Porto di baia, ottobre 2014. Pescata a inglese pura con galleggiante 3+2 in con corpo in balsa. Canna Maver Normark 3 pezzi ad innesti, mulinello Shimano Katana 4000 con filo affondante in bobina, girella micro e fluorcabon 0.10 Shimano Aspire, amo 20. Esca bigattino fresco e vivace, condizioni meteo marine ottimali con scirocco montante laterale, poche raffiche davvero impegative. mercoledì 15 ottobre 2014
Report pesca porto di Baia
Porto di baia, ottobre 2014. Pescata a inglese pura con galleggiante 3+2 in con corpo in balsa. Canna Maver Normark 3 pezzi ad innesti, mulinello Shimano Katana 4000 con filo affondante in bobina, girella micro e fluorcabon 0.10 Shimano Aspire, amo 20. Esca bigattino fresco e vivace, condizioni meteo marine ottimali con scirocco montante laterale, poche raffiche davvero impegative. Pubblicato da Segreti della Pesca alle 10:10 0 commenti
Etichette: cefalo, inglese, orata, porto baia, shimano
lunedì 15 luglio 2013
Pescare il cefalo a bolognese
mercoledì 12 giugno 2013
Prede: Il cefalo
Pubblicato da Segreti della Pesca alle 09:49 5 commenti
venerdì 11 gennaio 2013
Esche proteiche: Il trancio di cefalo
L'utilizzo delle esche ad alto contenuto proteico è indicato nel caso in cui siamo alla ricerca del grande predatore dalla spiaggia e vogliamo attirarlo con un'esca sostanziosa. Il trancio di muggine assolve egregiamente a questo lavoro in quanto si presta alla creazione di abbondanti inneschi. Inoltre la ricchezza di oli e grassi nelle sue carni lo rende molto attirante. Per proporre correttamente questo innesco occorre utilizzare del polistirolo o altro materiale galleggiante per farlo fluttuare in acqua, ricordando che se il mare è agitato occorre usarne davvero poco onde evitare una presentazione dell'esca innaturale. Per la preparazion e procuratevi un cefalo e sfilattatelo (io lo faccio in spiaggia). Tagliatene un pezzo della lunghetta di circa 10 cm e della larghezza di 5 di modo da poter creare un innesco a forma di sigaro. Se la carne è troppo spessa portatelo a livello con le forbici. Intanto preparate un finale con due ami del tipi 1/0 o 2/0 a seconda del trancio e mettete i due ami leggermente disassati nelle carni, poi ponete al centro del trancio il polistirolo (anche quello delle vaschette per il confezionamento delle carni) e richiudete il tutto con abbondante filo elastico. Nel lancio ricordate che sarà difficile ottenere grosse distanze a causa delpeso e della scarsa aerodinamicità. Alcuni pescatori a volte mettono la parte con la pelle verso l'esterno contando su una maggiore visibilità del boccone. Le confiurazioni di cui abbiamo parlato si riferiscono principalmente alla spigola poichè se vorrete insidiare il serra avrete bisogno del cavetto d'acciaio.
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Pubblicato da Segreti della Pesca alle 10:03 2 commenti
Etichette: cefalo, esche, esche proteiche, spigole, surfcasting
martedì 31 maggio 2011
Pastura fai da te
Abbiamo visto l'importanza della pastura nella pesca al colpo e abbiamo analizzato le fasi salienti della preparazione della pastella da mettere all'amo per pescare il cefalo. Ora ci occuperemo di una ricetta per preparare la pastura per la pesca al colpo da soli, in maniera economica e sopratutto efficace, evitando l'acquisto di prodotti di cui ci è ignota la ricetta e gli ingredienti. In questo caso gli elementi base per un secchio abbondante (2 persone ci pescano per 5 ore) sono: una confezione di pan carrè economico (30 centesimi), una busta di pan grattato kg (50 centesimi), 100 gr di farina, acqua di mare. Come aromi scegliamo tra sarda macinata, olio di sarda, pecorino, olio di formaggio, aromi sintetici, glucosio, vanillina. Si procede mettendo nel secchio il pan carrè finemente sminuzzato a mano, il pan grattato e la metà della farina a disposizione ed amalgamando il tutto. Poi si aggiunge poca acqua di mare, si mescola alla buona e poi si fa riposare per dieci minuti per fare idratare bene gli ingredienti. Passato questo tempo si va a misciare bene il tutto che si mostrerà come una miscela umida ma senza struttura. Aggiungiamo del latte (se previsto) e gli aromi (ad es se sarda la tritiamo e la amalgamiamo) e poi acqua sino ad ottenenre uan miscela che pare sciolta ma se pressata con forza diviene una palla della consistenza desiderata. A questo punto facciamo due palle grosse come arance e le mettiamo da parte in quanto saranno la nostra pastura di fondo. Poi aggiungiamo i bigattini e parte della restante farina e amalgamiamo. La farina in questo caso serve da legante per bilanciare la presenza dei bigattini che disgrega la miscela. La restante parte di farina la teniamo da parte per bilanciare in futuro eventuali problemi di pastura poco resistente. Ricordatevi che una buona pastura deve formare una scia nella discesa versdo il fondo ma deve arrivare a fine corsa soda, in modo da attirare i pesci di fondo. La consistenza sarà quindi funzione anche della profondità dello spot, delal corrente e della voracità della minutaglia.
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venerdì 13 maggio 2011
Pastura da amo per il cefalo
Il cefalo a causa del suo apparato boccale è portato a succhiare le esche più che a mangiarle, ed in tal senso se vogliamo avere più chances per portarli a guadino occorre una esca che ci permetta di attirali e farli mangiare nella maniera che a loro risulta naturale. Ottima nella pesca al cefalo è la pastura da mettere all'amo. Questa deve essere di una consistenza giusta in quanto se troppo morbida si scioglie appena in acqua, ma se troppo dura attira poco il pesce. Le ricette sulle pasture per cefali sono innuemrevoli, quindo io mi limiterò ad illustrarvi le linee guida per la sua realizzazione e gli ingredienti necessari. Iniziamo col dire che uno degli ingredienti che non può mancare è la parte bianca del pancarrè. Procuatevene una busta, eliminatene la parte scura esterna e poi mettete la rimanente parte a bagno nel latte. Intanto preparate farina la farina tipo 00 e del formaggio pecorino del tipo che puzza per davvero. Dopo pochi minuti di immersione nel latte scolate il pancarrè e strizzatelo bene. Poi mischiate il formaggio e la farina (di questa poca)e lavorate il tutto costantemente e con calma, incorporando gli elementi e distribuendoli con cura. La pasta deve essere appiccicosa alle dita quando la lavorata e per nulla dura. Quando avete finito spalmatela con poc olio e mettetela in frigo in una busta in quanto se secca poi avrete la scorza inutlizzabile. Veniamo ai vari aromi che si possono utilizzare, qui si apre una disputa infinita dove nella migliori delle ipotesi i contendenti accettano la tesi secondo la quale in ogni spot varia l'effetto dell'aroma in base ai gusti del cefalo. Comunque in genere si usano: pane grattato, aglio, pasta di acciughe, sarde a pezzi, olio di formaggio (puzza davvero), sciroppo di glucosio, vanillina, cacao, aroma di fragola e/o banana, alcool, crema di formaggio, latte in polvere, questo è quello che mi risulta peril momento ma non mi stupirei di vostri fantasiosi consigli.
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Pubblicato da Segreti della Pesca alle 19:29 0 commenti
Etichette: bolognese, cefalo, muggine, pastura, pasturare, pesca al colpo, roubasienne
lunedì 2 maggio 2011
Il tartufo del mare: La bottarga di cefalo
Il cefalo è un pesce "povero" nel senso che abbonda nei mari e nelle foci e spesso ha un sentore strano che ha creato paecchi pregiudizi. Il gastronauta però conose le potenzialità di questo pesce e sa che dalle sue ovaie si ricava la bottarga, alimento gustoso e raro che raggiunge prezzi impegnativi. Diciamo che a mio avviso la bottarga di cefalo è il tartufo del mare visto il sapore e il prezzo. Può capitare spesso che siete a pesca e prendete un bel cefalo, di quelli da 2-3 kg in su e a casa quando lo eviscerate vi trovate due sacche piene di uova. Cosa fate?? Faciel vi preparate la bottarga di cefalo da soli. Farne degli spaghetti sarà delizioso. Ecco come procedere a casa e da soli, quindi con mezzi artigianali che esalteranno la bontà del prodotto. Lavate velocemente la bottarga fresca sotto l'acqua corrente e asciugatela bene, ma delicatamente. Prendete un tagliere di legno e metteteci sopra uno strato di sale fino spesso pochi millimetri. Grazie alle sue caratteristiche igroscopiche il sale tirerà fuori l'acqua dalla bottarga essiccandola delicatamente. Posate la bottarga sul sale, spolverateci sopra un altro po' di sale (sempre pochi millimetri) e poggiate un peso di circa 1/2 chilo (va benissimo una pentola con dell'acqua ma non esagerate perchè dal peso dipenderà l'essiccatura della bottarga). Dopo due-tre ore, pulite la bottarga dal sale e risciacquatela velocemente con acqua mista a poco aceto. Asciugatela, ungetela leggermente con olio extravergine d'oliva e quindi appendetela in cantina o in un posto fresco e asciutto (non in frigorifero, dove seccherebbe e perderebbe tutte le sue proprietà organolettiche). Dopo una settimana la vostra bottarga fatta in casa sarà pronta. Potrete gustarla fresca a fettine (essiccazione leggera) o in piatti cucinati con bottarga grattugiata (più secca). Buon lavoro.
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lunedì 28 febbraio 2011
Ricetta: Braciata di tranci di cefalo
Il cefalo è un pesce sportivo e divertente da insidiare. Armati di pane, pastura o bigattini si possono passare ore a pesca cercando il combattimento con il grosso esemplare. Ricordate che se il cefalo di porto ha un sapore di "gasolio" se pescato in mare aperto o proveniente dal largo sarà uno dei pesci più gustosi che avrete mai mangiato. Se invece pescato in foce o in fiume avrà sapore di fango, problema facilmente superabile con una breve marinatura. Il cefalo ha generalmente carni sode, semigrasse, con poche spine. Oggi vi proponiamo la preparazione di tranci di cefalo alla brace. Lavate, eviserate e squa,ate il muggine, poi tagliatelo a fette spesse, mettetele su un piatto e irroratele d'olio, spolverizzatele con sale, pepe e origano e lasciatele marinare per almeno un'ora. Intanto accendete la brace e fatela andare sino a che nn è tutta accesa ed emana un calore forte ed uniforme. A questo punto mettete sulla graticola i tranci e cuoceteli bene da ambo le parti. Nel frattempo mettete il rimanente olio in una tazza, unite il prezzemolo tritato il succo di un limone, sale e pepe e con una forchetta sbattete accuratamente. Appena le trance di pesce saranno cotte, disponetele su un piatto da portata, irroratele con la salsina preparata e servite. Pubblicato da Segreti della Pesca alle 20:42 1 commenti
venerdì 7 gennaio 2011
Ricette: Paccheri bottarga e gamberetti
Oggi vi proponiamo una bella ricetta a base di bottarga, un prodotto genuino e dal gusto profondo. Ingredienti : 400 grammi paccheri di gragnano, cipolle in base al gusto, 250 g. gamberetti lessati e sgusciati, 4 cucchiaini di bottarga grattugiata fresca, 1 confezione panna da cucina, aglio, olio, prezzemolo. Iniziamo con il frullare le cipolle nel mixer fino ad ottenere una morbida crema che faremo rosolare nell'olio insieme all'aglio in una padella ampia e ben calda. Mettiamo al fuoco una ampia pentola con 5 litri di acqua leggermente salata epr cuocere la pasta da tirare al dente. Mentre la pasta cuoce aggiungete i gamberetti alle cipolle e quasi a fine cottura la confezione di panna. Quando la pasta è cotta scolatela e mantecatela in padella con il nostro sugo. Una volta ben cotta impiattat e poi spolverate con la bottarga grattugiata fresca, meglio ancora se poratat a tavola intera e fatta grattugiare ai commensali.
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venerdì 6 novembre 2009
Ricette: spaghetti alla bottarga di cefalo
La bottarga di cefalo è un prodotto povero ma ricco, semplice ma gustoso. I pionieri dellaproduzione della bottarga di cefalo sono stati i sardi, i quali custodiscono gelosamente le ricette per la preparazione di questo gustoso prodotto. Un nostro amico sardo ci ha inviato la seguente ricetta per preparare gli spaghetti alla bottarga di cefalo Per preparare gli spaghetti con la bottarga, lessate 400 gr di spaghetti in abbondante acqua non troppo salata in quanto la bottarga di suo è già salata. Mentre cuoce la pasta grattugiate la bottarga e mettete uno spicchio di aglio tagliato a metà a dorare in una padella con dell’olio. Quando l'aglio imbiondisce levate la padella dal fuoco, togliete lo spicchio d’aglio, ed aggiungete i la metà della bottarga grattugiata, la metà del prezzemolo tritato, il pepe nero macinato e infine un paio di mestoli di acqua di cottura; mescolate bene finchè il tutto diventi una crema. Quando la pasta sarà cotta al dente, scolatela e mettetela nella padella con il condimento e fatela saltare per qualche minuto, sino ad ottenere un ottimo mescolamento della pasta con il sugo. Quindi impiattate e condite con la bottarga e il prezzemolo rimanenti. Servite il tutto ben caldo.
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