Il grongo è un pesce di tana che passa la maggior parte della sua vita nascosto, uscendo solo di notte alla ricerca di un pò di cibo. Spesso se siamo a pesca dalla spiaggia o dalla scogliera capita di allamarne diversi, ma se non impostiamo una battuta di pesca mirata al grongo poi difficilmente possiamo portarlo a guadino. Il terminale per la pesca del grongo va fatto in acciaio di diametri generosi, lungo massimo 1 mt e con ami dell'1 o 2/0. Il cavetto in acciao serve ad evitare che il grongo possa rompere il finale con i suoi denti. Po occorre il filo di almeno 0,40 mm in bobbina e girelle resistenti, molto resistenti. La pesca va ins genere fatta sul misto, quindi usare piombi che non favoriscano l'incaglio. La canna deve essere potente e resistente pochè subitp dopo l'allamata il grongo corre verso la tana e se riesce a raggiungerla poi non potremo mai tirarlo fuori. Quindi occorre forzarlo e portarlo a riva il più velocemente possibile, ovviamente combattendo contro un nemico valoroso. Come esca in genere si usa la sarda intera, anche se il calamaro, la seppia o del polipo vanno alla grande. Alcuni pescatori usano mettere uno starlight acceso nelal pancia della sarda, convinti che la luminoità sia un forte richiamo per il grongo. Noi non possiamo validare questa tesi, ma di certo un tentativo va fatto se i gronghi latitano. Ricordate di non mettere mai le mano nei pressi della bocca del grongo poichè potrebbe staccarvi diverse dita con un morso. Tagliate sempre il finale e mettete il grongo in una busta chiusa, ricordando che una volta a casa potrebbe essere ancora vivo. giovedì 2 febbraio 2012
Pescare il grongo
Il grongo è un pesce di tana che passa la maggior parte della sua vita nascosto, uscendo solo di notte alla ricerca di un pò di cibo. Spesso se siamo a pesca dalla spiaggia o dalla scogliera capita di allamarne diversi, ma se non impostiamo una battuta di pesca mirata al grongo poi difficilmente possiamo portarlo a guadino. Il terminale per la pesca del grongo va fatto in acciaio di diametri generosi, lungo massimo 1 mt e con ami dell'1 o 2/0. Il cavetto in acciao serve ad evitare che il grongo possa rompere il finale con i suoi denti. Po occorre il filo di almeno 0,40 mm in bobbina e girelle resistenti, molto resistenti. La pesca va ins genere fatta sul misto, quindi usare piombi che non favoriscano l'incaglio. La canna deve essere potente e resistente pochè subitp dopo l'allamata il grongo corre verso la tana e se riesce a raggiungerla poi non potremo mai tirarlo fuori. Quindi occorre forzarlo e portarlo a riva il più velocemente possibile, ovviamente combattendo contro un nemico valoroso. Come esca in genere si usa la sarda intera, anche se il calamaro, la seppia o del polipo vanno alla grande. Alcuni pescatori usano mettere uno starlight acceso nelal pancia della sarda, convinti che la luminoità sia un forte richiamo per il grongo. Noi non possiamo validare questa tesi, ma di certo un tentativo va fatto se i gronghi latitano. Ricordate di non mettere mai le mano nei pressi della bocca del grongo poichè potrebbe staccarvi diverse dita con un morso. Tagliate sempre il finale e mettete il grongo in una busta chiusa, ricordando che una volta a casa potrebbe essere ancora vivo. Pubblicato da Segreti della Pesca a 11:19 0 commenti
lunedì 30 gennaio 2012
Squali a Capoverde
Capo Verde (in portoghese: Cabo Verde) è un arcipelago di dieci isole di origine vulcanica, situato a circa 500 km dalle coste senegalesi nell'oceano Atlantico settentrionale, al largo dell'Africa Occidentale. Negli ultimi anni questa isola è sempre più sfruttata dal punto turistico tanto che sono in costruzione decine di villaggi turistici che l arenderanno in pochi anni affollata come altre mete turistiche di massa. Vi sono però alcuni indomiti pescatori che vanno a pesca a Capoverde per insidiare gli squali, preda forte e resistente che da al pescatore fortissime emozioni. L'isola è bella e selvaggia e a pesca si apprezza appienno nella ricerca delle spiaggie migliori. Occorre solo superare i numerosi problemi legati alla partenza con canne ripartite al seguito che (vi assicuro) da non poch enoie. A seguire le foto di Manolo P., nostro amico su facebook e indomito pescatore di squali. 

Pubblicato da Segreti della Pesca a 15:16 8 commenti
Etichette: capo verde, facebook, squali
giovedì 26 gennaio 2012
Spigole a spinning dalla scogliera
Pubblichiamo le foto della catture di Alessando (Alex Noise su facebook) pescatore abituale a spinning sulle scogliere marchiggiane. Il nostro amico ci scrive: ecco le foto delle regine che ho preso fin ora quest'anno, sono 3. Le spigole sul tavolo sono due foto, in una ne vedi due nell'altra ne vedi una sola sola, bene quella coppia l' ho prese il 27 aprile 2010 e pesano rispetivamente: 3.2 kg e 1.3 kg. Quella nella foto in cui ci sono anche io hai una regina di 4.1 kg presa il 10 maggio 2010. Non so cosa scrivervi a parte che pesco a spinning e, chiaramente, le ho prese a spinning da scogliera ..... come dicevo l'altro giorno, qui ce ne sono abbastanza, solo che non è facile ingannarle a spinning eheheh. Qualcosa di tecnico. Come artificiale un minnow affondante (solo perchè avevo finito i floating) quindi recuperato a canna alta per non farlo andare sotto (testa rossa classico). Il meteo: il mare era mosso ma con l'onda lunga che faceva la schiumetta (quella da spigola eheh) e pioveva a dirotto, ho preso tanta ma tanta acqua. L'orario preciso non l'ho guardato cmq la battuta di pesca s'è svolta dalle 23:00 alle 3:00. Tutto questo per quanto riguarda l'ultima spigola, quella da 4.1 kg, le altre due le ho prese in una battuta ad aprile, in 2 spot diversi, sempre dalle 23:00 alle 3:00 ma con un testa rossa floating ed il mare era calmo, e c'era la luna piena, non mi ricordo se fosse proprio luna piena o calante, ma cmq era una bella palla! Tutto questo per sfatare i miti della TV, le spigole quando ci sono ci sono, quando non ci sono non ci sono. Poi ovvio, un pò di manico nello scegliere e giostrare l'artificiale ci vuole.Se avete bisogno di altre info fammi sapere tramite facebook.

Pubblicato da Segreti della Pesca a 16:04 1 commenti
martedì 24 gennaio 2012
Esche: Americano o blood worm
Verme molto sanguinolento, si presenta di colore rosa chiaro. Ha la testa a proboscide di colore rosso scuro che il verme estroflette per almeno 2 cm, molto ricco di sangue, e per questo motivo attira i vari predatori presenti nel mare. Saraghi, spigole ed orate non si tirano indietro di fronte ad un buon boccone sanguinolento, ma non sono escluse altre prede forse meno blasonate ma comunque di alto valore alieutico e gastronomico. Si vende in piccole scatole di polistirolo che contengono 4 vermi e della torba al costo di 4 o 5 euro per confezione. Se siete in cerca di grossi predatori consiglio di innescarlo intero, se poi volete far durare più a lungo le vostre esche dividetelo a metà. Qui esiste un trucco per evitare il dissanguamento del verme e la sua relativa perdita di attrattiva per i pinnuti. Prendete l’americano dalla scatola e massaggiatelo con indice e pollice a metà della sua lunghezza. Vedrete il verme assottigliarsi, a quel punto aumentate la pressione e lo vedrete separarsi in due pezzi, magicamente senza perdita di sangue. In questo modo avrete 2 inneschi belli grossi e sanguinolenti. Nel caso fosse necessario conservare dei capi di americano avanzati in una battuta di pesca occorre controllare l’umidità nella scatola, eventualmente versare dell’acqua distillata per ripristinale l’habitat ottimale della specie. Necessita di essere conservato in frigo. Qui il video per imparare ad innescare l'americano.martedì 17 gennaio 2012
Il long arm: massima flessibilità
Abbiamo già parlato in passato di altri calamenti da utilizzare nella pesca a fondo ed un nostro lettore abituale ci ha chiesto di pubblicare un articolo sul calamento principe della pesca a fondo: il long arm. Chiunque sia andato a pesca alemno una volta sa di cosa stiamo parlando, infatti questo calamento, al pari dello scorrevole, è diffusissimo e di facile realizzazione. Iniziamo col prendere uno spezzone di filo del diametro di 0,40 - 0,60 mm (a seconda delle condizioni meteomarine e delle zavorre da lanciare) e realizziamo uno snodo con stopper - perlina - girella - perlina - stopper in modo da avere un struttura capace di scaricare le torsioni e soprattutto che è possibile spostare lungo il trave (leggi qui). Aggiungiamo ad una estremità una girella con un moschettone tramite un nodo palomar alla quale attaccheremo un piombo fisso. All'altra estremità realizziamo un'asola alla quale si aggancerà il moschettone dello shock leader. Il nostro long arm è pronto. Ricordo che posizionando lo snodo in prossimità del piombo otterremo un long arm, ovvero un finale adatto alla pesca estiva con esca posata sul fondo. Questo terminale con un bracciolo di 1,5 - 2 mt, amo del 10-6 e piombo di 80 - 10 gr è l'ideale per ricercare le mormore sulla media - lunga distanza. Se invece lo snodo lo posizioneremo in prossimità dell'asola otterremo uno short, ma di questo parleremo successivamente.
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Pubblicato da Segreti della Pesca a 11:36 1 commenti
Etichette: long arm, pesca a fondo, snodo, tecnica, terminali
venerdì 13 gennaio 2012
Il piombo spike
Pubblicato da Segreti della Pesca a 11:08 2 commenti
Etichette: attrezzatura da pesca, piombi, spike, surfcasting, tecnica
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