domenica 5 ottobre 2014

Quando cambiare il filo in bobina

Un nostro lettore ci ha mandato un mail dove chiedeva se dopo circa sei mesi dovesse sostituire il filo in bobina o fosse possibile tenerlo ancora. In questo post analizzeremo tutti gli aspetti legati alla longevità di un filo da pesca. Iniziamo a considerare che la natura del filo che usiamo ne determina la longevità potenziale. Tra le componenti del filo abbiamo degli stabilizzatori. Il filo infatti quando invecchia perde di elasticità, origina delle microcrepe e tende a frammentarsi sotto sforzo. Anche se i moderni fili da bobina sono spesso ricoperti di un velo in silicone che ne allunga la vita i processi ossidativi naturali, la salsedine, la luce sono agenti che degradano i fili. Inoltre il nylon ha una sua porosità interna che permette all’acqua di mare di penetrare al suo interno, aggravando il problema. Per evitare un prematuro invecchiamento del filo possiamo effettuare dei lavaggi dopo ogni uscita per asportare il sale dalla struttura del nylon. Ogni 5 pescate possiamo poi tagliare 5-10 metri di filo (a surf partendo dall’ attacco dello SL) poiché questa zona è la più stressata nel lancio. Viste tutte le variabili in gioco veniamo alla risposta al quesito. Certamente occorre sostituire ciclicamente il filo, ed io credo che intervalli di circa un anno siano ragionevoli per pescatori medi che praticano 20 30 uscite l’anno e sciacquano i fili. Esistono comunque una serie di controlli che possiamo fare per verificare l’effettivo stato del filo. Innanzitutto a filo asciutto verificare che l filo scorra tra le dita e non sia appiccicaticcio. Se ciò dovesse accadere il filo è vecchio ed ossidato e va sostituito subito. Controllate poi che il filo al tatto sia liscio e non ruvido. Se riscontrate della ruvidità controllate se è solo in una piccola zona (potrebbe essere legata allo sfregamento verso ostacoli) o generale. Se la zona danneggiata è localizzata e posta nei primi metri del filo potete semplicemente eliminarla. Se non dovesse essere così eliminate tutto il filo, e ricordate che è meglio sostituire un filo che perdere una bella preda.

Continua a leggere!

venerdì 15 febbraio 2013

L'esploso del mulinello

Comprare un mulinello di buona qualità è di certo importante per la serenità del pescatore, in fondo è come un inestimento, siamo sicuri della durata del'attrezzo se avremo l'accortezza di fare la dovuta manutenzione e di non abusare della meccanica dell'attrezzo. C'è anche un altro motivo per scegliere un mulinello di qualità: la possibilità di reperire i ricambi quando saranno necessari. Occorre però ricordare ai meno esperti che lo smontaggio è una fase molto ma molto più semplice del montaggio, se infatti togliere pezzi è semplice metterli nel modo e nella sequenza giusta potrebbe creare dei problemi, tipo il mitico pezzo che avanza ad ogni smontaggio. Per ovviare a questo problema i produttori mettono sullo scatolo un modello del mulinello, chiamato esploso, che mostra i pezzi e la loro disposizione, analogamente a quanto si fa per tutte le produzioni meccaniche complesse (tipo le auto). Ma cosa succede se perdiamo o distruggiamo la scatola? Da oggi shimano mette a disposizione sul suo sito una raccolta di tutti gli esplosi dei mulinelli catalogati per anno e per modello, un servizio eccellente offerto ai pescatori che necessitano di questo aiuto al montaggio. In foto un mulinello Aero Technium MgS XS-B, qui il link per consultare la banca dati con tutti gli esplosi.

Continua a leggere!

martedì 18 dicembre 2012

Manutenzione dei mulinelli: Il rullino guidafilo

Tutti noi sappiamo quanto un mulinello possa essere delicato se trattato male. Certamente trattare bene un mulinello significa evitarne urti accidentali, sciacquarlo ciclicamente per evitarne la corrosione, oliarlo e via dicendo. Esiste però un elemento specifico da curare e controllare ciclicamente: il rullino guidafilo. Questo componente ha la forma di un anello con una scanalatura centrale ed ha il compito di far scorrere il filo su di esso nel tragitto per la bobbina. Onde evitare riscaldamenti eccessivi ai monofili il rullino ha al suo interno un sistema con cuscinetto o boccola che permette al rullino di girare, dissipando quindi l'energia dello sfregamento del filo. E' proprio su questo piccolo componente che occorre focalizzare la nostra attenzione per evitare rotture scoccianti che possono rimanerci a pesca senza un mulinello. L'archetto ha il compito di accompagnare il filo sono al rullino guidafilo dopo il lancio, poi il filo scorre sul rullino e facendolo ruotare dissipa calore dello sfregamento, ma in questo momento ricordiamo che il filo è bagnato di acqua di mare, e il sale che porta con se va a depositarsi sia sugli anelli che sul rulino, anzi il rullino è molto più espsosto ai depositi di sale in quanto è di dimensioni minori, inoltre la sua rotazione fa evaporare velocemente l'acqua, rimanedo quindi sull'attrezzo il solo sale. Questo ha un forte potere corrosivo, tanto da poter portare i cuscinetti del rullino al grippaggio e/o bloccaggio si ache si tratti dle modello a boccola che del modello a cuscinetto. Per evitare questo problema occorre fare una acorta e ciclica manutenzione. Come potete vedere in foto occorre dotarsi di cacciavite a stella, grasso, spazzolino, acqua, pezza, carta, olio sbloccante e grasso. Prendete il cacciavite e svitate la vite che tiene bloccato l'archetto. Questa vite si trova dietro il rullino ed una volta rimossa rende possibile scostare l'archetto. A questo punto rimuovete il rullino guidafilo e pulitelo con cura dal grasso residuo, poi riponetelo in un bicchiere con acqua dolce e fatecelo stare per alcuni minuti, poi spazzolatene la superficie esterna con lo spazzolino per rimuovere eventuali incorstazioni, resti di sale o altro. Ora passiamo al cuscinetto, una volta rimosso infiliamo al suo interno una matita e faccianolo ruotare. Una volta verificate le condizioni del cuscinetto prendiamo dell'olio sbloccante e spruzziamolo sopra, poi facciamo girare il cuscinetto per alcuni minuti sino a che non gira pulito e regolare. A questo punto puliamo i resti di olio e mettiamo il cuscinetto nella sua sede. Poi prendiamo il grasso con uno stuzzicadenti e mettiamolo sulle due superfici del cuscinetto e tra il cuscinetto e il rullino guidafilo. Ingrassiamo anche la sede del rullino sull'attacco al mulinello e richiudiamo. Ora prendiamo un pezzo di nylon e facendolo passare nel rullino facciamolo girare per verificarne la scorrevolezza. Se avete seguito le istruzioni ora è tutto ok. Se invece notate che ilcuscinetto si impunta o non gira correttamente andate in un negozio di pesca ed acquistate il ricambio. Costa pochi euro e durerà una vita.

Continua a leggere!

mercoledì 5 dicembre 2012

Segreto per salvaguardare i mulinelli da pesca

Dopo ogni uscita sciacquiamo i mulinelli con acqua corrente, evitando che l’acqua penetri nei meccanismi interni, negli ingranaggi e si mischi al grasso, rendendolo poco funzionale. Dopo smontare la bobina dal corpo del mulinello e immergerla per poche ore in acqua, possibilmente distillata. Così il sale che si trova sul filo e nel filo si scioglierà, allungando la vita dello stesso. Se ponete attenzione nel confrontale un filo mai lavato in questo modo ed un filo curato noterete che il primo già dopo poche uscite si presenterà rugoso, e dopo mesi attaccaticcio, oltre a perdere parte del suo carico di rottura. Le parti in metallo e plastica del mulinello dureranno di più e non avranno i classici sintomi di salsedine, ovvero cromature e pittura che saltano via a pezzi.Se avrete cura anche di oliare i cuscinetti esposti e le parti da attrito sicuramente il mulinello durerà a lungo ed avrà performances migliori. Provare per credere.

Continua a leggere!

giovedì 6 settembre 2012

Manutenzione dei galleggianti


I galleggianti sono importantissimi nella pesca al colpo in quanto sono il sostegno che mantiene le esche staccate dal fondo all'altezza da noi scelta. Ovviamente quando si va a pesca occorre portarne di tutti i tipi e le grammature ed è molto frustrante quando alla preparazione della montatura il galleggiante che ci servirebbe ci appare irrimediabilmente rotto. Per evitare questo problema occorre fare un poco di manutenzione ai nostri galleggianti. La prima cosa da fare è metterli in acqua dolce al rientro a casa avendo cura di affondarli con un peso. Inoltre occorre controillare sempre le astine in carbonio e l'attacco dell'asta con il corpo del galleggiante e l'alloggiamento dello starlight ove presente. Se l'asta o l'alloggiamento dello starlight si muovono possiamo usare della colla cianoacrilica (tipo attak) avendo cura di provare in acqua dolce il risultato prima di portarli a mare. Inoltre l'anellino se presente deve essere diritto e non piegato. Portate sempre con voi i tubicini per fermare il galleggiante e cambiateli ciclicamente. Con queste accortezze e sosotituendo di volte in volta i galleggianti rotti avrete sempre la cassetta da pesca adatta a tutte le condizioni di pesca.

Continua a leggere!