lunedì 4 maggio 2015

La Pesca a Fondo (PAF)

Tra le tecniche di pesca più praticate di sicuro c’è quella che si effettua dalla spiaggia. I pescatori poco evoluti (senza volere per nulla sminuire coloro che vivono una passione in maniera poco tecnica) tendono a praticare un tipo di pesca “universale” applicando poche variazioni. Tecnicamente invece occorre considerare che gli attrezzi, le montature, i piombi, tutto va adeguato alle condizioni meteomarine che sono presenti nel nostro spot e alle prede che lo frequentano in quel momento. Nasce quindi la differenza tra la Pesca a Fondo (PAF) e il Surf Casting. La PAF si effettua quando il mare è calmo, non sono presenti onde e forti correnti laterali. Va da se che utilizzeremo dei calamenti leggeri, fili sottili e i piombi saranno scelti in base alla distanza che cerchiamo, piuttosto che alla tenuta del moto ondoso. In condizioni da PAF le canne da utilizzare saranno leggere ed idonee a segnalare le abboccate delle principali prede estive, tra le quali la principale è la mormora. Le esche da utilizzare saranno soprattutto anellidi da innescare su fili sottili e ami medio piccoli, tutto ciò per trarre in inganno i pinnuti che in condizione di mare calmo e deboli correnti possono scorgere l’inganno dell’amo e del filo in maniera molto agevole. A tal proposito se pescate di giorno possono tornare utili i monofili in fluorocarbon, un nylon che nell’acqua non crea riflessi, per creare il finale, ovvero quello spezzone di lenza che va dal trave all’amo. Il fluorocarbon è leggermente più rigido del nylon normale, e per questo motivo può tornare utile nella presentazione degli anellidi. In condizioni di PAF notturna il fluorocarbon risulta inutile, in quanto le possibilità da parte dei pesci di scorgere il filo sono ridotte. Anche se sono dell’idea che le configurazioni sono personali e legate al momento vi riporto quella che ritengo una configurazione media, da adattare al momento: Filo in bobina 0,20, Shock leader 0,40, Trave 0,40, Bracciolo 0,18, Piombo 60-100.

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giovedì 24 aprile 2014

Il long arm: massima flessibilità


Abbiamo già parlato in passato di altri calamenti da utilizzare nella pesca a fondo ed un nostro lettore abituale ci ha chiesto di pubblicare un articolo sul calamento principe della pesca a fondo: il long arm. Chiunque sia andato a pesca alemno una volta sa di cosa stiamo parlando, infatti questo calamento, al pari dello scorrevole, è diffusissimo e di facile realizzazione. Iniziamo col prendere uno spezzone di filo del diametro di 0,40 - 0,60 mm (a seconda delle condizioni meteomarine e delle zavorre da lanciare) e realizziamo uno snodo con stopper - perlina - girella - perlina - stopper in modo da avere un struttura capace di scaricare le torsioni e soprattutto che è possibile spostare lungo il trave (leggi qui). Aggiungiamo ad una estremità una girella con un moschettone tramite un nodo palomar alla quale attaccheremo un piombo fisso. All'altra estremità realizziamo un'asola alla quale si aggancerà il moschettone dello shock leader. Il nostro long arm è pronto. Ricordo che posizionando lo snodo in prossimità del piombo otterremo un long arm, ovvero un finale adatto alla pesca estiva con esca posata sul fondo. Questo terminale con un bracciolo di 1,5 - 2 mt, amo del 10-6 e piombo di 80 - 10 gr è l'ideale per ricercare le mormore sulla media - lunga distanza. Se invece lo snodo lo posizioneremo in prossimità dell'asola otterremo uno short, ma di questo parleremo successivamente.

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domenica 28 luglio 2013

Finali incollati

Tra gli argomenti davvero nuovi nel settore pesca sportiva abbiamo di certo l'utilizzo dei terminali incollati. Questo modo di preparare i finali si è diffuso inizialmente tra i garisti per poi prendere piede anche tra pescatori più o meno evoluti, ma sempre ha avuto sostenitori e detrattori. Compito di questo articolo è analizzare tutti i fattori in maniera imparziale lasciando al lettore il compito di decidere sull'utilizzo del finale senza nodi.
Avete letto bene, l'incollaggio del finale ha il solo scopo di evitare i nodi, punti dove la lenza viene strozzata e quindi perde parte della sua resistenza. E' ormai un fenomeno noto che in presenza di un nodo la lenza perda parte del suo carico di rottura, e sono anche conosciuti i coeficienti di correzione per i vari nodi (ad es il nodo palomar ben eseguito da perdite minime). L'incollaggio del filo prevede di doppiare il filo e di incollarne le pari accoppiate. Inizialmente i pescatori utilizzavano delle colle cianoacriliche generiche, poi le evidenze di danni causati ai fili hanno spostato l'attenzione dei pescatori verso la Loctide 406, prodotto specifico per plastica e gomma che, a differenza dell'attak, non cristallizza la plastica e quindi arreca meno danni. Resta da capire se l'incollaggio deteriora il filo, da problemi con l'acqua o altro. In effetti i pescatori che utilizzano questo metodo non riportano rotture o problemi vari, ma poi alle prove di carico effettuate con dinamomento non sono emerse differenze tra incolaggio e nodi. Resta però da ricordare che il finle incollato (sopratutto se incolliamo le perline sul trave da surf) è più leggero e meno visibile, quindi in alcune situazioni potrebbe essere avvantaggiato. Però dal punto di vista della sicurezza nel lancio a pesca eventuli rotture potrebbero ferire noi o i nostri amici a pesca, e vi assicuro che un piombo da 100 gr lanciato uccide facilmente una persona, quindi è da starci attenti. Ricapitolando in condisurf o paf potrebbe risultare pericoloso fare asole con l'incollaggio a causa delle forti sollecitazioni in fase di lancio. In pesca leggera, bolognese, inglese, trota laghetto non avere nodi, pescare leggero ed invisibile potrebbe essere un vantaggio sugli altri pescatori se si riesce a fare incollaggi efficienti e puliti. Tutti gli utilizzi di atttak o similia a base cianoacrilica su nylon non sono affatto consigliati a causa della cristallizzazione dei polimeri. Infine alcuni pescatori incollano il terminale all'amo, pratica sulla quale non mi sento di consigliarvi.

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mercoledì 24 aprile 2013

L'antitangle

L'antitangle è un piccolo accessorio utilissimo nel carp fishing, pesca a fondo, beach ledgering ed inglese. E' composto da un tubicino a forma di L con curva a 90°, bordi smussati ed attacco per il piombo formato da un'asticella di acciaio come in foto. Ci da il vantaggio di tenere separati fisicamente il piombo o il pasturatore dal bracciolo (a differenza di quanto accade nei terminali classici) in quanto lo stesso bracciolo diverge di 10-15 cm (a seconda dalle dimensione dell'antitangle. Durante il volo quindi non ci sono possibililità di aggrovigliamenti sul piombo o la sua girella. Inoltre anche durante il recupero il piombo scorre a distanza dal filo. Prepariamo ora il nostro terminale con l'antitangle. Ricordate che all'estremità con il lato lungo andrà il terminale. Prendete uno spezzone di nylon del diametro adatto ai vostri travi (a seconda dell'utilizzo che ne farete) e fateci un'asola. Passate poi il filo nell'antitangle avendo cura di avere l'asola in prossimità della parte corta e il filo libero da quella lunga. Al lato libero inserite una perlina grande di plastica morbida e poi legate una girella con un nodo palomar. Il vostro trave è pronto. Una volta a pesca non viresta altro da fare che attaccare al moschettone il piombo o il pasturatore e alla girella il vostro terminale creato con diametro ed amo adatto al momento ed alla tecnica.

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mercoledì 3 aprile 2013

Prede: Leccia stella

Come avevamo scritto nella presentazione del mese di settembre tra le prede più diffuse in questo periodo abbiamo le leccie stella. Questi pesci sono tipicamente pesci di galla che accostano in maniera massiva dopo la prima decade di settembre e fanno la gioia dei pescatori sportivi. Morfologicamente presenta corpo ovale ed appiattito con pinne dorsale e caudale appuntite. La coda è grossa e falcata e le conferisce la tipica forma a stella. Risulta molto e vidente la linea laterale che ha forma curva che risale verso la testa a 2/3 del corpo. La bocca, piccola e obliqua, è lievemente protrattile e la mascella inferiore è appena un po' più sporgente di quella superiore. I denti sono piccoli e acuminati e sono raggruppati in diverse serie. Le squame sono piccole e lisce. La colorazione è grigio azzurra sul dorso, fianchi azzurrastro madreperlaceo, con 3/4 macchie nerastre verticali. Ventre bianco lucido. E' una specie pelagica ma si avvicina alla costa in branchi. Si riproduce particolarmente da giugno a luglio. Si nutre di pesci pelagici (sardine e acciughe). Ha carni bianche, compatte e molto saporite. Raggiunge i 50 cm e mediamente è intorno ai 30 cm. La si cattura in tutto il Mediterraneo. I metodi per pescare questi furiosi e sportivi combattenti dalla terraferma sono molteplici. Possiamo insidiarle con una bombarda da 30 grammi alla quale segue un finale da 1,5 mt con attaccato un flotter in prossimità dell'amo. Esca coreano. In altermativa se siamo apesca a fondo possiamo utilizzare un paternoster il cui amo superiore sarà munito di flotter di colore sgargiante (rosso o giallo). Come esca coreano o esca rossa. A bolognese ed inglese le catture saranno ancora più numerose ed entusiasmanti grazie ai diametri ridotti e alla sensibilità delle canne. In antrambi i casi pasturate con bigattini abbondantemente e mettete all'amo due cragnotti. Fate in modo da pizzicarli sotto pelle per lasciarli vivaci e mobili. Ferrate con decisione e preparatevi ad un combattimento sportivo. La stella una volta percepito il pericolo inizierà a nuotare lungo tutot il molo/scogliera rendendo il recupero ricco di colpi di scena. Fat attenzione che se in prossimità dei vostri calamenti vi sono altri pescatori le stelle sono maestre nell'aggrovigliare tutti i finali. Buon divertimento.


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lunedì 1 ottobre 2012

Pescare sul misto col piombo ballerina


Se peschiamo da una spiaggia o una scogliera la presenza nello specchio d'acqua di numerosi scogli o altro ostacoli è un chiaro indicatore della pescosità dello spot. Infatti dove sono presenti scogli, relitti, anfratti sommersi e poseidonia si sviluppa un ambiente ricco di anellidi, crostacei e piccoli pesci che poi richiama le prede più ambite. Però pescare in presenza di ostacoli mette il pescatore in condizione di preventivare la predita di numerosi piombi, o in alternativa di cercare un escamotage per evitare la perdita degli stessi. Uno di questi è l'utilizzo del piombo chiamato ballerina o temolino. Questi oggetti sono realizzati con la parte finale di piombo congiunta ad un tubicino di plastica con all'estremità un anello. Aggiunti alla nostra montatura hanno la caratteristica di disporsi verticalmente col piombo verso terra, riducendo quindi le possibilità di incaglio. Altra alternativa potrebbe essere utilizzare piombi con le alette che nel recupero si alzano leggermente dal fondo e diminuiscono le possibilità di incaglio nel recupero.

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domenica 2 settembre 2012

Pescare a settembre

Ormai è settembre e tutti abbiamo sotto gli occhi il cambio della stagione che si avvicina. Se con il solstizio abbiamo avuto la giornata più lunga dell'anno il 21 di giugno il 22 di settembre avremo l'equinozio d'autunno, ovvero il giorno avrà lunghezza uguale alla notte. Cio si traduce in una evidente diminuzione delle ore di luce e della temperatura, una maggiore ventosità dai settori occidentali e (cosa importantissima) minore affluenza di bagnanti sulle spiagge unito al decadimento delle ordinanza di divieto di pesca nelle ore diurne. I pesci saranno meno stressati dalla prenza di uomini e barche nel sottocosta e finalmente si avvicineranno a riva: Inizia la stagione di pesca. I pescatori più navigati sanno che con l'inizio di settembre a pesca si aprono scenari nuovi fatti di serate fresche, condimeteo ottimali e possibili prede. Con le varie tecniche di pesca da terra potremo insidiare salpe, occhiate, cefali, aguglie, saraghi, serra, lecce stella e lecce amia. Dalla barca è presto per inziare col bolentino ma a traina si hanno belle soddisfazioni con serra, tonnetti, lampughe, lecce. Insomma settembre è un mese da passare a pesca godendosi gli amici, lo spot e le catture. Ricordate di preparare con cura i vostri calamenti e di acquistare le esche adatte allo spot ed alle prede. Inoltre passata la foga estiva dei pescatori vacanzieri e avvicinandosi l'inverno i negozianti saranno più propensi a scontare attrezzatire che hanno in magazzino. Iniziate quindi a girare per negozi alla ricerca di canne da pesca e mulinelli, ma anche barche e gommoni gioveranno dei suddetti sconti.

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sabato 28 luglio 2012

Pescare dalla spiaggia

Dedichiamo questo articolo ad uno degli argomenti più interessanti della pesca dilettantistica: La pesca dalla spiaggia. La maggior parte dei pescatori si è avvicinato alla pesca con attrezzatura improvvisata andando su di una spiaggia improvvisando. Lo spirito di questa review è fornire una guida di massima per coloro che si avvicinano alla tecnica e vogliono passare qualche ore di divertimento con i piedi sulla spiaggia, rimandando agli altri articoli del blog Segreti della Pesca approfondimenti tecnici e malizie da garista. Scelta dello spot: Iniziamo con il dire che i pesci vivono nelle zone dove sono soliti trovare cibo, per cui secche, scogli, isole rocciose e ovviamente il tratto sotto costa risultano molto fruttuosi per cercare piccole e medie prede. Concentrandosi sul il sottocosta ricordiamo che qui ci sono anellidi, molluschi, alghe che attirano sia i grufolatori sia i predatori più ambiti nella pesca, troviamo poi delle aree molto redditizie che sono sia le scogliere che le foci. Le prime sono molto popolate grazie al rifugio che offrono ai pesci e alle molteplici possibilità di alimentarsi, e qui si viene a creare una catena alimentare che comprende tutte le specie che vanno dal gamberetto alla spigola, dall’occhiata la pesce serra. Le foci si distinguono per l’incontro tra acqua dolce e salata che crea un gradiente osmotico dal fiume verso il mare e dalla superficie verso il fondo. Questa zona di confine che si modula in base alla concentrazione di cloruro di sodio (volgarmente detto sale) ospita specie di tutti i tipi che, partendo dalle specie vegetariane e i piccoli grufolatori arriva a grandi predatori come le enormi spigole di foce, orate, pesci serra e leccie amia. Va da se che se vogliamo passare qualche ora in spiaggia è preferibile recarsi presso una scogliera o in prossimità di una foce. Anche se poi vi sono spiagge molto generose grazie alla presenza di canaloni profondi o correnti favorevoli. Programmazione della battuta di pesca: Per la pesca gli orari più favorevoli sono sempre quelli a cavallo di tramonto ed alba poiché in prossimità del cambio di luce i pesci risultano più attivi. Anche la marea incide molto nella mangianza poiché in genere nei momenti di alta marea i pesci si avvicinano maggiormente alla riva alla ricerca di cibo. I momenti di bassa marea pare allontanino i pesci dalla riva a causa della ancestrale paura di finire piaggiati, un poco come per gli esseri umani la paura di vedere mancare il terreno sotto i piedi. Solo per la spigola pare che la bassa marea la metta in caccia, regalando prede di tutto rispetto. Per esperienza si ricorda che a pesca non esistono regole certe e tutto può accadere. Quindi anche se l’esperienza ci insegna che la luce e la marea hanno un effetto sui pesci nulla ci deve scoraggiare dall’andare a pesca quando vogliamo e possiamo poiché i pesci sono mossi da una serie di fattori (fame, ciclo biologico, predatori in zona, reti, correnti, pasturazioni dirette ed indirette) che al momento in mare non siamo capaci di controllare e monitorare. Attrezzatura: L’attrezzatura per una breve battuta di pesca varia molto in base alle necessità di ognuno i noi. Io porto canne ripartite, cassone, sedia pieghevole comoda, vasca per le esche, vivande ma potrebbe bastare molto meno. Servono di sicuro due canne di buona fattura, in genere telescopiche in carbonio di buona fattura con due mulinelli da 6000 a 10000 imbobbinati con filo dal 20 al 23 e shock leader adatto al lancio delle zavorre più usate. Fermo restando le preferenze di ognuno credo che un buon compromesso possa essere 250 mt di filo in bobbina del 23 con shock leader del 50. Questa configurazione a mare fermo permette di lanciare in tranquillità piombi sino a 125 gr in side e above e gestire al meglio tutte le situazioni di pesca. Fili più grossi ridurrebbero la distanza di pesca, fili più sottili sarebbero da gestire con molta professionalità poiché anche un minimo incaglio potrebbe provocare la rottura del filo (alcuni usano fili del 18). Serve poi una cassetta da pesca con almeno 10 piombi assortiti per peso e tipologia, 10 terminali paternoster, 10 short e 10 scorrevoli. Ami da scegliere in base alle esche che inneschiamo, minuteria mista, pinza, coltello, tagliaunghie, perline, girelle, aggancio rapido, accendino. Se il mare è calmo potete usare per il finale filo del 16 o 14 coscienti che diametri inferiori sono meno visibili e rendono più naturale l’esca ma sono meno resistenti. Fili doppi sono più sicuri ma possono scoraggiare prede smaliziate. Esche: Le esche per la pesca dalla spiaggia sono in genere facilmente reperibili in negozi specializzati che in genere si trovano in prossimità degli spot più generosi e delle località di villeggiatura. Esca principe è di certo l’esca rossa o arenicola, verme dal color porpora preso nelle zone del golfo di napoli da sub esperti che la trovano su bassi fondali e la raccolgono in modo da farcela avere viva e vegeta in vaschette di polistirolo, pronta da innescare a pezzi lunghi da 5 a 20 centimetri. L’esca rossa di colore molto scuro e diametro ridotto è detta torrese. Viene presa in prossimità delle spiagge vulcaniche di torre del greco ed è molto attirante grazie al sangue scuro e denso. Viene venduta ad alto prezzo in vaschette con sabbia nera e innescata a pezzi relativamente piccoli poiché molto catturante. L’esca rossa color senape viene dalla zona di castelvolurno. Si presenta di diametro sino a 5 mm e lunghezza sino a 40 cm, venduta in vaschette con sabbia di colore chiaro e abbastanza attirante, anche se non sempre all’altezza della torrese. Altra esca molto più economica e catturante è il coreano. Piccoli vermi importati dalla corea di colore verde e molto mobili da innescare su ami piccoli e capaci di attirare tutte le prede di fondo e mezz’acqua. Prede: Le prede più frequenti nella pesca dalla spiaggia è di sicuro la mormora. Grufolatore d’eccellenza che dopo il tramonto si avvicina alle coste in cerca di anellidi e molluschi. Si cattura facilmente con arenicole e coreano e si muove in branco, per cui le catture sono numerose e animate dai combattimenti con esemplari molto grossi che possono raggiungere il chilo. Altre prede di fondo possono essere spigole, orate, tracine. A mezz’acqua possiamo incontrare occhiate,aguglie, boghe. Oltre queste prede a me è capitato di allamare dalla spiaggia con anellidi piccole lampughe, gronghi, murene, razze quindi ricordate che a pesca tutto può succedere, ma sopratutto che è importante rilassarsi e divertirsi, tutto il resto viene da se.

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giovedì 17 maggio 2012

Segreti: innescare il riccio per catturare l'orata dei sogni

Vista la stagione estiva, il caldo e la grande voglia di noi pescatori di catturare la preda della vita, quella che mai si dimentica e che faremo vedere gioiosi a tutto il mondo, abbiamo deciso di pubblicare una notizia segnalataci da un assiduo lettore spagnolo. Già abbiamo parlato in un articolo precedente della possibilità di catturare la grossa orata con un innesco particolarmente attirante per la grossa orata: il granchio. Già in quel caso mettemmo in luce come le orate siano sempre alla ricerca dei granchi (pare che questi ultimi siano grandi mangiatori delle loro uova). Grazie al potente apparato boccale bastano pochi attimi a questi schiaccianoci per triturare il granchio e poi buttarne giù le parti molli. In spagna invece pare sia molto diffusa la pesca dele grosse orate con un'esca parimenti attrattiva: il riccio. Questo animale vive nelle zone di misto sabbia - scogli ed è conosciuto dai bagnanti perchè se inavvertitamente calpestato i frammenti dei suoi aculei danno origine a non pochi problemi dermatologici. La femmina del riccio è sempre stata utilizzata in cucina per le sue gonadi ricche di sapore e profumi particolarissimi. Proprio questa caratteristica attira le grosse orate (ma anche i saraghi) al nostro cospetto. Per vedere di persona il potenziale attrattivo del riccio basta immergersi e poi schiacciare un riccio, in pochi attimi vedrete decine di pinnuti accorrere al banchetto. Per sfruttare le potenzialità alieutiche del riccio occorre procurarsene uno femmina, tagliarne gli aculei con le forbici, inserire un teminale a due ami nel suo corpo e avvolgere con filo elastica. A questo punto dovete solo lanciare il nostro finale scorevole e sistemare il segnalatore di abboccata. Se la canna si muoverà state sicuri che avrete cattorato un'orata da sogno.
A seguire un video dimostrativo, e se siete scettici guardate che orate prende il ragazzo.

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domenica 8 gennaio 2012

I Piombi da pesca Parte II (Piombi a media ed alta tenuta)

Abbiamo visto come i piombi a bassa tenuta possano essere scelti in base alle caratteristiche di volo e recupero, fermo restando la minima tenuta alle correnti marine. Ora passiamo ad esaminare un altro tipo di piombi: I piombi a media tenuta. Questi sono tutti caratterizzati da una buona aerodinamica capace di fendere l'aria ma anche venti di brevi entità ma sono caratterizzati dall'avere la parte della testa del piombo che presenta un dente o scalino adatto all'ancoraggio sulla sabbia. In particolare non resistono bene alle correnti laterali ma possono essere usati in presenza di onda frontale di breve entità. Sono usatissimi come piombi in quanto rappresentano un compromesso tra la distanza assoluta e la tenuta al fondo. Inoltre la caretteristica di rotolare sul fondo in presenza di lievi correnti laterali può essere sfruttata dai pescatori più smaliziati per pescare nelle buche, ovviamente facendoci arrivare da solo il piombo dopo una fase di scarroccio. Tra i vari modelli riportiamo il roccotop, lo sporten ed il tommy. Abbiamo infine i piombi ad alta tenuta, quelli che si montano in presenza delle mareggiate e che assicurano una buona resistenza alla corrente ed alla onde. Sono caratterizzati da spigolosità diffusa pe limitarne il rotolamento, forme poco aerodinamiche e grammature generose. Tra i più famosi ricordiamo la sfera (ottima per la capacità di insabbiarsi), il pyramidon (buona scelta per il mare poco mosso), la piramide (ottima a mare molto mosso), il triedro (vola male e tiene benino) il cono (buon compromesso). Se proprio il mare dovesse scalzare i vostri piombi potete montare uno spike (già trattato in un precedente articolo). Ricordate che molti pescatori usano i piombi ad alta tenuta a mare calmo per avere l'autoallamata, ovvero il pesce una volta mangiate le nostre esche si allontana e il piombo ancorato al fondo fa penetrare a fondo l'amo. Di certo questa è una scelta personale da fare in bas al fondo, alle prede ed al loro apparato boccale.


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martedì 6 dicembre 2011

I Piombi da pesca Parte I (Piombi a bassa tenuta)

Il complesso pescante nella pesca a fondo e nel surfcasting è ancorato al fondo da un oggetto pesante: il piombo. La sua funzione varia in funzione del momento e dell'azione di pesca. Durante il lancio deve assicurare una lunga gittata, resitere al vento laterale e arrivare velocemente al fondo. Quando si trova sul fondo deve ancorare il calamento reistendo alla corrente e alle onde. Al momento del recupero deve rendere agevole lo stesso o comunque non renderlo troppo faticoso. Riflettendo sulle caratteristiche dellle zavorre viene naturale pensare che non esiste il piombo ideale per tutte le condizioni meteomarine ma occorre scegliere il migliore compromesso per ogni momento aggiungendo anche la variabile del peso. In base alla tenuta, aerodinamicità, bucare il vento, tenuta sulla sabbia, rotolamento, insabbiamento, capacità di staccarsi dal fondo si classificano i vari piombi. In presenza di mare calmo, assenza di correnti laterali determinanti e necessità di dover fare metri possiamo scegliere un piombo a bassa tenuta ed alta aerodinamicità. Questi sono tutti caratterizzati dall'avere forma ad ogiva che da la capacità di volare lontano e fendere l'aria, ma al contempo una volta giunto sul fondo non da garanzie di tenuta, soffrono il rotolamento e non sono efficaci nell'autoallamata del pesce. Tra questi ricordiamo il tournment, beachbomb, AB1, roccobomb, evolution. In particolare i piombi con alette hanno volo più stabile e sono più agevoli da recuperare in qualto si staccano dal fondo, ma coprono minori distanze.

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sabato 11 settembre 2010

Segnalatore di abboccata

Quando peschiamo dalla spiaggia o dal molo siamo costretti a guardare le cime delle canne per renderci conto delle abboccate e delle mangiate a vuoto che abbiamo. Per utilizzare questi segnalatori vanno messe le canne inclinate e poi creare un'ansa di filo all'altezza del primo (o secondo) anello dal mulinello. A quest'ansa occorre agganciare il nostro segnalatore di abboccata. Al momento dell'abboccata vedrete il segnalatore volare via in alto e poi sganciarsi (se mangia e va verso il largo) o vedrete il segnalatore adagiarsi al suolo (se mangia e tende a venire a riva). Il segnalatore che si acquista in negozio è composto da un sistema di aggancio - sgancio regolabile con vite micrometrica, allogiamento per lo strarlight, peso (in genere sono disponibili tre pesi) e poi un occhiello al quale agganciare un filo per legarlo al picchetto o al tripode. Il costo di questo dispositivo è di 3\5 euro ma considerando la funzionalità e la durata è sicuro una buona spesa. Se poi siete amanti del faidate potete acquistare dei piombi ballerina del peso desiderato e mettere all'occhiello superiore un moschettone. Apponete il moschettone all'ansa di filo ma abbiate l'accortenza di non chiuderlo, prima di ferrare rimuovete il segnalatore e poi procedete. Questo segnalatore è prettamente visivo ma volendo potete renderlo acustico abbinandoci un campanello da pesa. Abbiate solo l'accortezza di utilizzare questi segnalatori solo a mare calmo e in assenza di vento in quanto queste condizioni variano la tensione al filo e posso far scattare e/o muovere il segnalatore.

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giovedì 10 dicembre 2009

Finali da Carpfishing : I Piombi


Il piombo è importantissimo a pesca sia nel momento del lancio che nella tenuta al fondo ma anche per l'abboccata. Nel momento del lancio il piombo è fondamentale nello stacco da terra e nel volo in quanto la sua forma ne determina l'efficienza aerodinamica. Per la tenuta al fondo poi la forma e le appendici determinano lo scarrocciamento e l'insabbiamento, due fenomeni fondamentali nella pesca a surfcasting dove il complesso pescante lavora con forti correnti. Infine al momento dell'abboccata il piombo può offrire una maggiore o minore resistenza, o in base alla forma una resistenza immediata o graduale. E' sulla base di questi argomenti ed alla luce di conoscenze minime di fisica che possiamo approcciarci a questo video ispirato al mondo del surfcasting ma adatto anche al surfcasting ed alla pesca a fondo. Roberto Ripamonti apre un'importante parentesi sull'importanza della forma e del peso del piombo, e sui differenti metodi di aggancio di questi ultimi.

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