lunedì 22 giugno 2015

Le attrezzature da beach ledgering

Il beach ledgering è una tecnoca che permette di catturare belle prede a pochi metri dalla riva e con finali che tendono alla leggerezza. Per poter pescare al meglio occorrono delle canne leggere e flessibili che diano la possibilità di lanciare zavorre tra i 10 e i 70 grammi e di segnalare le tocche dei pesci. Per questo scopo sono state create canne apposite che coprono vari range di mare e di zavorre grazie alla possibilità di sostituire il vettino della canna (sempre di fibra di vetro) in modo da avere in una sola canna 3 azioni diverse. Il cimino da usare nelle varie condizioni va scelto in base alle condizioni del mare, alle zavorre lanciate ed alle prede in pascolo in quel determinato momento. I vantaggi sono indubi, avere una canna con tre cime ottimizza l'attrezzatura riducendo i costi. I mulinelli sono del tipo a bobbina fissa del tipo 4000, in modo da avere leggerezza e potenza insieme. In bobbina occorre un buon 20, shock leader e travi del 40. Per i terminali occorre mutuare molto dalla bolognese. Ovvero finali del 12 e ami del 20 -22 per il bigattino, del 10 per coreano o arenicola. Il principio del ledgering è ingannare con leggerezza, ed è per questo motivo che occorre usare tutti gli accorgimenti per non svelare le insidie degli ami ai pinnuti. Per pescare correttamente avremo bisogno di un tripode o un picchetto ben piantato.

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lunedì 24 giugno 2013

Il bigattino a beach ledgering

Come si diceva nell'introduzione al beach ledgering la nascita di questa tecnica è legata alla pesca in acque interne nel regno unito dove la si pratica solo ed esclusivamente con il pasturatore. Questo può essere riempito di larve di mosca carnaria piuttosto che di pastura o altro. Nel secondo caso il pasturatore prende il nome di method e iene usato per insidiare sopratutto carpe. Nel suo adattamento in mare volendo praticare la tecnica in purezza occorre pescare con il pasturatore riempito a bigattini e questi stessi o degli anellidi all'amo. Per il pasturatore possiamo acquistare quelli ovali già piombati o in alternativa dei paturatori senza piombo ai quali provvederemo a dare peso inserendo all'interno la zavorra necessaria per tenere il mare e raggiungere le distanze necessarie. L'utilizzo del bigattino è necessario in quanto ci permette di attirare i pesci anche da lontano e di tenerli in pastura. Ovvero i pinnuti si mettono in cerca del bigattino seguendone la scia e arrivano nei pressi della "fonte" dove trovano anche le nostre insidie. Per catturare prede più prestigiose o di taglia conviene mettere all'amo un anellide o altra esca più corposa del bigattino di modo che si crei competizione per il boccone migliore. I pasturatori in genere presentano numerosi buchi e tutti piuttosto grandi. Questo causa un repentino svuotamento del pasturatore con azione di pesca poco efficace. Per ovviare a questo problema possiamo occludere alcuni fori con nastro adesivo o colla a caldo o mischiare i bigattini con della pastura per ottenere effetto richiamo e elntezza nel rilascio delle larve.

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mercoledì 8 maggio 2013

Come fare un terminale per la pesca a ledgering

Abbiamo visto come prepararci alla pesca a ledgering, quale attrezzatura acquistare e quali sono i principi di questa tecnica. Orta per andare a pesca manca solo la preparazione del terminale. Vi ricordo che essendo questa tecnica di derivazione anglosassone e di adattamento dalle acque interne i terminali e le preparazioni si sprecano. In questa sede a noi interessa solo preparare un buon terminale versatile, catturante e pratico. Vi ricordo di munirvi di canna da ledgering (potete anche adattare una bolognese 4 mt e grammatura idonea alle zavorre) mulinello 4000 di discreta qualità e shock leader possibilmente da 0,30 o 0,40 mm. alla fine dello SL fate un'asola alla quale attaccherete il terminale con un moschettone ad aggancio rapido. Munitevi ora di:
2 mt di filo dello stesso diametro dello SL che farà da trave
2 girelle
1 moschettone
1 antitangle
1 perlina gommata mormida
1 pasturatore.
Ad una estremità del trave legate con un nodo palomar la girella, poi inserite la perlina gommata e poi l'antitangle con la parte lunga verso la girella. Quindi all'altre estremità del trave legate la girella con il moschettone attaccato. La preparazione del vostro termianle è finita. Un avoltra sulla spiaggia aprite la canna, fate scorrere lo SL negli anelli, quindo all'estremità preparata con l'asola unite il trave preparato a casa tramite il moschettone. Unite all'antitangle il pasturatore e legate il terminale alla girella. Coem misure vi consiglio un 12 per il temrinale e un 20 per l'amo, ma potete anche salire di dimensioni per esche differenti o turbolenza. ICAB

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lunedì 6 maggio 2013

Il beach ledgering in mare

Il beach ledgering è una tecnica di pesca "leggera" nata per le acque interne ma che permette di divertirsi anche in mare quando il meteo non promette mareggiate storiche e le scadute sono lontane anni luce dalle nostre spiaggie. Il beach ledgering consente di sfruttare a mare calmo le nostre spiaggie e i moli, i porti e le scogliere. Necessita quindi di attrezzi appositamente studiati per avere leggerezza e flessibilità di utilizzo. La zona di pesca in genere è raggiungibile nella media anche dai pescatori meno esperti ed attrezzati. Mancando mare mosso e forti correnti si preferisce stare in pesca con fili sottili, ami leggeri e complessi pescanti adatti alle situazioni di alta visibilità. Questa pesca si effettua di giorno piuttosto che di notte e come esca utilizza sempre arenicola, coreano, bibi, cozza, bigattino a differenza delle acque interne dove le esche sono sempre e solo i bigattini. Le prede che ricerchiamo sono orate, mormore, spigole, muggini e altri pesci che popolano le spiaggie. Ovviamente gli orari notturni saranno i più redditizi in quanto i pinnuti saranno maggiormente attivi. Gli spot saranno scelti in base alla presenza di foci o piccoli corsi di acqua, scogliere sommerse, canaloni o buche.

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mercoledì 24 aprile 2013

L'antitangle

L'antitangle è un piccolo accessorio utilissimo nel carp fishing, pesca a fondo, beach ledgering ed inglese. E' composto da un tubicino a forma di L con curva a 90°, bordi smussati ed attacco per il piombo formato da un'asticella di acciaio come in foto. Ci da il vantaggio di tenere separati fisicamente il piombo o il pasturatore dal bracciolo (a differenza di quanto accade nei terminali classici) in quanto lo stesso bracciolo diverge di 10-15 cm (a seconda dalle dimensione dell'antitangle. Durante il volo quindi non ci sono possibililità di aggrovigliamenti sul piombo o la sua girella. Inoltre anche durante il recupero il piombo scorre a distanza dal filo. Prepariamo ora il nostro terminale con l'antitangle. Ricordate che all'estremità con il lato lungo andrà il terminale. Prendete uno spezzone di nylon del diametro adatto ai vostri travi (a seconda dell'utilizzo che ne farete) e fateci un'asola. Passate poi il filo nell'antitangle avendo cura di avere l'asola in prossimità della parte corta e il filo libero da quella lunga. Al lato libero inserite una perlina grande di plastica morbida e poi legate una girella con un nodo palomar. Il vostro trave è pronto. Una volta a pesca non viresta altro da fare che attaccare al moschettone il piombo o il pasturatore e alla girella il vostro terminale creato con diametro ed amo adatto al momento ed alla tecnica.

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martedì 6 novembre 2012

Aromatizzare i bigattini con il curry


Il curry è una spezia molto utilizzata in cucina nei paesi asiatici ed in particolare in india. Dire che è una spezia in effetti è un errore poichè il curry è composto da una miscela di spezie, tra le quali è sempre presente curcuma, cumino, pepe, cannella, zenzero, coriandolo. Il suo colore è un giallo intenso mente il sapore è piccante e penetrante, ottimo con le carni e col pesce. A livello alieutico il curry risulta importante come insaporitore di bigattini. Infatti bastano 4 cucchiai di curry per kg di bigattini per ottenere un aumento di catture dovuto a diversi fattori. Tra tutti pare che sia determinate il colore giallo che la curcuma dona al tutto e che lascia anche una scia giallastra al momento della caduta in acqua. Tale colore rimane comunque anche ai bigattini, rendendoli diversi e aromatizzati. Benchè il curry sia utilizzato da molto tempo nelle acque interne quale aromatizzante nella pesca a barbi e cavedani nella pesca in mare stà prendendo piede da poco. La sua efficace pare massima in foce. Occorre poi ricordare che unire il curry alla pastura vi può dare qualche chances in più in zone a grande pressione di pesca o in presenza di pesci apatici. Infatti il cumino e il coriandolo paiono avere propietà eccitanti e quindi potrebbero aiutarvi a spingere i pesci in frenesia alimentare. Il mio consiglio è di aromatizzare solo una parte della pastura e dei bigattini e di verificare l'effetto di questo aroma in base ai giorni e agli spot.

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lunedì 16 luglio 2012

Esche: I bigattini

Il bigattino è un'esca eccezionale a pesca sia nelle acque interne che a mare. La sua capacità di attirare i pesci è data dalla sua grande mobilità e dall'effetto che le larve creano nell'acqua. Una miriade di vermetti bianchi che si muovono insieme e creano una nuvole di cibo "gratis" manda i pesci in frenesia alimentare, spingendoli a mangiarli senza remore. Biologicamente il bigattino è la larva della mosca carnaria, una delle mosche più grandi che si vedono dalle nostre parti, caratterizzata da riflessi metallici sul suo esoscheletro di colore nero. La mosca carnaria depone le sue uova nella carne in putrefazione, e dopo pochi giorni queste si schiudono ed escono le larve, di colore bianco. Il ciclo consta di diverse fasi larvali, ognuna delle quali caratterizzata da aumento di dimensioni e peso rispetto a quella precedente. Alla fine si ha la trasformazione in mosca e il ciclo ricomincia. A pesca siamo soliti utilizzare larve appartenenti all'ultimo stadio larvale, grandi e molto mobili, caratterizzate da una evidente macchia nera. Queste larve non si alimentani più poichè cercano solo del terreno in cui impuparsi e divenire mosche (la fase di pupa definita dai pescatori claster viene usata comunque per la pesca) . I bigattini che si utilizzano a pesca sono di allevamento, ovvero vi sono delle grosse fabbriche in prossimità degli allevamenti di polli create come serre all'interno delle quali vi sono dei bancali che ospitano migliaia di carcasse di questi pinnuti nelle quali vivono e crescono le larve. Ciclicamente vengono raccolte le larve mature ed avviate alla commercializzazione. Generalmente queste fabbriche si trovano in luoghi isolati a causa dei miasmi di carne putrida che si generano. Per utilizzarle come esche le larve della mosca carnaria devono essere conservate a bassa temperatura. Una volta tirate fuori dal frigo vanno tenute in un sacchetto di stoffa (sacca porta bigattini) in un luogo areato. A pesca per valorizzare questa potente esca occorre utilizzare ami piccoli, in genere dal 20 a salire, e lenze sottili, tipo 0,10. Di giorno è consigliabile il fluorocarbon. Questa esca da il meglio di se quando si insidiano i pinnuti dalle scogliere, venendosi a creare una scia di bigattini che i pesci inseguono. Molto utile anche per la pesca all'inglese con e senza pasturatore e nel beach ledgering nella pesca col feeder o pasturatore. L'inesco classico prevede due bigattini sull'amo, uno a calzetta ed uno sulla punta, ma anche la larva singola appuntata sottopelle sul dorso regala belle soddisfazioni. L'uso del bigattino come esca è determinato da specifici regolamenti, con sanzioni molto salate sia in acque interne che a mare. Prima di pescare con questa esca informati in merito allo spot dove sei diretto. Aggiornamento di novembre 2011: ci viene richiesto come riconoscere facilmente un bigattino fresco, e quindi resistente e duraturo. ovete cercare sulla parte stretta del corpo una macchia nera. Se c'è indica un pasto recente, quindi un arrivo in negozio recente che comporta più energia e mobilità.

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