domenica 30 novembre 2014

Mulinello: frizione anteriore vs frizione posteriore

Come descritto in questo articolo la frizione del mulinello seve ad evitare stress al filo. Attualmente un mulinello a presa diretta sarebbe improponibile, sopratutto al grande pubblico, poichè difficile da gestire. Tuttavia occorre specificare che i pescatori di un certo livello quando praticano la pesca dal molo sono soliti avere tutta la frizione chiusa e lavorano il pesca cedendo e recuperando filo, avendo cura di lasciare libera la manovella nelle prime fughe del pesce. Un modo di pescare da veri professionisti che conoscono il pesce e l'attrezzatura che usano. Per coloro che invece usano la frizione in maniera classica al momento dell'acquisto occorre scegliere tra mulinello a frizione anteriore o frizione posteriore. I due modelli si distinguono dalla presenza della ghiera di regolazione nella parte della bobbina o dietro il mulinello. La differenza non è solo nella posizione ma anche nella fnzionalità. La frizione anteriore, grazie agli spazi disponibili sulla bobbina, presenta dischi di dimensioni maggio che permettono di modulare l'attrito, e quindi hanno una regolazione più fine ma sopratutto un amaggiore modularità nell'azione di pesca. D'altro canto per pesche fatte di continue regolazioni come bolognese e inglese occorre specificare che non è molto pratica da regolare e può far perdere tempo prezioso. La frizione posteriore ha la ghiera di regolazione in posizione più pratica ma soffre le dimensioni ridotte dei dischi che danno un effetto aperto chiuso. In pratica la frizione modula poco il suo effetto ed è aperta o chiusa, quindi occorre sapere bene come regolarla e quando cede filo. E' però utilissima per regolarne l'azione diverse volte durante il recupero, come faccio io, tipo aprendola molto durante le prime fasi per poi stringerla di poco dopo ogni fuga. A mio avviso tattica utilissima nella pesca a bolo e inglese per stancare il pesce e non deteriorare la montatura ad ogni pesce. In definitiva peri piccoli mulinelli meglio la frizione posteriore se si va a pesca al colpo, mentre per le grosse macchine da surf, bolentino e anche spinning meglio un mulinello a frizione anteriore capace di carichi maggiori e prestazioni modulabili. In foto c'è un mulinello con leva di combattimento. In alcuni modelli è presente in altri no, non è indispensabile, ma comunque molto utile, permette di avere la frizione tarata al punto giusto e con un semplice movimento da destra a sinistra si può allentarla o riportarla come in precedenza, utile in caso di trazione improvvisa del pesce.

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mercoledì 15 ottobre 2014

Report pesca porto di Baia

Porto di baia, ottobre 2014. Pescata a inglese pura con galleggiante 3+2 in con corpo in balsa. Canna Maver Normark 3 pezzi ad innesti, mulinello Shimano Katana 4000 con filo affondante in bobina, girella micro e fluorcabon 0.10 Shimano Aspire, amo 20. Esca bigattino fresco e vivace, condizioni meteo marine ottimali con scirocco montante laterale, poche raffiche davvero impegative.

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giovedì 9 ottobre 2014

Il censimento dei pescatori - aggiornato sino a ottobre 2014

Come probabilmente avrete appreso da altre fonti a dicembre c'è stato un decreto legge che ha istituito un nuovo strumento per monitorare la pesca sportiva e dilettantistica: Il censimento dei pescatori. In pratica visto che ci sono problemi nel monitorare e regolare i flussi di pesca si è provveduto a istituire uno strumento che registri i pescatori per farsi un'idea di quello che succede in spiaggia, dai moli, a bolentino, a traina. Per conoscere lo specifico delle modalità di registrazioen occorre aspettare che siano pubblicati i regolamenti attuativi e che siamo messi a conoscenza di quale ente e come acquisirà i dati. Al momento sappiamo solo che occorre "registrarsi" nelle modalità che apprenderemo poichè per i pescatori che non ottemperano saranno previste multe sino a 2000 euro. Il meccanismo prevede anche la possibilità di registrarsi entro i 10 giorni dalla rilevazione a pesca e di evitare la multa. Queste sono le notizie a disposizione ma va da se che molti hanno visto in questa novità l apreparazione del terreno per istituire una licenza di pesca in mare, ovviamente gestita dalla fipsas. Di certo l'istituzione di controlli e regolamentazioni a tutela del patrimonio ittico è una cosa buona e giusta, ma censire i pescatori sportivi sarebbe il passo seguente al controllo dei pescatori di frode e la loro repressione e il monitoraggio della pesca professionale. Lungi da Segreti della Pesca fare polemica vogliamo solo sottolineare che la pesca sportiva è responsabile del prelievo del 5 % del pescato totale, forse stiamo ricevendo troppe attenzioni in proprorzione al prelievo che operiamo a pesca.
Aggriornamento di febbraio
Il decreto Mipaaf del 6 dicembre 2010 è finalizzato a promuovere la rilevazione della consistenza della pesca sportiva e ricreativa in mare. La comunicazione, anche attraverso l'ausilio delle associazioni di pesca sportiva e ricreativa e le associazioni di pesca professionale, prevede di fornire alcune informazioni molto semplici, le generalità, il tipo di pesca praticato, le Regioni in cui si pratica questa attività. L'attestato della avvenuta comunicazione funzionerà da titolo per l'esercizio della pesca. Chi non avrà fatto la comunicazione, se soggetto a controlli, dovrà svolgere gli adempimenti previsti entro dieci giorni per non incorrere in sanzioni. Il servizio consente, al pescatore di fornire i propri dati e di produrre l'attestato, alle associazioni di operare per conto di tutti i pescatori che ne fanno richiesta. Di seguito viene spiegata la procedura di registrazione per l'utilizzo del servizio. Procedura: Effettuare la registrazione fornendo: nome e cognome del pescatore o del referente dell'associazione, email (casella di posta elettronica) a cui inviare la conferma della registrazione, password di identificazione e, per i soli referenti delle associazioni, il nome dell'associazione a cui fanno capo. Viene presentata una prima pagina in cui inserire le generalità del pescatore, e una seconda per le informazioni specifiche sul tipo di pesca praticata. A conferma della corretta conclusione delle operazioni sarà possibile stampare l'attestato dell'avvenuta comunicazione. Qualora il pescatore o l'associazione desiderino ristampare l'attestato, sarà sufficiente riaccedere al sito del Ministero, identificarsi e fornire nuovamente le generalità del pescatore interessato. Qui il link x la procedura.

Agosto 2012: aggiornato link, tutto permane. 
Marzo 2014: valido sino a dicembre 2014, qui il link
Ottobre 2014: pare si pagherà 20 euro da terra e 200 dalla barca per sostenere i pescatori professionisti, che vergogna.

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martedì 7 ottobre 2014

Pescare la spigola con il gamberetto

Il gamberetto è un animale molto diffuso nei porti e nelle scogliere e la spigola spesso prova ad insidiarlo senza troppa fortuna in quanto velocemente fugge e si mette al riparo. Inoltre il suo corpo emette numerose vibrazioni che attirano la spigola anche a notevoli distanze. Va da se che essendo la spigola ghiotta di questo crostaceo usarlo come esca avvantaggia nella pesca della regina. Se un bigattino appeso all'amo può destare dei sospetti a causa della ridotta mobilità il gamberetto vivo che nuota e si dimena con le sue antenne vibranti spinge la spigola ad avvicinarsi per mangiare questa difficile preda. La pesca con il gamberetto inizia con al ricerca delle esche. Andate nel porto ed esplorate la parte immersa della banchina con un retino. Di certo prenderete dei gamberetti raschiandone la parete. Un piccolo trucco consiste nell'illuminare la zona con la torcia. Se vedete dei puntini rossi significa che i gamberetti ci sono, infatti i puntini rossi sono i loro occhi. Se volete uare un metodo meno faticoso procuratevi una nassa, metteteci dentro una sarda e mettetela sul fondo del porto, di certo troverete all'interno i gamberetti dopo poco. Altro metodo interessante è usare la valanzola, antio strumento usato dai pescatori di gamberi. Una volta presi i gamberetti teneteli nella nassa a mare o in un secchio con acqua di mare e ossigenatore. Per la pesca con il gamberetto abbiamo bisogno di una bolognese da 6 mt, mulinello 1000 con filo dello 0,16 e terminale del 12. Galleggiante di 1,5 max 3 grammi e piombo concentrato in prosimità del galleggiante e piccola spallinata che deve terminare ad 1 mt dal gamberetto. Il fondo deve esere misurato con cura e il gamberetto deve lavorare a max 5 cm dal fondo per evitare che si intani. Con questa esca la spigola va cercata in prossimità della banchina, ovvero dove  trova inaturalmente il gamberetto. Alla mangiata non reagite con violenza ma attendete che la spigola butti giu l'esca, cosa che può richiedere anche diversi "assaggi". Solo a questo punto ferrate (con frizione molto aperta) e iniziate il combattimento. Agevolate le prime fughe della spigola e poi iniziate a forzare. ICAB.

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venerdì 1 agosto 2014

Canna ad innesti vs canna telescopica

Oggi vogliamo dedicare un pò di tempo ad una delle domande che più frequentemente ci viene fatta sia su facebook che in posta elettronica, ovvero se conviene acquisare canne telescopiche o ad innesti. Inziamo con un esempio motoristico: i motori a 6 cilindri sono + veloci, + potenti, fanno un rombo + bello e durano di +. Allora perchè tutti acquistano motori a 4 cilindri?? Ecco fatto il paragone con le canne. Quelle ad innesti sono come i 6 cilindri della pesca, ovvero sono molto più performanti nel lancio, durano di più grazie alla mancanza delle sezioni che portano molti problemi, segnalano meglio le abboccate, si piegano meglio e in tutto sono migliori essendo costruite in pezzi più lunghi. Ad esempio le ripartite da surf e paf da 4 mt sono in due pezzi, quindi hanno solo una soluzione di continuità lungo tutta la canna a differenza delle telescopiche che ne hanno almeno 4. Ciò significa azione migliore grazie al ridotto numero di giunzioni che per quanto curate alterano le idee progettuali degli ingegneri. Come contropartita le canne ad innesti sono sempre più ingombranti delle telescopiche, sono più problematiche nel montaggio, vanno curati gli innesti, al montaggio occorre allinearle bene, si trasportano con i mulinelli smontati, costano almeno il doppio delle telescopiche. Invece le telescopiche sono comode, puoi montare i muli e i finali a casa, col vento è meno difficoltoso allineare gli anello, costano poco e c'è una grande varietà. Da una accorta lettura del mercato appare poi evidente che le canne ad innesti sono tutte sempre molto più costose delle telescopiche poichè sono canne costruite per un pubblico esigente, esperto e che non lesina sulla struttura di canna, anelli e placca portamulinello in quanto vuole il meglio. Tutte le canne da spinning sono ad innesti in quanto la lunghezza di due metri circa ben si concilia con il trasporto. Le inglesi di buona fattura sono tutte ad innesti, canne di 3,90 mt circa fatte in tre pezzi ed a due innesi. Le ripartite da surf sono tutte solo a due pezzi con un innesto a spigot nel mezzo, le due sezioni sono lunghe entrambe circa 4 mt e per il trasporto necessitate di macchian comoda e spaziosa. Già da questa piccola carrellata si percepisce come le canne ad innesti sono sempre superiori a canne di analoga qualità ma con struttura telescopica grazie alla riduzione delle soluzioni di continuità. D'altro canto i problemi nel trasporto, i costi superiori e il livello tecnico del prodotto possono scoraggiare il neofito. Detto questo vi consigliamo di acquistare il prodotto più adatto alle vostre esigenze, ma sempre consapevoli dei limiti e dei pregi dle prodotto.

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venerdì 7 febbraio 2014

Pesca inglese di precisione alla spigola: galleggianti Drennan

Nella pesca scegliere la giusta attrezzatura da pesca è fondamentale, cosi come sapere cosa e dove comprare può fare la differenza tra catture e cappotti. Nello specfico nella pesca all'inglese alla ricerca della spigola conta la sensibilità del galleggiante e la sua affondabilità. Per questo motivo risultano eccezionali dei galleggianti prodotti dalla Drennan, storica marca inglese che produce galleggianti di altissima qualità studiati per la pesca delle carpe in superficie e adatti alla pesca di sensibilità. Nello specifico la scelta è caduta sul modello crystal insert, sia nella versione loaded (cioè con piombatura a goccia concentrata in coda e piccolo peso da distribuire sul terminale) che non piombata. La tipologia di galleggiante scelta si presenta molto sottile, circa 3 mm, e costruita in materiale brevettato dalla Drennan che lo rende elastico e totalmente trasparente in acqua per non spaventare i pesci. La versione loaded si tara distribuendo 1BB o 1.5 BB sul terminale, quindi permette di pescare con 0.6 - 0.8 gr di piombo a mare calmo e a profondità non eccessive. I non piombati vanno da AA a SG e permettono di pescare con massimo 4 gr di piombo, quindo sono più adatti a turbolenza e meteo incerto. Il diametro ridotto e la forma lunga ed affusolata (sino a 30 cm) li rende poco sensibili al vento, anche se poi nella lunga distanza perdono di visibilità a causa dell'antenna molto sottile. Per questo motivo è possibile comprare un kit di astine di ricambio presenti in vari colori e lunghezze, ma sopratutto nella versione alta visibilità con antenna maggiorata in diametro. In italia questi gioielli inglesi vengono commercializzati a 3.5 euro, quindi per prenderne il minimo che ci serve per avere un minimo di scelta siamo sui 20 euro. In inghilterra i prezzi sono molto più contenuti variano tra 1 e 1,5 sterline con spedizione tra le 3 e le 5 sterline (5 è signed for, ovvero raccomandata). Inoltre in italia non sono disponibili le antenne di ricambio. Fatti due conti conviene di sicuro acquistare in inghilterra questi ottimi galleggianti che durano nel tempo grazie agli ottimi materiali utilizati. Nelle foto il materiale che mi è arrivato per posta, sia i galleggianti che le antenne optional. In privato posso dirvi il sito dal quale mi sono fornito.

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mercoledì 29 gennaio 2014

La tuta termica

Ormai siamo a dicembre ed il vero pescatore è già in caccia della spigola per natale, vero must per tutti coloro che praticano il salt water. Le temperature però sono ormai allineate con le medie stagionali, portando spesso le minime notturne tra i 10 e 0 gradi a seconda della latitudine. Quindi a meno di non voler essere eroi o indossare numeroisi capi di abbigliamento necessitiamo di un capo tecnico: la tuta termica. Questo capo fa parte dell'attrezzatura da pesca di tutti i veri pescatori anche percgè grazie alla sua versatilità possiamo indossarne la parte superiore da ottobre in poi, riservandoci la salopette per i momenti più freddi dell'anno. Una buona tuta termica deve evere le seguenti caratteristiche: giubbino che copre almeno il sedere, tasche, cappuccio ergonomico con chiusura a cappello, bavero alto, water proof e wind proof, polsini con elastico, tasche interne ed eseterne, cerniera che si apre dal basso e dall'alto e munita di copertura. La salopette deve coprire il petto, esere munita di cerniera (anche a pesca si hanno bisogni fisiologici), cerniere alla caviglia per indossare gli stivali e imbottitura che arriva fino al ginocchio per poter camminare nell'acqua. Ovviamente poichè la useremo di notte i catarifrangenti saranno utilissimi. Non ce la sentiamo di consigliare una marca in quanto sarebbe un messaggio promozionale ma un buon prodotto si reperisce o su internet dall'inghilterra o in un ottimo negozio di pesca. Il costo si aggira da 80 a 150 euro e in genere dura diversi anni.

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domenica 20 ottobre 2013

Scacciare i topi

Spesso capita di andare a pesca in uno spot promettente, la pescata va nel verso giusto, i pesci ci sono ma all'improvviso ci rendiamo conto di avere compagnia. Alla famiglia dei ratti appartengono tantissime specie di animali ma tra tutti i più diffusi sono i topi. Siano essi di campagna o di fogna hanno un enorme potenziale distrutivo basato sulla loro capacità di mangiare praticamente di tutto. Spesso colonizzano anche zone a ridosso del mare, sopratutto scogliere e moli, dove trovano facilmente cibo e tane e sono poco combattuti. Infatti che io sappia al momento asl e comuni fanno poco o nulla per evitare che le scogliere divengano approdo sicuro per ciurme di topi affamati. Per il pescatore diurno il problema non sussiste in quanto con la luce difficilmente i topi si muovono allo scoperto. Il problema nasce alla notte sopratutto se abbiamo con noi della pastura o meglio delle sarde. A tale proposito conosco pescastori che in corsica pescando a surfcasting sono stati etteralmente assaliti da frotte di topi, un vero incubo. Per ovviare a questo piccolo inconveniente possiamo mettere in atto tutta una serie di azione per scoraggiare l'avvicinamento dei ratti e spingerli a tenersi a distanza. Iniziamo a tenere il cibo semrpe chiuso nello zaino, e se possibile appendiamo al tripode per evitare che i topi ne facciano un banchetto. Poi se pasturiamo evitiamo di spargere pastura in giro, teniamola nel secchio ed evitiamo di lasciare roba in giro, sopratutto pezzi di sarda che attirano i topi da molto lontano. Portiamo con noi dei petardi e spariamoli di notte appena avvertiamo lapresenza die topi, in questo modo si allontaneranno per un bel po, inoltre possiamo portare a pesca una radiolina e lasciarla accesa vecchio rimedio usato sulle scogliere per tenere lontani i ratti. Infine se proprio temete l'assalto dei ratti ola zona è molto infestata portate con voi uno di quesgli aggeggi ad ultrasuoni che si vendono nelle ferramenta per allontanare i topi, di certo otterrete un buon risultato. Ricordate che i problemi maggiori si hanno in estate, grazie al caldoe d alla maggiore disponibilità di cibo. In inverno abbiamo anche le mareggiate che cmunque contribuiscono ad abbattere le popolazioni di topi (fatevi un giro sulla spiaggia vicino la scogliera dopo una mareggiata violenta). Comunque se avete messo in pratica tutti questi accorgimenti e non vi siete liberati dei topi cambiate spot, di certo pescherete più rilassati.

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giovedì 10 ottobre 2013

Report dall'Irlanda


Sono appena rientrato da un viaggio in irlanda, patrtia della pesca all'inglese e territorio di elezione per questa tecnica. Confermo la passione della popolazione per la pesca all'inglese e la necessità di questa tecnica per ovviare ai problemi di vento e pioggia che renderebbero la pesca alla bolognese inadeguata. Sono stato in diversi negozi di pesca e posso affermare che l'assortimento è pari a quello italiano, ovvero fili pesi e galleggianti sono gli stessi rispetto ai nostri. I prezzi anche sono davvero allineati. anche per prodotti particolari, tipo i panchetti della Shakespere. Questo mi è parso strano poichè alcuni prodotti, tipo i crystal waggler, dovrebbero essere più economici essendo sviluppati e commerializzati (prodotti nn saprei) sempre in UK o Eire. Li costavano sempre 2,5 euro ma non erano corredati di astine di ricambio come quelli che si possono acquistare on line. I galleggianti sonos olo a penna di pavone, quelli in plastica che si trovano qui economici e commerciali nn esistono, come nn esistono le grammature ma solo il peso portato con le misure inglesi. Ovvio dire che si pescano soprattutto le carpe all'inglese mentre è molto popolare la pesca a mosca per insidiare il salmone. La crisi si vede anche nei negozi di pesca locale, anche se si respira comunque un'aria di passione e ripetto per le tecniche di epsca che probabilmente qui in italia viene stemperata dall'aspetto commerciale del lavoro.In definitiva ottimi prodotti e prezzi allineati ai nostri, l'unica differenza significativa pare essere l'ottimo assortimento di prodotti da noi rari, tipo i galleggianti in vera penna di pavone.

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lunedì 9 settembre 2013

Pesca inglese: i galleggianti a penna di pavone

La pesca all'inglese prevede l'utilizzo di galleggianti che scorrono sulla lenza per pescare a buone distanze e su buoni fondali con attrezzature relativamente corte e poco sensibili al vento. Tra i vari tipi di galleggianti per la pesca all'inglese abbiamo il modello a penna di pavone. Questo nome deriva dal primo e migliore materiale utilizzato per la costruzione di queste attrezzature da pesca. La scelta ricadde sulla penna di pavone poichè è un ottimo materiale idrodinamico, facile da bilanciare e relativamente economico da acquistare. Questo modello è indicato per la pesca in acque calme o al linite velate e si caratterizza per la ridottisima restenza all'affondamento che lo rende utilizzabile per le specie diffidenti. Nelle varie versioni piombate o meno con diversi ripartizioni della zavorra tra portata e distribuita permette di gestire le più diverse situazioni di pesca. Dal punto di vista costruttivo la parte di coda viene munita di un aggancio per lo scorrigallegginate che può essere piombato o meno, mentre la parte alta dell'asta (sempre dipinta in colori molto visibili) può essere munita di starlight per la pesca notturna grazie al tubetto di gomma in dotazione alla luce chimica. Le versioni moderne sono realizzate in plastica e sono sempre vendute nelle versioni piombata o libera ma hanno sempre l'alloggiemnto per lo starlight o l'astina colorata. Risultano mediamente sempre meno sensibili delle produzioni in penna di pavone ma molto più economiche. Esistono ovviamente delle costose eccezioni tipo i modelli crystal waggler, altamente sensibili e con deriva molto bassa per ottenere grande stabilità. In foto una piccola selezione di galleggianti con stelo in penna di pavone o plastica.

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venerdì 2 agosto 2013

Pesca al colpo: la pastura

Analogamente a quando detto per i bigattini anche per la pastura il principio che deve guidarci è stimolare il pesce ed attirarlo in prossimità del nostro calamento. A differenza dei bigattini la pastura soffre di meno della corrente ma occorre regolarne il punto dove vogliamo sia efficace grazie alla presenza di acqua. Vi faccio un esempio facile. Acquistate na confezione di pastura già pronta, di quelle in busta e portatela con voi a pesca. Giunti qui aggiungete acqua presa sullo spot (vecchio trucco che funziona sempre) e iniziate ad idratarla evitando la formazione di grumi. Dopo averla passata in un setaccio iniziate a fare una pallina delle dimensioni di una noce e lanciatene un paio. Poichè abbiamo aggiunto poca acqua vedrete che si sciglierà in superficie, ovvero giunta in acqua inizierà a sfaldarsi nella discesa in maniera diversamente proporzionale alla presenza di acqua. Invece se aggiungiamo altra acqua, facciamo riposare e mescoliamo con cura la pastura scenderà giù veloce e si fermerà in presenza del fondo, dove attirerà i pesci tipo i cefali. Quindi se siamo in cerca di pesci di galla o mezz'acqua andiamo piano con l'acqua e lanciamo piccole palle di pastura, invece se siamo alla ricerca del pesce di fondo grosse palle molto idratate, semmai con al centro una ventina di bigattini a mo di imbottitura. Il video che vi ho allegato mostra tutte le fasi epr la preparazioni della pastura, seguitelo con attenzioene d imitatene le varie fasi.

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domenica 28 luglio 2013

Finali incollati

Tra gli argomenti davvero nuovi nel settore pesca sportiva abbiamo di certo l'utilizzo dei terminali incollati. Questo modo di preparare i finali si è diffuso inizialmente tra i garisti per poi prendere piede anche tra pescatori più o meno evoluti, ma sempre ha avuto sostenitori e detrattori. Compito di questo articolo è analizzare tutti i fattori in maniera imparziale lasciando al lettore il compito di decidere sull'utilizzo del finale senza nodi.
Avete letto bene, l'incollaggio del finale ha il solo scopo di evitare i nodi, punti dove la lenza viene strozzata e quindi perde parte della sua resistenza. E' ormai un fenomeno noto che in presenza di un nodo la lenza perda parte del suo carico di rottura, e sono anche conosciuti i coeficienti di correzione per i vari nodi (ad es il nodo palomar ben eseguito da perdite minime). L'incollaggio del filo prevede di doppiare il filo e di incollarne le pari accoppiate. Inizialmente i pescatori utilizzavano delle colle cianoacriliche generiche, poi le evidenze di danni causati ai fili hanno spostato l'attenzione dei pescatori verso la Loctide 406, prodotto specifico per plastica e gomma che, a differenza dell'attak, non cristallizza la plastica e quindi arreca meno danni. Resta da capire se l'incollaggio deteriora il filo, da problemi con l'acqua o altro. In effetti i pescatori che utilizzano questo metodo non riportano rotture o problemi vari, ma poi alle prove di carico effettuate con dinamomento non sono emerse differenze tra incolaggio e nodi. Resta però da ricordare che il finle incollato (sopratutto se incolliamo le perline sul trave da surf) è più leggero e meno visibile, quindi in alcune situazioni potrebbe essere avvantaggiato. Però dal punto di vista della sicurezza nel lancio a pesca eventuli rotture potrebbero ferire noi o i nostri amici a pesca, e vi assicuro che un piombo da 100 gr lanciato uccide facilmente una persona, quindi è da starci attenti. Ricapitolando in condisurf o paf potrebbe risultare pericoloso fare asole con l'incollaggio a causa delle forti sollecitazioni in fase di lancio. In pesca leggera, bolognese, inglese, trota laghetto non avere nodi, pescare leggero ed invisibile potrebbe essere un vantaggio sugli altri pescatori se si riesce a fare incollaggi efficienti e puliti. Tutti gli utilizzi di atttak o similia a base cianoacrilica su nylon non sono affatto consigliati a causa della cristallizzazione dei polimeri. Infine alcuni pescatori incollano il terminale all'amo, pratica sulla quale non mi sento di consigliarvi.

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mercoledì 3 luglio 2013

Innesco del bigattino a calzetta

Il bigattino è un'esca molto catturante. Il segreto della sua efficacia risiede sia nella sua mobilità che nella possibilità di pasturare abbondantemente attirando i pinnuti in una nuvola di larve. Nella preparazione dell'innesco occorre però cosiderare che spesso anche ami del 22 o 24 risultano molto visibili in acqua a causa delle ridotte dimensioni della larva. Sopratutto per innescare il bigattino sul dorso occorrerebbe un amo davvero minuscolo per coprirne la maggior parte. Per ovviare a questo inconveniente i pescatori di spigole hanno un espediente davvero redditizio: l'innesco a calzetta. Il suo utilizzo è consigliato epr spigola e pesci molto diffidenti poichè maschera completamente l'amo. Per fare questo innesco occorre munirsi di due bigattini. Uno lo innescheremo tutto sull'amo facendo in modo che questo si trovi nel corpo della larva dalla curva sino alla paletta. Il secondo bigattino lo metteremo per la cosina sulla punta dell'amo. In questo modo avremo ricoperto l'insidia con la prima larva e con la seconda otterremo la mobilità dell'innesco che attira il predatore. Provate e fateci sapere.

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mercoledì 3 aprile 2013

Prede: Leccia stella

Come avevamo scritto nella presentazione del mese di settembre tra le prede più diffuse in questo periodo abbiamo le leccie stella. Questi pesci sono tipicamente pesci di galla che accostano in maniera massiva dopo la prima decade di settembre e fanno la gioia dei pescatori sportivi. Morfologicamente presenta corpo ovale ed appiattito con pinne dorsale e caudale appuntite. La coda è grossa e falcata e le conferisce la tipica forma a stella. Risulta molto e vidente la linea laterale che ha forma curva che risale verso la testa a 2/3 del corpo. La bocca, piccola e obliqua, è lievemente protrattile e la mascella inferiore è appena un po' più sporgente di quella superiore. I denti sono piccoli e acuminati e sono raggruppati in diverse serie. Le squame sono piccole e lisce. La colorazione è grigio azzurra sul dorso, fianchi azzurrastro madreperlaceo, con 3/4 macchie nerastre verticali. Ventre bianco lucido. E' una specie pelagica ma si avvicina alla costa in branchi. Si riproduce particolarmente da giugno a luglio. Si nutre di pesci pelagici (sardine e acciughe). Ha carni bianche, compatte e molto saporite. Raggiunge i 50 cm e mediamente è intorno ai 30 cm. La si cattura in tutto il Mediterraneo. I metodi per pescare questi furiosi e sportivi combattenti dalla terraferma sono molteplici. Possiamo insidiarle con una bombarda da 30 grammi alla quale segue un finale da 1,5 mt con attaccato un flotter in prossimità dell'amo. Esca coreano. In altermativa se siamo apesca a fondo possiamo utilizzare un paternoster il cui amo superiore sarà munito di flotter di colore sgargiante (rosso o giallo). Come esca coreano o esca rossa. A bolognese ed inglese le catture saranno ancora più numerose ed entusiasmanti grazie ai diametri ridotti e alla sensibilità delle canne. In antrambi i casi pasturate con bigattini abbondantemente e mettete all'amo due cragnotti. Fate in modo da pizzicarli sotto pelle per lasciarli vivaci e mobili. Ferrate con decisione e preparatevi ad un combattimento sportivo. La stella una volta percepito il pericolo inizierà a nuotare lungo tutot il molo/scogliera rendendo il recupero ricco di colpi di scena. Fat attenzione che se in prossimità dei vostri calamenti vi sono altri pescatori le stelle sono maestre nell'aggrovigliare tutti i finali. Buon divertimento.


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martedì 20 novembre 2012

Pesca Inglese: sgrassare il filo in bobina

Come anticipato nell'articolo sulla pesca all'inglese questa tecnica si rivela vincente quando viene praticata con la cima della canna nell'acqua e il filo (affondante)immerso. Molti di voi avranno osservato che dopo alcune ore di pesca il filo perde in parte il suo potere affondante e tende a rimanere sulla superficie dell'acqua rendendo meno pronta la ferrata. Questo fenomeno è dovuto all'accumularsi sul filo di sostanze idrofobe (in genre lipidi) che sono presenti nell'acqua e si legano al filo. Ora se pescando dalla scogliera il problema si presenta dopo diverse ore di pesca al laghetto in cerca delle caroe in presenza di forte pasturazione il problema si presenta dopo poche ore di pesca. Per ovviare a questo problema occorre pulire il filo con prodotti a base di tensioattivi non troppo aggressivi capaci di eliminare i lipidi dal filo in una unica passata ma senza logorarlo. Il metodo più usato consiste nel portare nello zaino da pesca all'inglese una bottiglietta di acqua da mezzo litro con del sapone per i piatti diluito in acqua (1 tappo in 200 ml) e una spugnetta da cucina del tipo molto poroso. All'occorrenza o a intervalli regolari mettete dell'acqua saponata sulla spugnetta e poi adagiate questa sul tripode, sulla recinsione del laghetto o sugli scogli e recuperando il filo fate in modo che questo scorra sulla spugnetta pulendosi. Se poi vi piave avere attrezzatura da pesca molto tecnica potrete acquistare anche accessori per il vostro panchetto che oltre a fare da rod pod alloggeranno la spugnetta per detergere il filo.

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martedì 6 novembre 2012

Aromatizzare i bigattini con il curry


Il curry è una spezia molto utilizzata in cucina nei paesi asiatici ed in particolare in india. Dire che è una spezia in effetti è un errore poichè il curry è composto da una miscela di spezie, tra le quali è sempre presente curcuma, cumino, pepe, cannella, zenzero, coriandolo. Il suo colore è un giallo intenso mente il sapore è piccante e penetrante, ottimo con le carni e col pesce. A livello alieutico il curry risulta importante come insaporitore di bigattini. Infatti bastano 4 cucchiai di curry per kg di bigattini per ottenere un aumento di catture dovuto a diversi fattori. Tra tutti pare che sia determinate il colore giallo che la curcuma dona al tutto e che lascia anche una scia giallastra al momento della caduta in acqua. Tale colore rimane comunque anche ai bigattini, rendendoli diversi e aromatizzati. Benchè il curry sia utilizzato da molto tempo nelle acque interne quale aromatizzante nella pesca a barbi e cavedani nella pesca in mare stà prendendo piede da poco. La sua efficace pare massima in foce. Occorre poi ricordare che unire il curry alla pastura vi può dare qualche chances in più in zone a grande pressione di pesca o in presenza di pesci apatici. Infatti il cumino e il coriandolo paiono avere propietà eccitanti e quindi potrebbero aiutarvi a spingere i pesci in frenesia alimentare. Il mio consiglio è di aromatizzare solo una parte della pastura e dei bigattini e di verificare l'effetto di questo aroma in base ai giorni e agli spot.

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domenica 4 novembre 2012

I piombi per la pesca all'inglese

La tecnica della pesca all'inglese concepita in UK e praticata in purezza prevede l'utilizzo di piombi spaccati specifici caratterizzati da grande morbidezza e resistenza. In pratica è possibile aprire e chiudere il piombino per molte volte senza danneggiarlo, e questo a tutto vantaggio della praticità in quanto durante la pescata possiamo cambiare assetto molto velocemente.Le misure disponibili sono BB, AB, AAA, SA e SSG e pesano rispettivamente 0.4, ,0.6, 0.8, 1.2, 1.6. Inoltre vi sono delle misure minori per bilancire la montatura. Occorre ricordare che i  piombi inglesi hanno la numerazione fissa, ovvero tutti i produttori si attengono alla stessa misura (BB è sempre 0.4 gr) mentre la misurazione italiana (che trovate a sx in tabella) è variabile in base al probuttore della piombatura ma sempre con numeri inversamente proporzionali al peso.
Aggiornamento del 24/10/2011. Sono stato in Irlanda e confermo che qui si pesca davvero con la tecnica all'inglese.

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giovedì 25 ottobre 2012

Esche: Il bigattino artificiale

Ultimamente mi sono trovato a parlare con alcuni amici pescatori delle presunte novità nel mondo della pesca e vi posso dire di avere trovato un articolo di cui parlarvi. Premetto che non sono sicuro della sua utilità ma di certo potrebbe esere una variante nella presentazione dell'esca: il bigattino artificiale. Queste larve sono in gomma morbida e riproducono fedelmente un bigattino vero nella forma e nella dimensione. Sono prodotti con materiali morbidi e leggermente galleggianti e possono essere utilizzati per produrre inneschi leggeri e particolarmente flottanti. Danno il meglio se utilizati in congiunzione con vermi reali in quanto il bigattino reale si muove ed emette vibrazioni mentre quello in silicone stà sull'amo a calzetta fisso (overo non si cambia mai) e sgalla leggermete l'esca rendendola leggera e flottante. Sono anche molto utili se la minutaglia da fastidio e danneggia le nostre esche. Tra i tanti modelli presenti sul mercato ve ne sono anche alcuni aromatizzati (non so se sia un pro o un contro) e comunque sempre potete usare anche gli aromi che più vi aggradano. Sono disponibili nei colori bianco, rosso e color bronzo da scegliere in base alla giornata e allo spot. Se li provate fateci sapere che risultati vi danno e come li utilizzate. Solo una precisazione. Visto che costano circa 10 €cent cadauno pasturate con bigattini veri.
Da Segreti della Pesca

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martedì 9 ottobre 2012

Pescare all'inglese


Iniziamo col chiarire che la pesca all’inglese è una delle discipline più nobili e versatili in assoluto, ma assolutamente non ha nulla a che vedere con tutte le varianti che si vedono a pesca. Canne telescopiche, cime fuori dall’acqua, nylon normali, piombi da bolognese e pasturatori sono delle contaminazioni di una tecnica nata con ben altri presupposti. La pesca all’inglese prende questo nome dal paese dove è stata inventata. Immaginate di abitare in un paese dove piove spesso, il clima è impietoso, il vento è la norma e voi siete degli appassionati di pesca al lago. Sopratutto il vento è capace di disturbare l’azione di pesca al colpo in quanto fa pressione sulla lenza in bando e sposta il galleggiante. Gli inglesi hanno risolto egregiamente il problema utilizzano canne ad innesti con molti anelli (almeno 15), fili affondante, galleggianti piombati che volano anche contro vento e piombi fatti di piombo morbido da aprire e spostare sulla lenza. Iniziamo a vedere l’attrezzatura. La canna per la pesca all’inglese è ad innesti, 3 sezioni e 15 anelli. Manico in sughero per avere pronta presa sotto la pioggia. Mulinello da 4000 imbobbinato con filo rigorosamente affondante, in modo da sfuggire all’azione del vento. Alla congiunzione del filo in bobina col finale microgirella. Finale in nylon sottile (0,14 – 0,10) e amo del 20 (se pescate a bigattini). La piombatura va fatta con 5 piombi del tipo da pesca all’inglese, ovvero di piombo morbido che all’occorrenza si aprono e si spostano, e a fine pescata si mettono di nuovo in cassetta. I galleggianti sono del tipo scorrevole e piombato (1+1, 2+1, 3+1, 1+2, 2+2, 3+2, ecc ecc ) con fusto lungo ed antenna colorata che all’occorrenza si smonta e fa posto allo starlight. In caso di mare mosso si possono montare piombi bodied, ovvero con il bulbo finale ingrossato che conferisce maggiore stabilità all’onda. A parte i galleggianti economici in plastica posiamo comprare quelli in penna di pavone. Molto costosi ma di certo migliori in pesca. I più attenti di voi staranno riflettendo sul galleggiante. Se monto il galleggiante scorrevole poi in pesca il nylon ci scorre dentro e io non posso regolare la profondità di pesca? Per ovviare a questo inconveniente fermiamo il galleggiante con un nodo uni a 3 spire e ripetuto 2 volte sul filo in bobina. Facciamo un esempio. Vorrei pescare da una scogliera su un fondale di 4 metri radente il fondo. Faccio il mio nodo stopper a 3,9 mt dall’amo e via. Facile e versatile in quanto il nodo lo posso spostare e salire a galla o scendere sul fondo. Non ve l’avevo ancora detto ma la pesca all’inglese è la più versatile in assoluto, infatti regolando il peso del galleggiante posso pescare più vicino o più lontano da riva. Inoltre avendo il filo teso tra la canna e il galleggiante la ferrata è veloce e precisa. Il massimo per inchiodare i pesci che mangiano male o incerti. In uno dei prossimi articoli parleremo della pesca all'inglese leggerissima per insidiare le spigole.

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sabato 25 agosto 2012

Bolognese: pescare in caduta

La pesca con la bolognese è una tecnica nobile che grazie a canne e montature legere permette di insidiare pesci anche di grossa taglia ingannandoli con il bigattino. La determinante della pesca alla bolognese è la montatura, ovvero la disposizione dei pallini di piombo. La zavorra, in base a dove è posizionata e come è distribuita va ad influire sul lavoro in acqua del bigattino e sulla segnalazione del complesso pescante al galleggiante.
Generalmente si usa distribuire il peso della zavorra a decrescere verso il basso, ovvero i pallini più pesanti sopra e più leggeri sotto. Se abbiamo la piombatura concentrata verso il galleggiante andiamo velocemente in pesca e facciamo muovere leggermente il nostro finale in corrente, avendo i pallini più pesanti nella parte alta del finale che sarà più stabile. Ad inizio pescata avremo però la parte del fondo poco pasturata e i pesci saranno alla ricerca delle larve verso gli strati medio alti della colonna d'acqua. In questa fase forse è meglio cercare li i pinnuti, che poi saranno anche più affamati. Per fare questo possiamo pescare in calata, ovvero ideare una montatura con peso distribuito uniformemente nella sua lunghezza. Avremo bisogno di un solo tipo di pallino disposto lungo il finale alla medesima distanza gli uni dagli altri. In questo modo il finale poggerà sull'acqua e scenderà lentamente dando grande naturalità alla larva di bigattino. Per completare il lavoro occorre un galleggiante leggero (max 1 gr) e un bigattino vivo e vispo appuntato leggermente sul dorso.

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