domenica 30 ottobre 2011

Lampada frontale da 230 lumen a 12 euro



Stamattina mi sono collegato come sempre a dealextreme (clicca qui per vedere che cos'è) per vedere le ultime novità disponibili e tra i tanti articoli aggiunti stanotte dal più imporatnte sito di vendite on line di prodotti tecnici mi trovo di fronte una lampada frontale da 230 lumen a soli 12 euro, un affare al quale non potevo resistere. Qui il link. Mi metto a leggere le specifiche tecniche e torvo un solo lumen da 230 lumen, fascio regolabile, pacco batterie dietro la testa, 3 modi di utilizzo, fascia elastica fatta bene con supporto sulla testa, passacavi che paiono fatti con o'ring in gomma (ottimi per la pioggia), lente in vetro. In pratica tutto ciò che serve per rendere una lampada frontale eccezionale, senza però pagare i 200 euri della ultima petzl ... decido quindo di acquistare il tutto e verifico la batteria, occorre una batteria 18650, tipo una stilo ma leggermente più grossa e molto più potente. Ne acquisto una coppia edella ultrafire da 2400 mah (entrambe 7 euri) (link) ed aggiungo un caricabatterie fatto per le 18650 con spina europea (6 euro) (link). Quindi con 25 euro, sotto ho messo la foto del totale, ho preso dei prodotti alti di gamma da un sito di cui mi fido e che mi rifornisce ciclicamente delle migliori novità elettroniche mondiali (molta componentistica) a prezzi strepitosi. Inoltre la batteria e il caricabatteria presi mi serviranno anche per altri aggeggi, e se preso in line in italia sarebbero costati circa 50 euri (qui 39 euro 1 batteria ed il caricabatteria). A questi prezzi non conviene fare upgrade della propria attrezzatura e perdere tempo ma vale la pena prenderli e basta. Strano poi pensare che (come nel caso della replica della led lenser h7) la differenza di prezzo tra questo prodotto e la versione marcata da una marca blasonata sia pari a 10 volte il prezzo di partenza, fatevi furbi e seguite i miei consigli. Qui il quality report.

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venerdì 28 ottobre 2011

Esche: le Corbole

Le corbole sono una di quelle esche poco usate e poco pubblicizzate, un segreto direi, ma molto promettente a pesca. ' molto usata nelle zone del nord est Italia dove i pescatori se le procurano da soli e le innescano epr la ricerca di orate, spigole ed ombrine. Si presenta come un incrocio tra un gamberetto e un paguro fuori dal guscio ( per sommi capi ) ed è un crostaceo tipico delle zone lagunari, predilige il fango e le acque medio ferme. Spesso la si trova la dove le vongole si riproducono e crescono alla grande. Non si vedono spesso in giro ma con la basa marea lasciano la tana scavata nel substrato per piccoli spostamenti. Si nutrono di alghe, resti di organismi in decomposizione e quant'altro si trovi nel fango che contenga proteine ( in questo è simile al muriddu e all'arenicola). La sua potenza attrattiva è data dal suo innesco intero che inganna il predatore che si trova di fronte una preda molto ambita ma che raramente riesce a catturare. Ovviamente il massimo effetto catturante si ha con l'innesco vivo con amo pasato nel mezzo della coda o in alternativa (per i pesci che attaccano dalla testa) con una lieve puntura nella zona del carapace subito dopo la testa. Innescando la corbola possiamo insidiare le orate, le spigole e le ombrine, ma non sono rari i casi di saraghi catturati con le grosse corbole innescate per la testa. Spesso le corbole si trovano anche nei negozi, ma in questo caso le esche in genere sono congelate hanno il grosso difetto di sfaldarsi una volta scongelate. La loro difusione è certamente nazionale, anche se spesso al sud italia occorre prenotarle poichè ne arrivano davvero poche. Quelle grosse si usano dalla spiaggia o a bolentino mentre le piccole sono ottime a bolognese, usate come se fosse un gamberetto vivo. Attualemte non mi risultano utilizzi in cucina, ma in merito a questo aspetto mi farebbe piacere ricevere segnalazioni da parte di voi lettori. Nel prossimo articolo parleremo di come catturare le corbole e come conservarle sino alla prima battuta di pesca.

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giovedì 27 ottobre 2011

Scegliere il terminale da surfcasting: Long arm, paternoster o short rovesciato

Scriviamo questo articolo su richiesta di un lettore che su facebook ci chiedeva lumi sulla scelta del termianle da utilizzare nela pesca a surfcasting. Iniziamo con il dire che i terminali tra i quali ( in genere) si sceglie sono il paternoster, il long arm o lo short. Mentre il paternoster è un terminale con 2 snodi e due ami il long arm e lo short sono in pratica lo stesso terminale. La differenza tra i due è data dalla posizione nella quale mettiamo lo snodo. Se lo spostiamo verso il trave otteniamo il long arm, ottimo per pescare in presenza di forte turbolenza in quanto la corrente alza l'esca, evitando gli strati bassi dell'acqua che sono i più torbidi. Lo short si utilizza con bassa turbolenza quando vogliamo pescare sul fondo. Infine il paternoster si usa in turbolenza quando cerchiamo i saarghi. Usiamo 2 snodi sul trave, con lunghezza dei braccioli semopre al di sotto di 50 cm. In rari casi possiamo fare un paternoster molto lungo (2 mt) e montare braccioli di un metro, ma questo terminale si usa solo a mare calmo, spesso flotterando il terminale alto alla ricerca di pesci di galla. Inoltre il paternoster può essere anche usato con bracciolo suepriore flotterato lungo 30 cm e quello basso di circa 80 cm aòòa ricerca dei grufolatori. Ricordate che in presenza di turbolenza si accorcia il bracciolo e si aumenta il suo diametro, a mare calmo si allunga il bracciolo e si diminuisce il suo diametro.

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lunedì 24 ottobre 2011

Report dall'Irlanda


Sono appena rientrato da un viaggio in irlanda, patrtia della pesca all'inglese e territorio di elezione per questa tecnica. Confermo la passione della popolazione per la pesca all'inglese e la necessità di questa tecnica per ovviare ai problemi di vento e pioggia che renderebbero la pesca alla bolognese inadeguata. Sono stato in diversi negozi di pesca e posso affermare che l'assortimento è pari a quello italiano, ovvero fili pesi e galleggianti sono gli stessi rispetto ai nostri. I prezzi anche sono davvero allineati. anche per prodotti particolari, tipo i panchetti della Shakespere. Questo mi è parso strano poichè alcuni prodotti, tipo i crystal waggler, dovrebbero essere più economici essendo sviluppati e commerializzati (prodotti nn saprei) sempre in UK o Eire. Li costavano sempre 2,5 euro ma non erano corredati di astine di ricambio come quelli che si possono acquistare on line. I galleggianti sonos olo a penna di pavone, quelli in plastica che si trovano qui economici e commerciali nn esistono, come nn esistono le grammature ma solo il peso portato con le misure inglesi. Ovvio dire che si pescano soprattutto le carpe all'inglese mentre è molto popolare la pesca a mosca per insidiare il salmone. La crisi si vede anche nei negozi di pesca locale, anche se si respira comunque un'aria di passione e ripetto per le tecniche di epsca che probabilmente qui in italia viene stemperata dall'aspetto commerciale del lavoro.In definitiva ottimi prodotti e prezzi allineati ai nostri, l'unica differenza significativa pare essere l'ottimo assortimento di prodotti da noi rari, tipo i galleggianti in vera penna di pavone.

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venerdì 21 ottobre 2011

Scacciare i topi

Spesso capita di andare a pesca in uno spot promettente, la pescata va nel verso giusto, i pesci ci sono ma all'improvviso ci rendiamo conto di avere compagnia. Alla famiglia dei ratti appartengono tantissime specie di animali ma tra tutti i più diffusi sono i topi. Siano essi di campagna o di fogna hanno un enorme potenziale distrutivo basato sulla loro capacità di mangiare praticamente di tutto. Spesso colonizzano anche zone a ridosso del mare, sopratutto scogliere e moli, dove trovano facilmente cibo e tane e sono poco combattuti. Infatti che io sappia al momento asl e comuni fanno poco o nulla per evitare che le scogliere divengano approdo sicuro per ciurme di topi affamati. Per il pescatore diurno il problema non sussiste in quanto con la luce difficilmente i topi si muovono allo scoperto. Il problema nasce alla notte sopratutto se abbiamo con noi della pastura o meglio delle sarde. A tale proposito conosco pescastori che in corsica pescando a surfcasting sono stati etteralmente assaliti da frotte di topi, un vero incubo. Per ovviare a questo piccolo inconveniente possiamo mettere in atto tutta una serie di azione per scoraggiare l'avvicinamento dei ratti e spingerli a tenersi a distanza. Iniziamo a tenere il cibo semrpe chiuso nello zaino, e se possibile appendiamo al tripode per evitare che i topi ne facciano un banchetto. Poi se pasturiamo evitiamo di spargere pastura in giro, teniamola nel secchio ed evitiamo di lasciare roba in giro, sopratutto pezzi di sarda che attirano i topi da molto lontano. Portiamo con noi dei petardi e spariamoli di notte appena avvertiamo lapresenza die topi, in questo modo si allontaneranno per un bel po, inoltre possiamo portare a pesca una radiolina e lasciarla accesa vecchio rimedio usato sulle scogliere per tenere lontani i ratti. Infine se proprio temete l'assalto dei ratti ola zona è molto infestata portate con voi uno di quesgli aggeggi ad ultrasuoni che si vendono nelle ferramenta per allontanare i topi, di certo otterrete un buon risultato. Ricordate che i problemi maggiori si hanno in estate, grazie al caldoe d alla maggiore disponibilità di cibo. In inverno abbiamo anche le mareggiate che cmunque contribuiscono ad abbattere le popolazioni di topi (fatevi un giro sulla spiaggia vicino la scogliera dopo una mareggiata violenta). Comunque se avete messo in pratica tutti questi accorgimenti e non vi siete liberati dei topi cambiate spot, di certo pescherete più rilassati.

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lunedì 17 ottobre 2011

Riparare una canna da pesca

Una delle rotture alla quale vanno più soggette le canne da pesca è la rottura dell'anello apicale. Su questo anello la lenza della bobbina sfila a velocità altissima durante il lancio, mentre al recupero sfrega con molta energia portando acqua marina. Una volta a casa se non operiamo ciclicamente lavaggio e spazzolamento degli anello potremmo ritrovarci con un anello corroso dal sale, quindi con i ponti ossidati pesantemente o il sostegno della pietra rotto. Se invece usiamo il multifibre potremmo avere la nostra pietra segnata, cosi come a seguito di una caduta accidentale sugli scogli. Se invece sbagliamo un lancio il filo potrebbe arrotolarsi attorno all'apicale e poi spezzare il cimino della canna in prossimità dell'anello a causa della forza cinetica impressa al piombo. In tutti questi casi possiamo risolver evelocemente avendo a disposizione pochi attrezzi utili e un anello do riserva. Ricordate che esistono vari tipi di anelli apicali ed è bene acquistarne sempre un assortimento di riserva da tenere in cassetta. Occorre poi avere un multiuso con pinza, colla a caldo, accendino. Se sostituite un anello lesionato scaldate il gambo dello stesso (dove è alloggiato il cimino) per 2-3 secondi e poi con la pinza tirate l'anello. Questo uscirà con un lievissimo sforzo. Guardate con attenzione il cimino alla ricerca di lesioni, spaccature o parti di cabonio mancanti. Se si dovesse evidenziare qualcuna di queste situazioni tagliate l'apicale (in genere bastano pochi mm) sino ad eliminare la parte rotta. Se invece si è rotta la canna recuperate l'apicale ed eliminatene la parte rotta del cimino, poi tagliate la punta per eliminare le parti sfibrate o danneggiate. Adeso abbiamo un cimino ed un anello. Prendiamo la colla a caldo e scaldiamone l'estremità con l'accendino sino a farla diventare liquida, poi passiamoci sopra il cimino e subito dopo poniamo il cimino nell'apicale. Per uno o due secondi ruotiamo il cimino nell'anello per ditribuire la colla. Aspettiamo due minuti e poi eliminiamo gli eccessi di colla che escono dall'anello. Ora non vi resta che continuare a pescare. Badate bene che mentre riscaldate l'anello questo potrebbe "scoppiare" verso fuori a causa di bolle d'aria presenti nella colla che lega cimino e anello, raccoglietelo, pulite l'alloggiamento per il cimino e poi proseguite.

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venerdì 14 ottobre 2011

Esche: Il bibi di coffa

Il bibi di coffa è un bibi da utilizzare a pesca per insidiare grosse spigole, saraghi, ombrine. La differenza con quelli che ci vendono i negozi di articoli da pesca è evidente: questi sono grossi e rigidi, non vengono dagli allevamenti ma sono pescati a mare. Viste le dimensioni non possono essere innescati tal quali ma vanno aperti e poi innescati girati con abbondante filo elastico. Amo del tipo 1/0 e lancio commisurato alla zona di pascolo dove vogliamo insidiare i pesci. Ricordate che questa esca è selettivo come l'oloturia, e quindi le prede che si presenteranno al vostro cospetto saranno commisurate all'esca. In natura i pesci non sempre trovano a portata di pinne i bibi ( i nostrani) e quindi quando li trovano, semmai aperti con la parte odorosa esposta che rilascia sostanze attiranti, non ci pensano due volte ad attaccare. Usateli solo in presenza di mareggiate o scadur ee le sodisfazioni non mancheranno. Quasi dimenticavo che non sono in vendita nei negozi di pesca ma li trovate al mercato del pesce, in pescheria o dai negozi che forniscono di esche i pescatori professionisti, i quali sono soliti usare questi bibi per innescare le coffe.

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lunedì 10 ottobre 2011

Pescare la spigola con il gamberetto

Il gamberetto è un animale molto diffuso nei porti e nelle scogliere e la spigola spesso prova ad insidiarlo senza troppa fortuna in quanto velocemente fugge e si mette al riparo. Inoltre il suo corpo emette numerose vibrazioni che attirano la spigola anche a notevoli distanze. Va da se che essendo la spigola ghiotta di questo crostaceo usarlo come esca avvantaggia nella pesca della regina. Se un bigattino appeso all'amo può destare dei sospetti a causa della ridotta mobilità il gamberetto vivo che nuota e si dimena con le sue antenne vibranti spinge la spigola ad avvicinarsi per mangiare questa difficile preda. La pesca con il gamberetto inizia con al ricerca delle esche. Andate nel porto ed esplorate la parte immersa della banchina con un retino. Di certo prenderete dei gamberetti raschiandone la parete. Un piccolo trucco consiste nell'illuminare la zona con la torcia. Se vedete dei puntini rossi significa che i gamberetti ci sono, infatti i puntini rossi sono i loro occhi. Se volete uare un metodo meno faticoso procuratevi una nassa, metteteci dentro una sarda e mettetela sul fondo del porto, di certo troverete all'interno i gamberetti dopo poco. Altro metodo interessante è usare la valanzola, antio strumento usato dai pescatori di gamberi. Una volta presi i gamberetti teneteli nella nassa a mare o in un secchio con acqua di mare e ossigenatore. Per la pesca con il gamberetto abbiamo bisogno di una bolognese da 6 mt, mulinello 1000 con filo dello 0,16 e terminale del 12. Galleggiante di 1,5 max 3 grammi e piombo concentrato in prosimità del galleggiante e piccola spallinata che deve terminare ad 1 mt dal gamberetto. Il fondo deve esere misurato con cura e il gamberetto deve lavorare a max 5 cm dal fondo per evitare che si intani. Con questa esca la spigola va cercata in prossimità della banchina, ovvero dove  trova inaturalmente il gamberetto. Alla mangiata non reagite con violenza ma attendete che la spigola butti giu l'esca, cosa che può richiedere anche diversi "assaggi". Solo a questo punto ferrate (con frizione molto aperta) e iniziate il combattimento. Agevolate le prime fughe della spigola e poi iniziate a forzare. ICAB.

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venerdì 7 ottobre 2011

Pesca inglese: i galleggianti a penna di pavone

La pesca all'inglese prevede l'utilizzo di galleggianti che scorrono sulla lenza per pescare a buone distanze e su buoni fondali con attrezzature relativamente corte e poco sensibili al vento. Tra i vari tipi di galleggianti per la pesca all'inglese abbiamo il modello a penna di pavone. Questo nome deriva dal primo e migliore materiale utilizzato per la costruzione di queste attrezzature da pesca. La scelta ricadde sulla penna di pavone poichè è un ottimo materiale idrodinamico, facile da bilanciare e relativamente economico da acquistare. Questo modello è indicato per la pesca in acque calme o al linite velate e si caratterizza per la ridottisima restenza all'affondamento che lo rende utilizzabile per le specie diffidenti. Nelle varie versioni piombate o meno con diversi ripartizioni della zavorra tra portata e distribuita permette di gestire le più diverse situazioni di pesca. Dal punto di vista costruttivo la parte di coda viene munita di un aggancio per lo scorrigallegginate che può essere piombato o meno, mentre la parte alta dell'asta (sempre dipinta in colori molto visibili) può essere munita di starlight per la pesca notturna grazie al tubetto di gomma in dotazione alla luce chimica. Le versioni moderne sono realizzate in plastica e sono sempre vendute nelle versioni piombata o libera ma hanno sempre l'alloggiemnto per lo starlight o l'astina colorata. Risultano mediamente sempre meno sensibili delle produzioni in penna di pavone ma molto più economiche. Esistono ovviamente delle costose eccezioni tipo i modelli crystal waggler, altamente sensibili e con deriva molto bassa per ottenere grande stabilità. In foto una piccola selezione di galleggianti con stelo in penna di pavone o plastica.

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mercoledì 5 ottobre 2011

Segreti della pesca su facebook

Gentilissimi lettori, a seguito delle vostre richieste abbiamo inserito Segreti della Pesca su facebook al fine di interagire in tempo reale, postare le foto delle vostre catture e creare una vera comunity. Vi attendiamo numerosi. Cliccando sulle icone qui sotto potete aggiungerci su facebook o ai vostri siti preferiti. Da oggi Segreti della Pesca è anche un gruppo su facebook. Clicca qui per il gruppo e qui per il profilo.

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domenica 2 ottobre 2011

Cos'è google +1 e perche votarlo su Segreti della Pesca

Scriviamo questo post per rendevi partecipi dei nuovi strumenti di google per farvi partecipare direttamente al posizionamento dei siti sulle pagine di ricerca. In pratica da pochi mesi è possibile votare (per i siti che ne sono in possesso) i post che ritenete utili o meritevoli di rilievo, ed in questo modo potete essere protagonisti del successo di un post o di un sito. .I siti che aderiscono hanno un pulsante con la scritta +1 (per SdP lo trovate alla fine del post) e cliccandoci sopra potete dare il vostro voto +1 che sarà conteggiato e tenuto presente da google. Ovviamente per accedere al voto occorre una mail gmail ed un pofilo google, cosa ormai necessaria come il profilo facebook e altro proprio per la interattività con siti, applicazioni e ora pure google +1. Ricordate quindi che votando il +1 ad un post che ritenete meritevole, interessante, degno di nota siete protagonisti della crescita di un sito poichè potete influenzare direttamente il posizionamento sul motore di ricerca.

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