venerdì 17 agosto 2012

Pesca inglese alla ricerca di carpe e carassi

Se state leggendo questo articolo in quanto appassionati di pesca all’inglese vi consiglio di mettervi comodi, ma comodi davvero, chiudere gli occhi e ripetere a memoria tutto quello che avete imparato nella vostra esperienza alieutica. Solo ora sarete pronti a questo video del pregiatissimo Casini, grande campione di pesca che ci allieta con un video dall’eccelso contenuto tecnico. Lo spot è l’arno fiorentino e la pesca è rivolta alle carpe ed i carassi, nobili pesci capaci di regalarci combattimenti emozionanti. Prendete spunto da questo video e ripetete tutto come fa il nostro campione: nodo di stop, montatura, pasturazione, recupero, guadino. Tutti i fotogrammi sono una utilisima lezione di pesca all'inglese, fatene tesoro e i risultati non mancheranno. Notavo che Casini nel video pratica il catch and release, fate lo stesso e non ve ne pentirete.

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giovedì 10 marzo 2011

Introduzione al carpfishing

Il carpfishing nasce insieme all'air rig per pescare le carpe sul fondo in pastura. Onde evitare che la carpa veda e senta la differenza tra l'esca e la pastura si pratica l'innesco a cappello o air rig. Questo oltre ad essere un inganno per la preda ha il grande vantaggio di ferire il pesce superficialmente, quindi si presta al catch and release in maniera eccelsa. Prestate sempre attenzione alla distanza tra curvatura dell'amo e boiles in quanto è in base a questa distanza che il nostro amo diventa ferrante nella bocca della carpa. Inoltre vi consiglio sempre di fare la prova nel palmo della vostra mano per verificare che l'amo sia ferrante, ovvero nche la punta sia rivolta verso il palmo e non assuma posizioni strane. Come sempre quando viene pubblicato un video vi ricordo che questo ha un grande scopo didattico in quanto vedere delle immagini è sempre più fruttuoso che leggere delle istruzioni. Dedicatevi con cura alla creazione dei vostri air rig e seguite tutte le istruzioni e di certo catturerete carpe degne di nota. Vi lascio quindi al carpfishing spiegato da Roberto Ripamonti, tutti i fondamentali più importanti per riuscire bene.

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giovedì 2 settembre 2010

Trota fario in torrente

La trota fario è una trota indigena europea da sempre ricercata nei corsi d'acqua. Possiamo dire che la trota per eccellenza, e come tale va rispetatta nel caso di catture sottomisura. L'estate regala sempre esemplari eccezzionali, a patto che si riesca ad interpretare il corso d'acqua nel quale ci apprestiamo a pescare. L'esemplare che vedeta in foto è stato catturato in un torrente appenninico, tecnica spinning, esca rapala countdown.  Non ricordo di preciso l'ora ma indicativamente era prima del tramonto. La canna era la mia ormai mitica trabucco, 10 anni di onorata carriera centinaia di cattura in acqua dolce ed in mare. Ricordate che questi magnifici pesci autoctoni europei e i loro abitat sono in diminuzione per cui ogni pescatore che si rispetti è tenuto a preservare i torrenti che frequenta e a praticae tassativamente il catch and release, coscienti del numero ridotto di fario rimaste in natura. Saluti Giuseppe DL.

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domenica 29 novembre 2009

Il regolamento del buon pescatore


Da Segreti della Pesca
Pubblichiamo un interessante decalogo del pescatore scritto dal nostro famoso Maurizio Pierotti. Occorre ricordare che la pesca non va intesa come cattura del pesce ma come momento sportivo e di confronto col pesce, il quale va trattato come un valoroso combattente da sfidare e non come un animale da braccare. In questa otttica lo stesso prelievo del pescato viene vissuto sotto un'altra ottica dando grande importanza al catch and release ed al rispeto della fauna ittica. Ci uniamo quindo al'appello di Maurizio ricordandovi di lasciare gli spot più puliti di come li trovate evitando atti di barbarie o comportamenti antisportivi.
  1. Limita il prelievo a ciò che puoi mangiare.
  2. Pesca nel rispetto dell'etica sportiva con tecniche che offrano un leale confronto con il pesce.
  3. Pesca con attrezzature e metodi che consentano il rilascio ed il rispetto delle prede.
  4. Tieni in considerazione la densità di pesce presente nel contesto territoriale in cui peschi.
  5. Non insistere sugli stessi spot di pesca, con prelievi metodici ed intensivi.
  6. Rispetta con prelievi mirati e limitati nei periodi di riproduzione.
  7. Rilascia i pesci di piccola taglia, anche se nelle misure concesse, lasciando loro l'opportunità di riprodursi.
  8. Cerca di essere selettivo e mirato nelle catture.
  9. Conosci la biologia e le abitudini dei pesci, per un prelievo consapevole.
  10. Rispetta la regolamentazione attuale.
UN SALUTO DA MAURIZIO PIEROTTI DA PISA.

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lunedì 19 ottobre 2009

Allenamento della nazionale italiana di pesca a mosca


Da Segreti della Pesca
A grande richiesta dei nostri amici lettori che ci contattano per email pubblichiamo un video di pesca a mosca, ottimo per chi pratica questa attività in maniera dilettantesca ma vuole approfondire gli aspetti tecnici di questa tecnica rispettosa dle pesce e dell’ambiente. Nel primo video mostriamo l’allenamento della nazionale italiana di pesca a mosca al Loch Style di Firenze. IIl video mostra le azioni di pesca dalla barca con Alessandro Sgrani e Sandro Soldarini a caccia delle "over wintered" le trote taglia xxl, le veterane del lago fiorentino, le più difficili e le più belle da catturare. Mi raccomado di vedere il video diverse volte e di carpire dei migliori garisti del panorama nazionale i movimenti, la tecnica e le più piccole sfumature che possono fare la differenza. Vi ricordo inoltre che la tecnica della mosca è una delle più rispettose per i pesci in quanto questi sono allamati al muso e possono essere rimessi in libertà. Buona visione e buoni allenamenti a pesca a mosca.



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giovedì 15 ottobre 2009

Il catch and release


Il catch and release non è una tecnica di pesca ma una filosofia di pesca, il che è ben diverso. Non è un sistema per prendere i pesci ma un modo di intendere la pesca in maniera poco invasiva, ovvero catturarli e poi liberarli, godere quindi la sfida con un valoroso nemico e poi ridargi la libertà, com'è giusto che sia. Un pò come una partita a tennis, chi perde dopo si fa la doccia e va a casa, mica muore e poi va sulla griglia! Questo modo di vivere la pesca è nato negli anni 70 in america negli ambienti della pesca a mosca, la tecnica di pesca più nobile praticata dagli amanti della natura. Col tempo si è diffusa molto in acque interne dove le popolazioni dei pesci sono meno mobili rispetto al mare e dove spesso si deve ricorrere al ripopolamento onde eivtare la morte biologica di alcuni torrenti o tratti di fiumi. Con il catch and release si lascia il pesce in acqua solo leggermente stanco, ma libero e capace di vivere come prima. Alcuni studi degli anni 80 hanno evidenziato come il catch and release non abbia alcun effetto nefasto sul pesca, il quale si alimenta, si riproduce e spesso viene pescato di nuovo e poi di nuovo liberato (un pò come le carpe del laghetto). In mare il catch and release non è ancora molto diffuso, anche se la coscienza alieutica del pescatore spesso gli impone di rilasciare pesci sotto misura, rari o particolarmente pregiati. Tecnicamente per il catch and release occorre rispettare poche semplici regole. Usare ami senza ardiglioni, slamare repentinamente il pesce, liberarlo subito, toccarlo con mani bagnate e/o pezza bagnata, non provocargli ferite, dopo la slamatura metterlo in acqua e tenerlo per la coda controcorrente per ossigenare le branchie. Se non è allamato sul muso tagliare il filo e lasciarlo andare, l'amo verrà rigettato in poche settimane. Attualmente in italia una delle specie che più si giovano del catch and release è il black bass, pesce divertente e potente presente in cave e laghetti sportivi.

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Prede: Il black bass


Il black bass è di certo la preda più divertente da pescare in acque interne, conosciuta anche con il nome di persico trota o boccalone. Questo pesce è originario delle americhe ed è giunto da noi a seguito di alcuni ripopolamenti effettuati nel secolo scorso. Da abile predatore vive nei laghi o nei fiumi nelle zone ricche di canne ed ostacoli, dove attende il passaggio dei pesci per poterli predare. Dotato di grande istinto predatorio spesso capita sia attirato da ogni cosa che si muove nell'acqua. Negli acquari viene nutrito con i pesci rossi ed è divertente vedere come ne mangia cinque o dieci in pochi secondi. Anche i topi non sono rifiutati, come insetti o piccoli volatili. La riproduzione avviene tra marzo e luglio ed in questa occasione il maschio crea sul fondo un nido circolare e pulito dove la femmina depone le uova. Da questo momento le cure parentali sono a cura solo del maschio, il quale difende il nido da ogni possibile visitatore. Questo pesce è davvero amato dai pescatori sportivi i quali ricambiano le emozioni della cattura con il catch and release. Questo pinnuto è commestibile ma per preservare la specie alcuni pescatori hanno diffuso la voce che fosse velenoso, vi confermo che non lo è ma ricordate di rimetterlo in acqua poichè in natura di esemplari ne sono rimasti ben pochi.



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martedì 13 ottobre 2009

Pescare le alborelle


La pesca alle arborelle una pesca divertente, ottima per i neofiti che si avvicinano alla pesca sportiva. Durante l'azione di epsca le arborelle abboccano velocemente al nostro amo a patto di avere preparato il tutto con cura. Occorre una canna specifica, galleggiante in genere da 2 grammi con torpilla da 1,5 e pallini spaccati. Finale da 20 cm. Attenzione alla preparazione della pastura in quanto occorre dosare con accortezza la quantità di acqua da utilizzare per pescare a fondo o leggermente più sopra. Guardate con attenzione il video ed imparate utte le più piccole cose. Ponete attenzione all'innesco ed alla preparazione del finale. Pasturate con cura senza sfamare i pesci ma attirandoli alla vostra postazione. Ricordate infine che l'emozione vera della pesca a colpo è vedere il galleggiante affondare repentino, quindi che sia alborella o altro ticordate di godervi a fondo i momenti della pescata trattando i pesci con il rispetto che meritano. Se potete in acque interne praticate il catch and release. Aggiungo che le alborelel sono un pesce minuto ma diffusissimo in acque interne per cui se amate la frittura di pesca potete destinare il vostro carniere a questo uso, certi che la quantità non vi farà sfigurare a casa.

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