sabato 26 luglio 2014

Prede: il pesce serra


Il pesce serra è uno dei più forti predatori del nostro mare. Pare che la sua diffusione sia aumentata negli anni a causa del riscaldamento delle acque, anche se più di 20 anni fa nel lazio già si pescava a traina questo bellissimo pesce. La presenza di questo pinnuto si averte in maniera inequivocabile. Se siete a pesca e vedete il mare ribollire di pesci, alcuni saltano fuori dall'acqua e si lanciano anche contro gli scogli, poi per ore non si vede la pinna di un pesce ci sono in giro i serra. Il nome pesce serra deriva dal suo apparato boccale dotato di denti aguzzi e molto taglienti, talmente ben architettato da tagliare le lenze ordinarie dei pescatori, tanto da imporre per la sua pesca lenze fatte con la parte finale in acciaio. Il suo corpo è piuttosto allungato, presenta due pinne dorsali di diversa dimensione, colorazione scura al dorso e chiara sulla pancia, raggiunge anche il metro di lunghezza con peso di 6/8 kg. Attualmente sono riportate cature di questo predatore in quasi tutta italia, con particolare frequenza nel lazio, zona che da sempre è stata ricca di catture. Questo predatore pare animato da particolare cattiveria ni confronti delle sue prede, tando da dare a volte l'impressione di attaccare solo per il gusto di uccidere. Predilige i piccoli pesci e quindi lo si trova con molta frequenza in prossimità dei porti e delle foci, dove la presenza dei muggini attira i serra. Altra preda di elezione del serra sono le mormore, infatti spesso se pescate a paf potreste recuperare solo la testa della mormora. Le pesca a questo eccellente predatore viene fatta dala barca, dalla spiaggia e dalla scogliera con le tecniche della traina, paf, pesca col vivo e spinning. L'esca che pare dare le maggiori sodisfazioni è l'innesco del pesce vivo ed in seconda battuta l'innesco della sarda con del polistirolo all'interno per renderla galleggiante. La pesca a serra è sempre divertente e ricca di sorprese e colpi di scenza grazie alla sua capacità di fare lunghi salti fuori dall'acqua e alla possibilità che riesca a tegliare il trave o il terminale con i denti. Anche con la pesca in apnea si riscontrano numerose catture soprattutto in presenza di scogliere e porti. Nei prossimi articoli si parlerà approfonditamente della pesca al serra con le varie discipline.

Continua a leggere!

mercoledì 19 giugno 2013

Prede: le occhiate

Tra le prede da insidiare a pesca non possiamo tralasciare la trattazione delle occhiate, specie sportiva e divertente che con la sua presenza rende liete le giornate dedicate alla nostra passione. Questi pesci sono piccoli sparidi di superficie o mezz'acqua che si muovono in branco e attaccano tutto ciò che rilevano come commestibile. La pasturazione, il bigattino e la loro prenza in branco li rende una specie molto sportiva e divertente in quanto le catture sono numerose e repentine e, a dispetto delle loro dimensioni, combattono con tutte le loro forze sino a quando non le portiamo a guadino. Dal punto di vista morfologico si presentano con un colore grigio argenteo di fondo e una macchia nera rotonda all'attaccatura della coda, da qui il nome occhiata. Le dimensioni vanno dai pochi centimetri ai 30, con esemplari dal peso di anche mezzo chilo. Sono pesci di branco che spesso si fanno trasportare dalla corrente piuttosto che risalirla, quindi popolano le zone a ridosso di scogliere, frangiflutti e moli dove cercano cibo e competono per lo stesso. Nell'azione di pesca è molto importante la pastura in quanto attira le occhiate e le tiene in zona, permettendoci di catturarle agevolmente. Nella preparazione della stessa occorre usare poca acqua per facilitare il disgregarsi della stessa nella zona alta della colonna d'acqua. La pesca alle occhiate si può fare con tecnica inglese o bolognese, o in alternativa con il natello dalla barca. A fondo possiamo catturare delle occhiate con tutte le esche avendo cura di utilizzare dei popup per sollevare l'esca dal fondo. Se pescate dei piccoli esemplari abbiate cura di slamarli e rimetterli in acqua. Qui qualche video sulle orate.

Continua a leggere!

mercoledì 12 giugno 2013

Prede: Il cefalo

Tra tutti i pesci di mare il più adattabile a tutte le condizioni è certamente il cefalo. Salinità, inquinamento, fondale, cibo, predatori nulla possono contro questi pesci dalle innumerevoli risorse. Vivono in branco generalmente in aree riparate come porti e scogliere e si cibano di tutto quello che il fondale offre di buono. Si presentano dalla forma affusolata con pinna dorsale piccola e con raggi spinosi, colore chiaro con striature grigie, bocca piccola adatta a succhiare più che ingoiare. Visti sott'acqua i cefali si presentano in gruppo in cerca di cibo. Attirati dalla nostra pastura arrivano nei pressi della nostra postazione di pesca dove trovano sia la pastura sul fondo che quella all'amo. L'istinto li spinge a succhiare le nostra palle di pastura ed è qui che noi dobbiamo essere bravi a ferrare al momento giusto per allamare il cefalo. Storicamente questo pesce è sempre stato una importante risorsa per le marinerie in quanto si cattura agevolmente con le reti e oltre alle carni da anche dell'ottima bottarga, ottenuta dall'essiccazione delle sacche ovariche. Spesso è anche stato allevato nelle paludi costire o nei laghi salati, ma anche in quelli di acqua dolce dove si adatta egregiamente. Metodi sportivi di pesca sono sicramente la pesca con la pastella e quella col bigattino. Alcuni pescatori poco sportivi praticano la pesca a strappo con la mazzetta o l'ancoretta, tecniche poco sportive che mirano al numero di catture più che alla qualità delle stesse. Da questo punto di vista ci sentiamo di sconsigliarvi questa pesca distruttiva e di concentrarvi sull'affinamento delle tecniche id pesca al colpo ad amo singolo.

Continua a leggere!

lunedì 15 aprile 2013

Prede: l'orata

Tra i pesci ricercati a mare e in tavola per il sapore delle carni abbiamo l'orata, preda più ambita dei mesi estivi quando si avvicina alla costa attratta dalle emperature più alte rispetto agli alti fondali. Questo pesce vive nei pressi della costa e si muove generalmente da solo. Si nutre di crostacei e molluschi di cui è ghiotto e che cerca anche nei pressi dei porti o delle dighe frangiflutto. Nonostane sia un pesce che rifugge le acque fredde si avventura spesso nelle foci e nelle lagune tanto da avere dei comportamenti da specie euralina più evidenti nel periodo estivo. L'orata è poi una specie ermafrodita nel senso che nasce maschio e poi diviene femmina verso i due anni di vita, questo è uno dei motivi per cui quando vengono pescati piccoli esemplari occorre rimetterli in libertà, rirdando anche che gli esemplari adulti raggiungono i 10 kg di peso e circa un metro di lunghezza. Morfologicamente la parte del corpo dell'orta che colpisce di più è l'apparato boccale munito di palato osseo e denti capace di schiacciare cozza e altri molluschi in un attimo. Per questo motivo al momento dell'abboccata vedremo muoversi diverse volte la canna o il galleggiante. Poichè l'orata schiaccia e poi sputa il boccone è in quest afase che in genere avviene l'allamata dello sparide ma è sempre in questa fase che può accorgersi ella presenza del finale o dell'amo. Come consigli vi ricordo di usare amo beck e terminale scorrevole al fine di aumenare le chances di successo.

Continua a leggere!

mercoledì 3 aprile 2013

Prede: Leccia stella

Come avevamo scritto nella presentazione del mese di settembre tra le prede più diffuse in questo periodo abbiamo le leccie stella. Questi pesci sono tipicamente pesci di galla che accostano in maniera massiva dopo la prima decade di settembre e fanno la gioia dei pescatori sportivi. Morfologicamente presenta corpo ovale ed appiattito con pinne dorsale e caudale appuntite. La coda è grossa e falcata e le conferisce la tipica forma a stella. Risulta molto e vidente la linea laterale che ha forma curva che risale verso la testa a 2/3 del corpo. La bocca, piccola e obliqua, è lievemente protrattile e la mascella inferiore è appena un po' più sporgente di quella superiore. I denti sono piccoli e acuminati e sono raggruppati in diverse serie. Le squame sono piccole e lisce. La colorazione è grigio azzurra sul dorso, fianchi azzurrastro madreperlaceo, con 3/4 macchie nerastre verticali. Ventre bianco lucido. E' una specie pelagica ma si avvicina alla costa in branchi. Si riproduce particolarmente da giugno a luglio. Si nutre di pesci pelagici (sardine e acciughe). Ha carni bianche, compatte e molto saporite. Raggiunge i 50 cm e mediamente è intorno ai 30 cm. La si cattura in tutto il Mediterraneo. I metodi per pescare questi furiosi e sportivi combattenti dalla terraferma sono molteplici. Possiamo insidiarle con una bombarda da 30 grammi alla quale segue un finale da 1,5 mt con attaccato un flotter in prossimità dell'amo. Esca coreano. In altermativa se siamo apesca a fondo possiamo utilizzare un paternoster il cui amo superiore sarà munito di flotter di colore sgargiante (rosso o giallo). Come esca coreano o esca rossa. A bolognese ed inglese le catture saranno ancora più numerose ed entusiasmanti grazie ai diametri ridotti e alla sensibilità delle canne. In antrambi i casi pasturate con bigattini abbondantemente e mettete all'amo due cragnotti. Fate in modo da pizzicarli sotto pelle per lasciarli vivaci e mobili. Ferrate con decisione e preparatevi ad un combattimento sportivo. La stella una volta percepito il pericolo inizierà a nuotare lungo tutot il molo/scogliera rendendo il recupero ricco di colpi di scena. Fat attenzione che se in prossimità dei vostri calamenti vi sono altri pescatori le stelle sono maestre nell'aggrovigliare tutti i finali. Buon divertimento.


Continua a leggere!

lunedì 4 marzo 2013

Prede: Il sarago

Il sarago è uno dei pesci più sportivi che abbiamo nel mediterraneo. Chiunqua abbia pescato un sarago sa delle sue fughe e del combattimento senza tregua che mette in atto uan volta allamato. Il sarago è un pesce tipico della stagione invernale, pescato dalla spiaggia con la tecnica del surfcasting lanciando nella schiuma terminali corti ed adeguati alla turbolenza.
Le sue doti natatorie e la potenza muscolare lo rendono il pesce più adatto a nuotare nelle onde alla ricerca di cibo. Durante la stagione primaverile o autunnale lo possiamo pescare dalle scogliere o dalle dighe foranee sperando nella pesca in presso della tana in quanto in assenza di onde difficilmente si mette in caccia su lunghe distanze. Necessario per la pesca al sarago è sempre utilizzare un boccone molto abbondante in quanto questo pinnuto necessita di una esca ben presentata ma abbondante. Per avere maggiori chances di successo occorre cercarlo nelle spiaggie con fondo misto o in prossimità di scogliere, zone di elezione per fare una tana e dalle quali inizi ail suo giro diperlustrazione nella schiuma. Ogni anno in giro per l'italia sono registrate numerose catture di saraghi record, grandi come piatti o anche di più, del peso spesso superiore ai 4-5 kg, ovviamente catturati con eshe commisurate alla stazza del pesce. A mare calmo se fate delle escursioni di pesca subaquea potrete notare su fondali alti dei branchi di saraghi che nuotano compatti creando la famosa campana, nome con il quale i sub classificano questi branchi. In foto saragho catturato a blognese dalla scogliera.

Continua a leggere!

sabato 19 gennaio 2013

Spigola: La regina dei mari, la preda più ambita dei pescatori

Dicentrarchus labrax: La spigola è la regina dei mari, il suo nome deriva dalla spina preopercolare molto acuta e tagliente ("spigolo") talmente prominente che al momento della slamatura spesso si rimane feriti alle mani. La preda più ambita dai pescatori di tutto il mondo. Eccellente predatore gira per i mari alla ricerca delle sue prede. La cattura di una spigola è sempre una grande emozione, essendo questo pinnuto uno smaliziato predatore riuscirlo ad ingannare è sempre una grande soddisfazione. Presenta corpo affusolato, testa grande e bocca enorme, munita di piccoli denti e capace di ingurgitare prede molto più grandi di lei. Si differenzia dagli altri pesci della famiglia dei serranidi per la presenza di sue pinne dorsali, infatti appena catturata, quando è ancora viva e vegeta è possibile osservare questa pecularità. Il dorso è di colore grigio e i fianchi di colore bianco, non si riscontrano colorazioni marcate per le pinne. Si nutre di anellidi, crostacei e piccoli pesci. In genere gironzola la notte le zone ricche delle sue possibile prede. Zona di elezione della spigola sono le zone di incontro tra le acque dolci e le acque salate grazie alla sua capacità di adeguarsi alle variazioni di salinità delle acque. Quindi si reca spesso nelle foci e risale i primi tratti dei fiumi per poter trovare i piccoli muggini, di cui va ghiotta, i gamberetti, i vermi, e spesso anche i topi, di cui si nutre volentieri. La riproduzione avviene tra gennaio e marzo, motivo per cui da novembre in poi la spigola inizia a divenire molto vorace, va in cerca di tutte le esche proteiche che possono esserle utili per la sua alimentazione.

Le modalità della pesca alla spigola saranno trattate successivamente, ma è opportuno ricordare che il bigattino, la sarda, il gamberetto vivo, anellidi corposi, cannolicchi e non per ultimo il vivo (pesce innescato vivo x attirare il predatore) possono attirare la regina dei pescatori.

Continua a leggere!

lunedì 14 gennaio 2013

Prede: Il pesce balestra

Tra le specie insidiabili nei nostri mari uno dei più paricolari è il pesce balestra. Chiunque lo abbia visto una volta non stenterà a riconoscerlo per la testa grande, le pinne grosse e speculari e i denti affilati. Una volta salpato il pesce balestra emette un suono simile al grugnito del maiale che gli vale il nome di pesce porco. La pelle è rugosa e al tatto da l'impressione della carta vetrata e per il passato è stata usata per l'accensione dei fiammiferi. Questo pesce è un grufolatore che mangia molluschi ed invertebrati sul fondo del mare, frequenta le zone di misto sabbia-roccia e spesso lo si pesca anche dalla spiaggia se usiamo esche proteiche (tipo il cannolicchio) poggiate sul fondo. I denti aguzzi possono provocare la rottura del finale per cui spesso se si presuppone la presenza del pesce balestar si una un finale in acciaio o del multifibra. Nonostante alcune specie tropicali del pesce balestra siano leggermente tossiche quelle mediterranee sono tutte commestibili ed ottime grazie alle carni delicate e sode apprezzate nella cucina regionale. In foto un pesce balestra pescato dal notro amico S.S. in sicilia. Qui il video del pesce balestra.

Continua a leggere!

venerdì 21 dicembre 2012

Prede: Il grongo

Conger conger
Questo pesce è uno di quelli capace di incuotere timore ai sub, oltre che regalare intense emozioni ai pescatori a surfcasting. Si presenta alla vista come un capitone, ma molto molto più grosso e pesante. Vine nei fondali fangosi sempre in una tana che in genere è buia e stretta, adatta a tenerlo al riparo della luce e dei possibili predatori. Di giorno resta tranquillo nella sua tana a pensare ai fatti suoi, al massimo mettendosi in attesa della notte ad osservare il mondo dall'imboccatura del suo antro. Di notte lo troviamo in giro per i fondali alla ricerca di un buon pasto fresco. Molluschi, cefalopodi e pesci di fondo sono la sua cena preferita. Tecnicamente è definito un pesce divertente da pescare in quanto resiste molto allo spiaggiamento e il suo corpo di forma allungata gli da una grande potenza nel combattimento. I piccoli gronchi, se catturati con le nasse, possono essere innescati vivi o morti per la ricerca delle spigole (analogamente a quanto riportato per le anguille). Facilmente si può pescare da spiagge in prossimità di scogliere, città sommerse o in presenza di relitti sul fondo. L'esca principe è la sarda mentre per portarlo a riva occorre il cavetto di acciaio di generose dimensioni.



Continua a leggere!

martedì 10 luglio 2012

Prede: La salpa

La salpa è un pesce dal colore argenteo e strisce gialle molto diffuso nel mediterraneo. Si nutre preminentemente di alghe che crescono lungo moli e scogliere quindi è naturale cercarle in spot dove trovano il loro principale nutrimento. Amano anche cacciare i bigattini quando formano una nuvola omogenea, ed è per questo motivo che quando sono presenti le salpe occorre pasturare poco ma spesso. Tra tutti i pesci insidiabili a bolognese questo è sicuo indice di diverttimento e combattività. Ha denti aguzzi che possono tranciare il filo e carettere deciso che le permette di combattere a lungo prima di lasciarsi inguadinare. Spesso se si vede spraffatta nuota in direzione del molo o della scogliera e strofina il muso contro gli scogli, rendendo la vita del nylon molto più breve. Nutrendosi quasi esclusivamente di alghe le sue carni possono assumere in poche ora un sapore poco piacevole dovuto alla fermentazione delle alghe nell'apparato digernete. Onde evitare questo inconveniete è opportuno tenere iu pesci in acqua in una nassa o eliminarne le interiosa poco dopo la cattura. In alternativa procedete alla baiatura come riportato in questo articolo. Dal punto di vista culinario la salpa è considerata un pesce povero ma ben cucinata e consevata a dovere può dare grosse sodisfazioni al cuoco esperto o alle prime armi. Per la pesca usate bolognese di sei metri, galleggiante da 1 gr e spallinatura con svolazzo di 1 metro. Se allamate un asalpa il divertimento sarà assicurato.

Continua a leggere!

giovedì 5 luglio 2012

Prede: la tracina

La tracina è un tipico pesce di disturbo per i pescatori che frequentano le spiaggie poichè mangia le nostre esche e in genere è di dimensioni davvero trascurabili. Anche se si sono registrate catture di tracine di 40 cm e oltre dal pesco di circa 2 kg spesso le prede pescano poche decine di grammi e non superano i 15 cm. Di giorno la tracina si posiziona con tutto il corpo sotto la sabbia lasciando solo la bocca a livello del suolo per poter attaccare subito eventuale cibo in vista. Di notte invece si mette in caccia e va alla ricerca di tutto ciò che possa essere di nutrimento, con particolare predilizione per il cannolicchio. Essendo un pesce molto lento nel raggiungere le esche la sua abboccata indica che in zona non vi sono predatori di pregio (un pò come le stelle marine). Questo pesce è poi conosciuto perchè presenta degli aculei che iniettano del doloroso veleno neurotossico che oltre a provocare dolore, gonfiore e indolensimenti può portare alla morte. Nel caso di catture di piccole dimensioni è sempre opportuno slamare e rilasciare subito mentre sono da considerare edibili gli esemplari al di sopra dei 400 gr. Ricordate di operare la slamatura con uno straccio onde evitare punture accidentali. Qui il video con la tracina.

Continua a leggere!

sabato 30 giugno 2012

La mormora: sinonimo di pesca estiva.


Pagellus mormyrus
La mormora è il preda simbolo della pesca estiva. E' sempre una emozione quando al recupero si scorge la prima mormora della stagione. Significa che il divertimento nelle ore notturne è assicurato grazie alla presenza di questi pinnuto sportivissimo e sempre presente in branchi. La mormora si presenta di colore grigio con una serie di striature verticali di colore nero, capo allungato e labbra prominenti. Come lunghezza raggiunge anche i 40 cm, mentre per il peso sono stati catturati esempleri di circa 1 kg. Vive e si sposta in branco, quindi le catture sono spesso multiple se usate terminali biamo. Questo pesce è il rappresentante tipico della classe dei grufolatori, ovvero al momento di cibarsi mette il muso nella sabbia alla ricerca si anellidi o altro cibo di facile reperibilità. Ha la capacità di insabbabbirsi, per cui raramente finisce preda delle reti. Spesso le mormore presentano dei parassiti all'interno dell'apparato boccale (volgarmente chiamati zecche), essendo questo fenomeno molto diffuso non dovete spaventarvi ma semplicemente rimuovere il parassita che si presenta lungo 1-2 cm. In genere le catture avvengono in estate ed autunno dopo il tramonto, anche se in inverno dopo le mareggiate è possibbile fare delle bellissime catture.  L'esca principe per la cattura delle mormore è l'esca rossa, l'unica che assicura carnieri ricchi e catture frequenti, in alternativa potete usare del coreano vivissimo, ma non attendetevi gli stessi risultati. Se usate bibi o cannolicchio o americano potrebbe capitarvi di prendere il big one, del peso di circa un kg. Come terminale o utilizzate un long arm con attacco basso o n paternoster, finale di 1,5 mt massimo 0,18, amo da 4 a 8. Di giorno è consigliato il fluorocarbon.


Continua a leggere!

mercoledì 2 maggio 2012

Prede: Il calamaro

Il calamaro è un mollusco cefalopode con corpo a forma di tubo. Il mantello ha forma cilindrica e contiene i suoi organi interni. Nel mantello è anche presente un corpo rigi di forma schiacciata comunemente chimato osso di seppia che tiene la rigidità del mollusco. Il corpo ha due pinne unite a formare un rombo (a differenza del totano le cui pinne formano un triangolo), la testa presenta due occhi laterali. Il calamaro ha in tutto dieci tentacoli muniti di ventose: otto corte pochi centimetri e due più lunghi (ottimi da innescare a surfcasting TIPO VERME). E' una specie pelagica che popola mediterraneo ed adriatico, vive tra i 20 ed i 100 metri di profondità ma può spsotarsi sino ai 300. Si nutre predando pesci, molluschi o altri cefalopodi ai quali si aggrappa con i tentacoli e poi li mangia. Per muoversi utilizza un getto di acqua che spinge fuori dal sifone a grande pressione. Alle nostre latitudini si pesca in estate ed autunno durante la sua accostata per la deposizione delle uova. La notte regala più chances di pesca, mentre di giorno le catture sono meno probabili ma non impossibili. Come esca il calamaro si usa a surfcasting, bolentino, traina con ottimi risultati. In letteratura sono riportati numerosi casi di enormi calamari pescati nei vari oceani tanto da averli classificati come calamari giganti. Ciò è molto importante in quanto per secoli i racconti dei marinai che riportavano di enormi calamari, a volte grossi come le barche, non sono stati definiti attendibili.

Continua a leggere!

martedì 13 marzo 2012

Prede: lo scorfano

Tra le prede lo scorfano è di sicuro uno dei pesci più particolari. Si presenta in genere di colore rosso, grande sino a 40 cm per un chilo di peso e, a detta di alcuni, molto ma molto brutto a causa della sua forma e delle escrescenze che lo ricoprono. In verità lo scorfano è un pesce molto lento negli spostamenti ed essendo carnivoro ha sviluppato un accentuato mimetismo che lo porta a confondersi con le roccie. In questo modo attende il passaggio dei pesci e poi li mangia. Lo scorfano è poi anche interessante perchè a sua difesa ha delle spine su dorso e sulle branchie che iniettano veleno nelle vittime che si avvicinano troppo. Per nostra fortuna la tossina presente nel veleno fa pochissime vittime l'anno a causa dello sciock anafilattico mentre più spesso la cosa si risolve con fortissimi dolori, gonfiore e infiammazione alla parte. Uno dei rimedi utili per ridurre i sintomi consiste nello fruttare la termolabilità della tossina, e quindi tenere la parte in acqua calda o sotto la sabbia per almeno 30 minuti. Per pescare i nostri scorfani occorre recarci su fondali rocciosi di almeno 15 metri durante la notte, quando sono nel loro massimo di attività. Occorre innescare polpo, seppia, gambero, pesciolini, murice e sperare di calare prorio sul suo muso poichè lo scorfano non è pesce da lunghi spostamenti. L'abboccata è decisa e c'è un breve ed intenso cambattimento. Data la proverbiale lentezza quando abbcca lo scorfano forse è il caso di cambiare spot poichè significa che di prede pregiate non ce ne sono. State attenti alla slamatura e, in caso di puntura, non abbiate paura e siate prudenti nel rientro.

Continua a leggere!

mercoledì 3 agosto 2011

Prede: la ricciola

La ricciola è un bellissimo pesce frequente lungo le coste itaiane e molto cecato si aper le carni pregiate sia per il divertimento che offre a pesca. Questo epsce vive da giovane lungo le coste epr poi migrare da adulto lungo cigliate, secche e margini delle isole dove preda solo il vivo. Il suo peso è funzione di quanto mangia, ed è facile catturare prede di oltre 30 kg. Non è un pesce stanziale, anzi ha l'abitudine di spostarsi molto alla ricerca di zone di pesca ricche in prossimità di variazioni batimetriche. Non sono riportate catture dalla spiaggia ma l'unico modo di prenderla è la traina con il vivo lungo le secche o presso le cigliate e gli sbalzi di fondale. Le prede raccomandate sono le aguglie, occhiate, muggini da usare prettamente a stertto fondale con il fondo, di modo che la ricciola possa percepire la presenza e predarlo senza allontanarsi troppo dai ripari. La ricciola è di certo il pesce più potente che possiamo allamare nei notri mari. A parità di peso anche il tonno impallidisce, essendo molto minore la forza poseduta, ma sopratutto la resistenza che oppone al pescatore. Le ore migliori per il numero di catture è l'alba, ma le pede più importanti si incrociano sulle secche con il sole a picco.

Continua a leggere!

giovedì 19 maggio 2011

Prede: L'aguglia

Tra i pesci da insidiare nella stagione calda non possiamo dimenticarci dell'aguglia. Questo pesce si presenta di forma allungata, linea laterale molto bassa e pinne dorsali arretrate. Mascelle anch'esse arretrate a formare tipo un rostro. Questo pesce è un pelagico tipico del mare mediterraneo che vive al largo ma si avvicina a riva nel periodo caldo (da giugno in poi) per deporre le uova. Colonizza gli strati più alti della colonna d'acqua per cui spesso la cattura nella pesca al colpo avviene appena lanciato. Raggiunge dimensioni  massime di un metro per circa un chilo di peso. Vive in branco ma gli individui più anziani possono essere solitari. Pesce sportivo e divertente attacca spesso e combatte con grande forza. Si registrano anche catture nella pesca a fondo ma in presenza di esca flotterata. Ottima nella pesca con il vivo (usata come esca) cosi come a traina. In questo ultimo caso è redditizia anche la pesca con le aguglie congelate, che grazie alla forma allungata mantengono un nuoto abbastanza naturale. Le migliori tecniche di pesca per insidiare queste voraci prede sono bolognese, inglese ma sopratutto la bombarda. Qui video della pesca alle aguglie con la bombarda.

Continua a leggere!

mercoledì 4 maggio 2011

Prede: L'aragosta

L'aragosta è un crostaceo tipico del mediterraneo molti ricercato perle sue carni, quindi poco diffuso nelle zone ad alta antropizzazione. Si presenta (come tutti i crostacei) protetta da un duro carapace di colore arancione rosato che le permette di resistere ad attacchi superficiali o poco motivati. Le dimensioni delle specie mediterranee variano da 20 a 40 centimentri con peso massimo (poco frequente) di 6-7 kg. Frequenta fondali rocciosi o con alghe da 10 a 150 metri nei quali ricerca tane di dimensioni giuste per il proprio corpo per potersi rifuggiare all'interno e agganciarsi alla superficie rendendo difficile, se non impossibile, la sua cattura. Le femmine producono l euova in primavera e una volta fecondate le tiene con se sotto l'addome fino alla fine dell'estate quando si schiudono e nascono le piccole larve. Nel corso degli anni (la vita naturale sarebbe sui 20 anni) cresce mutando il carapace ciclicamente. E' inoltre caratterizzata da lunghe antenne colorate con strisce bianche ed arancioni. Sia nello spostamento che nel nuoto procede a marcia indietro e spesos il sub la identifica per le lunghe antenne. Si nutre di plancton, piccoli molluschi, ricci o pesci trovati morti. E' preda di elezione per i predatori bentonici e i polpi che le afferrano con i tentacoli e poi ne forano il carapace con il rostro. La pesc aavviene con lasse o reti di posta e attualmente sono disciplinate le dimensioni minime di raccolta per evitare l'estinsione di questa specie che negli anni scorsi è stat vittima di una pesca indiscriminata e poco rispettosa in termini di catture e dimensioni. L'animale per essere venduto a buon prezzo va conservato vivo e vegeto e conservato in appositi acquari. Si riconosce dall'astice per l'assenza delle chele e per il prezzo nettamente superiore. Qui il video.

Continua a leggere!

venerdì 11 febbraio 2011

Prede: Il barracuda

Il barracuda è un pesce che fa parte dell'immagginario collettivo. Sempre il neofita lo associa ai mari tropicali e viene giustificata la sua presenza nel mediterraneo con la tropicalizzazione delle acqua. Iniziamo a sfatare questo mito dicendo che il barracuda che abbiamo nel mediterraneo è una specie diversa e da sempre presente nel mediterraneo. Questo pesce si presenta di forma allungata e possente apparato boccale che per potenza e capacità di danno possiamo paragonare al pesce serra. Allo stato giovanile vive in branchi che attaccano qualsiasi cosa che si muova, poi da adulti rimangono in piccoli gruppi che irano per le zone ricche di cefalopodi e pesci foraggio. Nel mediterrane raggiunge le dimenzioni record di 15 kg ma la media delle catture è di 3 - 5 kg. Il barracuda è un pesce molto sportivo grazie alla forza che possiede e al forte istinto predatorio che rende lo spinning la tecnica di cattura per elezione. E' attirato da tutto ciò che si muove e spesso gli esemplari più aggressivi non ci pensano due volte ad attaccare i monili luccicanti dei bagnanti che si intrattengono sulle spiagge dei pèaesi esotici. Dal punto di vista culinario il barracuda tropicale non è adatto all'alimentazione umana a causa dell'eccessiva durezza delle carni mentre quello mediterraneo presenta sempre questo problema ma in misura minore, rendendone quindi possibile l'utilizzo a tavola.

Continua a leggere!

giovedì 4 novembre 2010

Squalo in sardegna


Articolo originale de L'Unione Sarda di A.Loi.  La consistente variazione del clima sta influenzando sempre più anche la fauna marina. Eccezionalmente al largo dello stagno di Marceddì ieri mattina è stato pescato uno squalo. L'aggressivo predatore, della grandezza di circa due metri, era morto da alcuni giorni. A individuarlo nelle reti è stato Paolo Argiolas, un pescatore che opera nel compendio ittico di Marceddì: «L'ho trovato nei pressi della punta di Capo Frasca - ha raccontato al suo arrivo nel porticciolo di Marceddì il giovane pescatore - Non potete immaginare la fatica che ho dovuto fare per issarlo a bordo essendo uscito a pescare da solo». Ad attendere il pescatore c'erano le Guardie Forestali del distretto di Marrubiu che hanno subito preso in consegna lo squalo per portalo al Centro regionale cetacei di Cagliari, dove sarà classificato. Secondo alcuni pescatori di Marceddì potrebbe trattarsi di uno squalo grigio della famiglia “Carcarinidi”, essendo grigio sul dorso e biancastro sul ventre e avendo il corpo fusiforme con il muso appuntito, coda asimmetrica e pinne ampie e forti. Questo squalo, che può raggiungere i tre metri di lunghezza, è comune nel Mediterraneo, ma in poche occasioni si è spinto nelle acque lagunari e salmastre di Marceddì.

link all'articolo originale

Continua a leggere!

lunedì 4 ottobre 2010

Terminale per pescare il pesce serra

Se siete in vacanza ed avete avuto modo di assistere agli attacchi dei serra avrete bisogno del vodeotutorial che trovate di seguito. Ricordate di consultare la nostra monografia sul pesce serra per comprendere a caratteristiche e comportamenti di questo vorace pinnuto. Non scoraggiatevi se noterete degli attacchi a vuoto, molto spesso capite che questo poderoso pinnuto attacchi più per diletto che per necessità, e di certo se avrete la fortuna di allamare uno di questi pesci vi divertirete grazie alla sua forza ed ai salti morabolanti. Il terminale di cui si parla nel video prevede l'utilizzo di due ami di generose dimensioni montati su cavetto di acciaio. Come esca è consigliato il filetto si sarda, filetto di muggine o filetto di spigola di allevamento (il pesce più grasso che esista).

Continua a leggere!