lunedì 4 maggio 2015
La Pesca a Fondo (PAF)
Pubblicato da Segreti della Pesca alle 10:46 4 commenti
Etichette: mormore, paf, pesca a fondo, pesca estate, tecnica
sabato 3 gennaio 2015
Il surfcasting
Filo in bobina 0,35 mm
Shock leader 0,60
Bracciolo 0,26 – 0,30 – 0,40
Ami zerati di dimensioni appropriate all’esca
Piombo a piramide, sfera, cono da 5 oz – 150 gr.
Pubblicato da Segreti della Pesca alle 11:39 4 commenti
Etichette: battute di pesca, esche, esche proteiche, scaduta, spigole, surfcasting, tecnica
mercoledì 3 dicembre 2014
Innescare il coreano
Innescare il coreano sicuramente non è una cosa difficile, ma a volte meglio vedere direttamente le immagini. Occorre procurarsi un ago da innesco, possibilmente di quelli a due fori. Inserire l'ago nel corpo del coreano partendo dalla testa, facendo atenzione a mantenerlo vivo e vegeto. Una volta arrivati alla coda io preferisco lasciare almeno due centimetri di coda non forati, di modo che in acqua il verme la muova ed attiri i pesci. Una volta finito passatela sull'amo mettendo la punta di questo nel foro che si trova in prossimità della coda ... ed il gioco è fatto.A seguire video esplicativo.
Pubblicato da Segreti della Pesca alle 12:33 2 commenti
giovedì 23 ottobre 2014
Ami circle
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Pubblicato da Segreti della Pesca alle 07:46 4 commenti
Etichette: ami, attrezzatura da pesca, circle, tecnica
lunedì 22 settembre 2014
La bombarda
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Etichette: attrezzatura da pesca, bombarda, tecnica
lunedì 28 luglio 2014
Innescare il bibi
Questo video mostra come innescare correttamente il bibi a pesca. Occorre ricordare che la grande quantità di liquido contenuto da questo verme lo rende molto attirante ma ci da anche molti problemi quando dobbiamo innescarlo. Occorre procurarsi del filo per il finale (in genere 0,20 0,25 mm) ami del tipo a becco d'aquila con curva ampia e un ago da innesco specifico per il bibi caratterizzato da una estremità appuntita ed una munita di occhiello. Seguite le istruzioni del video e ricordate di essere delicati in tutte le fasi. Ricordate che il segreto per non far svuotare il bibi consiste nel far passare l'ago per i suoi orifizi naturali.Pubblicato da Segreti della Pesca alle 09:51 4 commenti
martedì 8 luglio 2014
Come si pesca con la nassa
Metto qui nel testo il mesaggio di Remo ad integrazione del post: La pesca con le nasse è molto proficua anche in primavera per le seppie che vengono a depositare le uova. In questo caso non serve l'esca ,nelle nasse si inserisce di solito dei rami d'alloro oppure i nastri neri per legare i bancali. Se volete ottenere il massimo lasciate nella nassa una seppia femmina e vedrete che risultati. Non è semplice riconoscere la femmina, di solito è sempre più piccola dei esemplari maschi e ponendola sul dorso al suo interno si notano due sacche bianche, da noi le chiamano le "poccette". (almeno cosi è stato spiegato a me)In primavera i maschi fanno a gara per fecondare le uova delle seppie femmine quindi se lasciate una femmina nella nassa non è raro che il giorno dopo ci trovate 10 e più spasimanti in sua compagnia. Altra cosa importante è che per praticare la pesca con le nasse serve il permesso! Una volta lo rilasciava la capitaneria mentre adesso va richiesto in regione. Bisogna presentarsi l'anno prima in cui si vuole praticare questa disciplina e portarsi 2 foto , marca da bollo da € 14,62 e riempire un modulo con i dati della barca che si utilizza. Il permesso arriva l'anno successivo per posta sotto forma di un tesserino il quale va rinnovato di anno in anno. Non ha niente a che vedere con il censimento! Con questo permesso, solo cosi, si puo anche usare il parangale con massimo 200 ami. Sulla tessera è evidenziato il numero da apporre ai segnali che lasceremo in mare e che dovranno essere di colore giallo. Spero di essere stato utile, Remo.
Pubblicato da Segreti della Pesca alle 14:49 1 commenti
martedì 17 giugno 2014
Fluorocarbon e fluorocoated
Pubblicato da Segreti della Pesca alle 18:16 3 commenti
Etichette: attrezzatura da pesca, fluorocarbon, tecnica
martedì 27 maggio 2014
Pescare il grongo
Il grongo è un pesce di tana che passa la maggior parte della sua vita nascosto, uscendo solo di notte alla ricerca di un pò di cibo. Spesso se siamo a pesca dalla spiaggia o dalla scogliera capita di allamarne diversi, ma se non impostiamo una battuta di pesca mirata al grongo poi difficilmente possiamo portarlo a guadino. Il terminale per la pesca del grongo va fatto in acciaio di diametri generosi, lungo massimo 1 mt e con ami dell'1 o 2/0. Il cavetto in acciao serve ad evitare che il grongo possa rompere il finale con i suoi denti. Po occorre il filo di almeno 0,40 mm in bobbina e girelle resistenti, molto resistenti. La pesca va ins genere fatta sul misto, quindi usare piombi che non favoriscano l'incaglio. La canna deve essere potente e resistente pochè subitp dopo l'allamata il grongo corre verso la tana e se riesce a raggiungerla poi non potremo mai tirarlo fuori. Quindi occorre forzarlo e portarlo a riva il più velocemente possibile, ovviamente combattendo contro un nemico valoroso. Come esca in genere si usa la sarda intera, anche se il calamaro, la seppia o del polipo vanno alla grande. Alcuni pescatori usano mettere uno starlight acceso nelal pancia della sarda, convinti che la luminoità sia un forte richiamo per il grongo. Noi non possiamo validare questa tesi, ma di certo un tentativo va fatto se i gronghi latitano. Ricordate di non mettere mai le mano nei pressi della bocca del grongo poichè potrebbe staccarvi diverse dita con un morso. Tagliate sempre il finale e mettete il grongo in una busta chiusa, ricordando che una volta a casa potrebbe essere ancora vivo. Pubblicato da Segreti della Pesca alle 12:32 0 commenti
domenica 18 maggio 2014
Lo shock leader
Lo shock leader nasce per le discipline dove è prevista una intensa fase di lancio delle zavorre (inglese, paf e surfcasting). Quando si lancia un peso con la canna questa accumula energia nella prima fase (ovvero si carica) e la rilascia nella seconda fase. La fase di caricamento in pratica si ha grazie alla trazione che facciamo con la canna sul piombo, infati possiamo vedere la canna piegarsi. In questa fase abbiamo bisogno di un filo che abbia una buona caratteristica di resistenza per resistere alla trazione. Successivamente, quando il piombo è "partito" ed il complesso pescante è in volo il carico sul filo è ridottissimo, cosi come è ridotto nel momento del recupero. Va da se che il momento di maggiore sforzo è la prima fase del lancio. Ipotizziamo di dover lanciare una zavorra di 125 gr con una canna da surfcasting, avremo bisogno di uno shock leader del diametro di 0,50 mm. Se però riempiamo tutta la bobbina con filo di questo diametro nel lancio faremo pochi metri, in quanto maggiore è il diametro del filo e minore è la gitatta del lancio. Abbiamo quindi due necessità: alta resistenza nel lancio e bassa resistenza nel volo del piombo. Possiamo trovare un buon compromesso, tipo imbobbinando del filo 0,40 e lanciano piano, oppure unire due fili diversi. Nel caso sopra esposto possiamo imbobbinare il mulinello con del filo 0,20 e poi unire a questo 10 metri di filo 0,50. L'ultima parte la chiameremo shock leader (SL) e avrà il compito di assorbire le sollecitazioni nelle prime fasi di lancio. Generalmente si acquistano dei monofili appositamente progettati e se ne aggiungono il doppio della lunghezza della canna. Alcuni pescatori preferiscono usare del trecciato come SL sfruttando il minore diametro di questo filo. Se usate questo accorgimento abbiate cura di proteggere il vostro dito con un salvadito in quanto durante il lancio lo sfregamento con il trecciato causa sovente ferite profonde. Alla fine dello SL abbiate cura di porre una girella con un moschettone al quale agganceremo i terminali. Il nodo di gionzione tra filo in bobbina e SL sarà da scegliere in base ai diametri in gioco. Per fili di diametro non troppo differente possiamo usare il nodo di sangue, se i diametri sono molto diversi è meglio usare il nodo sulla pallina. Pubblicato da Segreti della Pesca alle 09:27 0 commenti
Etichette: shock leader, surfcasting, tecnica
giovedì 24 aprile 2014
Il long arm: massima flessibilità
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Etichette: long arm, pesca a fondo, snodo, tecnica, terminali
martedì 18 febbraio 2014
Il paternoster: pescare nella schiuma
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Etichette: mareggiata, paternoster, saraghi, schiuma, tecnica, terminali
lunedì 20 gennaio 2014
Pescare la spigola col topo
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venerdì 17 gennaio 2014
Pescare il calamaro
venerdì 22 novembre 2013
Fattori che influenzano il comportamento dei pesci: Le maree
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martedì 12 novembre 2013
Gli ami aberdeen
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Etichette: aberdeen, ami, attrezzatura da pesca, tecnica
lunedì 28 ottobre 2013
Il nodo di sangue
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Etichette: il nodo di sangue, nodi, shock leader, tecnica
lunedì 9 settembre 2013
Pesca inglese: i galleggianti a penna di pavone
Pubblicato da Segreti della Pesca alle 14:21 0 commenti
Etichette: galleggiante, inglese, scorrevole, tecnica
giovedì 22 agosto 2013
Il nodo palomar
A seguire un video esplicativo per realizzare il nodo.
Continua a leggere!
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Etichette: amo ad occhiello, girella, nodi, palomar, tecnica
venerdì 16 agosto 2013
La rattopesca o Mongola
Questo articolo ci è stato richiesto da Lurenzo D.M. tramite il nostro profilo facebook il quale ci chiedeva di approfondire questo argomento. La rattopesca è una tipica pesca estiva da fare nei laghetti dedicati alla pesca alla carpa. Al contrario della roubasienne (canna dedicata alla pesca a 11 - 14,5 mt dalla riva) è una pesca che si effettua nella zona a ridosso della sponda, battuta dalle carpe più grosse. Per questa pesca occorrono canne da pesca rigide in quanto l'azione di pesca consiste nel tirare di peso la carpa fino a farla arrivare a galla col muso fuori dall'acqua per ridurne la combattività e velocizzare l'azione di pesca. La velocità e la forza che caratterizzano questa pesca lascia spesso dei segni sulle prede, tanto è vero che è una pesca a detta di molti poco sportiva ma effettuata in gara poichè con faciltà si raggiungono i 100 kg di pescato, con punte di poco inferiori ai 200.Le canne da utilizzare per la rattopesca sono in genere in fibra di vetro o fenolico appositamente studiate, o in alternativa canne fisse di 4 mt appositamente modificate. Va usato un elastico di almeno 2 mm di cui se ne dispongono 2 mt nella canna. Lenza da 0,25 diretta e amo con ardiglione al quale innescare bigattini o mais. Galleggiante leggero e piombatura a seconda se mangiano staccate da terra o con esca posata sul fondo.Pubblicato da Segreti della Pesca alle 20:49 2 commenti
Etichette: facebook, rattopesca, tecnica














