martedì 10 marzo 2015
Scegliere la lunghezza della bolognese
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Etichette: attrezzatura da pesca, bolognese, canna da pesca
domenica 28 dicembre 2014
Guida all'acquisto di una canna da pesca usata
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Etichette: attrezzatura da pesca, canna da pesca
giovedì 1 maggio 2014
Anellare una canna da pesca
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Etichette: anellare, anelli, canna da pesca, legare
lunedì 3 marzo 2014
Riparare una canna da pesca
Una delle rotture alla quale vanno più soggette le canne da pesca è la rottura dell'anello apicale. Su questo anello la lenza della bobbina sfila a velocità altissima durante il lancio, mentre al recupero sfrega con molta energia portando acqua marina. Una volta a casa se non operiamo ciclicamente lavaggio e spazzolamento degli anello potremmo ritrovarci con un anello corroso dal sale, quindi con i ponti ossidati pesantemente o il sostegno della pietra rotto. Se invece usiamo il multifibre potremmo avere la nostra pietra segnata, cosi come a seguito di una caduta accidentale sugli scogli. Se invece sbagliamo un lancio il filo potrebbe arrotolarsi attorno all'apicale e poi spezzare il cimino della canna in prossimità dell'anello a causa della forza cinetica impressa al piombo. In tutti questi casi possiamo risolver evelocemente avendo a disposizione pochi attrezzi utili e un anello do riserva. Ricordate che esistono vari tipi di anelli apicali ed è bene acquistarne sempre un assortimento di riserva da tenere in cassetta. Occorre poi avere un multiuso con pinza, colla a caldo, accendino. Se sostituite un anello lesionato scaldate il gambo dello stesso (dove è alloggiato il cimino) per 2-3 secondi e poi con la pinza tirate l'anello. Questo uscirà con un lievissimo sforzo. Guardate con attenzione il cimino alla ricerca di lesioni, spaccature o parti di cabonio mancanti. Se si dovesse evidenziare qualcuna di queste situazioni tagliate l'apicale (in genere bastano pochi mm) sino ad eliminare la parte rotta. Se invece si è rotta la canna recuperate l'apicale ed eliminatene la parte rotta del cimino, poi tagliate la punta per eliminare le parti sfibrate o danneggiate. Adeso abbiamo un cimino ed un anello. Prendiamo la colla a caldo e scaldiamone l'estremità con l'accendino sino a farla diventare liquida, poi passiamoci sopra il cimino e subito dopo poniamo il cimino nell'apicale. Per uno o due secondi ruotiamo il cimino nell'anello per ditribuire la colla. Aspettiamo due minuti e poi eliminiamo gli eccessi di colla che escono dall'anello. Ora non vi resta che continuare a pescare. Badate bene che mentre riscaldate l'anello questo potrebbe "scoppiare" verso fuori a causa di bolle d'aria presenti nella colla che lega cimino e anello, raccoglietelo, pulite l'alloggiamento per il cimino e poi proseguite.Pubblicato da Segreti della Pesca alle 09:40 2 commenti
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lunedì 3 febbraio 2014
Tutorial - Riparazione rapida anelli di una canna bolognese
L'altra sera sono andato a pesca ed all'arrivo sul molo il mio compagno di pesca apre la bolo e mi chiama ... c'era un anello senza la pietra, sintomo della rottura dell'anello a causa di un urto diretto. Gli dico di non preoccuparsi, apro la mia di bolo e zacchete ... a me mancano tre pietre degli anelli. In pratica un urto forte aveva lesionato la struttura di 3 anelli della canna da pesca obbligandomi ad usare la canna di riserva (ne porto sei con me, ma comunque mi sono incazzato). Oggi appena mi sono liberato mi sono organizzato per la riparazione e fatte due foto mi sono messo all'opera per scrivere questo tutorial. In pratica la canna da pesca del tipo bolognese presenta anelli a ponte singolo, o anelli scorrevoli. Il vantaggio dell'uso dell'anello a ponte singolo è tutto legato alla leggerezza ed alla facilità di montaggio, essendo necessaria una sola legatua anzicchè due. Avendo una sola legatura possiamo poi procedere alla sostituzione dell'anello senza rifare la legatura stessa ma estraendo l'anello e rimettendone uno nuovo. Preparate dello scotch gommato, una pinza, colla tipo uhu uhu (no attak in quano troppo veloce, quindi non permetterebbe di posizionare corretamente l'anello), cartoncino o carta. Prendete la canna con la mano sinistra e impugnate con la destra la pinza, quidi afferrate l'anello per la parte di stelo che esce dallalegatura e fate una forza costante verso la cima dell acanna, In uno o duse seconi l'anello uscirà dalla legatura come una spina dalla presa, lasciando la legatura integra sia all'esterno che all'interno. Prendete il vostro ormai ex anello ed andate da un negoziante di fiducia per acquistare un nuovo anello, specificando sempre che ne volete uno con pietra (mai plastica). Al ritorno prendete lo scotch gommato e icoprite la parte a valle dell'anello, poi mettete la carta o il cartoncino tra la sezione dove state lavorando e la successiva per avere il campo sgombro ed evitare urti. Quindi prendete l'anello con le mani, meteteci della colla sullo stelo e poi infilatelo nella legatura. Tiratelo subito fuori, metteteci un altro goccio di colla e rimettetelo a posto. Spingete l'anello sino in fondo ma senza forzare, quindi tenete la canna orizontale e ferma per 12 ore ma solo dopo avere rimosso la colla sueprflua. In questo modo avrete risparmiato un sacco di soldi (l'anello costa 2 euri, la riparazione dal negozziante 10 euri ad anello) e avrete evitato di rifare le legature, con evidenti cambi di colore, colature e similia. A seguire tutte le foto della riparazione.


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lunedì 12 novembre 2012
Come è fatta la canna da pesca
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Etichette: attrezzatura da pesca, canna da pesca, carbonio
sabato 6 ottobre 2012
Sbloccare le sezioni di una canna telescopica
Pubblicato da Segreti della Pesca alle 12:49 9 commenti
Etichette: blocco, canna da pesca, telescopica
giovedì 19 luglio 2012
Il rod dryer
Se vogliamo anellare una canna da pesca da soli per risparmiare ed essere sicuri di fare un buon lavoro occorre munirsi di un rod dryer. Il nome inglese significa asciugatore per la canna, e prende questo nome in quanto questo strumento serve a far asciugare il bicomponente che si usa per le legature in maniera uniforme, evitando il brutto e pericoloso effetto goccia. Infatti il rod dryer mette la canna in rotazione, facendo si che la colla si distribuisca uniformemente e nel ruotare si asciughi. La cosa più semplice da fare per il rod dryer è costruirselo da soli. Occorre un motore per la lavatrice con relativo potenziometro, quattro ruote in plastica, una cinghia ed un tendicinghia. La canna viene adagiata sulle ruote in plastica (per evitare danni al carbonio) mentre il moto viene trasferito dal motore alla cana grazie ad una cinghia (di derivazione automobilistica). Il tendicinghia serve a regolare la tensione della cinghia e per adeguare il tutto alla canna che stiamo anellando. Ricordate di fare due giri di scotch plastificato ni pnti di contatto della canna con le ruote onde evitare antiestetici graffi. In video un esempio di rod dryer.Pubblicato da Segreti della Pesca alle 12:35 2 commenti
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mercoledì 27 aprile 2011
Il vertical jigging – Attrezzatura
Per la pesca a vertical abbiamo bisogno di una canna appositamente studiata, in genere con ampi range di carico e tipicamente con il manico staccabile dal corpo della canna. Il mulinello deve essere un fisso del tipo 10000 di ottima qualità capace di sopportare i numerosi recuperi. La bobina va caricata con un trecciato di buona qualità mentre gli ultimi metri devono essere in fluorcarbon di 0,60 – 0,70 mm per aumentare il realismo del complesso pescante. Sempre necessario è il raffio per portare a borbo prede importanti e spesso molto combattive. La scelta del tracciata va fatta in base a canna, mulinello, fondale e prede ma in genere si ritiene che un 30 – 50 libre dovrebbero coprire quasi tutte le situazioni. Per ciò che concerne invece le imbarcazioni potete utilizzare gozzi, gommoni o barche più grosse, ma ricordate sempre di rispettare i limiti imposti dal costruttore per l'equipaggio. Poichè il vertical è una pesca faticosa potete anche organizzarvi a gruppi con una sola canna, tipo facendo due recuperi a personain gruppi da due, in modo da essere sempre in pesca con i jig e non lasciare mai l acolonna d'acqua scoperta. Pubblicato da Segreti della Pesca alle 18:29 2 commenti
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lunedì 28 settembre 2009
Gli amici di SdP - consigli per l'inglese
Pubblichiamo una mail di un nostro lettore di facbook che ci chiede: "Ciao a tutti io sn Lore 15 anni di Ischia (prov napoli) e sn un pescatore diciamo alle "seconde" armi...so già abbastanza cose sulla pesca ma quando andavo a pesca insieme ad un mio amico figlio di pescatore lui prendeva dei bestioni ed io mai niente...usavamo pasture diverse e forse è là che sbagliavo nel fare la pastura...etc. Sono qui oggi per chiedere che cosa posso permettermi con la mia canna e mulinello? Il mulinello 8 cuscinetti con lenza 150m dello 0,20 di buona marca (nel muniello entrano fino a 200m dello 0,20. Datemi dei consigli per pescare con la mia attrezzatura senza spendere molto...io uso la tecnica all'inglese con pastura o a calamari...di questi tempi mi sto preparando per andare a calamari...ditemi anche delle info per far attirare dei pesci con la pastura anche dall'odore...grazie". Caro Lorenzo, eccoci qui a parlare della tua tecnica di pesca. In primis ti consiglio di leggere il nostro articolo sulla pesca all'inglese e di verificare un pò il tutto. Ricorda di caricare il mulinello con del filo 0,14 affondante, prepara lo svolazzo di almeno 1,5 mt con del buon filo 0,10 (in assenza di eccessiva turbolenza) e ami del 20. Misura spesso il fondo e fai in modo che le tue esche durante il loro peregrinare si trovino li. Usa 1 o 2 bigattini all'amo scegliendoli tra i più grosi e vivaci. Pastura poco e spesso, compatibilmente con la corrente, il vento e le onde. Se sei impossibilitato dal vento a pasturare in questo modo compara della colla x bigattini, così sarai sicuro che lavoraranno sul fondo. Veniamo poi alla voce pastura. Puoi comodamente comprare della pastura commerciale o in alternativa creare una ricetta tua. In genere un buon metodo potrebbe essere unire 500 gr di pastura commerciale (compra quella per la spigola) unita a 500 gr di pane grattugiato e 1/2 confezione di pancarrè. Unisci 10 sarde sbriciolate a pezzi piccoli e poi mischia leggermente e lentamente con acqua di mare. Aggiungi acqua mentre mischi facendo in modo che le palle di pastura delle dimenzioni di arance siano dura ma si rompano con un piccolo urto, adattando comunque la durezza alla profondità da raggiungere. Se le vedi polverizzarsi in superficie aggiungi farina bianca per ottenere più resistenza. Mischia comunque bigattini alla pastura e mettili al centro della palla che fai in quanto i bigattini stessi poi attireranno i pesci sul tuo amo. In questo modo si pescano dalle tue parti spigole, orate e seraghi. La tua attrezzatura credo sia giusta considerando la tua età, col tempo poi acquisterai materiale di certo migliore, ma ricorda che le prede spesso prescindono dai soldi spesi per le canne. In culo alla balena.
Pubblicato da Segreti della Pesca alle 07:00 1 commenti
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