Riprendiamo la stagione formale della pesca alla spigola con un articolo sulla pesca alla spigola con il vivo, nello specifico utilizzando l'anguillina. Questo pesce è molto particolare, forma allungata e colore verde metallico tendente al marrone, vive nelle acque salmastere pare risalga sino al mare dei sargassi per la riproduzione. Anche se sui suoi spostamenti esistono numerose e contrastanti teorie la spigola, qiella grande, non ha remore nell'attaccare l'anguillina se la trova a portata di muso, sopratutto se è in mare e non occorre rincorrerla tra rami e ostacoli delle foci. Per insidiare la spigola occorre innansitutto procurarsi delle anguilline. Questa si possono acquistare in pescheria o pescarle nei laghi salmastri con la bolognese e pochi euro di bigattino. In tal caso muovetevi di notte e munitevi di numerosi teminali di ricambio poichè l'anguillina tende ad ingoiare e a deteriorare il finale con i suoi denti. Una volta catturate vanno conservata in un secchio con areatore e possono durare pure mesi, avendo cura di cambiare l'acqua ogni 3 giorni e di tenerle al fresco. Una volta portate in spiaggia occorre pescare con il sostema della teleferica, ovvero lanciare il piombo con filo diretto e poi agganciare il finale con il moschettone. Qui articolo sulla teleferica. Gli ami devono essere commisurati alle dimensioni del pesce esca e comunque in genere del tipo beack a gambo medio. Vanno usati in numero di uno o due lungo il dorso e fatti penetrare bene sotto la pelle. La coda va spezzata per evitare aggrovigliamenti del filo terminale. I risultati migliori si ottengono di notte e con il picco di marea, con mare torbido anche di giorno. Ricordate che l'anguillina è per la spigola una preda ambita e come tale non tarderà ad attaccarla se la trova in mare. Qui articolo su spigola catturata con anguillina in sardegna. Ricodate che la pesca con l'anguillina non sarebbe consentita se questa è sottomisura, anche se purtroppo la pratica di utilizzarla è molto diffusa.lunedì 16 febbraio 2015
L'anguillina per pescare la spigola
Riprendiamo la stagione formale della pesca alla spigola con un articolo sulla pesca alla spigola con il vivo, nello specifico utilizzando l'anguillina. Questo pesce è molto particolare, forma allungata e colore verde metallico tendente al marrone, vive nelle acque salmastere pare risalga sino al mare dei sargassi per la riproduzione. Anche se sui suoi spostamenti esistono numerose e contrastanti teorie la spigola, qiella grande, non ha remore nell'attaccare l'anguillina se la trova a portata di muso, sopratutto se è in mare e non occorre rincorrerla tra rami e ostacoli delle foci. Per insidiare la spigola occorre innansitutto procurarsi delle anguilline. Questa si possono acquistare in pescheria o pescarle nei laghi salmastri con la bolognese e pochi euro di bigattino. In tal caso muovetevi di notte e munitevi di numerosi teminali di ricambio poichè l'anguillina tende ad ingoiare e a deteriorare il finale con i suoi denti. Una volta catturate vanno conservata in un secchio con areatore e possono durare pure mesi, avendo cura di cambiare l'acqua ogni 3 giorni e di tenerle al fresco. Una volta portate in spiaggia occorre pescare con il sostema della teleferica, ovvero lanciare il piombo con filo diretto e poi agganciare il finale con il moschettone. Qui articolo sulla teleferica. Gli ami devono essere commisurati alle dimensioni del pesce esca e comunque in genere del tipo beack a gambo medio. Vanno usati in numero di uno o due lungo il dorso e fatti penetrare bene sotto la pelle. La coda va spezzata per evitare aggrovigliamenti del filo terminale. I risultati migliori si ottengono di notte e con il picco di marea, con mare torbido anche di giorno. Ricordate che l'anguillina è per la spigola una preda ambita e come tale non tarderà ad attaccarla se la trova in mare. Qui articolo su spigola catturata con anguillina in sardegna. Ricodate che la pesca con l'anguillina non sarebbe consentita se questa è sottomisura, anche se purtroppo la pratica di utilizzarla è molto diffusa.Pubblicato da Segreti della Pesca alle 09:12 2 commenti
Etichette: anguillina, spigole, vivo
sabato 3 gennaio 2015
Il surfcasting
Filo in bobina 0,35 mm
Shock leader 0,60
Bracciolo 0,26 – 0,30 – 0,40
Ami zerati di dimensioni appropriate all’esca
Piombo a piramide, sfera, cono da 5 oz – 150 gr.
Pubblicato da Segreti della Pesca alle 11:39 4 commenti
Etichette: battute di pesca, esche, esche proteiche, scaduta, spigole, surfcasting, tecnica
mercoledì 10 dicembre 2014
Pesca dalla spiaggia con la bolognese a Ischia
venerdì 17 ottobre 2014
Esche: Il trancio di spigola
Abbiamo visto come il trancio del cefalo possa essere efficaci nella pesca a predatori affamati quali spigole e serra, oltre a tutti i pesci di grosse dimensioni in cerca di cibo. Occorre però ricordare che oltre alla sarda o al miggine vi è una specie dalla carne deliziosa che attira molto ma molto i pesci, in particolare il pesce serra: il filetto di spigola. In questo caso avremo cura di prendere una spigola di allevamento, di quelle che il supermercato vende a 4-5 euro al kg, nella pezzatura più piccola. Le ragioni che stanno dietro la scelta delle spigole di allevamento è banalle: uesti pesci sono allevati con mangimi ad alto tenore proteico e calorico, il che unito al ridotto movimento le rende utilisime per la pesca al serra in quanto gli oli si sciolgono e lasciano in acua una scia odorosa. Inoltre il serra si ciba quotidianamente di piccole spigole, quindi ne riconosce il sapore e la consistenza delle carni. Pubblicato da Segreti della Pesca alle 15:06 5 commenti
Etichette: esche, esche proteiche, filetto, pesce serra, spigole, surfcasting
martedì 7 ottobre 2014
Pescare la spigola con il gamberetto
Il gamberetto è un animale molto diffuso nei porti e nelle scogliere e la spigola spesso prova ad insidiarlo senza troppa fortuna in quanto velocemente fugge e si mette al riparo. Inoltre il suo corpo emette numerose vibrazioni che attirano la spigola anche a notevoli distanze. Va da se che essendo la spigola ghiotta di questo crostaceo usarlo come esca avvantaggia nella pesca della regina. Se un bigattino appeso all'amo può destare dei sospetti a causa della ridotta mobilità il gamberetto vivo che nuota e si dimena con le sue antenne vibranti spinge la spigola ad avvicinarsi per mangiare questa difficile preda. La pesca con il gamberetto inizia con al ricerca delle esche. Andate nel porto ed esplorate la parte immersa della banchina con un retino. Di certo prenderete dei gamberetti raschiandone la parete. Un piccolo trucco consiste nell'illuminare la zona con la torcia. Se vedete dei puntini rossi significa che i gamberetti ci sono, infatti i puntini rossi sono i loro occhi. Se volete uare un metodo meno faticoso procuratevi una nassa, metteteci dentro una sarda e mettetela sul fondo del porto, di certo troverete all'interno i gamberetti dopo poco. Altro metodo interessante è usare la valanzola, antio strumento usato dai pescatori di gamberi. Una volta presi i gamberetti teneteli nella nassa a mare o in un secchio con acqua di mare e ossigenatore. Per la pesca con il gamberetto abbiamo bisogno di una bolognese da 6 mt, mulinello 1000 con filo dello 0,16 e terminale del 12. Galleggiante di 1,5 max 3 grammi e piombo concentrato in prosimità del galleggiante e piccola spallinata che deve terminare ad 1 mt dal gamberetto. Il fondo deve esere misurato con cura e il gamberetto deve lavorare a max 5 cm dal fondo per evitare che si intani. Con questa esca la spigola va cercata in prossimità della banchina, ovvero dove trova inaturalmente il gamberetto. Alla mangiata non reagite con violenza ma attendete che la spigola butti giu l'esca, cosa che può richiedere anche diversi "assaggi". Solo a questo punto ferrate (con frizione molto aperta) e iniziate il combattimento. Agevolate le prime fughe della spigola e poi iniziate a forzare. ICAB. Pubblicato da Segreti della Pesca alle 08:02 16 commenti
Etichette: bolognese, inglese, pesca col gamberetto, porto, spigole
giovedì 14 agosto 2014
Come attirare i grossi pinnuti: La sarda
Sardina pilchardus La sardina è da sempre l'esca d'elezione per la pesca professionale. Basta pensare che le coffe, lenze con centinaia di ami, sono state da sempre innescate con le sarde, cosi come si sono usate le sarde come esca nelle nasse. La sarda è definito un pesce povero in quanto sul mercato spunta sempre prezzi molto bassi (max 2 euro al chilo) anche se occorre ricordare che in cucina esistono piatti di grandissimo pregio creati con questo pesce (come non pensare alla paste con la sarda tipica della sicilia). Questo pesce è molto diffuso nel mare mediterraneo dove si sposta in branchi numerosi e compatti, tanto che i pescatori professionisti usano prenderle con le reti a circuizione. Il segreto della sua attrattiva nei confronti dei pinnuti è legato alla ricchezza di olio nelle sue carni. Una volta in mare crea una scia odorosa che richiama i pesci proprio nella sua direzione. La sarda può essere innescata sia tal quale che eviscerata e rivoltata. Nel primo caso durerà più a lungo in mare, nel secondo diffonderà più velocemente il suo olio nel mare, quindi attirerà prima i pinnuti. Il suo innesco prevede sempre l'utilizzo di ami zerati di grosse dimensioni, al fine di garantire una precisa allamata e evitare le mangiate a vuoto. E' sempre consigliato l'utilizzo di due ami nel filetto di sarda, sempre disassati di almeno 90 gradi, per aumentare le possibilità di allamata nella bocca del pinnuto. Per innescare la sarda occorre sempre del filo elastico, ovvero del filo che si acquista in comodi rocchetti nei negozi di pesca e che ha una elevata elasticità, e che quindi usiamo per dare compattezza ai filetti di sarda. Spigole, pesci serra, gronchi sono di sicuro le specie che sono più attirate dalla sarda, quindi di seguito riportiamo brevemente la tecnica da utilizzare per ognuna di queste.
Spigola: nei mesi da novembre a gennaio la spigola è sempre alla ricerca di cibo poichè si avvicina il periodo riproduttivo e necessita di proteine per portare avanti le uova. In questo contesto possiamo utilizzare un long arm o uno short (preferibile) con terminale di circa 1 metro con innesco di sarda con polistirolo all'interno per dargli mobilità. Se occorre fare grosse distanze è opportuno munire il terminale di bait clip.
Pesce Serra: pesce molto diffuso sulle coste italiane, presente principalmente nei mesi estivi e molto ma molto aggressivo. Attacca voracemente le prede, spesso nel recupero di piccoli grufolatori attaccati ai nostri calamenti si registrano attacchi ed al pescatore non arriva che la testa del pinnuto. Per i calamenti vale quanto detto per la spigola salvo inserire almeno 30 cm di cavetto di acciaio resistente ai denti del pesca serra. Per insidiare il serra occorre sempre inserire polistirolo nell'innesco.
Gronco: Pesce di forma allungata, molto vorace ed attivo solo alla notte. Per la pesca si utilizza generalmente un long arm con finale in cavetto di acciaio e sarda. Per aumentare l'attrattiva dell'esca si può inseirre uno starlight sulla sarda.
Pubblicato da Segreti della Pesca alle 16:35 2 commenti
Etichette: esche, grongo, pesce serra, sarda, sardina, spigole
venerdì 6 giugno 2014
Spigole a spinning dalla scogliera
Pubblichiamo le foto della catture di Alessando (Alex Noise su facebook) pescatore abituale a spinning sulle scogliere marchiggiane. Il nostro amico ci scrive: ecco le foto delle regine che ho preso fin ora quest'anno, sono 3. Le spigole sul tavolo sono due foto, in una ne vedi due nell'altra ne vedi una sola sola, bene quella coppia l' ho prese il 27 aprile 2010 e pesano rispetivamente: 3.2 kg e 1.3 kg. Quella nella foto in cui ci sono anche io hai una regina di 4.1 kg presa il 10 maggio 2010. Non so cosa scrivervi a parte che pesco a spinning e, chiaramente, le ho prese a spinning da scogliera ..... come dicevo l'altro giorno, qui ce ne sono abbastanza, solo che non è facile ingannarle a spinning eheheh. Qualcosa di tecnico. Come artificiale un minnow affondante (solo perchè avevo finito i floating) quindi recuperato a canna alta per non farlo andare sotto (testa rossa classico). Il meteo: il mare era mosso ma con l'onda lunga che faceva la schiumetta (quella da spigola eheh) e pioveva a dirotto, ho preso tanta ma tanta acqua. L'orario preciso non l'ho guardato cmq la battuta di pesca s'è svolta dalle 23:00 alle 3:00. Tutto questo per quanto riguarda l'ultima spigola, quella da 4.1 kg, le altre due le ho prese in una battuta ad aprile, in 2 spot diversi, sempre dalle 23:00 alle 3:00 ma con un testa rossa floating ed il mare era calmo, e c'era la luna piena, non mi ricordo se fosse proprio luna piena o calante, ma cmq era una bella palla! Tutto questo per sfatare i miti della TV, le spigole quando ci sono ci sono, quando non ci sono non ci sono. Poi ovvio, un pò di manico nello scegliere e giostrare l'artificiale ci vuole.Se avete bisogno di altre info fammi sapere tramite facebook.

Pubblicato da Segreti della Pesca alle 11:02 1 commenti
giovedì 8 maggio 2014
Catturare le corbole e conservarle sino alla prossima pescata
lunedì 14 aprile 2014
L'arenicola o esca rossa
L’arenicola o esca rossa è la principale esca che si utilizza a PAF (pesca a fondo). È un verme di colore rosso bruno e riflessi di colore viola acceso, tipico delle coste campane dove vive in pochi centimetri di sabbia. Tra tutte le esche utilizzate è molto popolare in quanto è l’unica ad avere a mio avviso una marcia in più. In estate attira le mormore e le orate, in inverno utilissima per le spigole. Occorre però ricordare che questo anellide non è utile per allamare il pesce della vita, ma risulta utilissimo per prede di media-piccola pezzatura. Molto conosciuta col nome di esca napoletana in quanto in questi territori è molto diffusa, tanto da essere esportata da qui a tutte le principali zone di pesca italiane. Questo anellide teme il caldo, tanto da essere sempre conservato in frigo. È venduto in vaschette di polistirolo dalle dimensioni di 10x20 cm nelle quali si trovano in genere 6 vermi immersi in della sabbia scura (origine vulcanica). Veniamo ai prezzi: in Campania il prezzo oscilla tra i 5 ed i 6 euro alla scatola, in giro per l’Italia si trova a circa 8 euri. Questo anellide è però anche famoso perché se maneggiato in maniera impropria si fraziona in numerosi pezzi rendendone impossibile l’innesco. Il trucco per evitare questo problema è di passare l’anellide intero nella sabbia per pochi istanti per renderlo meno scivoloso e poi innescarlo, partendo dalla testa, su di un ago apposito lungo almeno 25 cm. Innescata intera con la testa sull’amo attira grosse prede, se poi preferite inneschi più piccoli tagliatela sempre dopo averla messa sull’amo. Visto il costo elevato spesso il pescatore + smaliziato la utilizza x gli inneschi misti.Pubblicato da Segreti della Pesca alle 20:37 7 commenti
Etichette: arenicola, esca rossa, esche, mormore, spigole
giovedì 27 febbraio 2014
Surfcasting: Innescare il cannolicchio
Il surfcasting è la pesca invernale per eccellenza, tecnica apprezzata solo dai veri pescatori che non temono il vento e la pioggia. Una delle esche tipiche del surfcasting è il cannolicchio, mollusco bivalve utilizzato sempre a pesca in inverno e capace di attirere tutte le specie che battono le spiaggie invernali, ovvero spigole, saraghi, gronghi, ombrine. Il problema sorge nella preparazione dell'innesco, poichè le onde e la corrente riducono la tenuta del cannolicchio all'amo. Già parlammo del filo elastico utilizzato per rassodare le esche ma ora vedremo nello specifico come innescare il cannolicchio e tenerlo moto tempo in acqua senza risentire del tempo ed evitando che nel lancio diventi una massa informe e poco ferrante a causa della sua risalita sull'amo. Prendete il cannolicchio e separatene il corpo dalle valve, passatelo sull'ago da innesco e di li all'amo (generoso) di modo che dalla lingua bianca sbuchi la punta dell'amo. Dopo accostate l'ago all'innesco e poiiniziate a passare il filo elastico per rassodare l'innesco. Fate molti giri di filo ma ricordate che il segreto è passarlo anche sul cannolicchio nella parte dopo la punta del'amo. Stringendo bene, facendo un bel nodo alla fine e rassodando tutta la lunghezza del cannolicchio non avrete problemi di sorta e la punta dell'amo sarà sempre scoperta e ferrante, pronta a pungere la spigola di turno. Pubblicato da Segreti della Pesca alle 16:42 3 commenti
Etichette: cannolicchi, esche, esche proteiche, spigole, surfcasting
lunedì 24 febbraio 2014
Segreto per conservare le esche a lungo
Può capitare di decidere improvvisamente di andare a pesca e di non avere la possibilità di acquistare esche. A questo fine è bene comprare una bella quantità di cannolicchi e porli in un barattolo immersi in una soluzione satura composta da acqua e sale da cucina (circa 300 gr di sale per ogni litro di acqua). Chiudiamo il barattolo col suo tappo e mettiamolo in freezer. Una volta scongelati avrete dei cannolicchi in ottime condizioni ed appetiti da tutte le specie insidiate nella pesca dalla spiaggia e dalla scogliera. Nella soluzione satura potete porre anche delle fasolare, della sappia o degli occhi di canna. Al momento giusto mi ringrazierete. Vi state domandando cosa succede se congelate le esche tal quali?? Allo scongelamento i tessuti si saranno rovinati ed a causa della rottura della membrana cellulare avrete una grande perdita di liquido, in pratica saranno meno appetite e molto più dure. Pubblicato da Segreti della Pesca alle 07:23 4 commenti
Etichette: cannolicchi, esche, esche proteiche, grandi predatori, segreti, spigole
lunedì 10 febbraio 2014
Pescare la spigola a spinning con ondulante più anguillina
Pubblicato da Segreti della Pesca alle 16:02 0 commenti
Etichette: artificiali, raglou, siliconici, spigole, spinning
venerdì 7 febbraio 2014
Pesca inglese di precisione alla spigola: galleggianti Drennan
Pubblicato da Segreti della Pesca alle 08:25 4 commenti
Etichette: attrezzatura da pesca, drennan, galleggiante, inglese, spigole
lunedì 20 gennaio 2014
Pescare la spigola col topo
Pubblicato da Segreti della Pesca alle 09:53 9 commenti
giovedì 5 dicembre 2013
Pescare col vivo
A pesca tutti sappiamo che nulla è da dare per scontato. Il groso predatore come la bavosa o la tracina possono allamarsi su qualsiasi esca, cosi come le condimeteo, la luna e le maree non sono altro che indicazioni per il pescatore esperto. Una regola però esiste: il grosso predatore cerca il pesce vivo. Mettiamoci nei panni di un grosso predatore (io vorrei essere una leccia amia) e ipotizziamo di essere in caccia. Cosa potrebbe attirare la mia attenzione?? Un trancio sgallato? Una porzione abbondante di esca rossa? Un popper che si muove a tutta birra creando spruzzi e vibrazioni? Mah, la leccia tra tutte queste chances preferisce solo un pesce in difficoltà. Per quanto noi possiamo sforzarci di imitare la natura e le sue creature mai potremo ricreare il vivo. Un pesce vivo e con due ami sul groppone si nuove emettendo vibrazioni, va su e giù e cerca un possibile riparo dove intanarsi. Ed è proprio su questo tipo di preda che si abbatte il predatore. Infatti sente la difficoltà del pesce, lo cerca e banalmente lo mangia, facendo anche un servizio alla sua specie eliminandone un esemplare in difficoltà. I pesci catturabili tramite questa tecnica sono ad esempio la leccie amia, i pesci serra, le spigole, le ricciole, i dentici, i barracuda etc..). Questa tecnica si basa sull’avere un pesce vivo in acqua con due ami sul groppone, una canna e un mulo potenti e la frizione rigorosamente aperta. Le tecniche principali sono la teleferica e il palloncino, e verranno trattate entrambe nei prossimi articoli. Pubblicato da Segreti della Pesca alle 18:53 2 commenti
Etichette: grandi predatori, leccie, pescare, pesce serra, spigole, vivo
domenica 13 ottobre 2013
Esche: le Corbole
martedì 8 ottobre 2013
Il barchino divergente
Oggi mentre ero su facebook alla ricerca di nuovi spunti per articoli mi sono imbattuto nella gallery di un utente che aveva delle foto molto belle del suo barchino divergente. Sono rimasto talmente colpito dalla chiarezza delle immagini che non ho saputo resitere alla tentazione e gli ho chiesto di potere utilizzare le immagini per questo blog. Il barchino divergente è una tecnica di pesca molto fruttuosa che si basa su di un piccolo catamarano di legno che grazie alle sue caratteristiche costruttive se tirato da riva tende ad andare verso il largo. Per megli dire se camminiamo lungo la riva e tiriamo il barchino questo diverge verso il largo viaggiando parallelo alla battigia. Al "trave" di nylon doppio vengono attaccati, opportunamente distanziati, piccoli artificiali siliconici che per effetto della trazione nuoteranno distanziati tra di loro e tutti paralleli. La pesca quindi consiste in lunghe passeggiate lungo la spiaggia con soste solo per slamare le prede (molte spigole) o per iniziare il viaggio di ritorno. Con il tempo si imparano sia gli spot più fruttosi che le distanze di pesca idonee allo spot. Insomma si diventa specialisti di uan pesca molto faticosa ma davvero redditizia che potremmo classificare come una traina da riva. Provate rimarrete estasiati alla prima cattura. Clicca qui per vedere un video di pesca con il barchino divergente. 

Continua a leggere!
Pubblicato da Segreti della Pesca alle 10:36 6 commenti
Etichette: barchino divergente, raglou, siliconici, spigole
giovedì 27 giugno 2013
Pescare la spigola a bolognese
Pubblicato da Segreti della Pesca alle 11:13 3 commenti
Etichette: bolognese, pesca al colpo, spigole
domenica 17 marzo 2013
Pescare a teleferica
Pubblicato da Segreti della Pesca alle 20:36 4 commenti
Etichette: battute di pesca, leccie, pesce serra, spigole, teleferica, terminali, vivo
sabato 19 gennaio 2013
Spigola: La regina dei mari, la preda più ambita dei pescatori
Dicentrarchus labrax: La spigola è la regina dei mari, il suo nome deriva dalla spina preopercolare molto acuta e tagliente ("spigolo") talmente prominente che al momento della slamatura spesso si rimane feriti alle mani. La preda più ambita dai pescatori di tutto il mondo. Eccellente predatore gira per i mari alla ricerca delle sue prede. La cattura di una spigola è sempre una grande emozione, essendo questo pinnuto uno smaliziato predatore riuscirlo ad ingannare è sempre una grande soddisfazione. Presenta corpo affusolato, testa grande e bocca enorme, munita di piccoli denti e capace di ingurgitare prede molto più grandi di lei. Si differenzia dagli altri pesci della famiglia dei serranidi per la presenza di sue pinne dorsali, infatti appena catturata, quando è ancora viva e vegeta è possibile osservare questa pecularità. Il dorso è di colore grigio e i fianchi di colore bianco, non si riscontrano colorazioni marcate per le pinne. Si nutre di anellidi, crostacei e piccoli pesci. In genere gironzola la notte le zone ricche delle sue possibile prede. Zona di elezione della spigola sono le zone di incontro tra le acque dolci e le acque salate grazie alla sua capacità di adeguarsi alle variazioni di salinità delle acque. Quindi si reca spesso nelle foci e risale i primi tratti dei fiumi per poter trovare i piccoli muggini, di cui va ghiotta, i gamberetti, i vermi, e spesso anche i topi, di cui si nutre volentieri. La riproduzione avviene tra gennaio e marzo, motivo per cui da novembre in poi la spigola inizia a divenire molto vorace, va in cerca di tutte le esche proteiche che possono esserle utili per la sua alimentazione.Le modalità della pesca alla spigola saranno trattate successivamente, ma è opportuno ricordare che il bigattino, la sarda, il gamberetto vivo, anellidi corposi, cannolicchi e non per ultimo il vivo (pesce innescato vivo x attirare il predatore) possono attirare la regina dei pescatori.









