lunedì 29 novembre 2010

Barracuda in Sardegna

Pubblichiamo foto e report di una cattura effettuata in Sardegna da un caro amico. Luogo: Sardegna (Ca), Porto di Capitana, ore 22 circa, catturato dopo un oretta e mezza di spinning vicino al porto e poi dentro il porto, ha tirato forte, ma il combattimento è durato un attimo, questione di un minuto o due ma veramente emozionante tirava come un matto ma ero attrezzato, avevo trecciato 50 lb, canna spinning olympus galaxy, e mulo 1000, artificiale yo-zuri(purtroppo il modello non ricordo comunque tipo sardina sui 18 g. Questo è stato il primo barracuda che sono riuscito a prendere, il problema è stato slamarlo visto che avevo una paura matta che mi morsicasse e non avevo attrezzatura apposita. Ovviamente in famiglia abbiamo provveduto a mangiarlo cucinato alla pizzaiola, buonissimo!! Penso che nei porti sia pieno ma non sempre si riesce a prenderli visto che la mangianza abbonda. Grazie SdP per il vostro lavoro, sinceramente durante la battuta di pesca pensavo a quell'articolo su quello spigolone preso agli ultimi lanci prima di andare via, e ho fatto lo stesso, sono rimasto al freddo e al gelo sperando di non tornare a casa con il sacco vuoto come tutte le volte e ogni tiro pensavo: "ancora un altro" e così sino a quando per mia fortuna ho preso il pesce. Saluti Roberto.

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sabato 27 novembre 2010

Pescare a teleferica


La pesca col vivo è sicuramente una tecnica che permette di attirare il predatore con un'esca che lascia poco campo ai sospetti. Il pesce è vero, si sbatte e scappa e il predatore attacca in quanto un pesce in difficoltà (ricordiamo che è ferito) è la sua preda preferita. La tecnica in pratica prevede la lenza stesa in acqua e il pesce libero di nuotare tra la nostra postazione sulla spiaggia ed il piombo. Per fare questa pesca occorre una canna da surfcasting potente e resistente equipaggiata con un mulinello potente almeno 10000 con 300 mt di filo 0,35 diretto. All'estremità del filo agganciamo un piombo da 150 gr a media tenuta con un moschettone e procediamo a lanciare più lontano possibile. Intanto abbiamo già provveduto a fare il vivo, ovvero abbiamo pescato nel sotoriva piccoli pesci da innescare, tipo mormore, orate, aguglie (per la leccia) ecc. ecc. I muggini e le anguilline conviene prenderle in foce e poi portarsele appresso con un secchio munito di ossigenatore. Prepariamo il nostro finale con due ami delle dimensioni adatte a conficcarsi nel groppone del vivo. Il terminale dovrà essere lungo due metri, diametro 0,30 se peschiamo la spigola e ultimo pezzo in cavetto di acciaio se peschiamo serra. All'altra estremità del terminale poniamo un moschettone e una girella in modo che dopo aver lanciato il piombo possiamo agganciare il finale alla lenza del mulinello. Il pesce sarà aiutato ad allontanarsi lanciando sabbia o piccoli ciottoli e muovendo la canna. Alcuni pescatori poi temono che il vivo possa intanarsi, quindi applicano sul finale subito dopo la girella un groso galleggiante che tiene il vivo sempre a massimo 2 mt di profondità. Questo accorgimento è ottimo per le leccie amia, ma comunque può tornare utile anche per il serra. Se pescate con l'anguillina alla ricerca della spigola ricordatevi di romperle la coda in quanto potrebbe insabbiarsi rendendo vana la sua presenza in acqua. Lasciate sempre la frizione leggermente aperta in modo da evitare grossi stress all'attrezzatura nelle prime fasi del combattimento.

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martedì 23 novembre 2010

Spigola dalla spiaggia

Un lunedi mattina freddo di novembre decido di andare a pesca da solo arrivo in spiaggia e il mare era molto agitato monto subito le mie canne a fondo con sarda. Dopo tre ore neanche una toccata, quindo mi decido e anche se con forte vento prendo la mia canna da spinning e comincio a fare qualche lancio. Passano un paio dore circa cambio svariati artificiali ma niente sto quasi per andar via decido di montare l'ultimo artificiale, il testa rossa yamashita da 11 cm e dopo un po di lanci strike la canna si piega. Dopo oltre 10 minuti di combattimento causa terminale leggero riesco a spiaggiarla e inutile spiegarvi che forte emozione, e propio vero la costanza ripaga. Luogo cattura skiavonea (cs), peso della spigola 3,8 kg, pescatore Ottavio Sparano.


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Conservare a lungo i bigattini

Spesso capita di dover andare a pesca in giorni particolari, o di organizzarsi all'ultimo minuto e di non avere esche a disposizione. A me è capitato spesso e mi sono davvero arrabbiato. Per ovviare a questo problema vi posso svelare un trucco sulla conservazione dei bigattini. I bigattini sono una esca caratterizzata da grande mobilità, la quale genera calore e provoca la traformazione della larva in pupa (caster) utile essa stessa a pesca. Se andiamo a pesca possiamo conservare le larve nella loro sacchettina di tela ma se vogliamo una conservazione di alcune settimane occorre un sistema che abbassi molto il metabolismo delle larve: serve il congelatore. Procuratevi un baratolo di vetro munito di tappo a chiusura ermetica. Prendete i bigattini e metteteli nel barattolo, quando questo sembra pieno premete con forza e stipate quanti più bigattini è posibile. Ripetendo questa operazione numerose volte vedrete diminuire vistosamente gli spazi liberi nel barattolo. Quando questo sarà tutto pieno uniformemente chiudete il tappo a pressione e mettete in freezer. Avrete così una bella scorta di bigattini pronti all'uso. Pera evitare che la puzza di bigattino permei il vostro congelatore è consigliato porre il barattolo in una o più buste di plastica.

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giovedì 18 novembre 2010

Tempo di surf: il lancio side e above

Ormai il clima si è stabilizzato sul turbolento con numerosi temporali e mareggiate. Questi fattori, uniti all'abbassamento delle temperature e la diminuzione delle ore di luce sono il richiamo per tutti i pescatori appassionati di surfcasting. Nasce però un grosso problema legato alla distanza di lancio. Infatti se nella stagione calda col vostro lancio Home Made potevate fare i metri necessari a fare le mormore qui si complicano le cose a causa dle vento frontale che riduce i lanci a poche decine di metri. Occorre quindi approfondire la tecnica di lancio per essere in pesca in zona ultimo frangente. Il lancio classico è l'above, ovvero il lancio che si fa con la canna dietro la testa, piombo sospeso e braccio destro piegato a 90°. Il sinistro tira l acanna per il calcio e la destra spigne verso l'alto. Pochi metri (circa 100 se siete bravi e la canna è di quelle buone, il vento mance ed il piombo è da 125 gr) ma grande precisione. Se volete fare qualche cosina in più provate col side. Mettete la canna alla vostra destra, piombo a terra e filo in tnsione. Canna inclinata dal basso verso l'alto. Nello stacco la sinistra tira e la destra va verso l'alto sino a fermarsi con canna a 45°. Qui si fanno più metri sfruttando la partenza con piombo a terra che carica maggiormente la canna. Se volete ancora più distanza potete provare ad angolare leggermente il vostro lancio, ma ricordate di esercitarvi da soli in spiaggia. Tutte le spiegazioni le trovate nel vidoe di ripamonti, per il lancio ground armatevi di canna ripartita e seguite i prossimi articoli.

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mercoledì 17 novembre 2010

Individuare la scaduta di una mareggiata

La mareggiata fa parte del normale ciclo del mare e si realizza quando i venti che soffiano sul mare lo spingono verso riva. Al momento in cui la profondità del mare si riduce si viene a creare un'onda che obbedisce alle leggi fisiche per le quali l'altezza dell'onda è inversamente proporzionale alla profondità. Quindi l'onda nel suo avvicinamento alla costa aumenta di altezza per un fenomeno che possiamo volgarmente chiamare di compressione dell'acqua verso il fondo che ne provoca il rialzamento. Va da se che in presenza di coste con fondale sabbioso si avranno grosse onde in prossimità della riva, mentre spiagge lentam,ente degradanti avranno onde lunghe e basse. Ma veniamo al momento della mareggiata più fruttuoso per la pesca: la scaduta. Su questo argomento esiste una grandissima confusione, ognuno dice la sua opinione ma poi molti pescatori hanno problemi a percepire il momento della scaduta. In questo articolo parleremo di come si riconosce il momento della scaduta dall'analisi delle carte meteo. La scaduta si ha quando alla fine di una mareggiata (tutte le mareggiate devono avere per forza di cose una fine) il vento cala, quindio il mare si muove ancora generando le onde ma queste sono dovute ad energia residua e non alla forza del vento. Possiamo quindi dire che la scaduta avviene quando il vento esaurisce la sua forza, o più spesso cambia di direzione levando il supporto energetico all amareggiata che naturalmente va ad attenuarsi per poi esaurisi. Quindi alla lettura delle carte meteorologiche, in particolare quelli del vento, andremo a cercare il momento nel quale il vento cala o cambia di direzione per poter andare a cercare i pesci in cerca di cibo. Facciamo un facile esempio, abbiamo su una spiaggia espsta a sud una perturbazione con vento di scirocco che muove il mare e crea onde sino a due metri. Fino a che il vento soffia nella direzione della costa non conviene andare a pesca, ma occorre aspettare innanzitutto che il vento cali di intensità e poi eventualmente cambi direzione. Quando vediamo che si verifica questa situazione dobbiamo essere in spiaggia da quando le onde iniziano a divenire affrontabili (in genere circa 1 metro di altezza su spiagge basse) sino a quando la mareggiata perde forza e diviene formata da piccole onde. Da questa fase in poi può ancora essere fruttuosa la pesca ma non siamo più nella scaduta ma nel post scaduta, fase che analizzaeremo in seguito.
Da Segreti della Pesca

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lunedì 15 novembre 2010

L'anguillina per pescare la spigola

Riprendiamo la stagione formale della pesca alla spigola con un articolo sulla pesca alla spigola con il vivo, nello specifico utilizzando l'anguillina. Questo pesce è molto particolare, forma allungata e colore verde metallico tendente al marrone, vive nelle acque salmastere pare risalga sino al mare dei sargassi per la riproduzione. Anche se sui suoi spostamenti esistono numerose e contrastanti teorie la spigola, qiella grande, non ha remore nell'attaccare l'anguillina se la trova a portata di muso, sopratutto se è in mare e non occorre rincorrerla tra rami e ostacoli delle foci. Per insidiare la spigola occorre innansitutto procurarsi delle anguilline. Questa si possono acquistare in pescheria o pescarle nei laghi salmastri con la bolognese e pochi euro di bigattino. In tal caso muovetevi di notte e munitevi di numerosi teminali di ricambio poichè l'anguillina tende ad ingoiare e a deteriorare il finale con i suoi denti. Una volta catturate vanno  conservata in un secchio con areatore e possono durare pure mesi, avendo cura di cambiare l'acqua ogni 3 giorni e di tenerle al fresco. Una volta portate in spiaggia occorre pescare con il sostema della teleferica, ovvero lanciare il piombo con filo diretto e poi agganciare il finale con il moschettone. Qui articolo sulla teleferica. Gli ami devono essere commisurati alle dimensioni del pesce esca e comunque in genere del tipo beack a gambo medio.  Vanno usati in numero di uno o due lungo il dorso e fatti penetrare bene sotto la pelle. La coda va spezzata per evitare aggrovigliamenti del filo terminale. I risultati migliori si ottengono di notte e con il picco di marea, con mare torbido anche di giorno. Ricordate che l'anguillina è per la spigola una preda ambita e come tale non tarderà ad attaccarla se la trova in mare. Qui articolo su spigola catturata con anguillina in sardegna. Ricodate che la pesca con l'anguillina non sarebbe consentita se questa è sottomisura, anche se purtroppo la pratica di utilizzarla è molto diffusa.

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sabato 13 novembre 2010

Spigola catturata con l'anguillina

La spigola è sempre la preda più ambita dal pescatore, e la gioia nella cattura di un grosso esemplare è un momento da ricordare. Pubblichiamo qui una cattura ragguardevole di un caro amico di facebook che ci dice: "Ciao rispondo alla tua richiesta su facebook mandandoti la foto della mia ultima cattura importante che ti descrivo in poche righe:
Spigola kg. 2,9 catturata nel sudovest della Sardegna il 23.01.2010.
Attrezzatura: bolognese da mt.5 - mulinello full control imbobinato con monofilo dello 0,20 - terminale fluorocarbon dello 0,18 - amo 1/0 e anguillina viva come esca.
Alla prossima (speriamo). Scusa mi sono dimenticato di firmarmi, sono Roberto Bertinelli". Invito comunque tutti a mandarci a mezzo mail le foto delle catture più belle per dividerle con tutti coloro che hanno la stessa passione. Complimenti Roberto!!.
Pubblico ora alcune precisazioni fornite da Roberto su facebook.
SdP: dicci qualche dettaglio, tipo a che profondità si deve tenere l'anguillina e quando ferrare.
R: tilizzando un galleggiante piombato scorrevole, nello spot in questione, su un fondale di circa 8 mt, l'abboccata l'ho avuta a circa 6 mt, ma sempre nello stesso posto, ho effettuato altre belle catture, partendo da una profondità di circa 4 mt, quindi a mezz'acqua, fino a sfiorare il fondo, senza avvicinarmi troppo, pena il rischio che l'esca viva si incagli in qualche ostacolo. Al momento della ferrata, solitamente lascio filare qualche secondo, dando il tempo al predatore di ingoiare l'esca, alcune volte è capitato che praticamente nella frenesia dell'attacco la spigola si è autoferrata, anche per questo motivo utilizzo un amo di dimensioni sostenute (1/0), considerando anche l'ampiezza dell'apparato boccale della spigola.
Da Segreti della Pesca

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venerdì 12 novembre 2010

Lo zaino da pesca

Per il pescatore l'attrezzatura è importantissima. Tutti sappiamo come portare tutto in mano sia snervante e pericoloso. Spesso capitano piccoli guadi, passaggi impervi, lunghi tratti in spiaggia o sugli scogli. Tutte situazioni dove è importante essere bene attrezzati ed organizzati. Uno degli accessori al quale non è possibile rinunciare è un buono zaino da pesca. Il vantaggio che ci da uno zaino da pesca è tanto. Mani libere, ottima capienza, comodità negli spostamenti, buona organizzazione delle cose, possibilità di trasportare agevolmente il pescato. Un buono zaindo da pesca deve essere innanzitutto comodo, quindi disporre di spallacci grossi e cintira in vita. Poi deve essere capiente. Qui ognuno ha i propri gusti ma pare che servano circa 70 litri di capienza per portere con se il necessario. Occorrono poi numerose tasche per separare l'attrezzatura e poterla ritrovare agevolmente. Ricordate di comprare modelli specifici per la pesca, quindi testati per water proof per evitare di bagnare l'attrezzatura e antistrappo e soprattutto resistenti. I modelli genrerici infatti anche se di marca spesso non sono studiati per la pesca e possono rompresi nel momento del bisogno. La fattura delle cuciture deve essere eccellente, cosi come gli accessori in plastica di fibie e spallacci. Lo zaino in foto è uno dei migliori modelli, molto apprezzato in uk ma ne esistono anche modelli validi made in italy. Evitate zaino con troppe cerniere perchè sono il punto debole in presenza di sale ed umido. Inoltre attualmente si stanno diffondendo molto zaini che comprendono delle scatole portaminuteria in plastica. Valutate anche questo modello in base alla pesca che intendete fare ma occhio sempre più alla qualità che al prezzo.

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sabato 6 novembre 2010

La serbidora

La pesca è sempre faticosa ma di certo l'attrezzatura ci può aiutare ad alleviare le nostre fatiche. Immaginate di essere a pesca dalla spiaggia e di avere con voi 3 o 4 esche diverse da innescare. Dovremmo alzarci ed abbassarci in continuo, oltre a tenere tutta l'attrezzatura per l'innesco a terra o sulla cassetta. In nostro aiuto arriva la serbidora, strumento formato da un'asta da mettere nella sabbia e un piatto che vi si avvita sopra e che possiamo utilizzare per tenerci la lenza per i finali, ami di riserva, anellidi o altre esche, aghi da innesco, flotter, segatura, tagliaunghie, forbici, filo elastico e quant'altro vi possa servire. Poichè le aste vengono vendute anche separatamente possiamo costruirci da soli una serbidora utilizzando un sottovaso, un vassoio da bar o altro forandoli e poi assicurandoli all'asta tramite l'apposito perno. Io personalmente sconsiglio in questo caso il faidate poichè i prodotti tipo quello in foto sono spesso forniti di riparti richiudibili, vaschette forate, ripiani in legno per rompere i murici e/o sfilettare. Molto utili sono quelle in acciaio e legno ma risultano molto pesanti. In alternativa vi consigliamo sempre di acquistare la serbidora per stare più comodi ed organizzarvi meglio mentre il modello da scegliere dipende dal tipo di pesca che vi apprestate ad affrontare.

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giovedì 4 novembre 2010

Squalo in sardegna


Articolo originale de L'Unione Sarda di A.Loi.  La consistente variazione del clima sta influenzando sempre più anche la fauna marina. Eccezionalmente al largo dello stagno di Marceddì ieri mattina è stato pescato uno squalo. L'aggressivo predatore, della grandezza di circa due metri, era morto da alcuni giorni. A individuarlo nelle reti è stato Paolo Argiolas, un pescatore che opera nel compendio ittico di Marceddì: «L'ho trovato nei pressi della punta di Capo Frasca - ha raccontato al suo arrivo nel porticciolo di Marceddì il giovane pescatore - Non potete immaginare la fatica che ho dovuto fare per issarlo a bordo essendo uscito a pescare da solo». Ad attendere il pescatore c'erano le Guardie Forestali del distretto di Marrubiu che hanno subito preso in consegna lo squalo per portalo al Centro regionale cetacei di Cagliari, dove sarà classificato. Secondo alcuni pescatori di Marceddì potrebbe trattarsi di uno squalo grigio della famiglia “Carcarinidi”, essendo grigio sul dorso e biancastro sul ventre e avendo il corpo fusiforme con il muso appuntito, coda asimmetrica e pinne ampie e forti. Questo squalo, che può raggiungere i tre metri di lunghezza, è comune nel Mediterraneo, ma in poche occasioni si è spinto nelle acque lagunari e salmastre di Marceddì.

link all'articolo originale

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lunedì 1 novembre 2010

Innescare il coreano

Innescare il coreano sicuramente non è una cosa difficile, ma a volte meglio vedere direttamente le immagini. Occorre procurarsi un ago da innesco, possibilmente di quelli a due fori. Inserire l'ago nel corpo del coreano partendo dalla testa, facendo atenzione a mantenerlo vivo e vegeto. Una volta arrivati alla coda io preferisco lasciare almeno due centimetri di coda non forati, di modo che in acqua il verme la muova ed attiri i pesci. Una volta finito passatela sull'amo mettendo la punta di questo nel foro che si trova in prossimità della coda ... ed il gioco è fatto.
A seguire video esplicativo.

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