sabato 3 gennaio 2015

Il surfcasting

Il surfcasting è definito tecnicamente come la pesca dalla spiaggia in presenza di moto ondoso. Va da se che le attrezzature dovranno essere in grado di lanciare zavorre pesanti, utilizzate sia per vincere la forza del mare che per lanciare lontano le nostre esche. A questo punto occorre chiedersi: perché vado in spiaggia in inverno, col mal tempo, vento ed onda?? Il motivo è da ricercare nella biologia marina e nelle abitudini dei predatori e grufolatori. Quando l’onda si frange sulla spiaggia rivolta lo strato superficiale della sabbia, portando in superficie una moltitudine di crostacei, anellidi ed similia che attirano i piccoli pesci i quali attirano i predatori. In poche parole tutta la catena alimentare si trova li, a pochi metri dalla battigia a portata di canna del surfcaster capace di interpetrare la perturbazione. Infatti se andiamo in spiaggia nel bel mezzo di una mareggiata avremo seri problemi a stare in pesca, ed i risultati lasceranno a desiderare. Occorre andare in spiaggia quando il mare inizia a calmarsi, nel momento definito scaduta. Come tutti i fenomeni naturali non esiste una legge matematica per riconoscere la scaduta, ma si intende con questo termine il momento il cui il mare inizia a calmarsi, cala il vento che ha generato la mareggiata e il mare scarica la sua energia residua. Il punto dove si genera l’onda dovrebbe essere il più fruttuoso in quanto li si vengono a creare delle formazioni dove si accumula il materiale detritico, crostacei e anellidi, e si crea l’impianto da surf. Se avete problemi a raggiungere tale zona state a cuor tranquillo, lanciano nella schiuma potrete allamare dei bellissima saraghi, e a scaduta avanzata anche la spigola non mancherà di farvi visita. Mentre nella pesca a fondo c’è un largo uso di anellidi in condisurf c’è bisogno di esche proteiche, capaci di attirare grossi predatori, alla ricerca di un pranzo lauto. Quindi largo a fasolare, sarda, filetto di muggine, cannolicchi, seppia. Ricordate di usare ami generosi, lenze per i finali e i muli belli grossi e piombi dal peso e le dimensioni adeguate. Anche se sono dell’idea che le configurazioni sono personali e legate al momento vi riporto quella che ritengo una configurazione media, da adattare al momento.

Filo in bobina 0,35 mm
Shock leader 0,60
Bracciolo 0,26 – 0,30 – 0,40
Ami zerati di dimensioni appropriate all’esca
Piombo a piramide, sfera, cono da 5 oz – 150 gr.

Continua a leggere!

venerdì 17 ottobre 2014

Esche: Il trancio di spigola

Abbiamo visto come il trancio del cefalo possa essere efficaci nella pesca a predatori affamati quali spigole e serra, oltre a tutti i pesci di grosse dimensioni in cerca di cibo. Occorre però ricordare che oltre alla sarda o al miggine vi è una specie dalla carne deliziosa che attira molto ma molto i pesci, in particolare il pesce serra: il filetto di spigola. In questo caso avremo cura di prendere una spigola di allevamento, di quelle che il supermercato vende a 4-5 euro al kg, nella pezzatura più piccola. Le ragioni che stanno dietro la scelta delle spigole di allevamento è banalle: uesti pesci sono allevati con mangimi ad alto tenore proteico e calorico, il che unito al ridotto movimento le rende utilisime per la pesca al serra in quanto gli oli si sciolgono e lasciano in acua una scia odorosa. Inoltre il serra si ciba quotidianamente di piccole spigole, quindi ne riconosce il sapore e la consistenza delle carni.

Continua a leggere!

giovedì 27 febbraio 2014

Surfcasting: Innescare il cannolicchio


Il surfcasting è la pesca invernale per eccellenza, tecnica apprezzata solo dai veri pescatori che non temono il vento e la pioggia. Una delle esche tipiche del surfcasting è il cannolicchio, mollusco bivalve utilizzato sempre a pesca in inverno e capace di attirere tutte le specie che battono le spiaggie invernali, ovvero spigole, saraghi, gronghi, ombrine. Il problema sorge nella preparazione dell'innesco, poichè le onde e la corrente riducono la tenuta del cannolicchio all'amo. Già parlammo del filo elastico utilizzato per rassodare le esche ma ora vedremo nello specifico come innescare il cannolicchio e tenerlo moto tempo in acqua senza risentire del tempo ed evitando che nel lancio diventi una massa informe e poco ferrante a causa della sua risalita sull'amo. Prendete il cannolicchio e separatene il corpo dalle valve, passatelo sull'ago da innesco e di li all'amo (generoso) di modo che dalla lingua bianca sbuchi la punta dell'amo. Dopo accostate l'ago all'innesco e poiiniziate a passare il filo elastico per rassodare l'innesco. Fate molti giri di filo ma ricordate che il segreto è passarlo anche sul cannolicchio nella parte dopo la punta del'amo. Stringendo bene, facendo un bel nodo alla fine e rassodando tutta la lunghezza del cannolicchio non avrete problemi di sorta e la punta dell'amo sarà sempre scoperta e ferrante, pronta a pungere la spigola di turno.

Continua a leggere!

lunedì 24 febbraio 2014

Segreto per conservare le esche a lungo

Può capitare di decidere improvvisamente di andare a pesca e di non avere la possibilità di acquistare esche. A questo fine è bene comprare una bella quantità di cannolicchi e porli in un barattolo immersi in una soluzione satura composta da acqua e sale da cucina (circa 300 gr di sale per ogni litro di acqua). Chiudiamo il barattolo col suo tappo e mettiamolo in freezer. Una volta scongelati avrete dei cannolicchi in ottime condizioni ed appetiti da tutte le specie insidiate nella pesca dalla spiaggia e dalla scogliera. Nella soluzione satura potete porre anche delle fasolare, della sappia o degli occhi di canna. Al momento giusto mi ringrazierete. Vi state domandando cosa succede se congelate le esche tal quali?? Allo scongelamento i tessuti si saranno rovinati ed a causa della rottura della membrana cellulare avrete una grande perdita di liquido, in pratica saranno meno appetite e molto più dure.

Continua a leggere!

venerdì 11 gennaio 2013

Esche proteiche: Il trancio di cefalo

L'utilizzo delle esche ad alto contenuto proteico è indicato nel caso in cui siamo alla ricerca del grande predatore dalla spiaggia e vogliamo attirarlo con un'esca sostanziosa. Il trancio di muggine assolve egregiamente a questo lavoro in quanto si presta alla creazione di abbondanti inneschi. Inoltre la ricchezza di oli e grassi nelle sue carni lo rende molto attirante. Per proporre correttamente questo innesco occorre utilizzare del polistirolo o altro materiale galleggiante per farlo fluttuare in acqua, ricordando che se il mare è agitato occorre usarne davvero poco onde evitare una presentazione dell'esca innaturale. Per la preparazion e procuratevi un cefalo e sfilattatelo (io lo faccio in spiaggia). Tagliatene un pezzo della lunghetta di circa 10 cm e della larghezza di 5 di modo da poter creare un innesco a forma di sigaro. Se la carne è troppo spessa portatelo a livello con le forbici. Intanto preparate un finale con due ami del tipi 1/0 o 2/0 a seconda del trancio e mettete i due ami leggermente disassati nelle carni, poi ponete al centro del trancio il polistirolo (anche quello delle vaschette per il confezionamento delle carni) e richiudete il tutto con abbondante filo elastico. Nel lancio ricordate che sarà difficile ottenere grosse distanze a causa delpeso e della scarsa aerodinamicità. Alcuni pescatori a volte mettono la parte con la pelle verso l'esterno contando su una maggiore visibilità del boccone. Le confiurazioni di cui abbiamo parlato si riferiscono principalmente alla spigola poichè se vorrete insidiare il serra avrete bisogno del cavetto d'acciaio.

Continua a leggere!

sabato 1 dicembre 2012

Le esche bianche: il calamaro


Con l'arrivo della bella stagione (per il surfcasting) occorre rispolverare le vecchie tecniche di pesca del surf puro fatte di astuzia ma anche di sostanza, esche proteiche, freddo e filo elastico. I vermi ormai possono lasciare lo spazio alle esche che saziano le spigole in cerca di cibo per affrontare le lunghe fatiche della riproduzione. Tra tutte queste esche quelle bianche possono essere definite le esche principe per tanti motivi: attirano per il colore, sono ricche in proteine, possono essere tagliate in base all'innesco e sopratutto sono appetite dai pesci. Il calamaro è certamente il più utilizzato anche grazie alla sua luminescenza che di certo gioca sull'attrazione del pesce in presenza di scarsa visibilità. Munitevi di forbici e ricordate di preparare degli inneschi quanto più simili a quelli in foto. Per primo ricordatevi  che potete innescare i due tentacoli più lunghi come se fossero dei vermi su ami beack alla ricerca dei saraghi al tramonto. Poi i piccoli tentacoli possono essere usati tutti insieme per il famoso "gonnellino awaiano" alla ricerca del pezzo grosso. Poi con un pezzo di mantello possiamo fare la coda di rondine, con le due estremità che si muovono e attirano la spigola di passaggio. Ovviamente parlare di misure degli ami non ha senso in quanto dipendono dal mare e dalle dimensioni dell'innesco. Comunque fili da 0,30 a 0,50 e ami di 1/0 e 2/0 sono la norma.

Continua a leggere!