venerdì 14 novembre 2014

I pericoli a pesca - ferirsi con l'amo

Una delle ferite più comuni che si riportano a pesca è quella che ci si procura con l'amo da pesca. L'amo è costruito e progettato per entrare nei tessiti molli e rimanerci agganciato, per cui se inavvertitamente capita di autoallamarsi occorre seguire delle semplici ma dolorose operazioni. Questo tipo di ferita si genera quando si perde il controlli del filo del terminale che si tende e aggancia la pelle, penetrando nel tessuto. Passata al prima fase di stupore e paura occorre procedere lentamente facendosi aiutare da qualcuno pratico e poco pauroso. Innanzitutto si deve togliere il filo dall'amo per essere liberi nei movimenti, poi versare alcool o acqua ossigenata per ridurre la carica batterica presente sull'amo. Essendo gli ami muniti di ardiglione è inutile provare ad estrarre l'amo verso la parte posteriore poichè si lacerano i tessuti e si proverebbe un dolore lancinante. Occorre invece fare uscire tutta la parte della punta e dell'ardiglione all'esterno della ferita (come se fosse un percing), poi con una tronchesina occorre tagliare la parte iniziale dell'amo sin dopo l'ardiglione e solo in questa fase sfilare via l'amo. Queste operazioni sono semplici ma devono essere praticate con fermezza e calma, evitando di martoriare i tessuti e di provocare ulteriori lacerazioni. La parte va subito cosparsa si alcool o altro battericida e poi ci si deve portare al pronto soccorso per effettuare una visita con relativa cura medica. Se non ci si sente in grado di praticare la manovra descritta portaresi al pronto soccorso dove i medici sono abituati a curare ferite di questo tipo. Nel caso ci si dovesse ferire con la'ncoretta degli artificiali da spinning staccare l'ancoretta dall'artificiale e poi tagliare l'ancoretta con la tenaglia. La nostra speranza è che non abbiate mai bisogno di seguire queste istruzioni, cmq rivolgetevi sempre al pronto soccorso per le cure del caso.

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giovedì 23 ottobre 2014

Ami circle

Forse questi ami rappresentano la più grande innovazione nel mondo degli ami degli ultimi anni. L’ampia curvatura permette la cattura ed il rilascio di grosse prede. Infatti la forma stessa dell’amo, se usato correttamente, impedisce che il pesce venga agganciato agli organi interni poiché danno un’allamata certa alla bocca. Molti pescatori hanno un problema con questi ami perchè non sono informati sul corretto montaggio di questi. L'amo infatti non va legato con un nodo ma occorre fare un'asola che passanell'occhiello per dare l apossibilità al circle di ruotare. Solo se montati cosi questi ami sono possono muoversi verso l'angolo della bocca del pesce e penetrare nei tessuti appena il pesce si allontana. L'amo circle è un amo molto tecnico rivolto al catch ed release nella pesca sportiva perchè permette di agganciare la preda di solito (al 90%) lateralmente nell'apparato boccale in posti poco traumatizzanti, poco vascolarizzati e sensibili. Si ha quindi la possibilità di un confronto sportivo con il pesca che una volta a tiro di guadino viene velocemente slamato (l'amo stà ai lati della bocca) e rimesso in libertà. E' rivolto di solito ai grandi predatori e funziona "discretamente" col vivo se inserito sulla groppa del pesca esca. Se facciamo però un confrontro tra circle ed altri ami sul numero id ferrate e/o catture è indiscutibilmente il tipo tradizionale ad avere la supremazia di catture, mentre il circle, per la sua forma, da molte più chance di "libertà" al pesce insidiato. Ma in caso di abboccata,da sovente una maggiore garanzia antislamatura. Occorre infine ricordare che spesso molti pescatori ineriscono gli ami circle nei tranci, sperando di allamare il grosso predatore. Tutto ciò è sbagliato perchè l'amo circle funziona solo se ha la possibilità di ruotare grazie al montaggio su girella o asola. Quindi nel tranco non da risultati di sorta ma le allamate sono solo casuali.

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martedì 12 novembre 2013

Gli ami aberdeen

Questi ami sono utilizzati nelle taglie più piccole in acqua dolce mentre le misure più generose sono preferite dai pescatori di acqua salata. Sono generalmente realizzati con fili metallici sottili, presentano gambo allungato, curva larga, occhiello e raramente ardiglioni sul gambo. A differenza del O'Shaughnessy, si può piegare a livello della curvatura se sottoposto a forte trazione a causa della sezione ridotta del materiale e della larga curva. Può essere ripiegato e tornare nella forma corretta più volte prima che diventi troppo debole e si creino punti di rottura nel minerale. Una volta che un pesce è allamato e l’ardiglione è penetrato, questo amo tiene abbastanza bene grazie alla distanza tra la curva e l’occhiello. E altamente consigliato il suo utilizzo per l’innesco degli anellidi in generale in quanto è l’amo chein assoluto li danneggia di meno. Nel combattimento occorre misurare la potenza in trazione con l’amo utilizzato in quanto di fronte ad un pesce grosso e forte si potrebbe avere l’apertura dell’amo e la conseguente perdita della preda. Ottimo anche per l’innesco del cannolicchio.

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giovedì 29 novembre 2012

Amo O'Shaughnessy

Questo amo è così chiamato per la forma specifica dell’amo. E 'un amo standard forgiato con una forte curva e gambo medio. Questo amo è relativamente spesso, molto forte, ed è difficile da piegare nella curvatura essendo di metallo spesso e forgiato. La curva stessa ne scoraggia l’utilizzo con i vermi in quanto ne provoca la rottura. Nelle misure medie e nelle versioni con anello viene universalmente consigliato per esche voluminose e pesci che attaccano voracemente l’esca e che combattono duramente. Generalmente sono prodotti progettati per acqua salata ed è usato generalmente nella pesca a fondo sia dalla spiaggia che a bolentino. Le dimensioni variano da 3 a 19 / 0. Buca facilmente il palato di tutti i predatori ed è per questo che ci si affida a questo modello se si è a pesca e non si utilizzano anellidi. Il modello a gambo lungo viene consigliato per la pesca con il bibi in quanto innescato con l’ago ad occhiello il verme non si danneggia. D’altro canto la resistenza strutturale lo rende idoneo a fronteggiare l’orata, chiamata schiaccianoci per il suo possente apparato boccale.

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venerdì 30 marzo 2012

Ami beck

Prodotto generalmente in acciaio duro è caratterizzato da grande resistenza e trazione e morsicamento. La punta non guarda verso l’alto ma è diretta verso l’interno garantendo poche possibilità alla preda di slamarsi nel combattimento. L’ardiglione molto pronunciato aiuta il lavoro della punta dell’amo rientrante nel rimanere attaccata ai tessuti della preda ed evita lo scorrere delle esche voluminose nei lanci forzati. Si utilizza la versione munita di paletta nelle misure piccole e medie, sino al n° 2, mentre per quelle più grandi se ne consiglia l’uso con attacco ad occhiello per avere legature più efficaci con nylon generosi e cavetti in acciaio. Molto efficace nella pesca che prevede l’ingoio dell’esca con conseguente presa dell’amo a livello dei tessuti interni. Non è assolutamente indicato per pescare in condizioni di C&R o con prede che si potrebbe voler rilasciare. Ottimo per penetrare il palato dell'orata, il quale munito di forti placche ossee resiste alla maggior parte degli ami.

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mercoledì 15 febbraio 2012

Ami live bait

La pesca con il vivo è avvincente e regala belle prede, a patto di rispettare poche e semplici regole. Una di queste è utilizzare ami creati apposta per la pesca con il vivo, fatti per resistere agli attacchi dei predatori e a non uccidere prematuramente il pesce esca. Questi ami in genere hanno un gambo più corto rispetto ad ami destinati ad altre esche perchè il gambo non sorregge l'esca (si pensi ad un aberdeen con arenicola). Lo scopo è anche di consentire all'esca viva di nuotare più liberamente e di essere meno evidenti. Questi ami vengono prodotti nel tipo normale e circle. Il tipo normale viene inghiottito e quindi da una buona percentuale di allamate profonde. I Circle danno una maggiore possibilità di allamate alla bocca, con possibilità di rilasciare le prede con alcun danno permanente. Nella scelta dei live bait occorre verificare sempre l'affilatura e se necessario ripristinarla con le apposite pietre. Le dimensioni devono semrpe essere proporzionate all'esca e non alla preda. Se cerchiamo la grossa leccia amia non occorre un'amo 15/0, occorre avre un amo adatto ala nostra preda, che non la uccida, appesantisca o la renda innaturale. Una volta allamato il live bait saprà fare il suo lavoro. Infine data la mobilità dell'esca e le modalità di attacco die predatori è sempre consigliaot usare un tandem di sue ami, giusto per essere sicuri di allamare anche il predatore che uccide e poi trancia l'esca.

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domenica 17 luglio 2011

Attrezzatura da pesca: Gli ami

Gli ami sono solo degli oggetti banali nella mente di molte persone le quali spesso immaginano ci sia solo bisogno di un amo grande o piccolo, a seconda del pesce che si insidia. Molti pescatori ignorano completamente l'importanza di utilizzare non solo l’amo delle giuste dimensioni, ma probabilmente il giusto tipo di amo. Al momento di fare una scelta occorre ricordare che in generale più piccolo è il pesce, più piccolo è l’amo richiesto. Ma ricordiamo anche che le dimensioni dell’apparato boccale delle prede, la corrente, l’esca e il trave al quale è attaccato l’amo devono influenzare la nostra scelta. Spesso tra compagni di pesca vi sono grosse differenze nel pescato. Queste non sono dovute solo a fortuna ma anche alle scelte fatte durante la battuta di pesca e il più delle volte la scelta che fa la differenza è l’amo. La dimensione è probabilmente la prima cosa che uno pensa al momento dell'acquisto degli ami. Le dimensioni per la maggior parte dei produttori vanno dall’amo più piccolo del numero 32, all’amo da big game del tipo 19 / 0. Non c'è un mondo o metodo standard di misurazione ami valido per tutti i produttori, ma in genere le misure vanno dalla taglia più piccola che è la 32 (che è difficile da tenere tra due dita) a scendere. Al diminuire del numero, la dimensione aumenta fino al numero 1. A questo punto cambia il numero con l’ausilio degli zeri. A 1 / 0 (si pronuncia uno barra zero), l’amo è il formato più grande successivo a al numero 1. Il 2 / 0 è più grande ancora, e questa numerazione si arriva attualmente fino a 19 / 0. La numerazione dal più piccolo al più grande è la seguente: 32, 30, 28, 26, 24, 22, 20, 18, 16, 14, 12, 11, 10, 8, 6, 4, 2, 1, 1 / 0 , 2 / 0, 3 / 0, 4 / 0, 5 / 0, 6 / 0 7 / 0, 8 / 0, 9 / 0, 10 / 0, 11 / 0, 12 / 0, 13 / 0, 14 / 0, 15 / 0, 16 / 0, 17 / 0, 18 / 0, e 19 / 0. Tutti questi ami sono disponibili in una versione corta, normale, o con gambo lungo. Il gambo del amo è la parte compresa tra l'occhio dell’amo e la curva. Inoltre possono essere presenti gli ardiglioni sul gambo per evitare lo scivolamento degli anellidi. Il gambo dell’amo può terminare con la paletta o l’occhiello. Gli ami muniti di occhiello sono ideati per la pesca con gli anellidi (tipo arenicola) in quanto il verme scivola agevolmente sull’anello e non si danneggia. Grazie alla facilità di esecuzione dei nodi sugli ami ad occhiello attualmente sono prodotti anche prodotti specifici per bigattini o altre esche ma occorre ricordare che l’occhiello da un ingombro maggiore della paletta e che in ami piccoli o piccolissimi questo sbilancia il complesso pescante e può insospettire grosse prede smaliziate.

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