lunedì 4 maggio 2015

La Pesca a Fondo (PAF)

Tra le tecniche di pesca più praticate di sicuro c’è quella che si effettua dalla spiaggia. I pescatori poco evoluti (senza volere per nulla sminuire coloro che vivono una passione in maniera poco tecnica) tendono a praticare un tipo di pesca “universale” applicando poche variazioni. Tecnicamente invece occorre considerare che gli attrezzi, le montature, i piombi, tutto va adeguato alle condizioni meteomarine che sono presenti nel nostro spot e alle prede che lo frequentano in quel momento. Nasce quindi la differenza tra la Pesca a Fondo (PAF) e il Surf Casting. La PAF si effettua quando il mare è calmo, non sono presenti onde e forti correnti laterali. Va da se che utilizzeremo dei calamenti leggeri, fili sottili e i piombi saranno scelti in base alla distanza che cerchiamo, piuttosto che alla tenuta del moto ondoso. In condizioni da PAF le canne da utilizzare saranno leggere ed idonee a segnalare le abboccate delle principali prede estive, tra le quali la principale è la mormora. Le esche da utilizzare saranno soprattutto anellidi da innescare su fili sottili e ami medio piccoli, tutto ciò per trarre in inganno i pinnuti che in condizione di mare calmo e deboli correnti possono scorgere l’inganno dell’amo e del filo in maniera molto agevole. A tal proposito se pescate di giorno possono tornare utili i monofili in fluorocarbon, un nylon che nell’acqua non crea riflessi, per creare il finale, ovvero quello spezzone di lenza che va dal trave all’amo. Il fluorocarbon è leggermente più rigido del nylon normale, e per questo motivo può tornare utile nella presentazione degli anellidi. In condizioni di PAF notturna il fluorocarbon risulta inutile, in quanto le possibilità da parte dei pesci di scorgere il filo sono ridotte. Anche se sono dell’idea che le configurazioni sono personali e legate al momento vi riporto quella che ritengo una configurazione media, da adattare al momento: Filo in bobina 0,20, Shock leader 0,40, Trave 0,40, Bracciolo 0,18, Piombo 60-100.

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martedì 4 novembre 2014

Esche: il murice

Tutti noi conosciamo il colore porpora, rosso intenso e legato a vecchie tradizioni legate alla tintura delle stoffe. I porporati attualmente sono i cardinali come risultato di un retaggio culturale vecchio di millenni che voleva color porpora le tuniche dei sacerdoti dei vari templi. All'epoca il colore non veniva dato da sostanze di sintesi ma si otteneva da alcuni molluschi che venivano pescati in grande quantità nel mediterraneo. Una volte portati a terra le donne rompevano la conchiglia, portavano a nudo il corpo del mollusco e ne prendevano la sola sacca che conteneva il pigmento. Questa veniva essiccata e solo a processo terminato si otteneva una polvere che era in grado di donare un colore rosso scuro alle stoffe. Oggi il murice (chiamato spesso rancione per il colore che può donare) è un mollusco che spesso i pescatori trovano nelle reti e al quale non viene riconosciuto un grande valore economico o gastronomico. Noi pescatori però possiamo utilizzare questo mollusco a pesca per attirare belle prede ghiotte del boccone saporito. Qualsiasi pesca fate ricordate che la sacca di colore giallo contenente il liquido colorante è la parte più pregiata del mollusco in quanto attira i pinnuti si stazza. Quindi non rompetela o pungetela con l'ago ma fate in modo che la sacca resti integra. Una volta sul fondo i piccoli pesci attaccheranno il murice rompendone la sacca ed il liquido attirerà i pesci grossi. In pratica state pasturando proprio vicino all'esca: il sogno di ogni pescatore. Che voi siate in spiaggia, suglio scogli o in barca ricordate che potete rompere la conchiglia con un martello, ma esiste un trucco per stanare velocemente il murice (se lo avete conservato vivo) senza danneggiarlo. Prendete un accendino e scaldate leggermente la parte finale della conchiglia. Il mollusco uscirà di pochi centimetri per sfuggire al caldo e voi lo avrete a tiro agevolmente senza dovelo prendere a martellate. Ricordate di innescarlo ad un amo non troppo grande e di salvaguardare la sua vitalità, ma rimuovete l'opercolo coriaceo che ne ricopre il piede. Se ne prendete una bella quantità di quelli vivi potete tenerli in una nassa sotto la vostra barca per diversi mesi avendo l'accortezza di lasciar enella nassa una sarda a settimana. Il murice è fenomenale a bolentino e a surf casting, anche se si riscontrano ottime catture anche a pesca a fondo in spot con fondo misto.

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giovedì 9 ottobre 2014

Il censimento dei pescatori - aggiornato sino a ottobre 2014

Come probabilmente avrete appreso da altre fonti a dicembre c'è stato un decreto legge che ha istituito un nuovo strumento per monitorare la pesca sportiva e dilettantistica: Il censimento dei pescatori. In pratica visto che ci sono problemi nel monitorare e regolare i flussi di pesca si è provveduto a istituire uno strumento che registri i pescatori per farsi un'idea di quello che succede in spiaggia, dai moli, a bolentino, a traina. Per conoscere lo specifico delle modalità di registrazioen occorre aspettare che siano pubblicati i regolamenti attuativi e che siamo messi a conoscenza di quale ente e come acquisirà i dati. Al momento sappiamo solo che occorre "registrarsi" nelle modalità che apprenderemo poichè per i pescatori che non ottemperano saranno previste multe sino a 2000 euro. Il meccanismo prevede anche la possibilità di registrarsi entro i 10 giorni dalla rilevazione a pesca e di evitare la multa. Queste sono le notizie a disposizione ma va da se che molti hanno visto in questa novità l apreparazione del terreno per istituire una licenza di pesca in mare, ovviamente gestita dalla fipsas. Di certo l'istituzione di controlli e regolamentazioni a tutela del patrimonio ittico è una cosa buona e giusta, ma censire i pescatori sportivi sarebbe il passo seguente al controllo dei pescatori di frode e la loro repressione e il monitoraggio della pesca professionale. Lungi da Segreti della Pesca fare polemica vogliamo solo sottolineare che la pesca sportiva è responsabile del prelievo del 5 % del pescato totale, forse stiamo ricevendo troppe attenzioni in proprorzione al prelievo che operiamo a pesca.
Aggriornamento di febbraio
Il decreto Mipaaf del 6 dicembre 2010 è finalizzato a promuovere la rilevazione della consistenza della pesca sportiva e ricreativa in mare. La comunicazione, anche attraverso l'ausilio delle associazioni di pesca sportiva e ricreativa e le associazioni di pesca professionale, prevede di fornire alcune informazioni molto semplici, le generalità, il tipo di pesca praticato, le Regioni in cui si pratica questa attività. L'attestato della avvenuta comunicazione funzionerà da titolo per l'esercizio della pesca. Chi non avrà fatto la comunicazione, se soggetto a controlli, dovrà svolgere gli adempimenti previsti entro dieci giorni per non incorrere in sanzioni. Il servizio consente, al pescatore di fornire i propri dati e di produrre l'attestato, alle associazioni di operare per conto di tutti i pescatori che ne fanno richiesta. Di seguito viene spiegata la procedura di registrazione per l'utilizzo del servizio. Procedura: Effettuare la registrazione fornendo: nome e cognome del pescatore o del referente dell'associazione, email (casella di posta elettronica) a cui inviare la conferma della registrazione, password di identificazione e, per i soli referenti delle associazioni, il nome dell'associazione a cui fanno capo. Viene presentata una prima pagina in cui inserire le generalità del pescatore, e una seconda per le informazioni specifiche sul tipo di pesca praticata. A conferma della corretta conclusione delle operazioni sarà possibile stampare l'attestato dell'avvenuta comunicazione. Qualora il pescatore o l'associazione desiderino ristampare l'attestato, sarà sufficiente riaccedere al sito del Ministero, identificarsi e fornire nuovamente le generalità del pescatore interessato. Qui il link x la procedura.

Agosto 2012: aggiornato link, tutto permane. 
Marzo 2014: valido sino a dicembre 2014, qui il link
Ottobre 2014: pare si pagherà 20 euro da terra e 200 dalla barca per sostenere i pescatori professionisti, che vergogna.

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venerdì 1 agosto 2014

Canna ad innesti vs canna telescopica

Oggi vogliamo dedicare un pò di tempo ad una delle domande che più frequentemente ci viene fatta sia su facebook che in posta elettronica, ovvero se conviene acquisare canne telescopiche o ad innesti. Inziamo con un esempio motoristico: i motori a 6 cilindri sono + veloci, + potenti, fanno un rombo + bello e durano di +. Allora perchè tutti acquistano motori a 4 cilindri?? Ecco fatto il paragone con le canne. Quelle ad innesti sono come i 6 cilindri della pesca, ovvero sono molto più performanti nel lancio, durano di più grazie alla mancanza delle sezioni che portano molti problemi, segnalano meglio le abboccate, si piegano meglio e in tutto sono migliori essendo costruite in pezzi più lunghi. Ad esempio le ripartite da surf e paf da 4 mt sono in due pezzi, quindi hanno solo una soluzione di continuità lungo tutta la canna a differenza delle telescopiche che ne hanno almeno 4. Ciò significa azione migliore grazie al ridotto numero di giunzioni che per quanto curate alterano le idee progettuali degli ingegneri. Come contropartita le canne ad innesti sono sempre più ingombranti delle telescopiche, sono più problematiche nel montaggio, vanno curati gli innesti, al montaggio occorre allinearle bene, si trasportano con i mulinelli smontati, costano almeno il doppio delle telescopiche. Invece le telescopiche sono comode, puoi montare i muli e i finali a casa, col vento è meno difficoltoso allineare gli anello, costano poco e c'è una grande varietà. Da una accorta lettura del mercato appare poi evidente che le canne ad innesti sono tutte sempre molto più costose delle telescopiche poichè sono canne costruite per un pubblico esigente, esperto e che non lesina sulla struttura di canna, anelli e placca portamulinello in quanto vuole il meglio. Tutte le canne da spinning sono ad innesti in quanto la lunghezza di due metri circa ben si concilia con il trasporto. Le inglesi di buona fattura sono tutte ad innesti, canne di 3,90 mt circa fatte in tre pezzi ed a due innesi. Le ripartite da surf sono tutte solo a due pezzi con un innesto a spigot nel mezzo, le due sezioni sono lunghe entrambe circa 4 mt e per il trasporto necessitate di macchian comoda e spaziosa. Già da questa piccola carrellata si percepisce come le canne ad innesti sono sempre superiori a canne di analoga qualità ma con struttura telescopica grazie alla riduzione delle soluzioni di continuità. D'altro canto i problemi nel trasporto, i costi superiori e il livello tecnico del prodotto possono scoraggiare il neofito. Detto questo vi consigliamo di acquistare il prodotto più adatto alle vostre esigenze, ma sempre consapevoli dei limiti e dei pregi dle prodotto.

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sabato 26 luglio 2014

Prede: il pesce serra


Il pesce serra è uno dei più forti predatori del nostro mare. Pare che la sua diffusione sia aumentata negli anni a causa del riscaldamento delle acque, anche se più di 20 anni fa nel lazio già si pescava a traina questo bellissimo pesce. La presenza di questo pinnuto si averte in maniera inequivocabile. Se siete a pesca e vedete il mare ribollire di pesci, alcuni saltano fuori dall'acqua e si lanciano anche contro gli scogli, poi per ore non si vede la pinna di un pesce ci sono in giro i serra. Il nome pesce serra deriva dal suo apparato boccale dotato di denti aguzzi e molto taglienti, talmente ben architettato da tagliare le lenze ordinarie dei pescatori, tanto da imporre per la sua pesca lenze fatte con la parte finale in acciaio. Il suo corpo è piuttosto allungato, presenta due pinne dorsali di diversa dimensione, colorazione scura al dorso e chiara sulla pancia, raggiunge anche il metro di lunghezza con peso di 6/8 kg. Attualmente sono riportate cature di questo predatore in quasi tutta italia, con particolare frequenza nel lazio, zona che da sempre è stata ricca di catture. Questo predatore pare animato da particolare cattiveria ni confronti delle sue prede, tando da dare a volte l'impressione di attaccare solo per il gusto di uccidere. Predilige i piccoli pesci e quindi lo si trova con molta frequenza in prossimità dei porti e delle foci, dove la presenza dei muggini attira i serra. Altra preda di elezione del serra sono le mormore, infatti spesso se pescate a paf potreste recuperare solo la testa della mormora. Le pesca a questo eccellente predatore viene fatta dala barca, dalla spiaggia e dalla scogliera con le tecniche della traina, paf, pesca col vivo e spinning. L'esca che pare dare le maggiori sodisfazioni è l'innesco del pesce vivo ed in seconda battuta l'innesco della sarda con del polistirolo all'interno per renderla galleggiante. La pesca a serra è sempre divertente e ricca di sorprese e colpi di scenza grazie alla sua capacità di fare lunghi salti fuori dall'acqua e alla possibilità che riesca a tegliare il trave o il terminale con i denti. Anche con la pesca in apnea si riscontrano numerose catture soprattutto in presenza di scogliere e porti. Nei prossimi articoli si parlerà approfonditamente della pesca al serra con le varie discipline.

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giovedì 6 marzo 2014

Caricare il filo in bobina

Dopo avere acquistato un nuovo mulinello è d'obbligo riempire le bobbine con il filo da pesca. Per procedere correttamente occorre per prima cosa leggere sulle bobbine quanto filo possono contenere in base al diametro (ci sono scritte tipo 220 m 0,20 ecc ecc) e fare le nostre scelte in base al numero di bobbine, alla pesca che faremo, alle necessità che avremo e se vogliamo metterci del nylon o del multifibre. Una volta fatta la scelta del diametro avremo chiaro quanto filo ci serve epotremo andare dal nostro negoziante di fiducia ad aquistare del filo progettato apposta per lavorare in bobbina (quindi resistente, con poca memoria e ricoperto di silicone se crediamo di andare incontro a problemi di abbrasione. Se non lo avete è necessario acquistare un imbobinatore a ventosa, costa pochi euro ma vi permette di caricare con tensione costante il filo in bobbina e quindi evita problemi che potrebbero sorgere durante il lancio. Una volta a casa non vi resta altro da fare che agganciare la ventosa dello strumento su di una superficie verticale, agganciarvi la bobbina di nylon e regolarne la frizione, legare la lenza alla bobbina dle mulinello e con tanto olio di gomito avvolgere il tutto. Ricordate di non riempire il mulinello sino al limite superiore ma di rimanere almeno 2 mm liberi per evitare parruche durante il lancio. Alcuni pescatori sono soliti mettere l'imbobinatore la bobbina di filo in una bacinella con l'acqua perchè ritengono che il filo bagnato dia un risultato migliore nell'avvolgimento dul mulinello.

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martedì 1 ottobre 2013

Piombi a perdere

La pesca a fondo, il surfcasting, il rockfishing e il carpfishing non possono prescindere dal piombo. Infatti in tutti questi casi il piombo ha la funzione di portare lontano l'esca e di assicurarla al fondo, anche in presenza di scogli o altri ostacoli sommersi. In presenza di questi il piombo però può rimanere incastrato e diventa difficile (se non impossibile) recuparare il calamento. In questi casi per evitare rotture della lenza all'attacco tra lo shock leader e la lenza della bobbina occorre utilizzare qualche cosa che ci consenta di rimanere in acqua il solo piombo, recuperando il complesso pescante con relativo pesce attaccato. L'escamotage in questione potrebbe essere l'attaco del piombo con un alenza più sottile dello shock leader e del filo in bobbina, per avere la sua rottura nel momento in cui andiamo a forzare. Per fare un esempio concerto immaginiamo di avere 035 in bobbina e 0,50 come SL. Alla fine del terminale inseriremo 20 cm di filo del diametro 0,30. Quando il piombo rimarrà incastrato tra gli scogli dovremo solo forzare il recupero e come per incanto rimarrempo il solo piombo a mare, recuperando tutto il resto. A questo punto occorre ricordare che i piombi ormai costano circa un euro cadauno, e lasciarne 20 a mare per pescata potrebbe essere oneroso. Possiamo quindi usare qualche cosa di economico e pescante che faccia al caso notro. Io vi posso consigliare l'utilizzo di bulloni grossi, perni + bulloni, candele della macchina (ottime per sostituire i 150 gr), sassi muniti di agganci, piombi self made. Tutte cose economiche e che costano poco. Ricordate solo che pescando con questo sistema non potete forzare il lancio poichè l'ultima parte del terminale sarà anche la più sottile.

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lunedì 1 luglio 2013

Pescare le mormore con la guaina del filo elettrico

Scriviamo questo articolo su suggerimento di Remo A. che sul nostro profilo facebook ci ha detto: Avete mai provato a pescare le mormore in estate con il cavetto della massa ? Sentendo in giro ho visto che non tutti conoscono il trucco si prendono solo esemplari molto grossi e senza spendere un soldo per i vermi. Incuriositi dal messaggio e sopratutto dall'economicità della pesca abbiamo contattato Remo che ci ha confermato la bontà della tecnica. Nello specifico si tratta di fare una trainetta con la canna destinata alla PAF senza innescare anellidi ma mettendoci un pezzo di guaina del filo elettrico. Prendete il filo della corrente, il giallo-verde, si toglie il filo di rame al interno e ci si fa passare il terminale facendolo scorrere sul gambo del amo. L'importante è che il tubicino giallo verde ricopra solo la parte dritta del gambo e non segua la curva dell'amo. Si prendono solo gli esemplari grossi, le beccate naturalmente calano ma il risultato è eccezionale. Il nostro consiglio è di dedicare una canna alla pesca con arenicola ed un'altra alla pesca con il tubbicino e poi paragonare i risultati.

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lunedì 22 ottobre 2012

Pescare a ottobre dalla spiaggia

Questo articolo è stato richiesto da Alfonso da Napoli che via mail ci chiede: Sono un pescatore poco assiduo di paf - surfcasting e vi scrivo per sapere quali prede posso insidiare il mese di ottobre dalla spiaggia e che esche mi consigliate? Caro Alfonso, come tu be sai ottobre è un mese di transizione tra i fasti estivi dovuti ai carnieri a base di mormore e orate e l'inverno porattore di spigole di taglia, saraghi e gronghi. Ricorda quindi se vai a epsca amare calmo di usare accorgimenti da paf quali: esca rossa e coreano, fili sottili, lanci lunghi e grande sensibilità per beccar ele mormore che in questo periodo se abboccano sono belle grosse, cosi come le orate. Se invece incappi in una bella mareggiata porta con te cannolicchi, seppie ed esca rossa. Quest'ultima dalle tue parti anche a mare mediomosso da i suoi frutti con le spigole di media taglia. Ricorda di adeguare i lanci alla turbolenza e di idmensionare correttamente fili ed ami alle correnti da affrontare. Non dimenticare di portare con te una tuta termica in quanto con minime di circa 10°C e vento freddo potrebbe essere proibitivo trattenersi nelle ore notturne sprovvisti. Purtroppo il meteo per queste ultime due settimane di ottobre non da grosse chances di mareggiate profique per il tuo areale (pare ci sarà solo vento di quadranti N) ma ricorda che appena girerà il vento avrai bellissime occasioni di cattura. In culo alla balena e mandaci le foto delle tue catture.

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lunedì 1 ottobre 2012

Pescare sul misto col piombo ballerina


Se peschiamo da una spiaggia o una scogliera la presenza nello specchio d'acqua di numerosi scogli o altro ostacoli è un chiaro indicatore della pescosità dello spot. Infatti dove sono presenti scogli, relitti, anfratti sommersi e poseidonia si sviluppa un ambiente ricco di anellidi, crostacei e piccoli pesci che poi richiama le prede più ambite. Però pescare in presenza di ostacoli mette il pescatore in condizione di preventivare la predita di numerosi piombi, o in alternativa di cercare un escamotage per evitare la perdita degli stessi. Uno di questi è l'utilizzo del piombo chiamato ballerina o temolino. Questi oggetti sono realizzati con la parte finale di piombo congiunta ad un tubicino di plastica con all'estremità un anello. Aggiunti alla nostra montatura hanno la caratteristica di disporsi verticalmente col piombo verso terra, riducendo quindi le possibilità di incaglio. Altra alternativa potrebbe essere utilizzare piombi con le alette che nel recupero si alzano leggermente dal fondo e diminuiscono le possibilità di incaglio nel recupero.

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domenica 2 settembre 2012

Pescare a settembre

Ormai è settembre e tutti abbiamo sotto gli occhi il cambio della stagione che si avvicina. Se con il solstizio abbiamo avuto la giornata più lunga dell'anno il 21 di giugno il 22 di settembre avremo l'equinozio d'autunno, ovvero il giorno avrà lunghezza uguale alla notte. Cio si traduce in una evidente diminuzione delle ore di luce e della temperatura, una maggiore ventosità dai settori occidentali e (cosa importantissima) minore affluenza di bagnanti sulle spiagge unito al decadimento delle ordinanza di divieto di pesca nelle ore diurne. I pesci saranno meno stressati dalla prenza di uomini e barche nel sottocosta e finalmente si avvicineranno a riva: Inizia la stagione di pesca. I pescatori più navigati sanno che con l'inizio di settembre a pesca si aprono scenari nuovi fatti di serate fresche, condimeteo ottimali e possibili prede. Con le varie tecniche di pesca da terra potremo insidiare salpe, occhiate, cefali, aguglie, saraghi, serra, lecce stella e lecce amia. Dalla barca è presto per inziare col bolentino ma a traina si hanno belle soddisfazioni con serra, tonnetti, lampughe, lecce. Insomma settembre è un mese da passare a pesca godendosi gli amici, lo spot e le catture. Ricordate di preparare con cura i vostri calamenti e di acquistare le esche adatte allo spot ed alle prede. Inoltre passata la foga estiva dei pescatori vacanzieri e avvicinandosi l'inverno i negozianti saranno più propensi a scontare attrezzatire che hanno in magazzino. Iniziate quindi a girare per negozi alla ricerca di canne da pesca e mulinelli, ma anche barche e gommoni gioveranno dei suddetti sconti.

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sabato 28 luglio 2012

Pescare dalla spiaggia

Dedichiamo questo articolo ad uno degli argomenti più interessanti della pesca dilettantistica: La pesca dalla spiaggia. La maggior parte dei pescatori si è avvicinato alla pesca con attrezzatura improvvisata andando su di una spiaggia improvvisando. Lo spirito di questa review è fornire una guida di massima per coloro che si avvicinano alla tecnica e vogliono passare qualche ore di divertimento con i piedi sulla spiaggia, rimandando agli altri articoli del blog Segreti della Pesca approfondimenti tecnici e malizie da garista. Scelta dello spot: Iniziamo con il dire che i pesci vivono nelle zone dove sono soliti trovare cibo, per cui secche, scogli, isole rocciose e ovviamente il tratto sotto costa risultano molto fruttuosi per cercare piccole e medie prede. Concentrandosi sul il sottocosta ricordiamo che qui ci sono anellidi, molluschi, alghe che attirano sia i grufolatori sia i predatori più ambiti nella pesca, troviamo poi delle aree molto redditizie che sono sia le scogliere che le foci. Le prime sono molto popolate grazie al rifugio che offrono ai pesci e alle molteplici possibilità di alimentarsi, e qui si viene a creare una catena alimentare che comprende tutte le specie che vanno dal gamberetto alla spigola, dall’occhiata la pesce serra. Le foci si distinguono per l’incontro tra acqua dolce e salata che crea un gradiente osmotico dal fiume verso il mare e dalla superficie verso il fondo. Questa zona di confine che si modula in base alla concentrazione di cloruro di sodio (volgarmente detto sale) ospita specie di tutti i tipi che, partendo dalle specie vegetariane e i piccoli grufolatori arriva a grandi predatori come le enormi spigole di foce, orate, pesci serra e leccie amia. Va da se che se vogliamo passare qualche ora in spiaggia è preferibile recarsi presso una scogliera o in prossimità di una foce. Anche se poi vi sono spiagge molto generose grazie alla presenza di canaloni profondi o correnti favorevoli. Programmazione della battuta di pesca: Per la pesca gli orari più favorevoli sono sempre quelli a cavallo di tramonto ed alba poiché in prossimità del cambio di luce i pesci risultano più attivi. Anche la marea incide molto nella mangianza poiché in genere nei momenti di alta marea i pesci si avvicinano maggiormente alla riva alla ricerca di cibo. I momenti di bassa marea pare allontanino i pesci dalla riva a causa della ancestrale paura di finire piaggiati, un poco come per gli esseri umani la paura di vedere mancare il terreno sotto i piedi. Solo per la spigola pare che la bassa marea la metta in caccia, regalando prede di tutto rispetto. Per esperienza si ricorda che a pesca non esistono regole certe e tutto può accadere. Quindi anche se l’esperienza ci insegna che la luce e la marea hanno un effetto sui pesci nulla ci deve scoraggiare dall’andare a pesca quando vogliamo e possiamo poiché i pesci sono mossi da una serie di fattori (fame, ciclo biologico, predatori in zona, reti, correnti, pasturazioni dirette ed indirette) che al momento in mare non siamo capaci di controllare e monitorare. Attrezzatura: L’attrezzatura per una breve battuta di pesca varia molto in base alle necessità di ognuno i noi. Io porto canne ripartite, cassone, sedia pieghevole comoda, vasca per le esche, vivande ma potrebbe bastare molto meno. Servono di sicuro due canne di buona fattura, in genere telescopiche in carbonio di buona fattura con due mulinelli da 6000 a 10000 imbobbinati con filo dal 20 al 23 e shock leader adatto al lancio delle zavorre più usate. Fermo restando le preferenze di ognuno credo che un buon compromesso possa essere 250 mt di filo in bobbina del 23 con shock leader del 50. Questa configurazione a mare fermo permette di lanciare in tranquillità piombi sino a 125 gr in side e above e gestire al meglio tutte le situazioni di pesca. Fili più grossi ridurrebbero la distanza di pesca, fili più sottili sarebbero da gestire con molta professionalità poiché anche un minimo incaglio potrebbe provocare la rottura del filo (alcuni usano fili del 18). Serve poi una cassetta da pesca con almeno 10 piombi assortiti per peso e tipologia, 10 terminali paternoster, 10 short e 10 scorrevoli. Ami da scegliere in base alle esche che inneschiamo, minuteria mista, pinza, coltello, tagliaunghie, perline, girelle, aggancio rapido, accendino. Se il mare è calmo potete usare per il finale filo del 16 o 14 coscienti che diametri inferiori sono meno visibili e rendono più naturale l’esca ma sono meno resistenti. Fili doppi sono più sicuri ma possono scoraggiare prede smaliziate. Esche: Le esche per la pesca dalla spiaggia sono in genere facilmente reperibili in negozi specializzati che in genere si trovano in prossimità degli spot più generosi e delle località di villeggiatura. Esca principe è di certo l’esca rossa o arenicola, verme dal color porpora preso nelle zone del golfo di napoli da sub esperti che la trovano su bassi fondali e la raccolgono in modo da farcela avere viva e vegeta in vaschette di polistirolo, pronta da innescare a pezzi lunghi da 5 a 20 centimetri. L’esca rossa di colore molto scuro e diametro ridotto è detta torrese. Viene presa in prossimità delle spiagge vulcaniche di torre del greco ed è molto attirante grazie al sangue scuro e denso. Viene venduta ad alto prezzo in vaschette con sabbia nera e innescata a pezzi relativamente piccoli poiché molto catturante. L’esca rossa color senape viene dalla zona di castelvolurno. Si presenta di diametro sino a 5 mm e lunghezza sino a 40 cm, venduta in vaschette con sabbia di colore chiaro e abbastanza attirante, anche se non sempre all’altezza della torrese. Altra esca molto più economica e catturante è il coreano. Piccoli vermi importati dalla corea di colore verde e molto mobili da innescare su ami piccoli e capaci di attirare tutte le prede di fondo e mezz’acqua. Prede: Le prede più frequenti nella pesca dalla spiaggia è di sicuro la mormora. Grufolatore d’eccellenza che dopo il tramonto si avvicina alle coste in cerca di anellidi e molluschi. Si cattura facilmente con arenicole e coreano e si muove in branco, per cui le catture sono numerose e animate dai combattimenti con esemplari molto grossi che possono raggiungere il chilo. Altre prede di fondo possono essere spigole, orate, tracine. A mezz’acqua possiamo incontrare occhiate,aguglie, boghe. Oltre queste prede a me è capitato di allamare dalla spiaggia con anellidi piccole lampughe, gronghi, murene, razze quindi ricordate che a pesca tutto può succedere, ma sopratutto che è importante rilassarsi e divertirsi, tutto il resto viene da se.

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giovedì 17 maggio 2012

Segreti: innescare il riccio per catturare l'orata dei sogni

Vista la stagione estiva, il caldo e la grande voglia di noi pescatori di catturare la preda della vita, quella che mai si dimentica e che faremo vedere gioiosi a tutto il mondo, abbiamo deciso di pubblicare una notizia segnalataci da un assiduo lettore spagnolo. Già abbiamo parlato in un articolo precedente della possibilità di catturare la grossa orata con un innesco particolarmente attirante per la grossa orata: il granchio. Già in quel caso mettemmo in luce come le orate siano sempre alla ricerca dei granchi (pare che questi ultimi siano grandi mangiatori delle loro uova). Grazie al potente apparato boccale bastano pochi attimi a questi schiaccianoci per triturare il granchio e poi buttarne giù le parti molli. In spagna invece pare sia molto diffusa la pesca dele grosse orate con un'esca parimenti attrattiva: il riccio. Questo animale vive nelle zone di misto sabbia - scogli ed è conosciuto dai bagnanti perchè se inavvertitamente calpestato i frammenti dei suoi aculei danno origine a non pochi problemi dermatologici. La femmina del riccio è sempre stata utilizzata in cucina per le sue gonadi ricche di sapore e profumi particolarissimi. Proprio questa caratteristica attira le grosse orate (ma anche i saraghi) al nostro cospetto. Per vedere di persona il potenziale attrattivo del riccio basta immergersi e poi schiacciare un riccio, in pochi attimi vedrete decine di pinnuti accorrere al banchetto. Per sfruttare le potenzialità alieutiche del riccio occorre procurarsene uno femmina, tagliarne gli aculei con le forbici, inserire un teminale a due ami nel suo corpo e avvolgere con filo elastica. A questo punto dovete solo lanciare il nostro finale scorevole e sistemare il segnalatore di abboccata. Se la canna si muoverà state sicuri che avrete cattorato un'orata da sogno.
A seguire un video dimostrativo, e se siete scettici guardate che orate prende il ragazzo.

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domenica 8 gennaio 2012

I Piombi da pesca Parte II (Piombi a media ed alta tenuta)

Abbiamo visto come i piombi a bassa tenuta possano essere scelti in base alle caratteristiche di volo e recupero, fermo restando la minima tenuta alle correnti marine. Ora passiamo ad esaminare un altro tipo di piombi: I piombi a media tenuta. Questi sono tutti caratterizzati da una buona aerodinamica capace di fendere l'aria ma anche venti di brevi entità ma sono caratterizzati dall'avere la parte della testa del piombo che presenta un dente o scalino adatto all'ancoraggio sulla sabbia. In particolare non resistono bene alle correnti laterali ma possono essere usati in presenza di onda frontale di breve entità. Sono usatissimi come piombi in quanto rappresentano un compromesso tra la distanza assoluta e la tenuta al fondo. Inoltre la caretteristica di rotolare sul fondo in presenza di lievi correnti laterali può essere sfruttata dai pescatori più smaliziati per pescare nelle buche, ovviamente facendoci arrivare da solo il piombo dopo una fase di scarroccio. Tra i vari modelli riportiamo il roccotop, lo sporten ed il tommy. Abbiamo infine i piombi ad alta tenuta, quelli che si montano in presenza delle mareggiate e che assicurano una buona resistenza alla corrente ed alla onde. Sono caratterizzati da spigolosità diffusa pe limitarne il rotolamento, forme poco aerodinamiche e grammature generose. Tra i più famosi ricordiamo la sfera (ottima per la capacità di insabbiarsi), il pyramidon (buona scelta per il mare poco mosso), la piramide (ottima a mare molto mosso), il triedro (vola male e tiene benino) il cono (buon compromesso). Se proprio il mare dovesse scalzare i vostri piombi potete montare uno spike (già trattato in un precedente articolo). Ricordate che molti pescatori usano i piombi ad alta tenuta a mare calmo per avere l'autoallamata, ovvero il pesce una volta mangiate le nostre esche si allontana e il piombo ancorato al fondo fa penetrare a fondo l'amo. Di certo questa è una scelta personale da fare in bas al fondo, alle prede ed al loro apparato boccale.


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martedì 6 dicembre 2011

I Piombi da pesca Parte I (Piombi a bassa tenuta)

Il complesso pescante nella pesca a fondo e nel surfcasting è ancorato al fondo da un oggetto pesante: il piombo. La sua funzione varia in funzione del momento e dell'azione di pesca. Durante il lancio deve assicurare una lunga gittata, resitere al vento laterale e arrivare velocemente al fondo. Quando si trova sul fondo deve ancorare il calamento reistendo alla corrente e alle onde. Al momento del recupero deve rendere agevole lo stesso o comunque non renderlo troppo faticoso. Riflettendo sulle caratteristiche dellle zavorre viene naturale pensare che non esiste il piombo ideale per tutte le condizioni meteomarine ma occorre scegliere il migliore compromesso per ogni momento aggiungendo anche la variabile del peso. In base alla tenuta, aerodinamicità, bucare il vento, tenuta sulla sabbia, rotolamento, insabbiamento, capacità di staccarsi dal fondo si classificano i vari piombi. In presenza di mare calmo, assenza di correnti laterali determinanti e necessità di dover fare metri possiamo scegliere un piombo a bassa tenuta ed alta aerodinamicità. Questi sono tutti caratterizzati dall'avere forma ad ogiva che da la capacità di volare lontano e fendere l'aria, ma al contempo una volta giunto sul fondo non da garanzie di tenuta, soffrono il rotolamento e non sono efficaci nell'autoallamata del pesce. Tra questi ricordiamo il tournment, beachbomb, AB1, roccobomb, evolution. In particolare i piombi con alette hanno volo più stabile e sono più agevoli da recuperare in qualto si staccano dal fondo, ma coprono minori distanze.

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mercoledì 10 agosto 2011

Mormore a Capaci

Era una calda serata a Capaci, il mare era abbastanza calmo ma qualcosa si muoveva. Con me avevo portato una scatola di ottima arenicola e una di coreano e due canne di cui l’ultima arrivata una CP Surf 150 dell’Alcido. Monto l’ultima arrivata con terminale scorrevole ad arenicola, mentre all’altra monto un terminale longarm con coreano. Inizialmente decido di non utilizzare gli utilissimi flotterini salva esca contro i granchi. Quasi subito si fa viva un’occhiatella minuscola ke mangia all’arenicola. Il coreano nemmeno lo toccano o cmq finisce nella bocca dei piccoli pesci che non lo disgustano affatto. La mia attenzione era rivolta a qualla montata ad arenicola, posiziono la canna nel consueto tripode e lascio la frizione del mulinello piuttosto aperta. Scambiavo due parole con il mio amico che aveva solo coreano come esca e tutto ad un tratto sento azionare la frizione del mulinello, mi volto velocemente e vedo la canna piegata e il mulinello ancora che cigolava. Afferro la canna, faccio fare mezzo giro alla frizione del mulinello e mi preparo al recupero. Capisco subito che non si tratta di un pesciolino dalla ferrata del pinnuto, cerco di recuperarlo senza perdere la minima trazione con esso ma non si dava proprio per vinto. Ero ormai a un buon punto, riuscivo a vedere il filo che si andava sempre più avvicinando. Arrivato sulla battigia si intravede la bellissima sagoma di una mormora e faccio correre il mio amico a recuperare il pesce per paura che, essendoci abbastanza risacca, l’amo Aberdeen del n°10 si apra o che ceda il nodo sulla girella. Stiamo a contemplarlo per 10 minuti pieno di gioia. Faccio scattare subito qualche foto al mio amico. Il pesce misura 27 cm per 280 grammi. Dopo nessun’altra abboccata ma l’emozione l’avevo già provata. Pietro Calì.

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domenica 15 maggio 2011

I pericoli a pesca - i piombi vaganti

Quando si va a pesca si pensa sempre a momenti di svago e riflessione, alle catture da effettuare e le tecniche da mettere in campo ma quasi mai si riflette sui pericoli ai quali ci si espone e a come minimizzare il rischio. Di certo chi va a pesca a paf e surfcasting è abituato a lanciare zavorre di medie - grosse dimensioni (oltre i 100 gr). Questi piombi quando sono lanciati con una canna da pesca hanno accellerazioni e velocità di uscita elevatissime che permettono di percorrere in media tra i 100 e i 200 mt. Proprio il momento del lancio è uno dei più pericolosi in quanto con le zavorre in movimento trovarsi sulla traiettoria si traduce spesso nella morte del pescatore. Detto così può sembrare esagerato ma essere colpiti al cranio da un pezzo di piombo di 100 gr dalla forma affusolata lanciato a tutta gallara fora il cranio e rompe le ossa del corpo in maniera netta. I maggiori errori che si riscontrano in questo caso sono dovuti ad errori del lanciatore o alla rottura del trave. Nel primo caso è opportuno evitare di stare alla destra di un lanciatore alle prime armi, sopratutto se ha velleità di grande lanciatore e cerca di forzare il lancio. Il secondo caso si verifica per rottura (o scollamento) del trave e genera il cosidetto piombo vagante. Questo è molto pericoloso poichè è staccato dal filo in bobbina, quindi libero da freni e può percorrere sino a 500 metri. Per ovviare a questo inconveniente è opportuno evitare di usare finali incollati, rifare cicilicamente le montature, controllarle tutte le volte che si va a pesca e non usarle se si vedono alterazioni del filo.

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sabato 6 novembre 2010

La serbidora

La pesca è sempre faticosa ma di certo l'attrezzatura ci può aiutare ad alleviare le nostre fatiche. Immaginate di essere a pesca dalla spiaggia e di avere con voi 3 o 4 esche diverse da innescare. Dovremmo alzarci ed abbassarci in continuo, oltre a tenere tutta l'attrezzatura per l'innesco a terra o sulla cassetta. In nostro aiuto arriva la serbidora, strumento formato da un'asta da mettere nella sabbia e un piatto che vi si avvita sopra e che possiamo utilizzare per tenerci la lenza per i finali, ami di riserva, anellidi o altre esche, aghi da innesco, flotter, segatura, tagliaunghie, forbici, filo elastico e quant'altro vi possa servire. Poichè le aste vengono vendute anche separatamente possiamo costruirci da soli una serbidora utilizzando un sottovaso, un vassoio da bar o altro forandoli e poi assicurandoli all'asta tramite l'apposito perno. Io personalmente sconsiglio in questo caso il faidate poichè i prodotti tipo quello in foto sono spesso forniti di riparti richiudibili, vaschette forate, ripiani in legno per rompere i murici e/o sfilettare. Molto utili sono quelle in acciaio e legno ma risultano molto pesanti. In alternativa vi consigliamo sempre di acquistare la serbidora per stare più comodi ed organizzarvi meglio mentre il modello da scegliere dipende dal tipo di pesca che vi apprestate ad affrontare.

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giovedì 8 ottobre 2009

Video surfcasting alla ricerca delle orate

La pesca in spagna è uno sport molto diffuso, soprattutto quella praticata dalla spiaggia. Che sia surfcasting o pesca a fondo gli spagnoli sono semrpe li sulla spiaggia ad insidiare le loro prede più ambite: le orate. In questi tre video possiamo notare tuttele fasi della pesca: innesco, lancio, recupero, allamata, combattimento, escata in notturna. Di sicuro da queste immagini potrete trovare degli spunti utili per migliorare la vostra tecnica e quindi incrementare le vostre catture. Certamente in questi video sono mostrate prede di taglia che non sempre è possibile portare a riva qui da noi, ma non cadiamo nel pessimismo. Uno spot con poseidonia a 100 mt dalla riva e non troppo battuto dai bagnanti potrà darci belle soddisfazioni. Ricordiamoci di utilizzare esca grossa e buona (granchio, riccio, bibi), andiamo a pesca di giorno ed armiamoci di pazienza e di sicuro la preda di taglia non tarderà ad arrivare. Inoltre non dimentichiamo che sulle coste italiane le orate sono prede sempre più diffuse e che anche a mare mosso questo pesce non rifiuta un boccone invitante. Buona visione.





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