lunedì 4 maggio 2015
La Pesca a Fondo (PAF)
Pubblicato da Segreti della Pesca alle 10:46 4 commenti
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martedì 4 novembre 2014
Esche: il murice
Tutti noi conosciamo il colore porpora, rosso intenso e legato a vecchie tradizioni legate alla tintura delle stoffe. I porporati attualmente sono i cardinali come risultato di un retaggio culturale vecchio di millenni che voleva color porpora le tuniche dei sacerdoti dei vari templi. All'epoca il colore non veniva dato da sostanze di sintesi ma si otteneva da alcuni molluschi che venivano pescati in grande quantità nel mediterraneo. Una volte portati a terra le donne rompevano la conchiglia, portavano a nudo il corpo del mollusco e ne prendevano la sola sacca che conteneva il pigmento. Questa veniva essiccata e solo a processo terminato si otteneva una polvere che era in grado di donare un colore rosso scuro alle stoffe. Oggi il murice (chiamato spesso rancione per il colore che può donare) è un mollusco che spesso i pescatori trovano nelle reti e al quale non viene riconosciuto un grande valore economico o gastronomico. Noi pescatori però possiamo utilizzare questo mollusco a pesca per attirare belle prede ghiotte del boccone saporito. Qualsiasi pesca fate ricordate che la sacca di colore giallo contenente il liquido colorante è la parte più pregiata del mollusco in quanto attira i pinnuti si stazza. Quindi non rompetela o pungetela con l'ago ma fate in modo che la sacca resti integra. Una volta sul fondo i piccoli pesci attaccheranno il murice rompendone la sacca ed il liquido attirerà i pesci grossi. In pratica state pasturando proprio vicino all'esca: il sogno di ogni pescatore. Che voi siate in spiaggia, suglio scogli o in barca ricordate che potete rompere la conchiglia con un martello, ma esiste un trucco per stanare velocemente il murice (se lo avete conservato vivo) senza danneggiarlo. Prendete un accendino e scaldate leggermente la parte finale della conchiglia. Il mollusco uscirà di pochi centimetri per sfuggire al caldo e voi lo avrete a tiro agevolmente senza dovelo prendere a martellate. Ricordate di innescarlo ad un amo non troppo grande e di salvaguardare la sua vitalità, ma rimuovete l'opercolo coriaceo che ne ricopre il piede. Se ne prendete una bella quantità di quelli vivi potete tenerli in una nassa sotto la vostra barca per diversi mesi avendo l'accortezza di lasciar enella nassa una sarda a settimana. Il murice è fenomenale a bolentino e a surf casting, anche se si riscontrano ottime catture anche a pesca a fondo in spot con fondo misto. Pubblicato da Segreti della Pesca alle 07:15 2 commenti
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giovedì 9 ottobre 2014
Il censimento dei pescatori - aggiornato sino a ottobre 2014
Aggriornamento di febbraio
Il decreto Mipaaf del 6 dicembre 2010 è finalizzato a promuovere la rilevazione della consistenza della pesca sportiva e ricreativa in mare. La comunicazione, anche attraverso l'ausilio delle associazioni di pesca sportiva e ricreativa e le associazioni di pesca professionale, prevede di fornire alcune informazioni molto semplici, le generalità, il tipo di pesca praticato, le Regioni in cui si pratica questa attività. L'attestato della avvenuta comunicazione funzionerà da titolo per l'esercizio della pesca. Chi non avrà fatto la comunicazione, se soggetto a controlli, dovrà svolgere gli adempimenti previsti entro dieci giorni per non incorrere in sanzioni. Il servizio consente, al pescatore di fornire i propri dati e di produrre l'attestato, alle associazioni di operare per conto di tutti i pescatori che ne fanno richiesta. Di seguito viene spiegata la procedura di registrazione per l'utilizzo del servizio. Procedura: Effettuare la registrazione fornendo: nome e cognome del pescatore o del referente dell'associazione, email (casella di posta elettronica) a cui inviare la conferma della registrazione, password di identificazione e, per i soli referenti delle associazioni, il nome dell'associazione a cui fanno capo. Viene presentata una prima pagina in cui inserire le generalità del pescatore, e una seconda per le informazioni specifiche sul tipo di pesca praticata. A conferma della corretta conclusione delle operazioni sarà possibile stampare l'attestato dell'avvenuta comunicazione. Qualora il pescatore o l'associazione desiderino ristampare l'attestato, sarà sufficiente riaccedere al sito del Ministero, identificarsi e fornire nuovamente le generalità del pescatore interessato. Qui il link x la procedura.
Agosto 2012: aggiornato link, tutto permane.
Marzo 2014: valido sino a dicembre 2014, qui il link.
Ottobre 2014: pare si pagherà 20 euro da terra e 200 dalla barca per sostenere i pescatori professionisti, che vergogna.
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venerdì 1 agosto 2014
Canna ad innesti vs canna telescopica
Pubblicato da Segreti della Pesca alle 07:35 1 commenti
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sabato 26 luglio 2014
Prede: il pesce serra
Il pesce serra è uno dei più forti predatori del nostro mare. Pare che la sua diffusione sia aumentata negli anni a causa del riscaldamento delle acque, anche se più di 20 anni fa nel lazio già si pescava a traina questo bellissimo pesce. La presenza di questo pinnuto si averte in maniera inequivocabile. Se siete a pesca e vedete il mare ribollire di pesci, alcuni saltano fuori dall'acqua e si lanciano anche contro gli scogli, poi per ore non si vede la pinna di un pesce ci sono in giro i serra. Il nome pesce serra deriva dal suo apparato boccale dotato di denti aguzzi e molto taglienti, talmente ben architettato da tagliare le lenze ordinarie dei pescatori, tanto da imporre per la sua pesca lenze fatte con la parte finale in acciaio. Il suo corpo è piuttosto allungato, presenta due pinne dorsali di diversa dimensione, colorazione scura al dorso e chiara sulla pancia, raggiunge anche il metro di lunghezza con peso di 6/8 kg. Attualmente sono riportate cature di questo predatore in quasi tutta italia, con particolare frequenza nel lazio, zona che da sempre è stata ricca di catture. Questo predatore pare animato da particolare cattiveria ni confronti delle sue prede, tando da dare a volte l'impressione di attaccare solo per il gusto di uccidere. Predilige i piccoli pesci e quindi lo si trova con molta frequenza in prossimità dei porti e delle foci, dove la presenza dei muggini attira i serra. Altra preda di elezione del serra sono le mormore, infatti spesso se pescate a paf potreste recuperare solo la testa della mormora. Le pesca a questo eccellente predatore viene fatta dala barca, dalla spiaggia e dalla scogliera con le tecniche della traina, paf, pesca col vivo e spinning. L'esca che pare dare le maggiori sodisfazioni è l'innesco del pesce vivo ed in seconda battuta l'innesco della sarda con del polistirolo all'interno per renderla galleggiante. La pesca a serra è sempre divertente e ricca di sorprese e colpi di scenza grazie alla sua capacità di fare lunghi salti fuori dall'acqua e alla possibilità che riesca a tegliare il trave o il terminale con i denti. Anche con la pesca in apnea si riscontrano numerose catture soprattutto in presenza di scogliere e porti. Nei prossimi articoli si parlerà approfonditamente della pesca al serra con le varie discipline. Pubblicato da Segreti della Pesca alle 07:39 8 commenti
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giovedì 6 marzo 2014
Caricare il filo in bobina
Dopo avere acquistato un nuovo mulinello è d'obbligo riempire le bobbine con il filo da pesca. Per procedere correttamente occorre per prima cosa leggere sulle bobbine quanto filo possono contenere in base al diametro (ci sono scritte tipo 220 m 0,20 ecc ecc) e fare le nostre scelte in base al numero di bobbine, alla pesca che faremo, alle necessità che avremo e se vogliamo metterci del nylon o del multifibre. Una volta fatta la scelta del diametro avremo chiaro quanto filo ci serve epotremo andare dal nostro negoziante di fiducia ad aquistare del filo progettato apposta per lavorare in bobbina (quindi resistente, con poca memoria e ricoperto di silicone se crediamo di andare incontro a problemi di abbrasione. Se non lo avete è necessario acquistare un imbobinatore a ventosa, costa pochi euro ma vi permette di caricare con tensione costante il filo in bobbina e quindi evita problemi che potrebbero sorgere durante il lancio. Una volta a casa non vi resta altro da fare che agganciare la ventosa dello strumento su di una superficie verticale, agganciarvi la bobbina di nylon e regolarne la frizione, legare la lenza alla bobbina dle mulinello e con tanto olio di gomito avvolgere il tutto. Ricordate di non riempire il mulinello sino al limite superiore ma di rimanere almeno 2 mm liberi per evitare parruche durante il lancio. Alcuni pescatori sono soliti mettere l'imbobinatore la bobbina di filo in una bacinella con l'acqua perchè ritengono che il filo bagnato dia un risultato migliore nell'avvolgimento dul mulinello. Pubblicato da Segreti della Pesca alle 10:16 0 commenti
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martedì 1 ottobre 2013
Piombi a perdere
La pesca a fondo, il surfcasting, il rockfishing e il carpfishing non possono prescindere dal piombo. Infatti in tutti questi casi il piombo ha la funzione di portare lontano l'esca e di assicurarla al fondo, anche in presenza di scogli o altri ostacoli sommersi. In presenza di questi il piombo però può rimanere incastrato e diventa difficile (se non impossibile) recuparare il calamento. In questi casi per evitare rotture della lenza all'attacco tra lo shock leader e la lenza della bobbina occorre utilizzare qualche cosa che ci consenta di rimanere in acqua il solo piombo, recuperando il complesso pescante con relativo pesce attaccato. L'escamotage in questione potrebbe essere l'attaco del piombo con un alenza più sottile dello shock leader e del filo in bobbina, per avere la sua rottura nel momento in cui andiamo a forzare. Per fare un esempio concerto immaginiamo di avere 035 in bobbina e 0,50 come SL. Alla fine del terminale inseriremo 20 cm di filo del diametro 0,30. Quando il piombo rimarrà incastrato tra gli scogli dovremo solo forzare il recupero e come per incanto rimarrempo il solo piombo a mare, recuperando tutto il resto. A questo punto occorre ricordare che i piombi ormai costano circa un euro cadauno, e lasciarne 20 a mare per pescata potrebbe essere oneroso. Possiamo quindi usare qualche cosa di economico e pescante che faccia al caso notro. Io vi posso consigliare l'utilizzo di bulloni grossi, perni + bulloni, candele della macchina (ottime per sostituire i 150 gr), sassi muniti di agganci, piombi self made. Tutte cose economiche e che costano poco. Ricordate solo che pescando con questo sistema non potete forzare il lancio poichè l'ultima parte del terminale sarà anche la più sottile. Pubblicato da Segreti della Pesca alle 10:14 4 commenti
Etichette: attrezzatura da pesca, fai da te, paf, piombi
lunedì 1 luglio 2013
Pescare le mormore con la guaina del filo elettrico
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lunedì 22 ottobre 2012
Pescare a ottobre dalla spiaggia
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lunedì 1 ottobre 2012
Pescare sul misto col piombo ballerina
Pubblicato da Segreti della Pesca alle 22:04 0 commenti
Etichette: ballerina, paf, pesca a fondo, piombi, temolino
domenica 2 settembre 2012
Pescare a settembre
Ormai è settembre e tutti abbiamo sotto gli occhi il cambio della stagione che si avvicina. Se con il solstizio abbiamo avuto la giornata più lunga dell'anno il 21 di giugno il 22 di settembre avremo l'equinozio d'autunno, ovvero il giorno avrà lunghezza uguale alla notte. Cio si traduce in una evidente diminuzione delle ore di luce e della temperatura, una maggiore ventosità dai settori occidentali e (cosa importantissima) minore affluenza di bagnanti sulle spiagge unito al decadimento delle ordinanza di divieto di pesca nelle ore diurne. I pesci saranno meno stressati dalla prenza di uomini e barche nel sottocosta e finalmente si avvicineranno a riva: Inizia la stagione di pesca. I pescatori più navigati sanno che con l'inizio di settembre a pesca si aprono scenari nuovi fatti di serate fresche, condimeteo ottimali e possibili prede. Con le varie tecniche di pesca da terra potremo insidiare salpe, occhiate, cefali, aguglie, saraghi, serra, lecce stella e lecce amia. Dalla barca è presto per inziare col bolentino ma a traina si hanno belle soddisfazioni con serra, tonnetti, lampughe, lecce. Insomma settembre è un mese da passare a pesca godendosi gli amici, lo spot e le catture. Ricordate di preparare con cura i vostri calamenti e di acquistare le esche adatte allo spot ed alle prede. Inoltre passata la foga estiva dei pescatori vacanzieri e avvicinandosi l'inverno i negozianti saranno più propensi a scontare attrezzatire che hanno in magazzino. Iniziate quindi a girare per negozi alla ricerca di canne da pesca e mulinelli, ma anche barche e gommoni gioveranno dei suddetti sconti.Pubblicato da Segreti della Pesca alle 11:54 0 commenti
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sabato 28 luglio 2012
Pescare dalla spiaggia
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giovedì 17 maggio 2012
Segreti: innescare il riccio per catturare l'orata dei sogni
Vista la stagione estiva, il caldo e la grande voglia di noi pescatori di catturare la preda della vita, quella che mai si dimentica e che faremo vedere gioiosi a tutto il mondo, abbiamo deciso di pubblicare una notizia segnalataci da un assiduo lettore spagnolo. Già abbiamo parlato in un articolo precedente della possibilità di catturare la grossa orata con un innesco particolarmente attirante per la grossa orata: il granchio. Già in quel caso mettemmo in luce come le orate siano sempre alla ricerca dei granchi (pare che questi ultimi siano grandi mangiatori delle loro uova). Grazie al potente apparato boccale bastano pochi attimi a questi schiaccianoci per triturare il granchio e poi buttarne giù le parti molli. In spagna invece pare sia molto diffusa la pesca dele grosse orate con un'esca parimenti attrattiva: il riccio. Questo animale vive nelle zone di misto sabbia - scogli ed è conosciuto dai bagnanti perchè se inavvertitamente calpestato i frammenti dei suoi aculei danno origine a non pochi problemi dermatologici. La femmina del riccio è sempre stata utilizzata in cucina per le sue gonadi ricche di sapore e profumi particolarissimi. Proprio questa caratteristica attira le grosse orate (ma anche i saraghi) al nostro cospetto. Per vedere di persona il potenziale attrattivo del riccio basta immergersi e poi schiacciare un riccio, in pochi attimi vedrete decine di pinnuti accorrere al banchetto. Per sfruttare le potenzialità alieutiche del riccio occorre procurarsene uno femmina, tagliarne gli aculei con le forbici, inserire un teminale a due ami nel suo corpo e avvolgere con filo elastica. A questo punto dovete solo lanciare il nostro finale scorevole e sistemare il segnalatore di abboccata. Se la canna si muoverà state sicuri che avrete cattorato un'orata da sogno.A seguire un video dimostrativo, e se siete scettici guardate che orate prende il ragazzo.
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domenica 8 gennaio 2012
I Piombi da pesca Parte II (Piombi a media ed alta tenuta)
Abbiamo visto come i piombi a bassa tenuta possano essere scelti in base alle caratteristiche di volo e recupero, fermo restando la minima tenuta alle correnti marine. Ora passiamo ad esaminare un altro tipo di piombi: I piombi a media tenuta. Questi sono tutti caratterizzati da una buona aerodinamica capace di fendere l'aria ma anche venti di brevi entità ma sono caratterizzati dall'avere la parte della testa del piombo che presenta un dente o scalino adatto all'ancoraggio sulla sabbia. In particolare non resistono bene alle correnti laterali ma possono essere usati in presenza di onda frontale di breve entità. Sono usatissimi come piombi in quanto rappresentano un compromesso tra la distanza assoluta e la tenuta al fondo. Inoltre la caretteristica di rotolare sul fondo in presenza di lievi correnti laterali può essere sfruttata dai pescatori più smaliziati per pescare nelle buche, ovviamente facendoci arrivare da solo il piombo dopo una fase di scarroccio. Tra i vari modelli riportiamo il roccotop, lo sporten ed il tommy. Abbiamo infine i piombi ad alta tenuta, quelli che si montano in presenza delle mareggiate e che assicurano una buona resistenza alla corrente ed alla onde. Sono caratterizzati da spigolosità diffusa pe limitarne il rotolamento, forme poco aerodinamiche e grammature generose. Tra i più famosi ricordiamo la sfera (ottima per la capacità di insabbiarsi), il pyramidon (buona scelta per il mare poco mosso), la piramide (ottima a mare molto mosso), il triedro (vola male e tiene benino) il cono (buon compromesso). Se proprio il mare dovesse scalzare i vostri piombi potete montare uno spike (già trattato in un precedente articolo). Ricordate che molti pescatori usano i piombi ad alta tenuta a mare calmo per avere l'autoallamata, ovvero il pesce una volta mangiate le nostre esche si allontana e il piombo ancorato al fondo fa penetrare a fondo l'amo. Di certo questa è una scelta personale da fare in bas al fondo, alle prede ed al loro apparato boccale.Pubblicato da Segreti della Pesca alle 10:10 2 commenti
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martedì 6 dicembre 2011
I Piombi da pesca Parte I (Piombi a bassa tenuta)
Il complesso pescante nella pesca a fondo e nel surfcasting è ancorato al fondo da un oggetto pesante: il piombo. La sua funzione varia in funzione del momento e dell'azione di pesca. Durante il lancio deve assicurare una lunga gittata, resitere al vento laterale e arrivare velocemente al fondo. Quando si trova sul fondo deve ancorare il calamento reistendo alla corrente e alle onde. Al momento del recupero deve rendere agevole lo stesso o comunque non renderlo troppo faticoso. Riflettendo sulle caratteristiche dellle zavorre viene naturale pensare che non esiste il piombo ideale per tutte le condizioni meteomarine ma occorre scegliere il migliore compromesso per ogni momento aggiungendo anche la variabile del peso. In base alla tenuta, aerodinamicità, bucare il vento, tenuta sulla sabbia, rotolamento, insabbiamento, capacità di staccarsi dal fondo si classificano i vari piombi. In presenza di mare calmo, assenza di correnti laterali determinanti e necessità di dover fare metri possiamo scegliere un piombo a bassa tenuta ed alta aerodinamicità. Questi sono tutti caratterizzati dall'avere forma ad ogiva che da la capacità di volare lontano e fendere l'aria, ma al contempo una volta giunto sul fondo non da garanzie di tenuta, soffrono il rotolamento e non sono efficaci nell'autoallamata del pesce. Tra questi ricordiamo il tournment, beachbomb, AB1, roccobomb, evolution. In particolare i piombi con alette hanno volo più stabile e sono più agevoli da recuperare in qualto si staccano dal fondo, ma coprono minori distanze. Pubblicato da Segreti della Pesca alle 12:07 0 commenti
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mercoledì 10 agosto 2011
Mormore a Capaci
Pubblicato da Segreti della Pesca alle 07:33 1 commenti
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domenica 15 maggio 2011
I pericoli a pesca - i piombi vaganti
Pubblicato da Segreti della Pesca alle 18:42 0 commenti
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sabato 6 novembre 2010
La serbidora
La pesca è sempre faticosa ma di certo l'attrezzatura ci può aiutare ad alleviare le nostre fatiche. Immaginate di essere a pesca dalla spiaggia e di avere con voi 3 o 4 esche diverse da innescare. Dovremmo alzarci ed abbassarci in continuo, oltre a tenere tutta l'attrezzatura per l'innesco a terra o sulla cassetta. In nostro aiuto arriva la serbidora, strumento formato da un'asta da mettere nella sabbia e un piatto che vi si avvita sopra e che possiamo utilizzare per tenerci la lenza per i finali, ami di riserva, anellidi o altre esche, aghi da innesco, flotter, segatura, tagliaunghie, forbici, filo elastico e quant'altro vi possa servire. Poichè le aste vengono vendute anche separatamente possiamo costruirci da soli una serbidora utilizzando un sottovaso, un vassoio da bar o altro forandoli e poi assicurandoli all'asta tramite l'apposito perno. Io personalmente sconsiglio in questo caso il faidate poichè i prodotti tipo quello in foto sono spesso forniti di riparti richiudibili, vaschette forate, ripiani in legno per rompere i murici e/o sfilettare. Molto utili sono quelle in acciaio e legno ma risultano molto pesanti. In alternativa vi consigliamo sempre di acquistare la serbidora per stare più comodi ed organizzarvi meglio mentre il modello da scegliere dipende dal tipo di pesca che vi apprestate ad affrontare. Pubblicato da Segreti della Pesca alle 09:34 2 commenti
Etichette: attrezzatura da pesca, paf, serbidora, surfcasting
giovedì 8 ottobre 2009
Video surfcasting alla ricerca delle orate
Pubblicato da Segreti della Pesca alle 07:00 0 commenti
Etichette: orate, paf, surfcasting











