martedì 28 giugno 2011

Guida all'acquisto di una canna da pesca usata

Le canne da pesca nuove di pacca costano dalle poche decine alle centinaia di euro, ed è per questo motivo che spesso ci si orienta verso una canna da pesca usata. Generalmente l'acquisto di attrezzatura usata non presenta grandi rischi, ma occorre sempre verificare il corretto stato dell'attrezzo in relazione al prezzo richiesto. Mi spiego meglio. Se acquistiamo una canna da surfcasting in due pezzi di una nota marca sappiamo il costo del nuovo, e il costo dell'usato dovrà essere commisurato al costo del nuovo ma tenendo presente l'usura e i possibili danni (piccoli o grandi) che la canna presenta. In genere un buon usato, con pochi segni di usura e munito di tutti gli accessori forniti dalla casa (portacanna, salva anelli, coaster, prolunghe) dovrebbe costare il 50 o 60% del nuovo, salvo casi di canne usate una o due volte (pari al nuovo) o canne molto sfruttate che alzano o abbassano la quotazione. In effetti l'acquisto dell'usato ci da la possibilità di avere una buona attrezzatura a prezzi accessibili, ma sempre a patto di poter controllare il tutto e sapere valutare lo stato della canna. Diffidate quindi degli acquisti su internet o per corrispondenza dove è sempre difficile verificare le parole del venditore e rivalersi sullo stesso. Preferite il contatto diretto prendendo attrezzi nella vostra regione, ritirando a mano e predisponendo anche una prova a mare. Controllate che gli anelli siano integri all'altezza del ponte, che le pietre non siano rigate e che non si muovano nella legatura. La placca portamulinello deve essere integra, scorrere agevolmente e non essere spaccata o riparata in maniera grossolana. la stuttura in carbonio nn deve presentare lesioni, spaccature, incrinature mentre i graffi della vernice sono amessi se sporadici. Seguendo queste semplici regole potrete acquistare attrezzatura da pesca a prezzi concorrenziali, il che è sempre cosa buona e giusta.

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domenica 26 giugno 2011

Jigging - Tenya fishing

Per gli appassionati del vertical jigging, dei kabura ed similia il vertical il tenya fishing è di certo la nuova frontiera. Questa pesca viene direttamente dal giappone e parte dal presupposto che le esche artificiali sono smeore meno catturanti del vivo. Si è creata quindi una struttura che fa da peso (utile per gestire il'esca in prossimità del fondo) con un amo fisso agganciato alla stessa che serve ad innescare l'esca e un assist hook per agganciare il pesce. Come esca si può usare di tutto anche se il massimo pare sia il gambero di paranza. Una volta innescato e lanciato si fa arrivare sul fondo e poi si recupera mimando un gamberetto che fugge dall'attacco. Ottimi risultati si sono ottenuti anche con vari pesciolini, striscie di calamaro, sarda, esche generiche da bolentino.Usando questa tecnica si evita di fare sgamare l'esca artificiale al pesce e quindi si riduce di molto il calo di catture fisiologico alla diffusione dei nuovi artificiali. Provate e fateci sapere. Qui una raccolta di video sul tenya fishing.

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venerdì 24 giugno 2011

La sonda per misurare il fondo

Quando si pesca col galleggiante si ha la possibilità di cecidere a che altezza dal fondo posizionare la nostra esca. Sia che pratichiamo una pesca a bolognese o all'inglese, ma anche alla bolognese con il galleggiante all'italiana si pone il problema del fondo. Ovvero le decisione di dove pescare in genere non si pone in quanto quasi sempre si decide di posizionarsio in prossimità del fondo. Ma a quanti metri dal galleggiante si trova il nostro fondo? Per fare ciò ci aiuta un piccolo ma utilissimo strumento: la sonda. Per il suo utilizzo occorre procedere cosi: costruite le vostra paratura, regolate il galleggiante ad occhio e legate l'amo. Poi agganciate la nostra sonda all'amo e lanciamo nella zona dove vogliamo pescare. Avendo la sonda un peso di 3 o 4 grammi il tutto va velocemente a fondo. Se il nostro galleggiante si trova sotto il pelo dell'acqua occorre salirlo (pescheremmo staccati dal fondo) se invece il galleggiante è sopra il pelo dell'acqua occorre scenderlo perchè poseremmo con l'amo poggiato a terra (buona opzione se peschiamo orate su fondo sabbioso). Ricordatevi di lavare sempre la vostra sondo in acqua dolce in quanto si potrebbe ossidare il meccanismo di apertura con il sale.

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mercoledì 22 giugno 2011

Artificiali: Il Popper

Il popper è un'artificiale nato specificamente per insidiare i pesci che cacciano a galla. Tutti i popper prodotti infatti hanno la peculiarità di essere fortemente galleggianti e mancano della paletta frontale. In questo modo durante il nuoto non scendono nell'acqua ma rimangono sopra di essa e grazie all'incavo presente nella parte della testa alzano grosse quantità di acqua imitando un pesce in difficoltà che scappa dal predatore. I popper risultano attiranti in quanto presentano colori sgargianti, hanno la capacità di far schizzare l'acqua, hanno al loro interno sfere di acciaio che emettendo vibrazioni eccitano i predatori e spesso sono prodotti in forme singolari. Il loro recupero necessita di strattoni e brusche accellerazioni miste a rallentamenti e soste. Funzionano bene se il predatore è già in caccia, ottimi nelle acque basse. Prede solite sono lampughe, leccie amia, spigole, barracuda. Ovviamente acquistare un popper significa innanzitutto sognare l'incontro con la leccia amia, predatore potente e divertente da avere in canna.

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lunedì 20 giugno 2011

Ami circle

Forse questi ami rappresentano la più grande innovazione nel mondo degli ami degli ultimi anni. L’ampia curvatura permette la cattura ed il rilascio di grosse prede. Infatti la forma stessa dell’amo, se usato correttamente, impedisce che il pesce venga agganciato agli organi interni poiché danno un’allamata certa alla bocca. Molti pescatori hanno un problema con questi ami perchè non sono informati sul corretto montaggio di questi. L'amo infatti non va legato con un nodo ma occorre fare un'asola che passanell'occhiello per dare l apossibilità al circle di ruotare. Solo se montati cosi questi ami sono possono muoversi verso l'angolo della bocca del pesce e penetrare nei tessuti appena il pesce si allontana. L'amo circle è un amo molto tecnico rivolto al catch ed release nella pesca sportiva perchè permette di agganciare la preda di solito (al 90%) lateralmente nell'apparato boccale in posti poco traumatizzanti, poco vascolarizzati e sensibili. Si ha quindi la possibilità di un confronto sportivo con il pesca che una volta a tiro di guadino viene velocemente slamato (l'amo stà ai lati della bocca) e rimesso in libertà. E' rivolto di solito ai grandi predatori e funziona "discretamente" col vivo se inserito sulla groppa del pesca esca. Se facciamo però un confrontro tra circle ed altri ami sul numero id ferrate e/o catture è indiscutibilmente il tipo tradizionale ad avere la supremazia di catture, mentre il circle, per la sua forma, da molte più chance di "libertà" al pesce insidiato. Ma in caso di abboccata,da sovente una maggiore garanzia antislamatura. Occorre infine ricordare che spesso molti pescatori ineriscono gli ami circle nei tranci, sperando di allamare il grosso predatore. Tutto ciò è sbagliato perchè l'amo circle funziona solo se ha la possibilità di ruotare grazie al montaggio su girella o asola. Quindi nel tranco non da risultati di sorta ma le allamate sono solo casuali.

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venerdì 17 giugno 2011

Pasturare in corrente


La pastura a pesca viene utilizzata per attirare i pesci e tenerli a portata di amo. Se peschiamo in porto o dalla scogliera si presuma che la pastura stia dove la lanciamo, essendo le correnti localizzati e di intensità medio basse. Il problema sorge se peschiamo in fiume e pasturiamo. Essendo il fiume caratterizzato dal defluire dell'acqua potremmo avere dei problemi dovuti alla discesa della pastura e dello spostamento dei pesci a valle della nostra postazione. Con correnti medio forti dovremo sempre fare una pastura abbastanza consistente da non essere portata via dal luogo di pesca. Va considerata anche la profondità dell'acqua. Con acque profonde dovremo variare la consistenza di qualsiasi tipo di pastura rassodando o allungando il tutto. Un utilissimo segreto è aggiungere farina, sabbia, pietruzze, terreno per raggiungfere repentinamente il fondo. Per quanto riguarda la distanza di lancio l'esperienza insegna che molto spesso i pesci si radunano abbastanza distanti dalla riva per cui dovremo, anche in questo caso, variare la consistenza della pastura in modo di gettarla con l'aiuto della fionda. Una volta giunti sul posto di pesca ne lanceremo subito una quantità modesta o con un mestolo o direttamente con le mani ad una distanza dalla riva mai superiore a quella di pesca.Dopo aver preparato la nostra canna inizieremo a pasturare la zona di pesca immettendo in acqua piccole quantita' di brumeggio in continuazione per mantenere sempre il pesce in azione delle nostre lenze. Un saluto da Maurizio Pierotti da pisa.

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martedì 14 giugno 2011

Ricette: Spaghetti alle cozze

Ingredienti per 5 persone: 1 kg di cozze, 500 gr di spaghetti, 250 gr di pomodorini ciliegini, prezzemolo, olio, peperoncino, sale. Preparazione: Pulite le cozze, innanzitutto eliminate quelle rotte e quelle già aperte. Rimuovete i denti di cane che crescono sulle valve dei mitili e i filamenti che le ancorano allo scoglio. Tritate aglio e prezzemolo e fateli soffriggere in una padella con olio e peperoncino a pezzetti. Aggiungete i pomodorini ciliegini lavati e tagliati a metà, regolate di sale e fate cuocere coperto per qualche minuto. Quando i pomodorini sono ammorbiditi, aggiungete le cozze, coprite con un coperchio, alzate la fiamma e fate cuocere fino a che le cozze non si sono aperte. Eliminate eventuali cozze che non dovessero aprirsi. Nel frattempo fate cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata, scolateli al dente e saltateli in padella con le cozze per farli insaporire. Impiattare e servire cospargendo con prezzemolo tritato!!! Buon appetito!! Tempo indicativo di preparazione: 25 minuti. In collaborazione con Ideericette.

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lunedì 13 giugno 2011

Pesca inglese di precisione alla spigola: galleggianti Drennan

Nella pesca scegliere la giusta attrezzatura da pesca è fondamentale, cosi come sapere cosa e dove comprare può fare la differenza tra catture e cappotti. Nello specfico nella pesca all'inglese alla ricerca della spigola conta la sensibilità del galleggiante e la sua affondabilità. Per questo motivo risultano eccezionali dei galleggianti prodotti dalla Drennan, storica marca inglese che produce galleggianti di altissima qualità studiati per la pesca delle carpe in superficie e adatti alla pesca di sensibilità. Nello specifico la scelta è caduta sul modello crystal insert, sia nella versione loaded (cioè con piombatura a goccia concentrata in coda e piccolo peso da distribuire sul terminale) che non piombata. La tipologia di galleggiante scelta si presenta molto sottile, circa 3 mm, e costruita in materiale brevettato dalla Drennan che lo rende elastico e totalmente trasparente in acqua per non spaventare i pesci. La versione loaded si tara distribuendo 1BB o 1.5 BB sul terminale, quindi permette di pescare con 0.6 - 0.8 gr di piombo a mare calmo e a profondità non eccessive. I non piombati vanno da AA a SG e permettono di pescare con massimo 4 gr di piombo, quindo sono più adatti a turbolenza e meteo incerto. Il diametro ridotto e la forma lunga ed affusolata (sino a 30 cm) li rende poco sensibili al vento, anche se poi nella lunga distanza perdono di visibilità a causa dell'antenna molto sottile. Per questo motivo è possibile comprare un kit di astine di ricambio presenti in vari colori e lunghezze, ma sopratutto nella versione alta visibilità con antenna maggiorata in diametro. In italia questi gioielli inglesi vengono commercializzati a 3.5 euro, quindi per prenderne il minimo che ci serve per avere un minimo di scelta siamo sui 20 euro. In inghilterra i prezzi sono molto più contenuti variano tra 1 e 1,5 sterline con spedizione tra le 3 e le 5 sterline (5 è signed for, ovvero raccomandata). Inoltre in italia non sono disponibili le antenne di ricambio. Fatti due conti conviene di sicuro acquistare in inghilterra questi ottimi galleggianti che durano nel tempo grazie agli ottimi materiali utilizati. Nelle foto il materiale che mi è arrivato per posta, sia i galleggianti che le antenne optional. In privato posso dirvi il sito dal quale mi sono fornito.

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giovedì 9 giugno 2011

Esche: Il coreano, esca delle mille risorse

Tra le esche che si torvano in commercio costantemente in tutta la penisola il coreano è di sicuro una delle più versatili. Questo verme non viene allevato in cattività ma prelevato in natura in alcuni paesi asiatici, viene confezionato in grandi pacchi (circa 1 kg) e spedito. Qui viene lavorato, confezionato e venduto. E' appetita dalla maggior parte delle specie, si conserva a lungo in frigo, costa in media tra i 3 ed i 4 euro (sempre più di 20 capi) nei negozi specializzati e si trova costantemente tutto l'anno. Una delle sue caratteristiche più note sono la vitalità e la resistenza al lancio. Spesso infatti al recupero dell'esca questa si presenta ancora viva e vegeta, con grande mobilità e vivacità. Come tutte le esche per presentarle al menglio occorre scegliere ami e filo bilanciati, ma comunque per un coreano medio un filo di circa 0,20 e ami del 6 - 8 dovrebbero andare bene. Il mio consiglio è di innescarlo sempre intero, con la testa sull'amo. Lo possiamo utilizzare sia a fondo che sgallato con un popup alla riceca di occhiate, aguglie e leccie stella. Dopo una mareggiata si può innescare intero a bolognese per insidiare la grande spigola. Utile anche attaccato alla bombarda per i pesci di galla nei mesi autunnali. Molto spesso in presenza di acqua torbida inganna le spigole di medie dimensioni regalando ottimi carnieri. Micidiale per le mormore in alcuni spot. Molto spesso viene utilizzato insieme all'esca rossa, altre volte vengono utilizzati diversi vermi contemporaneamente mettendone uno innescato in maniera classica e gli altri avvolti affianco a questo con del filo elastico.

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lunedì 6 giugno 2011

Prede: Il cefalo

Tra tutti i pesci di mare il più adattabile a tutte le condizioni è certamente il cefalo. Salinità, inquinamento, fondale, cibo, predatori nulla possono contro questi pesci dalle innumerevoli risorse. Vivono in branco generalmente in aree riparate come porti e scogliere e si cibano di tutto quello che il fondale offre di buono. Si presentano dalla forma affusolata con pinna dorsale piccola e con raggi spinosi, colore chiaro con striature grigie, bocca piccola adatta a succhiare più che ingoiare. Visti sott'acqua i cefali si presentano in gruppo in cerca di cibo. Attirati dalla nostra pastura arrivano nei pressi della nostra postazione di pesca dove trovano sia la pastura sul fondo che quella all'amo. L'istinto li spinge a succhiare le nostra palle di pastura ed è qui che noi dobbiamo essere bravi a ferrare al momento giusto per allamare il cefalo. Storicamente questo pesce è sempre stato una importante risorsa per le marinerie in quanto si cattura agevolmente con le reti e oltre alle carni da anche dell'ottima bottarga, ottenuta dall'essiccazione delle sacche ovariche. Spesso è anche stato allevato nelle paludi costire o nei laghi salati, ma anche in quelli di acqua dolce dove si adatta egregiamente. Metodi sportivi di pesca sono sicramente la pesca con la pastella e quella col bigattino. Alcuni pescatori poco sportivi praticano la pesca a strappo con la mazzetta o l'ancoretta, tecniche poco sportive che mirano al numero di catture più che alla qualità delle stesse. Da questo punto di vista ci sentiamo di sconsigliarvi questa pesca distruttiva e di concentrarvi sull'affinamento delle tecniche id pesca al colpo ad amo singolo.

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domenica 5 giugno 2011

Piombi a perdere

La pesca a fondo, il surfcasting, il rockfishing e il carpfishing non possono prescindere dal piombo. Infatti in tutti questi casi il piombo ha la funzione di portare lontano l'esca e di assicurarla al fondo, anche in presenza di scogli o altri ostacoli sommersi. In presenza di questi il piombo però può rimanere incastrato e diventa difficile (se non impossibile) recuparare il calamento. In questi casi per evitare rotture della lenza all'attacco tra lo shock leader e la lenza della bobbina occorre utilizzare qualche cosa che ci consenta di rimanere in acqua il solo piombo, recuperando il complesso pescante con relativo pesce attaccato. L'escamotage in questione potrebbe essere l'attaco del piombo con un alenza più sottile dello shock leader e del filo in bobbina, per avere la sua rottura nel momento in cui andiamo a forzare. Per fare un esempio concerto immaginiamo di avere 035 in bobbina e 0,50 come SL. Alla fine del terminale inseriremo 20 cm di filo del diametro 0,30. Quando il piombo rimarrà incastrato tra gli scogli dovremo solo forzare il recupero e come per incanto rimarrempo il solo piombo a mare, recuperando tutto il resto. A questo punto occorre ricordare che i piombi ormai costano circa un euro cadauno, e lasciarne 20 a mare per pescata potrebbe essere oneroso. Possiamo quindi usare qualche cosa di economico e pescante che faccia al caso notro. Io vi posso consigliare l'utilizzo di bulloni grossi, perni + bulloni, candele della macchina (ottime per sostituire i 150 gr), sassi muniti di agganci, piombi self made. Tutte cose economiche e che costano poco. Ricordate solo che pescando con questo sistema non potete forzare il lancio poichè l'ultima parte del terminale sarà anche la più sottile.

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giovedì 2 giugno 2011

Polpo a bolentino

Questo eccezionale esemplare di "octopus vulgaris" l'ho catturato,con canna da bolentino. Ci tengo a precisare che la pesca del polpo non è un tipo di pesca da me praticato, in quanto non mi soddisfa dal punto di vista sportivo. Il pomeriggio del 31/05 scorso ero uscito x tentare la sorte ai saraghi o a qualche orata. Mi trovavo di fronte a torre specchia (marina di melendugno) su un fondale di 43 mt di profondità "armato" della mia fedelissima canna kron della italcanna da 2.60 mt e il mio temibile mulinello shimano AEROTECHNIUM XT10000 imbobinato con aspire originale dello 0.20. Ami tubertini n.6 della serie 10670, legati sempre con il medesimo filo alta qualità dello 0.28/5 il tutto innescato con una succolenta cozza legata col filo elastico,quando all'improvviso ho avuto la netta sensazione di aver "incocciato" il fondo o aver "allamato" un palamìto abbandonato.Ma tira tirabuna volta arrivata la lenza in superfice ai miei occhi si è presentato un maestosissimo esemplare di polpo del ragguardevole peso di 6.300kg! Non vi dico le peripezienche ho dovuto affrontare per avere ragione di detto animale, essendo stato da solo in barca. Ma la pesca è affascinante proprio x questo motivom c'è sempre una sorpresa in una giornata trascorsa a pescare. Un saluto a tutti gli amici pescatori e un'ulteriore esortazione ad essere sportivi e rispettosi dell'ambiente marino. Francesco"sampei" .

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mercoledì 1 giugno 2011

Gli ami aberdeen

Questi ami sono utilizzati nelle taglie più piccole in acqua dolce mentre le misure più generose sono preferite dai pescatori di acqua salata. Sono generalmente realizzati con fili metallici sottili, presentano gambo allungato, curva larga, occhiello e raramente ardiglioni sul gambo. A differenza del O'Shaughnessy, si può piegare a livello della curvatura se sottoposto a forte trazione a causa della sezione ridotta del materiale e della larga curva. Può essere ripiegato e tornare nella forma corretta più volte prima che diventi troppo debole e si creino punti di rottura nel minerale. Una volta che un pesce è allamato e l’ardiglione è penetrato, questo amo tiene abbastanza bene grazie alla distanza tra la curva e l’occhiello. E altamente consigliato il suo utilizzo per l’innesco degli anellidi in generale in quanto è l’amo chein assoluto li danneggia di meno. Nel combattimento occorre misurare la potenza in trazione con l’amo utilizzato in quanto di fronte ad un pesce grosso e forte si potrebbe avere l’apertura dell’amo e la conseguente perdita della preda. Ottimo anche per l’innesco del cannolicchio.

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