette al riparo. Inoltre il suo corpo emette numerose vibrazioni che attirano la spigola anche a notevoli distanze. Va da se che essendo la spigola ghiotta di questo crostaceo usarlo come esca avvantaggia nella pesca della regina. Se un bigattino appeso all'amo può destare dei sospetti a causa della ridotta mobilità il gamberetto vivo che nuota e si dimena con le sue antenne vibranti spinge la spigola ad avvicinarsi per mangiare questa difficile preda. La pesca con il gamberetto inizia con al ricerca delle esche. Andate nel porto ed esplorate la parte immersa della banchina con un retino. Di certo prenderete dei gamberetti raschiandone la parete. Un piccolo trucco consiste nell'illuminare la zona con la torcia. Se vedete dei puntini rossi significa che i gamberetti ci sono, infatti i puntini rossi sono i loro occhi. Se volete uare un metodo meno faticoso procuratevi una nassa, metteteci dentro una sarda e mettetela sul fondo del porto, di certo troverete all'interno i gamberetti dopo poco. Altro metodo interessante è usare la valanzola, antio strumento usato dai pescatori di gamberi. Una volta presi i gamberetti teneteli nella nassa a mare o in un secchio con acqua di mare e ossigenatore. Per la pesca con il gamberetto abbiamo bisogno di una bolognese da 6 mt, mulinello 1000 con filo dello 0,16 e terminale del 12. Galleggiante di 1,5 max 3 grammi e piombo concentrato in prosimità del galleggiante e piccola spallinata che deve terminare ad 1 mt dal gamberetto. Il fondo deve esere misurato con cura e il gamberetto deve lavorare a max 5 cm dal fondo per evitare che si intani. Con questa esca la spigola va cercata in prossimità della banchina, ovvero dove trova inaturalmente il gamberetto. Alla mangiata non reagite con violenza ma attendete che la spigola butti giu l'esca, cosa che può richiedere anche diversi "assaggi". Solo a questo punto ferrate (con frizione molto aperta) e iniziate il combattimento. Agevolate le prime fughe della spigola e poi iniziate a forzare. ICAB. Pubblicato da Segreti della Pesca a 16:52 16 commenti
Etichette: bolognese, inglese, pesca col gamberetto, porto, spigole
venerdì 7 ottobre 2011
Pesca inglese: i galleggianti a penna di pavone
Pubblicato da Segreti della Pesca a 15:23 0 commenti
Etichette: galleggiante, inglese, scorrevole, tecnica
mercoledì 5 ottobre 2011
Segreti della pesca su facebook
Gentilissimi lettori, a seguito delle vostre richieste abbiamo inserito Segreti della Pesca su facebook al fine di interagire in tempo reale, postare le foto delle vostre catture e creare una vera comunity. Vi attendiamo numerosi. Cliccando sulle icone qui sotto potete aggiungerci su facebook o ai vostri siti preferiti. Da oggi Segreti della Pesca è anche un gruppo su facebook. Clicca qui per il gruppo e qui per il profilo.Pubblicato da Segreti della Pesca a 23:21 4 commenti
Etichette: facebook, segreti della pesca
domenica 2 ottobre 2011
Cos'è google +1 e perche votarlo su Segreti della Pesca
Pubblicato da Segreti della Pesca a 09:34 1 commenti
Etichette: facebook, google +1, segreti della pesca








