venerdì 30 marzo 2012

Ami beck

Prodotto generalmente in acciaio duro è caratterizzato da grande resistenza e trazione e morsicamento. La punta non guarda verso l’alto ma è diretta verso l’interno garantendo poche possibilità alla preda di slamarsi nel combattimento. L’ardiglione molto pronunciato aiuta il lavoro della punta dell’amo rientrante nel rimanere attaccata ai tessuti della preda ed evita lo scorrere delle esche voluminose nei lanci forzati. Si utilizza la versione munita di paletta nelle misure piccole e medie, sino al n° 2, mentre per quelle più grandi se ne consiglia l’uso con attacco ad occhiello per avere legature più efficaci con nylon generosi e cavetti in acciaio. Molto efficace nella pesca che prevede l’ingoio dell’esca con conseguente presa dell’amo a livello dei tessuti interni. Non è assolutamente indicato per pescare in condizioni di C&R o con prede che si potrebbe voler rilasciare. Ottimo per penetrare il palato dell'orata, il quale munito di forti placche ossee resiste alla maggior parte degli ami.

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mercoledì 28 marzo 2012

Canna ad innesti vs canna telescopica

Oggi vogliamo dedicare un pò di tempo ad una delle domande che più frequentemente ci viene fatta sia su facebook che in posta elettronica, ovvero se conviene acquisare canne telescopiche o ad innesti. Inziamo con un esempio motoristico: i motori a 6 cilindri sono + veloci, + potenti, fanno un rombo + bello e durano di +. Allora perchè tutti acquistano motori a 4 cilindri?? Ecco fatto il paragone con le canne. Quelle ad innesti sono come i 6 cilindri della pesca, ovvero sono molto più performanti nel lancio, durano di più grazie alla mancanza delle sezioni che portano molti problemi, segnalano meglio le abboccate, si piegano meglio e in tutto sono migliori essendo costruite in pezzi più lunghi. Ad esempio le ripartite da surf e paf da 4 mt sono in due pezzi, quindi hanno solo una soluzione di continuità lungo tutta la canna a differenza delle telescopiche che ne hanno almeno 4. Ciò significa azione migliore grazie al ridotto numero di giunzioni che per quanto curate alterano le idee progettuali degli ingegneri. Come contropartita le canne ad innesti sono sempre più ingombranti delle telescopiche, sono più problematiche nel montaggio, vanno curati gli innesti, al montaggio occorre allinearle bene, si trasportano con i mulinelli smontati, costano almeno il doppio delle telescopiche. Invece le telescopiche sono comode, puoi montare i muli e i finali a casa, col vento è meno difficoltoso allineare gli anello, costano poco e c'è una grande varietà. Da una accorta lettura del mercato appare poi evidente che le canne ad innesti sono tutte sempre molto più costose delle telescopiche poichè sono canne costruite per un pubblico esigente, esperto e che non lesina sulla struttura di canna, anelli e placca portamulinello in quanto vuole il meglio. Tutte le canne da spinning sono ad innesti in quanto la lunghezza di due metri circa ben si concilia con il trasporto. Le inglesi di buona fattura sono tutte ad innesti, canne di 3,90 mt circa fatte in tre pezzi ed a due innesi. Le ripartite da surf sono tutte solo a due pezzi con un innesto a spigot nel mezzo, le due sezioni sono lunghe entrambe circa 4 mt e per il trasporto necessitate di macchian comoda e spaziosa. Già da questa piccola carrellata si percepisce come le canne ad innesti sono sempre superiori a canne di analoga qualità ma con struttura telescopica grazie alla riduzione delle soluzioni di continuità. D'altro canto i problemi nel trasporto, i costi superiori e il livello tecnico del prodotto possono scoraggiare il neofito. Detto questo vi consigliamo di acquistare il prodotto più adatto alle vostre esigenze, ma sempre consapevoli dei limiti e dei pregi dle prodotto.

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lunedì 26 marzo 2012

L'anguillina per pescare la spigola

Riprendiamo la stagione formale della pesca alla spigola con un articolo sulla pesca alla spigola con il vivo, nello specifico utilizzando l'anguillina. Questo pesce è molto particolare, forma allungata e colore verde metallico tendente al marrone, vive nelle acque salmastere pare risalga sino al mare dei sargassi per la riproduzione. Anche se sui suoi spostamenti esistono numerose e contrastanti teorie la spigola, qiella grande, non ha remore nell'attaccare l'anguillina se la trova a portata di muso, sopratutto se è in mare e non occorre rincorrerla tra rami e ostacoli delle foci. Per insidiare la spigola occorre innansitutto procurarsi delle anguilline. Questa si possono acquistare in pescheria o pescarle nei laghi salmastri con la bolognese e pochi euro di bigattino. In tal caso muovetevi di notte e munitevi di numerosi teminali di ricambio poichè l'anguillina tende ad ingoiare e a deteriorare il finale con i suoi denti. Una volta catturate vanno  conservata in un secchio con areatore e possono durare pure mesi, avendo cura di cambiare l'acqua ogni 3 giorni e di tenerle al fresco. Una volta portate in spiaggia occorre pescare con il sostema della teleferica, ovvero lanciare il piombo con filo diretto e poi agganciare il finale con il moschettone. Qui articolo sulla teleferica. Gli ami devono essere commisurati alle dimensioni del pesce esca e comunque in genere del tipo beack a gambo medio.  Vanno usati in numero di uno o due lungo il dorso e fatti penetrare bene sotto la pelle. La coda va spezzata per evitare aggrovigliamenti del filo terminale. I risultati migliori si ottengono di notte e con il picco di marea, con mare torbido anche di giorno. Ricordate che l'anguillina è per la spigola una preda ambita e come tale non tarderà ad attaccarla se la trova in mare. Qui articolo su spigola catturata con anguillina in sardegna. Ricodate che la pesca con l'anguillina non sarebbe consentita se questa è sottomisura, anche se purtroppo la pratica di utilizzarla è molto diffusa.

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venerdì 23 marzo 2012

Pescare il tarpon in Venezuela


Immaginatevi una tiepida alba nella laguna, il sole non ha ancora iniziato a scaldare gli strati superficiali dell`acqua, tutti gli animali che vi circondano si stanno svegliando e voi state percorrendo col piccolo barchino i canali tra le mangrovie in attesa di quel movimento a volte lontano e impercettibile che vi segnalera`la sua presenza. La delfinata; Viene chiamato così quel suo modo di prendere una "boccata d`aria ". E`un movimento molto simile a quello di un delfino che affiora a respiare ed è quel movimento che vi guidera`su di lui. Per questo avrete bisogno, le prime volte di una guida esperta e con l`occhio allenato. In seguito la guida vi servirà per trovarlo nei luoghi in cui sarà nel corso del giorno e della marea. Una battuta di pesca al Tarpon senza una guida che conosca la zona e`spesse volte tempo perso. Ora che lo abbiamo trovato inizia la parte non più difficile ma senza dubbio interessante ...che cosa gli lancio ?? In base alla mia esperienza se siete in presenza di piccoli Tarpon 1 - 4 kg va bene quasi tutto, dai popper ai minnow ai piccoli rotanti e per far contenti gli amici moschisti mosche di vari colori e dimensioni. Fondamentale per aumentare le catture la legge basica della pesca, acque chiare artificiali scuri, acque scure artificiali chiari. In genere è ben acettato il rosso e il giallo in qualsiasi condizione, quindi mai uscire senza una adeguata fornitura di quei colori. Ora la misura delle ns insidie. Il Tarpon è un pesce che mangia, anche quando raggiunge taglie considerevoli ( 15 - 25 kg.), su artificiali piccoli. La legge che l`esca piccola prende anche il pesce grande qua ha la sua massima spressione. Quindi su Tarpon di 1 - 4 kg artificiali di 1 - 4 cm se volete selezionare gli attacchi potete arrivare a 9 cm se vedete in circolazione i fratelli maggiori 15 -25 kg salite pure a 12 cm. non e`il caso di aumentare i cm. Se sono in attività l´attacco non si farà aspettare. Non credo che esista un pesce che può variare cosi tanto i suoi attacchi.Se state pescando a galla a volte è una autentica esplosione ! Un sommergibile russo che emerge dagli abissi con una energia e una potenza che solo la pesca al grande Marlin puo`superare ,chiaro si parla di altri pesci e di altri pesi. E a volte un gorgo che segnala che la ns. esca è stata aspirata dal basso da quel qualcosa che tra pochi istanti emergerà a vedere che cosa è che lo sta trattenendo...Se pescate a mezz`acqua ricorda la ferrata del luccio ..una botta e l`esca che si ferma con il susseguente ..porc ho attaccato una radice....Già ma adesso la radice si muove !! Eccome se si muove !! La ferrata. Qua viene il difficile, Il tarpon non ha denti ma ha una bocca di pietra...quindi anche se l`attacco e`generalmente violento ami e ancorette di primissima qualità e ricordarsi di ferrare a canna bassa e di lato. Questo per favorire la penetrazione delle insidie nelle zone laterali della bocca ,piu`vulnerabili. La ferrata a canna alta e`per il 90 % dei casi un invito a nozze per Lui, l`amo penetrerà solo superficialmente la parte superiore della sua bocca e non resisterà che pochi secondi o se preferite pochi salti lasciandovi con l`adrenalina ancora in fase di erogazione. La difesa... Nei primi istanti non si sa bene chi e`che si difende ,se il Tarpon o il pescatore ( spece se novello ) Il pesce sempre si sparerà fuori dall`acqua producendosi in una serie di capriole e fughe che fanno impallidire il più blasonato Pesce Vela .Il fatto che stiamo pescano con una canna da spinning e non con una da traina e`evidente. Il pescatore si difendera da un attacco di panico di fronte ad un avversario che dai primi momenti gli farà capire che non sarà una cosa facile. La lotta...E si..se avete in canna un 15 - 25 kg è una lotta, sarete impegnati fisicamente e mentalmente, qua non si fa il tiro alla fune...qua si ragiona, lui sarà sempre pronto a cogliervi in quell`attimo che voi vi rilassate e vi distraete dicendo..adesso è sul fianco...gli ho visto la pancia...e cotto...Quanti ne ho visti recuperare improvvisamente le forze e fare un salto di fianco alla barca e spezzare nodi, fili e trecciati. Il Tarpon si combatte lungo. Con calma.Ho molti clienti che arrivano con trecciati da 80 lbs per insidiare pesci di 10 -15 kg...Il risultato ? Ci si trova con un Tarpon trainato a peso sotto la barca incazzato come non mai e pieno di energie...provate un po`sollevarlo di peso ?? Dopo 10 15 minuti avrete le mani rosse il fiato corto e lui li...la sotto che tira come un mulo !! Regola fondamentale se il pesce non supera i 20 kg cercate di stancarlo su una distanza sui 15 -25 mt il nylon aiutera`ad ammortizzare le sue fughe,la canna farà il suo lavoro e voi avrete piu`tempo per prevedere le sue sfuriate. Se supera i 20 ?? Bhe raccomandatevi l`anima a chi preferite e cercate di controllare i suoi salti RIGOROSAMENTE a canna bassa. Se non basta dentro l`acqua !! A proposito vi ho detto che i Tarpon non smettono mai di crescere?? Pesi di 100 kg non sono rari.Chiaro sto parlando delle nonne e dei nonni quindi, attacchi a quei pezzetti di plastica ??? Tse ..cose da altri tempi..quando pesavano meno. Le canne e i mulinelli. Come gia`ho detto qua non si scherza, io non faccio mai nomi di marche (non mi pagano abbastanza) Ma canne in carbonio di qualità sui 220 260 cm di lunghezza con azione parabolica e buona riserva di potenza ,senza essere dei pali,vi saranno di grande aiuto. Mulinelli ,potenti e con una buona frizione che vi aiuterà a spezzargli " le reni " La frizione anteriore facile da graduare perchè se per caso Lui deciderà di infilarsi nelle mangrovie li vi dovrete giocare il tutto per tutto, se entra è perso, quindi frizione chiusa e cercare di farlo girare.Ricordatevi che una buona attrezzatura non potrà mai garantirvi di prendere il pesce, ma un anello debole della catena può farvelo perdere in qualsiasi istante. Spero di avervi trasmesso l`amore per questo pesce e vi ricordo che quando sarà diventato la vostra fidanzata si comporterà come tale, imprevedibile, scorbutico e lunatico ma a volte pronto a regalarvi momenti felici e indimenticabili. Per info viaggi cercate Pier Franco Gramaglia su facebook.

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lunedì 19 marzo 2012

Spigola catturata con l'anguillina

La spigola è sempre la preda più ambita dal pescatore, e la gioia nella cattura di un grosso esemplare è un momento da ricordare. Pubblichiamo qui una cattura ragguardevole di un caro amico di facebook che ci dice: "Ciao rispondo alla tua richiesta su facebook mandandoti la foto della mia ultima cattura importante che ti descrivo in poche righe:
Spigola kg. 2,9 catturata nel sudovest della Sardegna il 23.01.2010. Attrezzatura: bolognese da mt.5 - mulinello full control imbobinato con monofilo dello 0,20 - terminale fluorocarbon dello 0,18 - amo 1/0 e anguillina viva come esca. Alla prossima (speriamo). Scusa mi sono dimenticato di firmarmi, sono Roberto Bertinelli". Invito comunque tutti a mandarci a mezzo mail le foto delle catture più belle per dividerle con tutti coloro che hanno la stessa passione. Complimenti Roberto!!.
Pubblico ora alcune precisazioni fornite da Roberto su facebook.
SdP: dicci qualche dettaglio, tipo a che profondità si deve tenere l'anguillina e quando ferrare. R: tilizzando un galleggiante piombato scorrevole, nello spot in questione, su un fondale di circa 8 mt, l'abboccata l'ho avuta a circa 6 mt, ma sempre nello stesso posto, ho effettuato altre belle catture, partendo da una profondità di circa 4 mt, quindi a mezz'acqua, fino a sfiorare il fondo, senza avvicinarmi troppo, pena il rischio che l'esca viva si incagli in qualche ostacolo. Al momento della ferrata, solitamente lascio filare qualche secondo, dando il tempo al predatore di ingoiare l'esca, alcune volte è capitato che praticamente nella frenesia dell'attacco la spigola si è autoferrata, anche per questo motivo utilizzo un amo di dimensioni sostenute (1/0), considerando anche l'ampiezza dell'apparato boccale della spigola.
Da Segreti della Pesca

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martedì 13 marzo 2012

Prede: lo scorfano

Tra le prede lo scorfano è di sicuro uno dei pesci più particolari. Si presenta in genere di colore rosso, grande sino a 40 cm per un chilo di peso e, a detta di alcuni, molto ma molto brutto a causa della sua forma e delle escrescenze che lo ricoprono. In verità lo scorfano è un pesce molto lento negli spostamenti ed essendo carnivoro ha sviluppato un accentuato mimetismo che lo porta a confondersi con le roccie. In questo modo attende il passaggio dei pesci e poi li mangia. Lo scorfano è poi anche interessante perchè a sua difesa ha delle spine su dorso e sulle branchie che iniettano veleno nelle vittime che si avvicinano troppo. Per nostra fortuna la tossina presente nel veleno fa pochissime vittime l'anno a causa dello sciock anafilattico mentre più spesso la cosa si risolve con fortissimi dolori, gonfiore e infiammazione alla parte. Uno dei rimedi utili per ridurre i sintomi consiste nello fruttare la termolabilità della tossina, e quindi tenere la parte in acqua calda o sotto la sabbia per almeno 30 minuti. Per pescare i nostri scorfani occorre recarci su fondali rocciosi di almeno 15 metri durante la notte, quando sono nel loro massimo di attività. Occorre innescare polpo, seppia, gambero, pesciolini, murice e sperare di calare prorio sul suo muso poichè lo scorfano non è pesce da lunghi spostamenti. L'abboccata è decisa e c'è un breve ed intenso cambattimento. Data la proverbiale lentezza quando abbcca lo scorfano forse è il caso di cambiare spot poichè significa che di prede pregiate non ce ne sono. State attenti alla slamatura e, in caso di puntura, non abbiate paura e siate prudenti nel rientro.

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domenica 11 marzo 2012

Artificiali: WTD Walkin' the dog

Quando parliamo di wtd si parla spesso di artificiali dimenticando che inizialmente il wtd era una tecnica di recupero studiata per istigare all'attacco i predatori più pigri. Questa tecnica (come quasi tutto nello spinning) non è nata per il salt water ma per insidiare i bass nelle acque interne. Il movimento tipico è quello di un cane che camminando muove il sedere a destra e sinistra, o per dirla in altro modo un movimento sinuoso ad S. Questo modo lento dell'artificiale unito ai movimenti laterali spinge al'attacco il predatore in attesa del assaggio della preda come può essere una spigola o un bass. Per ottenere questo movimento dall'artificiale occorre avere la lenza quasi in bando per poi dare un colpo di polso unito ad una piccola accellerazione del mulinello, si deve procedere in maniera lenta e sinuosa ricordandosi di non tenere il trecciato teso ma appoggiato sull'acqua. Ovviamente poichè gli spinners hanno apprezato questa tecnia di recupero nel corso degli anni sono stati studiato artificiali specifici tra i quali ricordiamo lo Zara spok, Snook, Red Drum, Spotted Sea Trout, Tarpon, Jack Crevalle e Cobia, Sammy Pencil Bait, i mega WTD ed il sempre verde Saltwater Super Spook.

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mercoledì 7 marzo 2012

Esche: il murice

Tutti noi conosciamo il colore porpora, rosso intenso e legato a vecchie tradizioni legate alla tintura delle stoffe. I porporati attualmente sono i cardinali come risultato di un retaggio culturale vecchio di millenni che voleva color porpora le tuniche dei sacerdoti dei vari templi. All'epoca il colore non veniva dato da sostanze di sintesi ma si otteneva da alcuni molluschi che venivano pescati in grande quantità nel mediterraneo. Una volte portati a terra le donne rompevano la conchiglia, portavano a nudo il corpo del mollusco e ne prendevano la sola sacca che conteneva il pigmento. Questa veniva essiccata e solo a processo terminato si otteneva una polvere che era in grado di donare un colore rosso scuro alle stoffe. Oggi il murice (chiamato spesso rancione per il colore che può donare) è un mollusco che spesso i pescatori trovano nelle reti e al quale non viene riconosciuto un grande valore economico o gastronomico. Noi pescatori però possiamo utilizzare questo mollusco a pesca per attirare belle prede ghiotte del boccone saporito. Qualsiasi pesca fate ricordate che la sacca di colore giallo contenente il liquido colorante è la parte più pregiata del mollusco in quanto attira i pinnuti si stazza. Quindi non rompetela o pungetela con l'ago ma fate in modo che la sacca resti integra. Una volta sul fondo i piccoli pesci attaccheranno il murice rompendone la sacca ed il liquido attirerà i pesci grossi. In pratica state pasturando proprio vicino all'esca: il sogno di ogni pescatore. Che voi siate in spiaggia, suglio scogli o in barca ricordate che potete rompere la conchiglia con un martello, ma esiste un trucco per stanare velocemente il murice (se lo avete conservato vivo) senza danneggiarlo. Prendete un accendino e scaldate leggermente la parte finale della conchiglia. Il mollusco uscirà di pochi centimetri per sfuggire al caldo e voi lo avrete a tiro agevolmente senza dovelo prendere a martellate. Ricordate di innescarlo ad un amo non troppo grande e di salvaguardare la sua vitalità, ma rimuovete l'opercolo coriaceo che ne ricopre il piede. Se ne prendete una bella quantità di quelli vivi potete tenerli in una nassa sotto la vostra barca per diversi mesi avendo l'accortezza di lasciar enella nassa una sarda a settimana. Il murice è fenomenale a bolentino e a surf casting, anche se si riscontrano ottime catture anche a pesca a fondo in spot con fondo misto.

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venerdì 2 marzo 2012

Individuare la scaduta di una mareggiata

La mareggiata fa parte del normale ciclo del mare e si realizza quando i venti che soffiano sul mare lo spingono verso riva. Al momento in cui la profondità del mare si riduce si viene a creare un'onda che obbedisce alle leggi fisiche per le quali l'altezza dell'onda è inversamente proporzionale alla profondità. Quindi l'onda nel suo avvicinamento alla costa aumenta di altezza per un fenomeno che possiamo volgarmente chiamare di compressione dell'acqua verso il fondo che ne provoca il rialzamento. Va da se che in presenza di coste con fondale sabbioso si avranno grosse onde in prossimità della riva, mentre spiagge lentam,ente degradanti avranno onde lunghe e basse. Ma veniamo al momento della mareggiata più fruttuoso per la pesca: la scaduta. Su questo argomento esiste una grandissima confusione, ognuno dice la sua opinione ma poi molti pescatori hanno problemi a percepire il momento della scaduta. In questo articolo parleremo di come si riconosce il momento della scaduta dall'analisi delle carte meteo. La scaduta si ha quando alla fine di una mareggiata (tutte le mareggiate devono avere per forza di cose una fine) il vento cala, quindio il mare si muove ancora generando le onde ma queste sono dovute ad energia residua e non alla forza del vento. Possiamo quindi dire che la scaduta avviene quando il vento esaurisce la sua forza, o più spesso cambia di direzione levando il supporto energetico all amareggiata che naturalmente va ad attenuarsi per poi esaurisi. Quindi alla lettura delle carte meteorologiche, in particolare quelli del vento, andremo a cercare il momento nel quale il vento cala o cambia di direzione per poter andare a cercare i pesci in cerca di cibo. Facciamo un facile esempio, abbiamo su una spiaggia espsta a sud una perturbazione con vento di scirocco che muove il mare e crea onde sino a due metri. Fino a che il vento soffia nella direzione della costa non conviene andare a pesca, ma occorre aspettare innanzitutto che il vento cali di intensità e poi eventualmente cambi direzione. Quando vediamo che si verifica questa situazione dobbiamo essere in spiaggia da quando le onde iniziano a divenire affrontabili (in genere circa 1 metro di altezza su spiagge basse) sino a quando la mareggiata perde forza e diviene formata da piccole onde. Da questa fase in poi può ancora essere fruttuosa la pesca ma non siamo più nella scaduta ma nel post scaduta, fase che analizzaeremo in seguito.

Da Segreti della Pesca

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giovedì 1 marzo 2012

Ricette: Polpo con patate e olive

Il polpo è un animale intelligente e dalle mille risorse, tanto è vero che è l'unico animale marino capace di aprire un barattolo per procurarsi del cibo, oltre ad avere una memoria ben definita di breve e lungo periodo. In tutto il mondo il polpo è pescato ed apprezzato a tavola. Nei paesi orientali i polpi piccoli vengono mangiati crudi e vivi e sono considerati una vera prelibatezza. Qui in Italia si preferisce mangiarli cotti, per fortuna. Oggi vi proponiamo una ricetta per preparare il polpo all'insalata in maniera diversa. Il tutto inizia prendedo il polpo e rimuovendo dalla testa gli organi interni. Quindi rivoltandola e pulendola con cura. Per tre persone avremo bisogno dei seguenti ingredienti: 1 polpo di circa 800 gr, 3 patate, 1 manciata di olive nere, 2 limoni, olio extravergine di oliva, 1 spicchio di aglio, prezzemolo. Preparazione: Lessare il polpo insieme alle patate e a cottura ultimata scolare il tutto, pulire il polpo, tagliarlo a rondelle, sbucciare le patate e tagliarle a tocchetti. Condite il polpo e le patate con olio, limone e aglio aggiungendo alla fine una manciata di olive nere snocciolate e prezzemolo tritato. Fate insaporire qualche ora... e buon appetito!! ...e ricordate che... il giorno dopo è ancora più buono!!! Buon appetito! in collaborazione con Ideericette.it.

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