martedì 10 marzo 2015

Scegliere la lunghezza della bolognese

A dicembre si sa che la spigola inizia a girare in cerca di cibo a seguito della spinta riproduttiva che le ruba molta energia. Per insidiare le spigole abbiamo già visto come la pesca col galleggiante, ed in particolare l'utilizzo della bolognese sia l'arma giusta nei porti o dalle scogliere. In questa situazione l'utilizzo di questa tecnica unita alla pasturazione con il bigattino porta a tiro di amo spigole degne di nota. A questo punto resta da fare una scelta importante in merito alla lungheza della canna da pesca. Le bolognesi le producono da 3, 4, 5, 6, 7, 8, e 9 metri, ovvero sette misure tra cui scegliere. Un nostro lettore ci ha scritto chiedendoci quale canna scegliere e che principio adottare per l'acquisto. Considerate sempre che le misure estreme nascono per situazioni estreme, ovvero le 3 4 e 5 mt sono utili poer la pesca in spot stretti o dal molo per pescare prorpio sotto la banchisa, ma regalano poche chances nella pesca a bolognese a media distanza. All'opposto 8 e 9 metri sono lunghe e difficili da gestire per i neofiti, risentono del vento e si possono aprire solo con calma piatta. Permettono però la pesca sopra il galleggiante a distanze ragguardevoli e quindi sono da acquistare per utilizzarle in spot dove sono necessarie queste metrature. Le canne più versatili sono quindi le 6 e 7 metri poichè avendole entrambe nella sacca portacanne possiamo coprire spot di tutti i tipi e anche diverse condimeteo.

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domenica 28 dicembre 2014

Guida all'acquisto di una canna da pesca usata

Le canne da pesca nuove di pacca costano dalle poche decine alle centinaia di euro, ed è per questo motivo che spesso ci si orienta verso una canna da pesca usata. Generalmente l'acquisto di attrezzatura usata non presenta grandi rischi, ma occorre sempre verificare il corretto stato dell'attrezzo in relazione al prezzo richiesto. Mi spiego meglio. Se acquistiamo una canna da surfcasting in due pezzi di una nota marca sappiamo il costo del nuovo, e il costo dell'usato dovrà essere commisurato al costo del nuovo ma tenendo presente l'usura e i possibili danni (piccoli o grandi) che la canna presenta. In genere un buon usato, con pochi segni di usura e munito di tutti gli accessori forniti dalla casa (portacanna, salva anelli, coaster, prolunghe) dovrebbe costare il 50 o 60% del nuovo, salvo casi di canne usate una o due volte (pari al nuovo) o canne molto sfruttate che alzano o abbassano la quotazione. In effetti l'acquisto dell'usato ci da la possibilità di avere una buona attrezzatura a prezzi accessibili, ma sempre a patto di poter controllare il tutto e sapere valutare lo stato della canna. Diffidate quindi degli acquisti su internet o per corrispondenza dove è sempre difficile verificare le parole del venditore e rivalersi sullo stesso. Preferite il contatto diretto prendendo attrezzi nella vostra regione, ritirando a mano e predisponendo anche una prova a mare. Controllate che gli anelli siano integri all'altezza del ponte, che le pietre non siano rigate e che non si muovano nella legatura. La placca portamulinello deve essere integra, scorrere agevolmente e non essere spaccata o riparata in maniera grossolana. la stuttura in carbonio nn deve presentare lesioni, spaccature, incrinature mentre i graffi della vernice sono amessi se sporadici. Seguendo queste semplici regole potrete acquistare attrezzatura da pesca a prezzi concorrenziali, il che è sempre cosa buona e giusta.

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giovedì 1 maggio 2014

Anellare una canna da pesca

Come tutti noi sappiamo acquistare una canna da pesca non significa sempre acquistarla montata. Le case più serie e prestigiose propongono sempre per i modelli di punta la vendita del blank, ovvero la sola canna senza anelli, placca e tappo. La scelta di montare da soli una canna da pesca permette di scegliere anelli della qualità desiderata, montarli nella configurazione desiderata, fare le legature del colore desiderato e non ultimo è anche possibile risparmiare dei soldi. Per operare da soli la montatura della canna occorre procurarsi dello scotch gommato, filo per le legature, colla bicomponente, preserver per le legature, set di anelli, colla a caldo per l'anello apicale. La prima operazione da fare è bloccare l'anello alla canna tramite il nastro gommato, poi avvolgere il filo a spire fitte avendo cura di serrare la legatura ogni 5-10 giri. Arrivati a fine legatura si blocca il filo libero come spiegato nel video e si taglia la rimanenza. A questu punto dobbiamo unire le due componenti della colla (seabbiamo la siringa con le due componenti basta metterla in un recipiente) e mischiare. Applichiamo poi la colla con un pennellino sulla legatura, avendo cura di coprire bene le due estremità della legatura. A questo punto se possediamo un rod dryer come nel video mettiamo la canna li ad asciugare, in caso contrario la ruotiamo noi a mano lentamente, ottenendo un risultato ugualmente preciso ma solo con più tempo. Vi consiglio di guardare attentamente i video e di esercitarvi con una vecchia canna per le prime legature, dopo di che sarete capaci di legare da soli tutti gli anelli che vorrete. Bun lavoro.

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lunedì 3 marzo 2014

Riparare una canna da pesca

Una delle rotture alla quale vanno più soggette le canne da pesca è la rottura dell'anello apicale. Su questo anello la lenza della bobbina sfila a velocità altissima durante il lancio, mentre al recupero sfrega con molta energia portando acqua marina. Una volta a casa se non operiamo ciclicamente lavaggio e spazzolamento degli anello potremmo ritrovarci con un anello corroso dal sale, quindi con i ponti ossidati pesantemente o il sostegno della pietra rotto. Se invece usiamo il multifibre potremmo avere la nostra pietra segnata, cosi come a seguito di una caduta accidentale sugli scogli. Se invece sbagliamo un lancio il filo potrebbe arrotolarsi attorno all'apicale e poi spezzare il cimino della canna in prossimità dell'anello a causa della forza cinetica impressa al piombo. In tutti questi casi possiamo risolver evelocemente avendo a disposizione pochi attrezzi utili e un anello do riserva. Ricordate che esistono vari tipi di anelli apicali ed è bene acquistarne sempre un assortimento di riserva da tenere in cassetta. Occorre poi avere un multiuso con pinza, colla a caldo, accendino. Se sostituite un anello lesionato scaldate il gambo dello stesso (dove è alloggiato il cimino) per 2-3 secondi e poi con la pinza tirate l'anello. Questo uscirà con un lievissimo sforzo. Guardate con attenzione il cimino alla ricerca di lesioni, spaccature o parti di cabonio mancanti. Se si dovesse evidenziare qualcuna di queste situazioni tagliate l'apicale (in genere bastano pochi mm) sino ad eliminare la parte rotta. Se invece si è rotta la canna recuperate l'apicale ed eliminatene la parte rotta del cimino, poi tagliate la punta per eliminare le parti sfibrate o danneggiate. Adeso abbiamo un cimino ed un anello. Prendiamo la colla a caldo e scaldiamone l'estremità con l'accendino sino a farla diventare liquida, poi passiamoci sopra il cimino e subito dopo poniamo il cimino nell'apicale. Per uno o due secondi ruotiamo il cimino nell'anello per ditribuire la colla. Aspettiamo due minuti e poi eliminiamo gli eccessi di colla che escono dall'anello. Ora non vi resta che continuare a pescare. Badate bene che mentre riscaldate l'anello questo potrebbe "scoppiare" verso fuori a causa di bolle d'aria presenti nella colla che lega cimino e anello, raccoglietelo, pulite l'alloggiamento per il cimino e poi proseguite.

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lunedì 3 febbraio 2014

Tutorial - Riparazione rapida anelli di una canna bolognese

L'altra sera sono andato a pesca ed all'arrivo sul molo il mio compagno di pesca apre la bolo e mi chiama ... c'era un anello senza la pietra, sintomo della rottura dell'anello a causa di un urto diretto. Gli dico di non preoccuparsi, apro la mia di bolo e zacchete ... a me mancano tre pietre degli anelli. In pratica un urto forte aveva lesionato la struttura di 3 anelli della canna da pesca obbligandomi ad usare la canna di riserva (ne porto sei con me, ma comunque mi sono incazzato). Oggi appena mi sono liberato mi sono organizzato per la riparazione e fatte due foto mi sono messo all'opera per scrivere questo tutorial. In pratica la canna da pesca del tipo bolognese presenta anelli a ponte singolo, o anelli scorrevoli. Il vantaggio dell'uso dell'anello a ponte singolo è tutto legato alla leggerezza ed alla facilità di montaggio, essendo necessaria una sola legatua anzicchè due. Avendo una sola legatura possiamo poi procedere alla sostituzione dell'anello senza rifare la legatura stessa ma estraendo l'anello e rimettendone uno nuovo. Preparate dello scotch gommato, una pinza, colla tipo uhu uhu (no attak in quano troppo veloce, quindi non permetterebbe di posizionare corretamente l'anello), cartoncino o carta. Prendete la canna con la mano sinistra e impugnate con la destra la pinza, quidi afferrate l'anello per la parte di stelo che esce dallalegatura e fate una forza costante verso la cima dell acanna, In uno o duse seconi l'anello uscirà dalla legatura come una spina dalla presa, lasciando la legatura integra sia all'esterno che all'interno. Prendete il vostro ormai ex anello ed andate da un negoziante di fiducia per acquistare un nuovo anello, specificando sempre che ne volete uno con pietra (mai plastica). Al ritorno prendete lo scotch gommato e icoprite la parte a valle dell'anello, poi mettete la carta o il cartoncino tra la sezione dove state lavorando e la successiva per avere il campo sgombro ed evitare urti. Quindi prendete l'anello con le mani, meteteci della colla sullo stelo e poi infilatelo nella legatura. Tiratelo subito fuori, metteteci un altro goccio di colla e rimettetelo a posto. Spingete l'anello sino in fondo ma senza forzare, quindi tenete la canna orizontale e ferma per 12 ore ma solo dopo avere rimosso la colla sueprflua. In questo modo avrete risparmiato un sacco di soldi (l'anello costa 2 euri, la riparazione dal negozziante 10 euri ad anello) e avrete evitato di rifare le legature, con evidenti cambi di colore, colature e similia. A seguire tutte le foto della riparazione.

 
 
 

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lunedì 12 novembre 2012

Come è fatta la canna da pesca

Una grande rivoluzione nella tecnologia della produzione della canne da pesca è stata la diffusione della fibra di carbonio a prezzi accessibili a tutti gli appassionati. Prima del carbonio le canne erano in fibra di vetro, fenolico, legno ma i risultati intermini di curvatura dello stelo e leggerezza non erano minimamente paragonabili. Attualmente si utilizza la fibra di carbonio, anche se a dirla tutta la fibra di carbonio da la struttura alla canna mentre la matrice in resina le conferisce stabilità. La fibra di carbonio è in pratica un filato che vienen tessuto con particolari motivi per ottenere dei pezzi che paiono tessuto con i fili disposti in modo da avere rigidità, resistenza, elasticità in base alla canna che vogliamo produrre. Ovviamente in base allo spessore dle tessuto e alla disposizione delle fibre cambia azione della cannan e reistenza delle varie sezioni. Il tessuto di fibra di carbonio, in genere già intriso di resina epossidica non polimerizzata, viene arrotolata attorno al mandrino, una forma cilindrica che serve a fornire supporto e a dare la forma al fusto. Una volta terminata questa operazione si mette la canna in un forno ad alta temperatura che permette la polimerizzazione della resina e la stablizzazione della struttura. Ultimo elemento degno di nota è la spina. Questa è una riga longitudinale della canna dotata di particolare resistenza poichè è la zona dove la fibra di carbonio si accavalla. Avendo questa caratteristica va da se che l'azione di una canna varia a secondo che se la montiamo con gli anelli in spina o controspina.

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sabato 6 ottobre 2012

Sbloccare le sezioni di una canna telescopica

Le canne telescopiche sono di certo una grende comodità in quanto rendono possibile "montare" la canna solo facendone scorrere le sezioni senza dover badare agli spigot, innesti ed altro. Occorre però ricordare che le telescopiche vanno incontro ad un piccolo difetto legato proprio allo scorrimento delle sezioni: Il bloccaggio delle stesse. Questo problema capita a tutte le canne telescopiche indipendentemente dalla tecnica che si utilizza a causa si tutta una serie di circostanze che andremo ad analizzare. In primis abbiamo la pioggia e la forte umidità. Infatti quando piove le sezioni della canna si bagnano e quando andiamo a richiudere la telescopica rimane dell'umido nelle sezioni della canna. Alla pescata successiva quando andiamo ad aprire la canna il velo di acqua che è rimasto nella stessa fa scorrere le sezioni più del dovuto causandone il blocco. Problema analogo è dovuto all'umido della serata. Se durante la pescata muoviamo, ruotiamo o chiudiamo una sezione e poi la riapriamo poniamo dell'acqua tra le sezioni. lanciando poi queste scorrono tra di loro creano uno dei peggiori incastri. Altre possibili cause possono essere accumuli di sporcizia nell'incastro. Dovuti alla pastura utilizzata in pesca che spargiamo a causa delle mani sporche, segatura dei bigattini, resti di esche ecc. ecc. In tutti questi casi quando andiamo a chiudere la canna una sezione rimane bloccata e non ne vuole sapere di chiudersi. Cosa fare? In primis cerchiamo di sistemare la cosa prima di tornare a casa con la canna aperta. Mettiamoci comodi e osserviamo la situazione. Spesso per sbloccare il tutto basta ruotare leggermente le due sezioni. Ricordate di ruotare sempre nei due sensi in quanto potreste peggiorare la situazione. Se la cana non ne vuole sapere desistete, avrete bisogno di altro. Evitate colpi o movimenti strani, potete solo rompere il carbonio o danneggiare gli anelli. Portatela a casa e mettete dello svitol tra le sezioni, tenete la canna verticale e dopo un giorno riprovate. In alternativa prendete tre bottiglie di acqua e mettele nel freezer. Quando sono ghiaccio ponetele intorno alla sezione sbloccata, di modo che si abbassi la temperatura della zona. Quando la sentite davevro fredda provate a richiudere e a ruotare leggermente. In alternativa comprate una confezione di ghiaccio spray e irroratene la zona. In genere la sezione che da più problemi è quella di punta poichè è sottile e non potete fare forza. Se con tutti questi metodi non avete avuto alcun risultato smontate l'anello apicale (descritto qui) e chiedete l'aiuto di un amico. Fate in modo che il pedone sia fisso a terra e fate mantenere al vostro amico la canna, avendo cura che tutte le sezioni siano mantenute bene. Prendete un piccolo martello e una monetina, mettete questa sul cimino e poi martellate leggermente, senza violenza. L'effetto che stiamo cercando è legato alla vibrazione e non alla forza. Colpite quindi in asse con la canna, leggermente e vedrete che con pochi colpi leggeri tutto si risolverà. Se il blocco era dovuto a sporcizia lavate con cura l'interno e l'esterno della canna. Se invece notate la parte interna della canna umida tenete al solo per 2-3 giorni senza il tappo o soffiate con phon a bassa temperatura.

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giovedì 19 luglio 2012

Il rod dryer


Se vogliamo anellare una canna da pesca da soli per risparmiare ed essere sicuri di fare un buon lavoro occorre munirsi di un rod dryer. Il nome inglese significa asciugatore per la canna, e prende questo nome in quanto questo strumento serve a far asciugare il bicomponente che si usa per le legature in maniera uniforme, evitando il brutto e pericoloso effetto goccia. Infatti il rod dryer mette la canna in rotazione, facendo si che la colla si distribuisca uniformemente e nel ruotare si asciughi. La cosa più semplice da fare per il rod dryer è costruirselo da soli. Occorre un motore per la lavatrice con relativo potenziometro, quattro ruote in plastica, una cinghia ed un tendicinghia. La canna viene adagiata sulle ruote in plastica (per evitare danni al carbonio) mentre il moto viene trasferito dal motore alla cana grazie ad una cinghia (di derivazione automobilistica). Il tendicinghia serve a regolare la tensione della cinghia e per adeguare il tutto alla canna che stiamo anellando. Ricordate di fare due giri di scotch plastificato ni pnti di contatto della canna con le ruote onde evitare antiestetici graffi. In video un esempio di rod dryer.

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mercoledì 27 aprile 2011

Il vertical jigging – Attrezzatura

Per la pesca a vertical abbiamo bisogno di una canna appositamente studiata, in genere con ampi range di carico e tipicamente con il manico staccabile dal corpo della canna. Il mulinello deve essere un fisso del tipo 10000 di ottima qualità capace di sopportare i numerosi recuperi. La bobina va caricata con un trecciato di buona qualità mentre gli ultimi metri devono essere in fluorcarbon di 0,60 – 0,70 mm per aumentare il realismo del complesso pescante. Sempre necessario è il raffio per portare a borbo prede importanti e spesso molto combattive. La scelta del tracciata va fatta in base a canna, mulinello, fondale e prede ma in genere si ritiene che un 30 – 50 libre dovrebbero coprire quasi tutte le situazioni. Per ciò che concerne invece le imbarcazioni potete utilizzare gozzi, gommoni o barche più grosse, ma ricordate sempre di rispettare i limiti imposti dal costruttore per l'equipaggio. Poichè il vertical è una pesca faticosa potete anche organizzarvi a gruppi con una sola canna, tipo facendo due recuperi a personain gruppi da due, in modo da essere sempre in pesca con i jig e non lasciare mai l acolonna d'acqua scoperta.

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lunedì 28 settembre 2009

Gli amici di SdP - consigli per l'inglese


Pubblichiamo una mail di un nostro lettore di facbook che ci chiede: "Ciao a tutti io sn Lore 15 anni di Ischia (prov napoli) e sn un pescatore diciamo alle "seconde" armi...so già abbastanza cose sulla pesca ma quando andavo a pesca insieme ad un mio amico figlio di pescatore lui prendeva dei bestioni ed io mai niente...usavamo pasture diverse e forse è là che sbagliavo nel fare la pastura...etc. Sono qui oggi per chiedere che cosa posso permettermi con la mia canna e mulinello? Il mulinello 8 cuscinetti con lenza 150m dello 0,20 di buona marca (nel muniello entrano fino a 200m dello 0,20. Datemi dei consigli per pescare con la mia attrezzatura senza spendere molto...io uso la tecnica all'inglese con pastura o a calamari...di questi tempi mi sto preparando per andare a calamari...ditemi anche delle info per far attirare dei pesci con la pastura anche dall'odore...grazie".
Caro Lorenzo, eccoci qui a parlare della tua tecnica di pesca. In primis ti consiglio di leggere il nostro articolo sulla pesca all'inglese e di verificare un pò il tutto. Ricorda di caricare il mulinello con del filo 0,14 affondante, prepara lo svolazzo di almeno 1,5 mt con del buon filo 0,10 (in assenza di eccessiva turbolenza) e ami del 20. Misura spesso il fondo e fai in modo che le tue esche durante il loro peregrinare si trovino li. Usa 1 o 2 bigattini all'amo scegliendoli tra i più grosi e vivaci. Pastura poco e spesso, compatibilmente con la corrente, il vento e le onde. Se sei impossibilitato dal vento a pasturare in questo modo compara della colla x bigattini, così sarai sicuro che lavoraranno sul fondo. Veniamo poi alla voce pastura. Puoi comodamente comprare della pastura commerciale o in alternativa creare una ricetta tua. In genere un buon metodo potrebbe essere unire 500 gr di pastura commerciale (compra quella per la spigola) unita a 500 gr di pane grattugiato e 1/2 confezione di pancarrè. Unisci 10 sarde sbriciolate a pezzi piccoli e poi mischia leggermente e lentamente con acqua di mare. Aggiungi acqua mentre mischi facendo in modo che le palle di pastura delle dimenzioni di arance siano dura ma si rompano con un piccolo urto, adattando comunque la durezza alla profondità da raggiungere. Se le vedi polverizzarsi in superficie aggiungi farina bianca per ottenere più resistenza. Mischia comunque bigattini alla pastura e mettili al centro della palla che fai in quanto i bigattini stessi poi attireranno i pesci sul tuo amo. In questo modo si pescano dalle tue parti spigole, orate e seraghi. La tua attrezzatura credo sia giusta considerando la tua età, col tempo poi acquisterai materiale di certo migliore, ma ricorda che le prede spesso prescindono dai soldi spesi per le canne. In culo alla balena.

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